Non so per quale motivo, in Answers è riapparso il tema della "causa incausata", del "motore primo"... o come lo chiamano gli IDioti, Dio.
Questa "causa incausata" avrebbe generato l'Universo, ovviamente per ammore.
E dopo 15 miliardi di anni, si sarebbe presentato ad un popolo mediorientale e sacrificato il proprio figlio in croce.
Aha.
Non credo che qui ci sia qualcuno così stupido da bersela, ma per rispondere in qualche modo a tono a questi cazzari cerco su Google "vuoto quantistico", che è il motivo per cui io, non-fisico, sto per andare a comprare il libro di Lawrence Krauss "Un universo dal nulla?" questo Natale.
Voglio saperne di più.
Allora chiedo come al solito a papà Google.
Che mi suggerisce di affinare la ricerca con la query "vuoto quantistico origine universo".
Facciamolo.
No, l'articolo non ve lo linko, mi dispiace. Non dovrei nemmeno fargli pubblicità.
Mi chiedo solo: come fa un articolo di apologetica cattolica ad essere il secondo, e dico SECONDO risultato che esce da Google cercando un tema complesso e scientifico come "vuoto quantistico"?
Quanto bisogna aver pagato, e chi ha pagato per inserire quell'articolo proprio lì?
E passo un po' di tempo a dare un'occhiata alle sezioni del sito: pochissimo, ovviamente, non merita più di tanta attenzione.
Però a colpire il mio occhio è questo:
Coooosa????
Eccerto, come no!!!
Leggo ed è il solito trucco per fessi, usato tranquillamente da siti di apologetica cattolica come da quelli di propaganda geovista: dire che i racconti biblici sono dimostrati perché alcune città, battaglie o luoghi di cui parla la Bibbia sono presenti in alcuni antichi documenti.
E no! Non basta affatto!
Come se per dimostrare la veridicità delle storie di Sherlock Holmes portassi a mia qualifica l'esistenza di Londra, del Sussex o della guerra dei boeri... no no no!
Non funziona così, ciccio! Non è il "contorno" che devi provare, è il contenuto della rivelazione biblica che deve essere sincero!
Per dimostrare la veridicità biblica mi devi dimostrare che quando parla di Patriarchi, Diluvio universale, Esodo, conquista di Caanan su su fino ai Giudici e ai regni di Davide e Salomone stiamo effettivamente tracciando una Storia documentata dai fatti e dalle prove archeologiche del territorio.
E quale libro mi riportano tra quelli usati per dimostrare l'autenticità del Vecchio Testamento?
"The Bible Unearthed" di Finkelstein e Silberman! Geniali.
Io sono sicuro che comincerò a sentire "Salamoni" molto presto in certi ambienti... per questo vorrei usare la "popolarità" del Tamburo Riparato per parlare di alcune tematiche che in fondo a me sono molto care.
Sta per cominciare l'inverno, e come sempre senza riscaldamento in casa, i miei reni cominciano a congelarsi e bloccarsi stando seduto solo per mezz'ora.
Rimando tutto alla primavera, ma stavolta DAVVERO provo a scrivere quei post sull'archeologia biblica e sul protocristianesimo che vorrei scrivere da tempo.
Perché non tollero che certe persone cerchino di farci fessi con i loro trucchetti retorici, non nel mio secolo, non nel mio Internetz.
Per il momento, chiedo scusa se approfitto del Tamburo per sfogarmi un po', ma stasera non riesco proprio a tenermelo dentro, da qualche parte devo proprio fare uscire questa cosa...
mercoledì 25 novembre 2015
sabato 3 maggio 2014
La Bibbia aveva ragione?
No, non funziona.
Cominciamo così.
Ieri ho avuto un diverbio con un caro amico.
La causa sono questi due recenti articoli sull'archeologia biblica: uno di Repubblica e l'altro de Il Fatto Quotidiano.
Premessa: come succede un po' nella vita, prima di diventare cari amici e accorgerci di avere interessi in comune, oltre alla "religione", noi due eravamo feroci rivali, o meglio nemici, in quella cloaca massima che è la sezione Religione e Spiritualità di Answers, dove ho avuto modo di incontrare molte delle persone che tuttora seguo su Facebook.
Ma col tempo i dissapori sono finiti e siamo diventati ottimi amici: per cui non credevo che ieri mi avrebbe attaccato così ferocemente per aver detto che sì, la Bibbia è falsa, ed è pure inattendibile dal punto di vista storico almeno fino ai vari regni di Davide e Salomone..
Non l'avessi mai detto!
Eppure per quanto tempo sia passato dall'ultima volta che ho aperto un libro di archeologia - sono passati ormai 3 anni da quando, per promessa ad una amica archeologa, mi ritrovai a studiare, io!, un po' di archeologia biblica su alcuni testi accademici.. - ricordavo bene: i regni di Davide e Salomone non sono mai stati.
![]() |
| Come passa veloce il tempo! |
Non basta, come pensava forse di smentirmi un'altra nostra amica, una stele (la stele di Mesha) che parli del popolo di Israele.. soprattutto perché quella stele parla di una pesante sconfitta e il frammento che dovrebbe parlare di Davide si può leggere in mille modi, visto che è alterato.
Ma non importa.
Questo in realtà non prova nulla.
Per provare l'esistenza di un regno servono ostraka (frammenti di porcellana) che ne provino gli scambi commerciali con le altre nazioni, che parlino della sua storia, della sua politica.. occorrono infrastrutture come strade, palazzi, magazzini e stalle.. e tutto questo non c'è.
Io non ne ero sicuro, ma da quel che ricordavo al tempo in cui si dovrebbe trovare il regno di Davide, Gerusalemme era ancora una tendopoli di contadini e pastori dediti alla coltivazione di ulivo e vite.
Preso da un dubbio, sono andato a controllare ieri notte sul mio libro "Le tracce di Mosè" di Israel Finkelstein, ed è proprio così.
Ahia.
E qui la discussione si è chiusa, perché poi abbiamo festeggiato il suo compleanno.
Ma in questi giorni è uscito anche un articolo di quegli scribacchini di Uccr, sempre pronti a modificare la realtà e la scienza a loro uso e consumo: questo.
Cosa dicono?
Che praticamente chi pensa di smentire la Bibbia prendendola per un racconto storico preciso si sbaglia, perché in realtà la Bibbia è più un libro "morale" dove i profeti indicano le istruzioni da seguire per giungere a YHWH[1]. Aha.
Certo, perché chiamare "leggi morali" comandamenti simili alla legge del taglione è veramente produttivo..
