domenica 5 aprile 2020

Uh! 'n po' di robe viste ontehtoobz

Forse 'nteressa a qualcun altro oltre che a me. Forse no e allora non leggete. Un'avvertenza: a me il vairus intristisce, mette il magone, qui ce n'è mac na frisa (just a bit).

Aggiungi un posto a tavola, l'espansione dell'universo

L'altra 'Merica

Siamo sicuri-sicuri che sia come ci sembra? Per esempio guarda le palle di Dillon

E l'ambiente, peggio della via Gluck

Tirie ti che tij tache, no, nope -- i takki

Altri'nvece

Sembra ieri che non c'era anche se sembra impossibile farne a meno

Guarda questo qua!

Un gioco che possiamo fare tutti noi

Solo per chi andrà in Africa, Florida o Rio delle Amazzoni

Un bel tacer (cit.)

Se facessimo tutti pareil il vairuss non avrebbe scampo

Praticamente

Io ho anche amiche donne, ma niente mogli

Solo per phisicisticisti

Intanto quelli chiusi in casa

Lumbard ricordatevene quando tornerete a votare

Odo auGelli far festa



Noto che Bruna, come sempre, l'è letteralmente impegnada a badar costantemente ad un orto vivacissimo.
Io non ho un orto perché dove una volta ciera la campagna, la via Gluck e un ruscello pieno di pesci con tanto di latte e miele oggi c'è... la giungla.



Sì c'è la giungla - perché dove un tempo c'era il puner (trad. pollaio) di mio nonno, oggi c'è una selva di arbusti che nel mezzo del cammin di nostra vita.
E siccome ormai al mezzo del cammin di nostra vita ci sono vicino, senza aver potuto in questi anni realizzare granché, penso che sarebbe interessante fare un resoconto di come nei prossimi mesi riesco a pulire quel piccolo spazio e riportarlo a condizioni civili senza per questo privarlo di questa strana atmosfera di selva oscura.


Sperando che in mezzo io non ci trovi 3 bestie fameliche... sono felice di essere tornato sul Tamburo, piccolo spazio di condivisione tra vari diari di bordo di vari personaggi in cerca di autore.


Dalla pagina Drive iSays - Il Keynes delle Murge


sabato 4 aprile 2020

Zuzzurelloni


Non so se da voi continuino con i cosiddetti flash mob dai balconi (gente che si affaccia al balcone e si mette a suonare o a cantare).

Da  noi, per lo meno qui a San Juan, alle 19 (ora loro, per noi le 18) alcuni escono sull'azotea (= altana) o alla finestra e battono le mani, alcuni suonano il bucio (non è proprio un "suono", io lo chiamerei "rumore", monocorde, sembra un po' quello di certe trombette che i tifosi usano allo stadio)

Ecco un bucio, "strumento" già usato dagli antichi guanches  per avvisare il resto della popolazione, come in altre etníe si sono usate le campane o il tam tam.




e un monumento a un "suonatore" di bucio



Per oggi fine della trasmissione, ci sentiamo nei prossimi giorni.

venerdì 3 aprile 2020

Nuovo resoconto



Alla fine, ieri era una giornata così bella che abbiamo deciso di salire al terreno (dico "salire" perché è a circa 650 metri slm, con pini e castagni).  Oggi siamo stati a casa  e domani
torneremo a salire, e occorrerà anche annaffiare perché contrariamente alle promesse non è piovuto.

Peccato che non sia epoca di frutti, ci sono solo alcune piccole nespole già mature (dolcissime!) e qualche mandarino, ma il resto è ancora lontano, dalle nettarine 





alle pesche

ai fichi d'India, in boccio:


Non parliamo poi di arance, solo in fiore. 
I durazni, già si è detto, stanno aprendo solo ora i fiori, il fruttoverrà a settembre. Qui i progressi dei ramoscelli tagliati: si sta aprendo un altro fiore e si nota di più il rosa dei petali.



Stiamo programmando la prossima visita al supermercato. In realtà ci occorrerebbe solo un po' di frutta, ma magari aggiungeremo anche "viveri di conforto"!  Però siamo ancora indecisi sul quando. Penso che tutto sommato aspetteremo a dopo Pasqua. Non siamo tradizionalisti (controcorrente, come già detto), per cui il giorno di Pasqua cuciniamo quello che ci pare, purché sia molto appetibile. Del resto, i viveri di conforto li possiamo anche preparare in casa, come la torta al cioccolato con farina di riso e gocce di cioccolato sopra fatta oggi.


Ho voluto provare a usare la farina di riso perché può essere che debba in futuro cucinare per celiaci, veri o falsi che siano.






