giovedì 30 aprile 2020

Roba bella e buona, il ciapinabò


La twep (che sarebbe amica su Twitter, detto così fa nerd anche se a volte (come in questo caso) divi spiegare e si perde parte della nerditudine (vera o presunta)) Monia oggi cinguetta una cosa che è bene sapere anche se purtroppo non tutti sanno. Ma se leggono questo post e seguono le indicazioni sapranno. E avranno imparato qualcosa di utile e buono da mangiare e anche (prima di mangiarlo) bello da vedere.

Ecco la dritta di Monia che ci suggerisce di recarci in Francia, parlando in inglese, siamo europei e poliglotti per necessità. (In realtà io no, ma faccio finta e di solito mi va bene, a meno di finire in Suomi, Nederland, België (la parte sbagliata) e altri posti ancora; per dire un 200 km verso nord Ich verstehe nichts mehr, per dire).

Ma anche tra noi, il bel paese dove il "sì" suona (cit.) io non userei mai topinambur, non lo capirei neanche se sapessi che è il ciapinabò che qualcuno dice tapinabò, sbaglia ma si capisce.

La dritta di Monia conduce a un altro tweet che questa volta ci porta a destinazione: il ritorno trionfale in Francia dei vegetali dimenticati. Ah! anche loro, ci copiano evidentemente. Adesso siccome è scritto in inglese il nome è sbagliato "carciofo di Gerusalemme", doppiamente sbagliato perché non assomiglia nemmeno da lontano al carciofo e geograficamente parlando è peggio altrettanto.

Molto meglio il nome botanico, Helianthus tuberosus, che ci prende sia con la somiglianza con il girasole (sono congiunti ai sensi del recente DPCM) e c'è il tubero (che i francesi confondono con la mela (anche gli olandesi e  i belg  quelli del Belgio), ma non voglio infierire).

I francesi, sbagliando come vedremo lo chiamano topinambour (e sbagliano il prulare). Uh! come Monia. Ma usano anche (la France, la grandeur) carciofo di Gerusalemme, tartufo del Canada, e sole vivace. Verrebbe quasi da considerare meno grave il tartufo, in fondo anche i valdostani chiamano trifole (pron. trifule) le patate. La wiki francese ci racconta la storia (e parla di pera di terra, vabbé!), anzi ci dice che Atlas obscura ha copiato, ma a fin di bene, altrimenti Monia non l'avrebbe detto a me  e io a voi. Qui si potrebbe saltare ai giardini di Jefferson ma no che poi mi perdo.

La wiki in inglese ci dice del nome, pare (si dice...) che Gerusalemme sia colpa nostra, degli italiani ma non noi, quelli del sud (se pensate che sia razzista non leggete questa frase, ma se sì pensate male). E da ragione a chi lo chiama topinanbur. Ma se si vede come lo cucinano mi vengono, anzi aumentano, i dubbi.

Ma la vera meravigliosa meraviglia è che c'è la Wiki anche ën piemontèis i en català e altre ancora. E sapete che i francesi ci fanno anche la birra?


(si nota che sono oltremodo stufo sentire del coronavirus?)

🔴🔵

venerdì 11 maggio 2018

L'ora esatta, ora e una volta

L'amico Marco Bruno 💥 (über-rockz!) ci racconta su Facebook cosa ha visto all'INRIM. Qui, ma non so se funziona il link, se del caso fatevi amico del Marco (non so se vi conviene dirgli che vi mando io, sondate prima).

Se non funziona il link e non vi siete (ancora)  amicati  amicizzati parla di un orologio. Migliore di quello che c'è nel telefono. Assay. Eccone una parte


sì, non è esattamente portabile. Però è bello vero? E con l'itterbio dentro ⚡

Io che ho una certa età mi ricordo che una volta l'INRIM si chiamava Istituto Elettrotecnico Galileo Ferraris (di Torino) e la radio trasmetteva l'ora esatta da lì.