Inoltre, esiste il concetto di "inerranza".
E resta il fatto che secondo la tradizione orale ebraica, il Pentateuco sarebbe stato dettato (sì, proprio dettato!) da YHWH stesso a Mosè sul Sinai.
Allora perché avrebbe mentito così spudoratamente sulla storia del popolo israelita?
Qual è il senso di Genesi, Diluvio, storia dei Patriarchi, Esodo e delle varie leggi morali contraddittorie per un "dio amorevole" lasciate in Deuteronomio?
Non si capisce.
Ma l'articolo finisce anche consigliando di leggere "La Bibbia aveva ragione" di Werner Keller.
Aha. Io non l'ho letto questo libro, e penso che lo recupererò molto più avanti, visto che si trova nel seminario vescovile del capoluogo, e non mi faccio un viaggio di 30 km per un libro che non mi interessa.. ma ho letto un sunto sul sito di un testimone di Geova.
Secondo quanto riportato, la Bibbia avrebbe ragione perché alcuni dei regni confinanti con Israele sono effettivamente esistiti. Aha.
Con questa logica, qualsiasi romanzo storico o anche libro di fantascienza che parli effettivamente di luoghi reali deve per forza di cose essere vero.
No, no.
Per provare l'attendibilità storica della Bibbia occorrono prove straordinarie, visto che si tratta di un racconto "straordinario".
E queste prove non ci sono.
Che peccato.
Nota finale: visto che Juhan mi ha reinvitato a scrivere sul Tamburo, vorrei trovare il tempo di tradurre ancora qualcosa da Dwindling in Unbelief e parlare ancora un po' di archeologia biblica.
Magari non interesserà a nessuno, ma per il momento non saprei di cosa altro scrivere perché, anche se certe compagnie hanno richiesto che diventassi molto meno anticlericale di un tempo, non ho mai smesso di leggere e documentarmi nel campo della ricerca storica su archeologia e storia della Chiesa.
Alla prossima.
[1] No, mi rifiuterò sempre di chiamare il dio israelita e cristiano con l'appellativo "Dio".
Per meglio ricordare ai vari religiosi che in realtà il loro dio, il cui nome non si deve pronunciare invano, si chiama YHWH e si tratta semplicemente di un dio locale come lo sono stati Zeus e Odino.
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domenica 1 settembre 2013
Chi sono gli israeliti?
Chi sono gli israeliti? si chiedono nel quarto capitolo di The Bible Unearthed Israel Finkelstein e Neil Asher Silberman. Sì perché sto continuando da qui.
Domanda che per la Bibbia ha una risposta ovvia, anzi (qual è il superlativo di ovvia? mi mancano le parole!) più ovvia dell'ovvio, ovviamente: gli israeliti sono i diretti discendenti dei patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe(o Giacobbo?)1.
Le dodici tribù non hanno dimenticato le loro radici in Canaan, nonostante 430 anni di schiavitù in Egitto. Hanno continuato con i loro costumi, in stretto collegamento con la loro relazione speciale con Dio. Mosè ha promesso loro una nazione e con Giosuè l'hanno ottenuta, anche se la Bibbia lì ha qualche contraddizione: si dice che l'hanno conquistata ma poi appaiono i filistei e canaaniti vari dappertutto. E ci sono anche questioni familiari: non sposarsi con quelli di Beniamino.
Ma se, come l'archeologia suggerisce, tutta la storia dei patriarchi e l'esodo sono leggende compilate tardivamente e manca qualsiasi evidenza dell'invasione di Canaan sotto Giosuè da dove nasce l'idea dell'antica nazionalità? Insomma chi sono questi qui?
L'archeologia suggerisce una risposta sorprendente: dallo scavo dei villaggi antichi risulta che erano indigeni che solo gradualmente svilupparono un'identità che permette di definirli israeliti.
La Bibbia ci descrive in dettaglio che finita la conquista Giosuè divide la terra tra le tribù. Ma poi salta fuori che restano i filistei e i fenici e gli ammoniti e i moabiti e altri ancora.
È tutta una guerra, con tutti. L'interpretazione teologica è chiara: se Israele resta separato dagli indigeni sarà compensato, altrimenti cesserà il patto di alleanza con Dio. Ma nel libro dei Giudici salta fuori che il popolo adora Baal e Ashtaroth. Ma è vero che dopo secoli di fedeltà a Dio gli israeliti scivolano nel politeismo dei vicini?
Fino a tempi recenti il ritrovamento di ceramica rozza sopra le distruzioni dell'Era del Bronzo è stata vista come prova di popolazioni seminomadi (come dovevano esserlo dopo 40 anni nel deserto). Potrebbe esserci stata non un'nvasione ma una "pacifica infiltrazione" come dice la scuola tedesca di Albrecht Alt negli anni '20. Secondo Alt all'inizio l'arrivo dei pastori israeliti è stato pacifico e solo in seguito i problemi con i canaaiti emersero. Ci sono anche testimonianze scritte, per esempio sugli apiru, popolo marginale, briganti e soldati di ventura, presenti anche in Egitto come salariati per opere governative. Il nome Apiru, Hapiru e Habiru ha commessioni linguistiche con Ibri, cioè Ebrei. E quindi gli apiru sarebbero come gli egizi chiamavano gli ebrei. ma oggi si sa che l'uso di questa parola è da riferirsi all'ambito socio-economico invece che etnico. Anche se chissà, può darsi che...
Gli egizi menzionano anche gli Shosu, pastori innumeri all'inizio del dodicesimo secolo A.C. Possono essere Israele chiamato con un altro nome?
La teoria della pacifica invasione di Alt venne contestata negli anni '70 in base a dati etnografi e antropologici. Salta fuori che i nomadi del deserto e i coltivatori e pastori erano essenzialmente un'unica società. E così si sviluppa, tra il '60 e il '70, un'altra teoria sull'origine degli israeliti, iniziata dagli americani George Mendenhall e Norbert Gottwald. La teoria propone che i primi israeliti non erano né invasori né infiltrati ma ribelli che fuggirono dalle città sulle colline disabitate. Dai documenti, principalmente le tavolette di Tell el-Amarna, risulta che la società canaanita era altamente stratificata con elevate tensioni sociali e disuguaglianze economiche. L'elite, locale e egiziana, a un certo punto divenne insopportabile.
