sabato 3 maggio 2014

La Bibbia aveva ragione?

Sono anni che seguo Uccr, che iniziò il suo percorso come Antiuaar, ma solo in questa occasione mi sono davvero accorto di quanto siano falsi e subdoli nello scrive..

No, non funziona.
Cominciamo così.


Ieri ho avuto un diverbio con un caro amico.
La causa sono questi due recenti articoli sull'archeologia biblica: uno di Repubblica e l'altro de Il Fatto Quotidiano.

Premessa: come succede un po' nella vita, prima di diventare cari amici e accorgerci di avere interessi in comune, oltre alla "religione", noi due eravamo feroci rivali, o meglio nemici, in quella cloaca massima che è la sezione Religione e Spiritualità di Answers, dove ho avuto modo di incontrare molte delle persone che tuttora seguo su Facebook.

Ma col tempo i dissapori sono finiti e siamo diventati ottimi amici: per cui non credevo che ieri mi avrebbe attaccato così ferocemente per aver detto che sì, la Bibbia è falsa, ed è pure inattendibile dal punto di vista storico almeno fino ai vari regni di Davide e Salomone..

Non l'avessi mai detto!

Eppure per quanto tempo sia passato dall'ultima volta che ho aperto un libro di archeologia - sono passati ormai 3 anni da quando, per promessa ad una amica archeologa, mi ritrovai a studiare, io!, un po' di archeologia biblica su alcuni testi accademici.. - ricordavo bene: i regni di Davide e Salomone non sono mai stati.


Come passa veloce il tempo!

Non basta, come pensava forse di smentirmi un'altra nostra amica, una stele (la stele di Mesha) che parli del popolo di Israele.. soprattutto perché quella stele parla di una pesante sconfitta e il frammento che dovrebbe parlare di Davide si può leggere in mille modi, visto che è alterato.

Ma non importa.
Questo in realtà non prova nulla.

Per provare l'esistenza di un regno servono ostraka (frammenti di porcellana) che ne provino gli scambi commerciali con le altre nazioni, che parlino della sua storia, della sua politica.. occorrono infrastrutture come strade, palazzi, magazzini e stalle.. e tutto questo non c'è.

Io non ne ero sicuro, ma da quel che ricordavo al tempo in cui si dovrebbe trovare il regno di Davide, Gerusalemme era ancora una tendopoli di contadini e pastori dediti alla coltivazione di ulivo e vite.
Preso da un dubbio, sono andato a controllare ieri notte sul mio libro "Le tracce di Mosè" di Israel Finkelstein, ed è proprio così.

Ahia.

E qui la discussione si è chiusa, perché poi abbiamo festeggiato il suo compleanno.

Ma in questi giorni è uscito anche un articolo di quegli scribacchini di Uccr, sempre pronti a modificare la realtà e la scienza a loro uso e consumo: questo.

Cosa dicono?
Che praticamente chi pensa di smentire la Bibbia prendendola per un racconto storico preciso si sbaglia, perché in realtà la Bibbia è più un libro "morale" dove i profeti indicano le istruzioni da seguire per giungere a YHWH[1]. Aha.
Certo, perché chiamare "leggi morali" comandamenti simili alla legge del taglione è veramente produttivo..

Inoltre, esiste il concetto di "inerranza".
E resta il fatto che secondo la tradizione orale ebraica, il Pentateuco sarebbe stato dettato (sì, proprio dettato!) da YHWH stesso a Mosè sul Sinai.
Allora perché avrebbe mentito così spudoratamente sulla storia del popolo israelita?
Qual è il senso di Genesi, Diluvio, storia dei Patriarchi, Esodo e delle varie leggi morali contraddittorie per un "dio amorevole" lasciate in Deuteronomio?
Non si capisce.

Ma l'articolo finisce anche consigliando di leggere "La Bibbia aveva ragione" di Werner Keller.
Aha. Io non l'ho letto questo libro, e penso che lo recupererò molto più avanti, visto che si trova nel seminario vescovile del capoluogo, e non mi faccio un viaggio di 30 km per un libro che non mi interessa.. ma ho letto un sunto sul sito di un testimone di Geova.

Secondo quanto riportato, la Bibbia avrebbe ragione perché alcuni dei regni confinanti con Israele sono effettivamente esistiti. Aha.
Con questa logica, qualsiasi romanzo storico o anche libro di fantascienza che parli effettivamente di luoghi reali deve per forza di cose essere vero.