"Al terzo bip saranno le ore sette esatte" bip bip bip! Questo alle sette, poi alle otto "Al terzo bip saranno le ore otto esatte" bip bip bip! Questo alle otto, e così via.

Come facevano a sapere l'ora esatta quando l'itterbio non c'era'ncora? Glielo diceva l'uccellino. Cioè nell'Istituto c'era un uccellino (un usignolo, mi dicono) che cinguettava a tempo, era un minuto avanti, così si poteva bippare.

Poi è successo quello che c'era da temere potesse succedere. Per chi non è di qui metto la mappa anche se quella di bigG ha colori --come dire, guarda il Po!


L'uccellino abitava nell'Istituto, indicato con 0, un giorno trovando la finestra aperta è scappato, attraversato corso Massimo è finito al Valentino (1). Benché non ci siano prove certe probabilmente ha poi attraversato il Po (2) e corso Moncalieri finendo in collina (3). Facile per chi vola.

La risposta dell'Istituto, nel frattempo evoluto a INRIM (ci sarebbe qui una lunga storia, ma sono comprensivo (e l'ho dimenticata)) ha reagito sostituendolo con qualcosa che non vola. Ma per i particolari mi sa che dovete rivolgervi a Marco (o a Massimo (non-cit.)).

giovedì 10 maggio 2018

Incredibile ma vero

Come si monta la gru



Come si monta una città



Difficile salire lassù



E c'è chi ha capito tutto



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lunedì 7 maggio 2018

Impo? Nope, guarda qua

Finche non vi stufate insistisco, ecco 😜



Se i fotoni avessero una velocità sensata sarebbe così



Se dovete potare i limoni (anche altro, se porta) la soluzione 2018



A volte l'acqua non fa quel che dovrebbe



Invece i cestisti svizzeri, rockzs 💥



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domenica 6 maggio 2018

Aver cura degli anziani


Ci sono tanti modi, dipende da cosa fai, qual è il tuo mestiere, il tuo ruolo nella società. Trovo davvero impressionante l'opera della prof Viorica Mariam, si occupa di multilinguismo (una cosa che mi affascina, sapete le traduzioni...) ma adorabile anche per questo:



Visto?: 54.900 utenti ne stanno parlando (numero soggetto ad aumento naturale). Nobel per la Medicina a Viorica ❤️ 🌺

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venerdì 4 maggio 2018

Impossibile? no è la fisica

non la fisica quella che pensate voi; la fisica piemontese, questa



e anche dal saggio Richard



Visto. Adesso lo spiegone --breve-breve, brevissimo.
Fare la fisica per i nostri vecchi era fare un trucco, una magia. Prima che arrivasse la scuola. E, se continua così, potrebbe tornare.

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giovedì 3 maggio 2018

New York City, 1911

Old film of New York City in the year 1911. Print has survived in mint condition. Slowed down footage to a natural rate and added in sound for ambiance. This film was taken by the Swedish company Svenska Biografteatern on a trip to America



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mercoledì 2 maggio 2018

Potrei stupirvi con cose che a voi umani potrebbero interessarvi [forse o forse no]

Le onde dell oceano a Monaco di Baviera --come sarebbe a dire che non c'è l'oceano a Monaco? sto parlando di München, Munich, guarda qui:


O torniamo agli oggetti che si specchiano in modo diversamente differente, come questo:


Intanto fuori la Luna sta sorgendo, questa sembra proprio la Lun-a 'd Moncalé (se volete vi conto)


Ma se ne vedono di tutti i colori


Non manca la magia


E ancora magia


Basta parej ma ne ho altre ancora, se non fate i buoni. O anche se li fate. Nèh!

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sabato 28 aprile 2018

Paura? no, dai! e poi...