Per cui, sostengono Mendenhall e Gottwald alcuni divennero apiru, si stabilirono in zone fuori dal controllo delle città e degli egizi, in queso modo con una società meno stratificata e rigida divennero israeliti. Gottwald suggerisce inoltre che queste idee potrebbero essere giunte con un piccolo gruppo proveniente dall'Egitto; questo gruppo potrebbe essere stato influenzato dalle idee religiose eterodosse degli egiziani (nota mia: Mosè e il monoteismo di Sigmund Freud diceva già qualcosa di simile, l'idea di approfondire l'argomento e finire a Finkelstein è partita da lì, grazie a Dario per i suoi suggerimenti) come quelle di Akhenaton del XiV secolo A.C.
La nascita di Israele sarebbe quindi il frutto di una rivoluzione degli oppressi contro i padroni feudali. Purtroppo questa teoria non ha evidenze archeologiche che la supportino, anzi l'evidenza la contraddice. Se i rifugiati fuggiaschi fossero appartenenti alle città sarebbero simili le stoviglie e l'architettura. Ancora più stringente recentemente si è visto che la società cittadine e rurale della tarda età del Bronzo aveva iniziato a impoverirsi dal XVI secolo A.C. Questo indebolimento e il diminuire della popolazione potrebbe aver giocato un ruolo importante nel collasso della cultura urbana. Quindi niente fuggiaschi dai villagi verso le alture in cerca di una nuova vita. E la questione "Chi sono gli israeliti?" va cercata in un'altra direzione.
Oh! così dicono Israel e Neil Asher, come vedremo prossimamente.
Per intanto googlando per Giosia, l'autore della Bibbia, è saltata fuori Nadia, eccola
e per chi vuole saperne di più che la Wiki.
Come faremmo senza la Wiki? mi chiedo spesso2.
1. no, questa l'ho già detta, cancello.
2. anche lì la risposta non è facile, anzi!
Domanda che per la Bibbia ha una risposta ovvia, anzi (qual è il superlativo di ovvia? mi mancano le parole!) più ovvia dell'ovvio, ovviamente: gli israeliti sono i diretti discendenti dei patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe
Le dodici tribù non hanno dimenticato le loro radici in Canaan, nonostante 430 anni di schiavitù in Egitto. Hanno continuato con i loro costumi, in stretto collegamento con la loro relazione speciale con Dio. Mosè ha promesso loro una nazione e con Giosuè l'hanno ottenuta, anche se la Bibbia lì ha qualche contraddizione: si dice che l'hanno conquistata ma poi appaiono i filistei e canaaniti vari dappertutto. E ci sono anche questioni familiari: non sposarsi con quelli di Beniamino.
Ma se, come l'archeologia suggerisce, tutta la storia dei patriarchi e l'esodo sono leggende compilate tardivamente e manca qualsiasi evidenza dell'invasione di Canaan sotto Giosuè da dove nasce l'idea dell'antica nazionalità? Insomma chi sono questi qui?
L'archeologia suggerisce una risposta sorprendente: dallo scavo dei villaggi antichi risulta che erano indigeni che solo gradualmente svilupparono un'identità che permette di definirli israeliti.
La Bibbia ci descrive in dettaglio che finita la conquista Giosuè divide la terra tra le tribù. Ma poi salta fuori che restano i filistei e i fenici e gli ammoniti e i moabiti e altri ancora.
È tutta una guerra, con tutti. L'interpretazione teologica è chiara: se Israele resta separato dagli indigeni sarà compensato, altrimenti cesserà il patto di alleanza con Dio. Ma nel libro dei Giudici salta fuori che il popolo adora Baal e Ashtaroth. Ma è vero che dopo secoli di fedeltà a Dio gli israeliti scivolano nel politeismo dei vicini?
Fino a tempi recenti il ritrovamento di ceramica rozza sopra le distruzioni dell'Era del Bronzo è stata vista come prova di popolazioni seminomadi (come dovevano esserlo dopo 40 anni nel deserto). Potrebbe esserci stata non un'nvasione ma una "pacifica infiltrazione" come dice la scuola tedesca di Albrecht Alt negli anni '20. Secondo Alt all'inizio l'arrivo dei pastori israeliti è stato pacifico e solo in seguito i problemi con i canaaiti emersero. Ci sono anche testimonianze scritte, per esempio sugli apiru, popolo marginale, briganti e soldati di ventura, presenti anche in Egitto come salariati per opere governative. Il nome Apiru, Hapiru e Habiru ha commessioni linguistiche con Ibri, cioè Ebrei. E quindi gli apiru sarebbero come gli egizi chiamavano gli ebrei. ma oggi si sa che l'uso di questa parola è da riferirsi all'ambito socio-economico invece che etnico. Anche se chissà, può darsi che...
Gli egizi menzionano anche gli Shosu, pastori innumeri all'inizio del dodicesimo secolo A.C. Possono essere Israele chiamato con un altro nome?
La teoria della pacifica invasione di Alt venne contestata negli anni '70 in base a dati etnografi e antropologici. Salta fuori che i nomadi del deserto e i coltivatori e pastori erano essenzialmente un'unica società. E così si sviluppa, tra il '60 e il '70, un'altra teoria sull'origine degli israeliti, iniziata dagli americani George Mendenhall e Norbert Gottwald. La teoria propone che i primi israeliti non erano né invasori né infiltrati ma ribelli che fuggirono dalle città sulle colline disabitate. Dai documenti, principalmente le tavolette di Tell el-Amarna, risulta che la società canaanita era altamente stratificata con elevate tensioni sociali e disuguaglianze economiche. L'elite, locale e egiziana, a un certo punto divenne insopportabile.
Per cui, sostengono Mendenhall e Gottwald alcuni divennero apiru, si stabilirono in zone fuori dal controllo delle città e degli egizi, in queso modo con una società meno stratificata e rigida divennero israeliti. Gottwald suggerisce inoltre che queste idee potrebbero essere giunte con un piccolo gruppo proveniente dall'Egitto; questo gruppo potrebbe essere stato influenzato dalle idee religiose eterodosse degli egiziani (nota mia: Mosè e il monoteismo di Sigmund Freud diceva già qualcosa di simile, l'idea di approfondire l'argomento e finire a Finkelstein è partita da lì, grazie a Dario per i suoi suggerimenti) come quelle di Akhenaton del XiV secolo A.C.