No, no.
Per provare l'attendibilità storica della Bibbia occorrono prove straordinarie, visto che si tratta di un racconto "straordinario".
E queste prove non ci sono.

Che peccato.


Nota finale: visto che Juhan mi ha reinvitato a scrivere sul Tamburo, vorrei trovare il tempo di tradurre ancora qualcosa da Dwindling in Unbelief e parlare ancora un po' di archeologia biblica.
Magari non interesserà a nessuno, ma per il momento non saprei di cosa altro scrivere perché, anche se certe compagnie hanno richiesto che diventassi molto meno anticlericale di un tempo, non ho mai smesso di leggere e documentarmi nel campo della ricerca storica su archeologia e storia della Chiesa.

Alla prossima.




[1] No, mi rifiuterò sempre di chiamare il dio israelita e cristiano con l'appellativo "Dio".
Per meglio ricordare ai vari religiosi che in realtà il loro dio, il cui nome non si deve pronunciare invano, si chiama YHWH e si tratta semplicemente di un dio locale come lo sono stati Zeus e Odino.

8 commenti:

  1. Se l'hanno ristampato consiglio Sulle tracce di Mosè di Israel Finkelstein, letto in versione inglese. Trovate parecchi post sull'argomento qui sul blog, roba dell'anno scorso. Abstract: tutto inventato, sappiamo anche da chi, il re Giosia.
    D'altronde basta considerare che il numero di miracoli per pagina supera anche quello di un'agiografia di Appadreppio.
    Però: interessa? Secondo me no, per quel che ricordo dei post cui accennavo.
    E poi discutere con i creotardi non serve: ai miei testimoni di Geova (tampinavano alla fermata del pullman) ho dato un compito a casa: breve tesina di quanta acqua ci vuole per sommergere 1) il Monviso (quello che svetta qui a Torino e provincia); 2) il Monte Bianco; 3) l'Ararat (dove se uno cerca trova l'arca) e 4) l'Everest. Non si sono più fatti vedere e non suonano più da Massimo la domenica mattina, forse si sono estinti.
    Ma se li rivedessi e se ti fa piacere te li mando, vuoi? Vedrai che perdi solo tempo.

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    1. Già, anch'io ricordavo che non erano molto allettanti come post, anzi, arrivarono anche critiche.. ma al momento non saprei di cosa altro scrivere.
      Anzi, due post un po' personali li avrei in mente, ma non so ancora quanto mi vada di mettere della mia vita su un blog.

      Ci penso.

      Però ci sono alcuni post che vorrei tradurre assolutamente da Dwindling in Unbelief per Il Tamburo, che sicuramente ha un pubblico più vasto del mio scarno blog: dispiace?

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  2. A me l'archeologia biblica interessa: una lettrice ce l'hai di sicuro!

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    1. Ciao Patrizia: grazie!
      Ma come ha detto ora Juhan, non so se ne valga la pena.

      Io però posso consigliarti molti libri a riguardo.
      Comincia da "Le tracce di Mosè" di Israel Finkelstein, poi prova "Oltre la Bibbia" di Mario Liverani..

      Se interessa, io l'anno scorso ho scritto questo post:
      http://tamburoriparato.blogspot.it/2013/02/gli-anacronismi-di-genesi.html

      Juhan è andato avanti anche lui per conto suo dopo che gli ho consigliato di leggere il Fink, e ha scritto diversi post anche lui: basta controllare l'etichetta "archeologia biblica".

      Ciao!

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  3. Uh! Serpico mettiti d'accordo con Patrizia. Intanto domenica prossima (non domani la successiva) al Salone m'informo sul Fink. Metti che...

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  4. La pagina dei creotardi è spassosissima. Per dire la giornalista è femminista e Kathleen Kenyon viene citato come lui. E, pensa te la Wiki (come faremmo senza la Wiki?) dice testualmente "Although Kenyon had no doubt the sites she excavated were linked to the Old Testament narrative she nevertheless drew attention to inconsistencies, concluding that Solomon's "stables" at Megiddo were totally impractical for holding horses (1978:72), and that Jericho fell long before Joshua's arrival (1978:35). Consequently Kenyon's work has been cited to support the Minimalist School of Biblical Archaeology."
    Torno a leggere i creotardi, magari poi ricommento.

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  5. Sono mancato per un anno circa dal Tamburo, e quindi non avevo ancora letto i tuoi ultimi post sull'archeologia biblica.
    Beh, ottimo lavoro Juhan.

    Non avrei saputo fare di meglio.

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