Ci sono cose che non so se farei. Ma una volta sono salito su un pavimento di vetro sospeso a 300 metri (che sarebbero poi circa mille piedi) guarando in basso. Tra le urla di stupore, meraviglia e terrore di chi faceva come me (ma siccome lo facevano in 'mericano non ho capito niente (nada (zilch))). Purtroppo quel posto non c'è più ma questo è ancora più accitante



Avuto paura? se sì (ma anche se no) allora qualcosa di completamente differente



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lunedì 23 aprile 2018

No, è mio, solo mio



Prima o poi qualcuno mi seguirà su Twitter, qui.

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venerdì 13 aprile 2018

Chimica

Non so voi ma quando ero piccolo ero affascinato dalla chimica. Un mio compagno alle elementari (la primaria di adesso) aveva il piccolo chimico ma non lo faceva vedere a nessuno perché era troppo prezioso e gli avrebbero rovinato tutto. Poco più avanti ho scoperto che ben due amici (di genere assortito) avevano il papà chimico, uno dei quali si occupava solo della carta, cosa che per me non aveva troppo senso --sbagliavo.

C'è da dire che erano i ruggenti anni '60, quelli dei Beatles certo, ma anche della plastica. Non racconto niente perché non mi credereste ma da un giorno all'altro i secchi di ferro zincato e di alluminio vennero sostituiti da quelli di plastica. Quelli di legno, i sëbròt, resistettero più a lungo ma alla fine sparirono. I secchi li ricordo perché  sono  ero un campagnino e allora anche i ragazzi piccoli aiutavano --OK, mi sto lamentando; non m'è ancora passata, non mi passerà.

Poi crescendo ho interagito con chimici, fatto cose per chi faceva vernici, trattava l'acqua e altre schifezze (dai mica devo dirle tutte!). E altri chimici diversi, il papà di Giòrs, Primo Levi, diversi altri, tutti diversi.

Ma da un po' non m'interessava più tanto. A scuola era una materia noiosa, tanto da mandare a memoria (la chimica organica), al laboratorio si andava poche volte e c'era sempre chi scopriva che con l'acido solforico... anche molto diluito...

E poi c'era la fisica, mentre quelli parlavano di atomi e molecole i fisici --si diceva, vedi per esempio Le Scienze-- spaccavano l'atomo, l'elettrone non è un pianeta che gira attorno al nucleo, ha dei cugini il muone e il tau. Il protone e il neutrone non sono elementari, adesso si dice che ci sono i quark, sarà vero e poi mica ho capito tanto bene...

Ma c'erano anche ritorni; per esempio in occasione di un trasloco mi capitò sottomano un ritaglio di giornale che riportava una notizia che a suo tempo mi era sembrata tanto importante da ritagliare e conservare: presto i giornali sarebbero stati stampati non su carta ma su plastica! Il ritaglio l'ho buttato, peccato. Invece di platica arrivarono le borse, quelle tornate d'attualità nei mesi scorsi (2 centesimi).

Tutto questo è solo una premessa per quello che m'interessa davvero dire. Cioè che ho sbagliato tutto, frainteso. Al solito.

Perché? potreste chiedere. Domanda ammissibile e allora ecco:
 

E sì, io ero troppo giovane per la chimica.

Poi vuoi mettere i calcolatori elettronici, sarebbero i 'puters.

lunedì 28 agosto 2017

Uno dice l'Intelligenza Artificiale


Si sa che il mio social-coso preferito è quello dell'uccellino azzurro, anche se...
Ma è il mio preferito e in un momento di scazzo nel pomeriggio di domenica mi è venuta un'idea che mi sembrava OKassay: trollare Di Maio. Non solo per lui, è troppo facile (anche se ci crede parecchio (come di solito i  cre  quelli come lui)) in quello che fa. Ma lui può, si è trovato un mestiere, a differenza di tanti suoi seguaci, anche tra chi conosco (OK, non tanti ma qualcuno c'è) (persi anche loro).