La nascita di Israele sarebbe quindi il frutto di una rivoluzione degli oppressi contro i padroni feudali. Purtroppo questa teoria non ha evidenze archeologiche che la supportino, anzi l'evidenza la contraddice. Se i rifugiati fuggiaschi fossero appartenenti alle città sarebbero simili le stoviglie e l'architettura. Ancora più stringente recentemente si è visto che la società cittadine e rurale della tarda età del Bronzo aveva iniziato a impoverirsi dal XVI secolo A.C. Questo indebolimento e il diminuire della popolazione potrebbe aver giocato un ruolo importante nel collasso della cultura urbana. Quindi niente fuggiaschi dai villagi verso le alture in cerca di una nuova vita. E la questione "Chi sono gli israeliti?" va cercata in un'altra direzione.
Oh! così dicono Israel e Neil Asher, come vedremo prossimamente.
Per intanto googlando per Giosia, l'autore della Bibbia, è saltata fuori Nadia, eccola
e per chi vuole saperne di più che la Wiki.
Come faremmo senza la Wiki? mi chiedo spesso2.
1. no, questa l'ho già detta, cancello.
2. anche lì la risposta non è facile, anzi!
domenica 11 agosto 2013
La conquista di Canaan - IV
Qual è la differenza tra le due immagini? Qual è quella vera? Sì quella di sinistra è storia, quella di destra una storiella, come sto raccontando da tempo, seguendo Israel Finkelstein, la precedente puntata la trovate qui.
Eravamo rimasti al fatto che la versione dei fatti come descritti nella Bibbia non risultasse confermata dagli scavi archeologici, anzi, e la maggior parte degli studiosi si orientasse in altre direzioni.
In realtà anche prima di questi riscontri archeologici un piccolo gruppo di studiosi tedeschi avevano evidenziato le inconsistenze interne del testo biblico. In particolare Albrecht Alt e Martin North citano il caso del cumulo di rovine risalenti all'Età del Bronzo vicine alla città di Bethel, rovine molto più grandi della loro città. Quindi leggende possono essere nate e cresciute riguardo alle rovine, leggende di antichi eroi che spiegano come una così grande città possa essere stata distrutta. A un certo punto queste leggende devono essere state raccolte e messe insieme, legate a un singolo eroe leader della mitica campagna di conquista.
In contrasto con questa descrizione nella parte iniziale del Libro dei Giudici Alt e North fanno notare la descrizione molto più variegata riguardo le varie città, cosa che fa pensare a ricordi di fatti avvenuti.
L'accumulo graduale di storie e leggende e il loro accorpamento in versione teologica avviene nel regno di Giuda, nel settimo secolo A.C. La prova più convincente di questo è l'elenco delle città nel territorio della tribù di Giuda (Giosuè 15:21-62) che corrisponde esattamente ai confini del regno di Giuda ai tempi del re Giosia. E alcune delle città erano recenti, dello stesso secolo. Ma non c'è solo la geografia: si sa che il libro di Giosuè fa parte della Storia Deuteronomica, compilata durante il regno di Giosia. Nella Storia Deuteronomica ritorna ripetutamente l'idea che tutta la terra d'Israele dev'essere governata dal leader divinamente scelto dall'intero popolo d'Israele, leader che segua strettamente la legge data a Mosè nel Sinai e mette in guardia contro l'idolatria.
Quando Giosia venne incoronato re, nel 639 A.C. l'idea della santità e unità della terra d'Israele erano solo un sogno. Tolto poco più del regno di Giuda la maggior parte della Terra Promessa era sotto il dominio assiro, da circa un secolo. E Giuda era vassallo dell'Assiria.
La Bibbia dice che ciò era dovuto al fatto che recentemente il popolo non aveva seguito la legge, non avevano fatto fuori tutti i pagani, continuavano a adorare altri dei, etc. Così erano stati resi schiavi e cessato di essere una santa comunità. Ma, colpo di scena, viene trovato il "libro della Legge" che cambierà completamente le cose.
Qualche anno dopo gli assiri si ritirano e l'unificazione di Israele sembra possibile, proprio come il libro descrive era già capitato anticamente.
Ecco allora che le leggende (Gerico e la sconfitta dei re canaaiti) tornano utili, da sfruttare politicamente. L'eroe Giosuè diventa metaforicamente
Cosa che racconterò un'altra volta.
mercoledì 3 luglio 2013
La conquista di Canaan - III
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| Quello lì sembra proprio FSM in Pasta e Salsa |
Squillarono davvero le trombe? (cit.). Perché saltarono fuori incongruenze difficili da far quadrare, Gerico era tra quelle più importanti. Non solo non c'erano mura che potessero cadere ma non c'era nemmeno traccia di un insediamento nel XIII secolo AC e nel precedente era un insediamento piccolo, povero e non fortificato.
Quindi tutta la storia della marcia dell'Arca dell'alleanza attorno alla città e le mura che crollano al suono delle trombe era, ecco, come dire, sì, romanzata. Idem per Ai, luogo del famoso (?) agguato. Città assente. E mancano pure i gibeoniti a quell'epoca. E così via.
Naturalmente in questi casi si cercano soluzioni per salvare la teoria: Ai non era quella scavata ma una vicina (un po' come confondere Piubes con Vinöv) e i resti di Gerico erosi e portati via. Recentemente il consenso sulla conquista è stato, finalmente, abbandonato. Come per altre città, anche fuori da Canaan, sembra che i distruttori non fossero necessariamente israeliti.
La Bibbia è focalizzata su Israele ma per capire cos'è successo bisogna considerare l'intera regione orientale del Mediterraneo. E salta fuori allora che questo è stato uno dei periodi più caotici. Prima c'erano due grandi imperi: l'Egitto (che controllava Canaan) e gli Hittiti, in Turchia e nord della Siria. Dopo una guerra con epica battaglia a Kadesh (Siria) senza un netto vincitore si giunse a una pace "per sempre". Questa situazione consentì la nascita di un'altra grande potenza nell'ovest, non per meriti militari ma per le abilità marittime: il mondo miceneo, quello dell'Illiade e dell'Odissea.
Il mondo Miceneo inizialmente scoperto da Heinrich Schliemann alla fine dell'800 rivelò in seguito i sui segreti con la decifratura del Lineare B dalla quale risultò che parlavano greco. Il crollo improvviso di questo sistema deve aver lasciato un'eco duratura in leggende e poemi.
La condizione economica dell'intera zona crolla improvvisamente per una ragione che gli studiosi (come *bip* si traduce scholar?) sono convinti dovuta principalmente a invasioni di misteriosi gruppi violenti, conosciuti con il nome di Popoli del Mare (Shiqalaya per gli Hittiti) che giunti da occidente per terra e per mare devastarono tutto quello che trovavano, manco fossero Brunetta, Gasparri, Cicchitto, Gelmini, Sananché &co.