Ovviamente prenderò tutte le precauzioni del caso.
Nell'unica volta in cui sono andata a fare la spesa al supermercato da quando è iniziata la quarantena sembravo un palombaro...Ho indossato una mascherina -poi buttata- (di quelle che uso nei terreni, serve solo a proteggere dalla polvere di zolfo e poco più) coperta da una sciarpa che ho messo a lavare appena tornata a casa, più un k-way con il cappuccio ben chiuso sotto il mento, più ovviamente i soliti occhiali da vista (lavati al rientro) più i guanti di vinile su cui ho messo i guantini del supermercato (quelli per prendere la frutta).
All'uscita dal super ho buttato (nell'apposito contenitore) questi ultimi,

Insomma, sono abbastanza ottimista su questa faccenda e credo che l'allarmismo attuale sia eccessivo, ma meglio eccedere in precauzioni che essere troppo fiduciosi.




I contatti con il mondo possibili durante la quarantena


Questo è un post di prova, per verificare se il Tamburo può ripartire, tornare come una volta, tanto tempo fa. Anche perché il signor Blogspot mi dice che il Tamburo riceve parecchie visite ogni giorno, su alcuni post preferibilmente ma anche per altri, sapete la storia della coda lunga...

Bruna, la nostra Amministratorerice Delegatoa ha cominciato con successo, adesso provo io mentre Dario scalda i motori fa la punta alle matite. Vederemo...

Che ne dite di una rassegna di quello che ha attirato la mia attenzione, roba molto migliore di quella che potrei produrre io.

Comincia la CASA: Quelli in quarantena da soli. Ecco subito le risposte osservazioni, confessioni (io come Marco Marino (si possono fare i nomi, vero?)).

Cosa non ti trova il .mau.! Aggiungi un posto a tavola, che c'è un amico in più... Io 'n'idea ce l'avressi (ecco mi sono aggiuratato diggià!) ma non è ancora matura, prossimamente... forse...

Tra i fisici Sabine è la mia preferita (pari merito con tanti altri, nèh). E anche perché ha anche altre attività, leggete e poi andate su YouTube per seguire la sua performance (c'è anche il testo, fate click su "Show More"): It’s the End of the World and This Physicist Feels Fine. A me ricorda Les Cernettes Horribles, mancano anche a voi?



mercoledì 1 aprile 2020

Mai una... noia!


Oggi era il giorno sì, in cui toccava salire a curare il terreno eccetera.


Rigorosamente uno davanti e uno (io) sul sedile dietro, siamo saliti a dare da mangiare al (ai) gatto/i
che qui vi mostro: Micho sta venendo a trovarci già dall'estate scorsa, lo abbiamo mezzo addomesticato (si può carezzare, gli piace particolarmente sulla testa, ma con cautela, ogni tanto si rivolta e graffia o morde), l'altro o altra pare vecchio, arriva di nascosto a mangiare, poche volte si è lasciato vedere. Però una volta sono riuscita a fotografarlo: è quello sul tetto, mentre Micho, tutto allarmato, è quello in basso, nell'ombra.

Primo piano di Micho:


Anche oggi siamo riusciti a non annoiarci.
Ho curato un poco l'orto, mentre mio marito sistemava la paleria di sostegno di un vecchio e immenso "ciruelo" (prugno). Ho anche raccolto molta cicoria "catalogna" prima che tutti i cespi inizino ad andare in seme, cosa gradita ma solo su alcuni esemplari, altrimenti mi invadono tutto!
Quindi ho poi dovuto pulire, lavare, tagliare e cuocere della catalogna, che ho poi diviso in sacchetti e messo in freezer (anche la casa in campagna è totalmente attrezzata, per quando viviamo là d'estate), in modo da averne a disposizione quando ci fermeremo a lavorare fino a tardi nei campi, tornando a San Juan ben oltre l'ora del pranzo (come oggi, ma avevo già pronta un'insalata di riso).




















Lo stesso ho fatto con un po' di spinaci. Sono di un tipo perenne alquanto invasivo, detto "della Nuova Zelanda" (nº 353 del Catalogo Ingegnoli), dal sapore abbastanza forte.



Del resto, neppure stando a casa ci annoiamo: ieri per esempio ho preparato un pane e una focaccia con cipolle (senza foto),















qualche giorno fa una focaccia al rosmarino.


Comunque stare nella natura non ti annoia mai, ogni volta ti riserva una sorpresa.
Per esempio, a febbraio avevo dovuto potare un "durazno" (varietà di pesca particolare della zona) ma mi dispiaceva buttare quei rami con bocciolini,  ancorché chiusi... Così ne ho messi alcuni in un vaso, con acqua e un pizzico di zucchero. Ogni tanto ho cambiato l'acqua, poi ho messo il vaso fuori nel cortile. Ed ecco che, in coincidenza con l'aprirsi dei fiori della pianta madre, anche i poveri rametti stanno aprendo timidamente qualche fiore...  Sono quasi invisibili, solo la puntina rosea dimostra che sono vivi...


Bene, domani non saliremo, magari inizierò un altro lavoro a maglia, ma non vedo l'ora che arrivi dopodomani per rivedere Micho e il mio orto!