In ogni caso ho postato una serie di tweets, questo è l'indirizzo del primo.

1. ̶G̶e̶n̶t̶i̶l̶e̶ ̶ (no, scusa ma non ce la faccio) Di Maio una fila di tweets, da leggere in sequenza, segui il numerino. @luigidimaio

2. Io seguivo @gasparripdl tanto per vedere come si può restare costantemente nell'abisso. @luigidimaio

3. Poi mi ha bloccato, e la mia tweetline non è più la stessa. @luigidimaio

4. Ma ora ci sei tu. Sento che puoi sostituirlo profiqualmente. @luigidimaio

5. Per un altro sarebbe (saressesse, sarebette) un compito arduo ma non per te. @luigidimaio

6. Ci conto, mettilo tra le cose in condizioni di necessità. @luigidimaio

7. Ah 'ncora 'na roba: ma anche te vali uno? Davvero? @luigidimaio


Vediamo se mi risponde, se ci arriva (lui o il suo portaborse (pentastellato, però)).

Per adesso niente.

Ma se ne è accorto Twitter. Fin da subito mi ha consigliato questo


e questa mattina quest'altro


E non posso neanche dire "ehi Zuck!", non è lui; e "ehi Jack" non lo capisce nessuno, neanche lui, il Dorsey. Neanche se scrivo "hey" à la mericana.

E --sconsolante qui-- l'intelligenza artificiale per adesso latita, non capisce il sarcasmo. O manca l'Algoritmo?

A ripensarci: dai, nell'info c'è ancora da fare, certo bisogna studiare, ma forse si trova ancora lavoro. Al posto o in aiuto all'Alogritmo. Dai!

venerdì 11 agosto 2017

Certi matematici - e altro


Every mathematician believes that he is ahead of the others. The reason none state this belief in public is because they are intelligent people.
Provo a tradurre --non ne sono capace ma ci provo lo stesso.
Ogni matematico crede di essere più avanti degli altri. La ragione che nessuno lo dichiara apertamente è perché sono persone intelligenti.
Ogni matematico crede di essere meglio degli altri. Perché nessuno lo afferma in pubblico? Perché sono persone intelligenti.
Nuova traduzione riveduta e corretta da .mau. (grassie).
Cerrrto! ho cambiato ma ve l'avevo detto; e la mia amica traduzionista non riesco a raggiungerla: 1) forse è troppo impegnata su cose serie; oppure 2) forse non mi ama più; o --FSM non voglia-- 3) non mi ha mai amato.

Comunque l'idea credo sia chiara, anche della traduzione|tradimento.

Il tutto viene da un cinguettio del 👽 .mau.: The Kolmogorov option che rimanda a un suo ritaglio che rimanda a un post di Shtetl-Optimized di Scott Aaronson.

Adesso non è che devo contarvi cos'era uno shtetl (o meglio שטעטל), vero? Se del caso c'è la Wiki (in italiano è solo un abbozzo). 👽 Scott ha trovato un titolo bellissimo per il suo blog, pensa che c'è chi si è ispirato a una taverna non proprio raccomandabile, per dire.

La mia idea, l'ho anche avventatamente divulgata ontehtoobz, era di commentare quella frase, attribuita a Andrej Nikolaevič Kolmogorov, con riferimenti personali riguardantemi personalmente me.

Questo ieri sera. Rileggendo il post di Scott (a proposito, sarebbe da leggere sempre, anvendo tempo) questa mattina, un po' più lucido, mi accorgo che Kolmogorov (sì, quello della disuguaglianza (e della foto)) merita il post, da leggere (che poi interrogo).

Resta un dubbio: il Web diffonde bufale, dicono. Ma anche no, dico io. Basta scegliere. 

sabato 5 agosto 2017

I social-cosi e i 'puters per vederli

La faccio breve perché sono in ritardo e neanche tanto di buon umore. Per via del caldo. Ma non solo. Adesso vi conto, almeno ci provo.