Non c'è accordo su chi fossero ma una cosa è certa: l'economia della zona andò distrutta. Recentemente c'è chi propone un cambiamento climatico che devastò l'agricoltura con successiva carestia per tutta l'area o chi pensa che le società fossero diventate troppo specializzate per affrontare lo stress economico, insomma non lo sappiamo. Ma le conseguenze per gli archeologi sono chiare: le commistioni egiziane e canaanite in architettura e nelle ceramiche furono rimpiazzate da qualcosa di completamente nuovo.
Ragazzi, sono appena a p.90, ce la farò a arrivare al dunque? Ci fosse Ponder, chissà se la magia? chissà se ne ha voglia? chissà se ne è capace?
martedì 25 giugno 2013
La conquista di Canaan - II
I post sull'archeologia biblica, seguendo il Finkelstein (in inglese sperando che Carocci ristampi) sono faticosi perché bisogna leggere e riportare cosa c'è scritto. E c'è chi mi controlla, non posso sbagliare, mica come faccio di solito che metto giù la prima cosa che mi passa per la mente, spesso non sono neanche d'accordo con quel che i miei diti digitano sulla tastiera. Fortuna che Israel scrive davvero bene, chiaro, un modello.
Oggi riprendo da dov'ero arrivato in questo post: La conquista di Canaan - I.
Abbiamo parecchi documenti della Tarda Età del Bronzo egiziana (1550-1150 AC) riguardanti gli avvenimenti di Canaan. (p.77)
Sono lettere diplomatiche, liste di città conquistate, bassorilievi di assedi nei templi egiziani, annali dei faraoni, opere letterarie e inni. La più dettagliata fonte di informazioni sono probabilmente le lettere di Tell el-Amarna, Finkelstein ne è custode della maggior parte. Queste riguardano la corrispondenza diplomatica e militare dei potenti faraoni Amenhotep III e suo figlio Akhenaten che governarono l'Egitto nel XIV secolo AC.
Parecchie di queste 400 tavolette concernono città di Canaan che diventeranno famose nella Bibbia come Gerusalemme, Shechem, Megiddo, Hazor e Lachis. Risulta che Canaan era una provincia egiziana, con capitale Gaza. La Bibbia non parla mai di egiziani nelle battaglie della conquista di Canaan da parte degli ex-esodati, quelli di Giosuè, eppure risulta che gli egiziani curavano accuratamente gli affari della zona.
Le città descritte nel libro di Giosuè risultano dagli scavi archeologici pateticamente deboli, centri amministrativi per il re, la sua famiglia e i burocrati con la popolazione dispersa nel territorio circostante in piccoli villaggi. La città tipica ha un solo palazzo, un tempio e pochi edifici, probabilmente residenza degli alti ufficiali, taverne e altri uffici amministrativi. Niente mura cittadine. le formidabili città descritte nella storia della conquista non erano protette da fortificazioni! (Dice proprio così, p.77 in fondo).
Probabilmente l'Egitto controllava con sicurezza l'intera provincia e non v'era esigenza di fortificazioni. E i vari re locali, soggetti a forti tributi al faraone, non erano in grado di intraprendere la costruzione di grosse opere. Cioè siamo in un epoca che è solo l'ombra della prospera società della Media Età del Bronzo. Molte città erano state abbandonate e le altre si erano ristrette e la popolazione totale non doveva superare di molto le centomila persone. Una dimostrazione di ciò si trova in una delle lettere di Amarna in cui il re di Gerusalemme chiede al faraone di mandargli 50 uomini per "proteggere il paese". In un'altra lettere il re di Megiddo chiede cento soldati per proteggere la città dal re di Sechem.
Le lettere di Amarna descrivono la situazione un secolo prima della supposta conquista israelita. Non ci sono motivi per supporre che le cose siano cambiate nel frattempo. Altre evidenze archeologiche (mica posso tradurre tutto, comprate il libro, se lo ristampano) dimostrano come gli egiziani fossero presenti in forze su tutto il territorio e risulta inspiegabile come questi non siano intervenuti contro gli invasori, oltretutto fuggiti dall'Egitto.
Ma ci sono anche evidenze che il libro di Giosuè non è totalmente una favola, riflette accuratamente la geografia d'Israele, il corso della campagna segue un ordine geografico logico.
All'inizio del XX secolo un gruppo di studiosi scelsero i siti che si pensavano congruenti con la conquista israelita e cominciarono a scavare alla ricerca di resti di mura cadute, travi bruciate e grosse distruzioni.
Il più ragguardevole di questi fu William Foxwell Albright della John Hopkins University di Baltimora, un brillante linguista, storico, biblista e archeologo. La sua conclusione fu che i patriarchi erano personalità autentiche. E quindi anche i fatti relativi a Giosuè erano storici. Famoso il suo scavo a Tell Beit Mirsim che identificò con la città biblica di Debir. Poi risultò diversamente giusto ma i risultati dello scavo restano centrali per il dibattito storico. Dallo scavo risultò una piccola città ma dal tipo di ceramica grossolana rinvenuta, conosciuta anche in altri siti egli la identificò con gli israeliti.
Stessa situazione in parecchi altri siti. Poi negli anni 50, dopo la nascita dello stato d'Israele gli sforzi degli archeologi locali si concentrarono sulla questione della conquista della terra promessa. Yigael Yadin scavò Hazor, descritta in Giosuè come "il capo di tutti questi regni". Hazor copriva, nella Tarda Età del Bronzo, 80 ettari, otto volte più di Megiddo e Lachis. Da una tavoletta si trovò il nome del re, compatibile con quello citato nella Bibbia (Ibni - Jabin). Lo scavo rivelò che nel XIII secolo, senza segni premonitori, la città fu improvvisamente attaccata, distrutta e rasa al suolo. Dopo un periodo di abbandono sulle rovine sorse un povero insediamento, le cui ceramiche assomigliano a quelle precedentemente descritte. Quindi, per la maggior parte del XX secolo, l'archeologia sembrava apparentemente confermare la versione della Bibbia.
Sfortunatamente il consenso degli studiosi alla fine si dissolse.
Come vedremo prossimamente. Non so voi ma questo giallo mi appassiona, molto più di Aghata Christie. Manca Dirk Gently, mai che ci si possa fidare di lui: Dirk sei licenziato.
Oggi riprendo da dov'ero arrivato in questo post: La conquista di Canaan - I.
Abbiamo parecchi documenti della Tarda Età del Bronzo egiziana (1550-1150 AC) riguardanti gli avvenimenti di Canaan. (p.77)
Sono lettere diplomatiche, liste di città conquistate, bassorilievi di assedi nei templi egiziani, annali dei faraoni, opere letterarie e inni. La più dettagliata fonte di informazioni sono probabilmente le lettere di Tell el-Amarna, Finkelstein ne è custode della maggior parte. Queste riguardano la corrispondenza diplomatica e militare dei potenti faraoni Amenhotep III e suo figlio Akhenaten che governarono l'Egitto nel XIV secolo AC.
Parecchie di queste 400 tavolette concernono città di Canaan che diventeranno famose nella Bibbia come Gerusalemme, Shechem, Megiddo, Hazor e Lachis. Risulta che Canaan era una provincia egiziana, con capitale Gaza. La Bibbia non parla mai di egiziani nelle battaglie della conquista di Canaan da parte degli ex-esodati, quelli di Giosuè, eppure risulta che gli egiziani curavano accuratamente gli affari della zona.
Le città descritte nel libro di Giosuè risultano dagli scavi archeologici pateticamente deboli, centri amministrativi per il re, la sua famiglia e i burocrati con la popolazione dispersa nel territorio circostante in piccoli villaggi. La città tipica ha un solo palazzo, un tempio e pochi edifici, probabilmente residenza degli alti ufficiali, taverne e altri uffici amministrativi. Niente mura cittadine. le formidabili città descritte nella storia della conquista non erano protette da fortificazioni! (Dice proprio così, p.77 in fondo).
Probabilmente l'Egitto controllava con sicurezza l'intera provincia e non v'era esigenza di fortificazioni. E i vari re locali, soggetti a forti tributi al faraone, non erano in grado di intraprendere la costruzione di grosse opere. Cioè siamo in un epoca che è solo l'ombra della prospera società della Media Età del Bronzo. Molte città erano state abbandonate e le altre si erano ristrette e la popolazione totale non doveva superare di molto le centomila persone. Una dimostrazione di ciò si trova in una delle lettere di Amarna in cui il re di Gerusalemme chiede al faraone di mandargli 50 uomini per "proteggere il paese". In un'altra lettere il re di Megiddo chiede cento soldati per proteggere la città dal re di Sechem.
Le lettere di Amarna descrivono la situazione un secolo prima della supposta conquista israelita. Non ci sono motivi per supporre che le cose siano cambiate nel frattempo. Altre evidenze archeologiche (mica posso tradurre tutto, comprate il libro, se lo ristampano) dimostrano come gli egiziani fossero presenti in forze su tutto il territorio e risulta inspiegabile come questi non siano intervenuti contro gli invasori, oltretutto fuggiti dall'Egitto.
Ma ci sono anche evidenze che il libro di Giosuè non è totalmente una favola, riflette accuratamente la geografia d'Israele, il corso della campagna segue un ordine geografico logico.
All'inizio del XX secolo un gruppo di studiosi scelsero i siti che si pensavano congruenti con la conquista israelita e cominciarono a scavare alla ricerca di resti di mura cadute, travi bruciate e grosse distruzioni.
Il più ragguardevole di questi fu William Foxwell Albright della John Hopkins University di Baltimora, un brillante linguista, storico, biblista e archeologo. La sua conclusione fu che i patriarchi erano personalità autentiche. E quindi anche i fatti relativi a Giosuè erano storici. Famoso il suo scavo a Tell Beit Mirsim che identificò con la città biblica di Debir. Poi risultò diversamente giusto ma i risultati dello scavo restano centrali per il dibattito storico. Dallo scavo risultò una piccola città ma dal tipo di ceramica grossolana rinvenuta, conosciuta anche in altri siti egli la identificò con gli israeliti.
Stessa situazione in parecchi altri siti. Poi negli anni 50, dopo la nascita dello stato d'Israele gli sforzi degli archeologi locali si concentrarono sulla questione della conquista della terra promessa. Yigael Yadin scavò Hazor, descritta in Giosuè come "il capo di tutti questi regni". Hazor copriva, nella Tarda Età del Bronzo, 80 ettari, otto volte più di Megiddo e Lachis. Da una tavoletta si trovò il nome del re, compatibile con quello citato nella Bibbia (Ibni - Jabin). Lo scavo rivelò che nel XIII secolo, senza segni premonitori, la città fu improvvisamente attaccata, distrutta e rasa al suolo. Dopo un periodo di abbandono sulle rovine sorse un povero insediamento, le cui ceramiche assomigliano a quelle precedentemente descritte. Quindi, per la maggior parte del XX secolo, l'archeologia sembrava apparentemente confermare la versione della Bibbia.
Sfortunatamente il consenso degli studiosi alla fine si dissolse.
Come vedremo prossimamente. Non so voi ma questo giallo mi appassiona, molto più di Aghata Christie. Manca Dirk Gently, mai che ci si possa fidare di lui: Dirk sei licenziato.
domenica 5 maggio 2013
La conquista di Canaan - I
C'è sempre in sospeso l'esame del Finkelstein, oggi un'altra puntata.
Che è poi la continuazione di:
Non è che seguo e riferisco su tutto il contenuto di Israel Finkelstein e Neil Asher Silberman, The Bible Unearthed, relaziono solo su qualche parte, quelle che m'attraggono di più.
Per esempio oggi si parla della conquista di Canaan da parte di Giosuè, dopo i quarant'anni trascorsi nel deserto del Sinai.
Sul perché ci abbiano messo 40 anni ci sono varie versioni, oggi vi propongo quella di Wiley Miller:
OK, viene ritenuta parecchio eretica, non solo da Vania. Ma di questo abbiamo già detto a sufficienza. Arriviamo al Finkelstein, capitolo 3, The Conquest of Canaan, p.85.
Prendi le mura di Gerico che crollano al suono delle trombe, il sole che si ferma a Gibeon e l'incendio della grande città di Hazor.
Qui c'è davvero il rischio che copio, come fanno oggi gli studenti delle medie con i professori che non conoscono Wikipedia (come farebbero senza la Wiki? come facevamo noi senior, ovvio).
Comunque riesce difficile immaginare come un'orda (decisamente troppo immensa) con donne, bambini e vecchi, proveniente da decadi di peregrinazioni nel deserto organizzarsi per la conquista? Anche perché sembrerebbe che Canaan fosse pieno di fortezze con armate professionali e corpi di cocchi da guerra, i carrarmati di allora?
Ora le città menzionate ci sono, sono state scavate ma le prove della conquista sono, come dire, deboli. Cosa che fa dire all'autore "biblical tale".