Facciamo un esperimento mentale, un Gedankenexperiment (che potremmo chiamare anche, più semplicemente, Gedankenerfahrung) e immaginiamo di poter viaggiare nel tempo, diciamo una ventina d'anni indietro, tipo 1997.

Ecco il Web era nuovo di pacca allora, non c'erano Facebook, Google, YouTube, Instagram, WhatsApp. Non c'era neanche il telefono, inteso ovviamente come telefonino, l'aiFon sarebbe venuto dopo.

Siccome nel nostro esperimento possiamo fare quello che vogliamo facciamo un salto avanti ma rimanendo nel passato (rispetto all'oggi) e consideriamo quando oltre che Facebook sono comparsi i blog. Tutti quanti certo ma, in particolare, uno in particolare: Al Tamburo Riparato. Che sarebbe questo qui che visualizzate in questo momento sul monitor (qualcuno, pochi) o sul telefono (tutti quanti).

È uno strumento del passato, un reperto archeologico, pieno di parole. Pochissime le immagini, niente video.

Io che sono vecchio (e, anche se non vorrei confessarlo, non aggiornato, pensa che non ho memmeno il telefono) mi ostino a postare cose che non akkiappano. Neanche la mamma mi legge più! E a morosa è scappata con un altro.

Ah! 'na robancora: invece di Facebook e Instagram frequento Twitter. E lì è tutto un link, la forza del web, diceva Illo Tempore. E siccome che i tweets sono molto brevi diventano importanti i commenti, anzi più che commenti in senso classico vanno visti come interazioni, spesso verso l'esterno. E si conoscono persone varie ed eventuali (si dice così, vero? o è solo per l'ordine del giorno, e io sono alquanto disordinato).

Insomma vengo all O.d.G. Carlo Rovelli. Ho trovato questo cinguettio, l'ho usato come esca (teaser) si Facebook facendo un indovina chi è (manco fossi Carlo Conti). Esperimento fallito.

E pensa te che a seguire il link sul tweet si entra nella pagina spiegacciosa e dentro c'è il link a YouTube di un TedX dove Carlo spiega per bene cosa fa. In quel TedX c'era anche Marco Delmastro (lo conoscete vero?) che anche lui ci diceva cosa fa. Il bello --secondo me-- è che Carlo, Marco, Sandro, Gianluigi, Marco Fulvio, Marco Bruno, Leonardo, Amedeo e quelli che adesso sto dimenticando se dicessero quello che stanno dicendo come direbbero normalmente noi (OK, parlo per me, io) non ci capiremmo niente (nada, zilch). La loro bravura è proprio quella di rendersi comprensibile al resto degli umani.

Adesso se sei arrivato fin qui ci sono buone probabilità che un salto alle risorse linkate lo fai. E poi interagisci, forse anche con un messaggio più articolato di una faccina (emoji). Forse 😯

lunedì 31 luglio 2017

Proprio come Namagiri


Fa caldo. Tanto. Troppo.
Tanto che poi mi capita --e mi viene da postare su Fèissbukk-- roba come questa.

E di solito i sogni li dimentico; questo invece no, a mio discorno.
Avevo un cavallo che tirava un rimorchio tipo barchessa (si può dire barchessa?) pieno di cavalli parcheggiato quasi all'incrocio tra corso Italia e via Roma, però al posto della banca c'era un box-auto. Stavo parlando con Matteo, no, non il #cazzaro, l'altro. Arriva una giovane signora tappata bene che mi cazzia perché deve prendere la macchina; Salvini (ebbene sì, lui) mi dice che sarebbe difficile girare attorno alla rotonda, meglio andare avanti, anzi indietro. Un amico (non identificabile) mi dice di scaricarne un po', almeno mille. Non sapevo di averne così tanti e mi sono svegliato.
Fa caldo. Tanto. Troppo.