Allora, c'è il popolo d'Israele cui Mosè, prima di morire, ha trasmesso l'ordine di Dio di ripulire la terra da tutte le tracce d'idolatria (vedremo che questa è una cosa che continuerà anche in futuro) e che questo deve comportare lo sterminio di tutti i canaaiti.
La storia la si può leggere alle pagine 73-76, scritta davvero benissimo.
Ma nella stessa p.76 inizia A Different Kind of Canaan leggiamo:
Non sappiamo ancora chi, quando e dove abbia scritto la Bibbia ma cominciamo a capire che la scuola è quella di Fede, Feltri, Sallusti, Belpietro & co.
Che è poi la continuazione di:
Non è che seguo e riferisco su tutto il contenuto di Israel Finkelstein e Neil Asher Silberman, The Bible Unearthed, relaziono solo su qualche parte, quelle che m'attraggono di più.
Per esempio oggi si parla della conquista di Canaan da parte di Giosuè, dopo i quarant'anni trascorsi nel deserto del Sinai.
Sul perché ci abbiano messo 40 anni ci sono varie versioni, oggi vi propongo quella di Wiley Miller:
OK, viene ritenuta parecchio eretica, non solo da Vania. Ma di questo abbiamo già detto a sufficienza. Arriviamo al Finkelstein, capitolo 3, The Conquest of Canaan, p.85.
Il libro di Giosuè racconta la storia della campagna militare lampo durante la quale i potenti re di Canaan vennero sconfitti in battaglia e le tribù israelitiche ereditarono la loro terra. È una storia della vittoria del popolo di Dio contro gli arroganti pagani, un'epopea senza tempo di nuove frontiere conquistate e città catturate, in cui gli sconfitti devono soffrire la punizione definitiva dello spossessamento e la morte. È un'eccitante saga, con eroismi, abilità e amara vendetta ...Traduzione mia, smetto ma ci sarebbe da continuare, bravo Israel! (inteso come Finkelstein, nèh).
Prendi le mura di Gerico che crollano al suono delle trombe, il sole che si ferma a Gibeon e l'incendio della grande città di Hazor.
È anche un dettagliato resoconto del paesaggio di Canaan e la spiegazione storica della distribuzione delle dodici tribù nell'Israele promessa.
Ora, se, come abbiamo visto, l'Esodo non è avvenuto come descritto nella Bibbia, cosa dire della conquista? I problemi sono ancora più grandi.
Qui c'è davvero il rischio che copio, come fanno oggi gli studenti delle medie con i professori che non conoscono Wikipedia (come farebbero senza la Wiki? come facevamo noi senior, ovvio).
Comunque riesce difficile immaginare come un'orda (decisamente troppo immensa) con donne, bambini e vecchi, proveniente da decadi di peregrinazioni nel deserto organizzarsi per la conquista? Anche perché sembrerebbe che Canaan fosse pieno di fortezze con armate professionali e corpi di cocchi da guerra, i carrarmati di allora?
Ora le città menzionate ci sono, sono state scavate ma le prove della conquista sono, come dire, deboli. Cosa che fa dire all'autore "biblical tale".
Allora, c'è il popolo d'Israele cui Mosè, prima di morire, ha trasmesso l'ordine di Dio di ripulire la terra da tutte le tracce d'idolatria (vedremo che questa è una cosa che continuerà anche in futuro) e che questo deve comportare lo sterminio di tutti i canaaiti.
La storia la si può leggere alle pagine 73-76, scritta davvero benissimo.
Ma nella stessa p.76 inizia A Different Kind of Canaan leggiamo:
Come per la storia dell'Esodo, l'archeologia ha scoperto una discrepanza drammatica tra la Bibbia e la situazione in Canaan per l'epoca, tra il 1230 e il 1220 AC. Benché sappiamo che un gruppo chiamato Israele sia stato presente nel 1207 AC l'invasione lampo da parte di questo gruppo sarebbe stata difficilmente praticabile e in ultima analisi improbabile.OK, adesso ci sarebbe un sacco di roba da aggiungere, facciamo che lo faccio in un prossimo post, prossimamente... forse...
Non sappiamo ancora chi, quando e dove abbia scritto la Bibbia ma cominciamo a capire che la scuola è quella di Fede, Feltri, Sallusti, Belpietro & co.
sabato 13 aprile 2013
C'è stato veramente un Esodo? - Un breve preludio
Visto che zietto Juhan ha tentato di dare la fuga sull'argomento, nonostante mi manchi l'ossigeno per fare la tirata, provo a riparlarne anch'io.
Ho però il timore che, cercando di dare troppe informazioni e inserendo troppi excursus, finisca con il rendere il post troppo lungo e tedioso.
Allora anch'io per il momento farò un piccolo preludio ad un post successivo e magari più succoso.
Partiamo da alcuni dati: quando dovrebbe essere avvenuto l'Esodo, secondo la cronologia biblica?
Nel testo vi si afferma che l'inizio della costruzione del tempio di Salomone avviene 480 anni dopo l'Esodo, e per questo, sempre secondo la cronologia biblica dobbiamo collocare l'Esodo del popolo ebreo nel 1440 a.C.
La Bibbia però parla chiaramente anche di lavori forzati a cui erano costretti questi ebrei, utilizzati nella costruzione della città di Raamses (Esodo 1,11).
Nel quindicesimo secolo però questo nome era inconcepibile poiché il primo faraone chiamato Ramsete salì sul trono soltanto nel 1320 a.C.
Molti studiosi si rifiutano quindi di prendere alla lettera la cronologia biblica, in quanto ipotizzano che la cifra dei 480 anni rappresenti solamente l'arco di durata di dodici generazioni pari a 40 anni, cioè un tempo simbolico e del tutto inventato.
Il capitolo continua spiegando come sia inconcepibile che quattrocentomila persone siano sfuggite a Ramsete II durante il suo regno, dato che l'Egitto aveva già in passato avuto delle forti ondate migratorie dei popoli cananei, e aveva fortificato tutta l'area che va dal delta del Nilo alle terre di Caanan, potendo quindi inseguirle e decimarle con facilità in poco tempo.
Ovviamente, oltrettutto, queste quattrocentomila persone che prendono e si spostano per 40 anni per tutta la penisola arabica dovrebbero aver prodotto qualcosa, qualche segno o accampamento, ma di questa ondata migratoria durata 8 lustri non vi è traccia.. trascurando il piccolo particolare che a quel tempo non esisteva ancora un popolo ebreo.
Ma di tutto questo parleremo in una prossima e più esaustiva puntata, cercando di comprendere meglio la geopolitica di quei luoghi, facendo dei piccoli excursus sugli hyksos, sulle ondate migratorie e sulla storia antica dell'Egitto.
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La Bibbia e l'archeologia - inizio
OK, se ne parla da tempo con Dario, credo sia ora di iniziare a raccontare di Finkelstein e delle sue ricerche archeologiche relative ai fatti descritti nella Bibbia. Continuo da qui: La Bibbia - ma cos'è davvero successo?
E oggi parto davvero. Ma prima di tutto devo confessarvi un segreto: ho perso il foglietto dove avevo segnato i numeri di pagina interessanti. Per cui niente citazioni puntuali, ameno finché non trovo il suddetto foglietto.
Come tutti sanno la Bibbia comincia con la cosa più sorprendente che uno possa immaginare: l'indice. Sì perché scritta nell'arco di tremila anni (si dice ma vedremo, seguendo il Finkelstein, che pare di no) il libro rimane fedele alla pagina a quello previsto dal compilatore dell'indice. Ma non è di questo che voglio parlare.
E nemmeno della parte iniziale del primo libro, il (o la) Genesi. Ah, sì, altra cosa che è bene chiarire una volta per tutte (o almeno per adesso): "bibbia" è un plurale, di byblos, i greci icevano τὰ βιβλία, tà biblía, i libri. E i discendenti di quelli che l'hanno scritta e tramandata la chiamano diversamente.
![]() |
| Giacobbe |
La parte iniziale del Genesi racconta cose che non interessano gli archeologi e neanche noi (cioè non me, qui adesso). Bisogna arrivare al cap. 12 Per vedere il nostro primo protagonista: Abramo. Poi al 25 compare il figlio, Isacco e al 27 Giacobbe (Giacobbe, non Giacobbo). Per non fare confusione Giacobbe poi vene chiamato Israele (la "e" finale l'abbiamo messa noi). Anche Abramo a un certo punto aveva cambiato nome ma in italiano non funziona e non sto nemmeno a ricordarlo.
Comunque Abramo e famiglia erano in stretto contatto con YHWH che siccome aveva un nome difficile da pronunciare si usava un diminutivo, Tetragrammaton.
Abramo &co. erano pastori, allevavano pecore e capre giù in Canaan, nomadi. E ogni tanto andavano fino in Egitto. Quella di cui stiamo parlando è un'epoca in cui l'Egitto era molto di moda, anche se non c'erano ancora le Piramidi e i battelli sul Nilo che portano i turisti a Luxor, o a Sharm el-Sheikh (non gli stessi, altri che siamo fuorimano rispetto al Nilo). Poi anche gli egizi (o egiziani?) viaggiavano: una nipote del faraone è arrivata fino in Brianza a fare casino, per dire.
Comunque a un certo punto i dodici figli di
Ora, dice il Finkelstein, seicentoquarantamila a spasso per il deserto per quarant'anni qualche traccia dovrebbero averla lasciata. E noi dovremmo averla trovata. Niente, nada, zilch! E dire che l'abbiamo cercata! In tanti.
Niente, nada, zilch!
mercoledì 10 aprile 2013
La Bibbia - ma cos'è davvero successo?
Sono ormai passati due mesi da quando Dario (notare il nome biblico) Serpico, teh BSB, ha scatenato una discussione sull'archeologia biblica. Tutto è nato con questo post: Gli anacronismi di Genesi e una mia richiesta niubba (cioè da n00b) si è arrivati al fondamentale Israel Finkelstein e Neil Asher Silberman, The Bible Unearthed di cui dovrebbe esserci una versione italiana, indagherò prossimamente al Salone del Libro perché pare non sia disponibile o esaurito o chissà cosa.
Il libro l'ho letto sul Kindle, modello base, ormai non più in produzione (cioè vecchio di 10 mesi). Male: non son abituato, io di solito per queste cose (notare che sono completamente fuori campo di expertise, über-niubbo-plus) uso una serie di striscioline di carta come segnalibri durante la prima lettura per le successive consultazioni. Inoltre non riesco a non saltare avanti e indietro, consultare indice e indice analitico e insomma, a dirla tutta, non sono un lettore lineare.
Dario è poi tornato sull'argomento, qui: Tu non pensavi ch'io loico fossi - Gli errori nella Creazione intanto che io procedevo con la lettura e divagavo con casi affini, come questo: La Befana? No meglio Santa!
OK, da qualche giorno ho finito il malloppo, 400 pagine scritte con caratteri piccoli. Bello, di quelli che ti spiace quando finisci. E ti viene voglia di cercare degli stessi autori e dello stesso argomento. Ma, come promesso, è ora di relazionare. Intanto l'autore principale (o almeno quello più noto), Finkelstein è una celebrità. Qui la wiki inglese ma c'è anche quella italiana e, naturalmente, quella in עברית - tutte molto simili.
Ma la relazione promessa? OK, ci arrivo. Ma è un discorso lungo, mica si può riassumere tutto in un post! Anche perché leggendo mi sono immedesimato nel mestiere dell'archeologo: scavi nei siti e io sono ingegnere civile, quelli che si occupano di case e costruzioni in genere, esami di reperti vari, come testi (come la Bibbia, quella che abbiamo oggi) ma anche tavolette d'argilla, ostraka (poi vi dirò cosa sono, anzi ve lo dico subito: frammenti di vasi in ceramica usati per prendere appunti, i post-it di allora), oggetti vari trovati negli scavi (gli archeologi sono come Pico, adorano esplorare l'immondizia, solo che loro la vogliono stagionata).
Sì ma la relazione? OK, facciamo così, per oggi una rivelazione di quelle breaking news: Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, l'Esodo e la conquista della Terra Promessa (che poi sarebbe Canaan) tutto inventato.
Credo che per adesso sia sufficiente, aspetto che vi riprendiate un pochino dallo shock (choc, sciocc, לְזַעזֵעַ) e poi continuo, prossimamente. E, sì, le immagini sono poco pertinenti.
martedì 12 febbraio 2013
Gli anacronismi di Genesi
![]() |
| Vignetta di Pierz.. ci sta, ci sta tutta.. |
Allora, questo è un post che ho scritto qualche giorno fa per il mio blog, ma dato che è parecchio che non scrivo per il Tamburo, credo possa essere un'ottima idea riproporlo anche qui. Spero non vi dispiaccia e che sia di vostro gradimento.
| Chissà da chi? |
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