Di solito è meno peggio. Ma poi --si sa-- il primo temporale d'agosto segna la fine di questo periodo afoso. Ma prima Santa Maura, la festa patronale, tutti invitati, nèh!

Di solito è meno peggio (forse l'ho già detto ma suona bene, anche se rischio di passare per ripetitivo). Ultimamente mi capita quando scrivo qualcosa di personalmente personale sull'altro blog --quello noioso-- di avere come dei flash su possibili modifiche e integrazioni. La cosa si può verificare in uno degli ultimi post, riguardo il comando unicode.


Se non avessi la brutta abitudine di restituire i libri che mi prestano --apetta questa la cancello che potrebbe avere conseguenze-- potrei citare bene una cit. invece di copincollarla dalla Wiki:
While asleep, I had an unusual experience. There was a red screen formed by flowing blood, as it were. I was observing it. Suddenly a hand began to write on the screen. I became all attention. That hand wrote a number of elliptic integrals. They stuck to my mind. As soon as I woke up, I committed them to writing.

Ecco --sensa comparision (non riporto più la pronuncia, chi mi segue sa che basta leggere le "o" come la "u" italiana)-- per me al posto di Namagiri mi ritrovo Sua Pastosità il Prodigioso FSM (SSCR).


Ecco, pròpe parej (la "ò" si legge "o", la "e di "parej" è larga, la "j" si legge "ii"). Ma il primo temporale d'agosto, dopo Santa Maura...

Uh!
qui,
qui,
e qui.

venerdì 28 luglio 2017

Amo il Web (anche) perché

e mi fa perdere un  mukkio   muchchio  mucchio ( sakko  sacco) di tempo. Tanto, ma è OK.

Intanto --sapendo scegliere-- perché non urla, prendi qui Matteo Bërnard per dire; poi, sempre a differenza dei  padagni indigeni locali di qui trovi un altro tipo di cose divertenti, ecco Randall: Positive and Negative Reviews.  

Randall gioca su come il segno "-" (quello che usi quando fai la meno) possa essere interpretato, da certuni, in certe circostanze (per esempio riferito al tempo (quello degli orologi, non quello delle previsioni dei colonnelli dell'Uno)). E il gioco è completo solo se si ferma il puntatore del mouse sull'immagine: "Questo ristorante è ottimo! Mi sembrava d'essere malato ma ho mangiato e mi sento molto meglio" (sì traduttore traditore --hey! no it's me!).

A proposito di mangiare se invece del ristorante uno va dal pollivendolo (per i padagni indigeni locali di qui: Rico Pulaja) capita come a Giancarlo.

Io conosco gente che alleva maiali e il mangime contiene OGM (anche il mais quasi sempre, ma sempre di sicuro la soya) senza problemi, magari fingendo di non sapere. Capita che questi hanno anche le galline, per le uova. Se oltre al mais gli dai anche la soya fanno più uova ma attenzione: la soya deve essere solo italiana, indigena locale di qui. Ce n'è poca ma si può trovare; allo stesso prezzo di quella taroccata geneticamente, facendo --appunto-- molta attenzione (nèh!).

E il bello del Web viene anche da come ti presentano le nuove. Magari quando leggete (se leggerete) è già scaduta, tempus scappat, ma eccone un esempio: Il live sarà diviso in tre sezioni.

sabato 15 luglio 2017

C'è una macchina anche per quelle


Un giovane collaboratore (in erba, ma rockz 🚀 e tra qualche anno ne vedremo delle belle 😯) mi segnala questa macchina. Utilissima. Indispensabile.


Non si ricorda dove l'ha vista, probabilmente Facebook ma non ha salvato il link; se lo trova aggiornerò.

L'immagine ha avuto un effetto collaterale per me; una cosa probabilmente senza senso ma la racconto lo stesso. Nel 1959 barba Ceco, fratello di mio padre, cessa di fare il contadino e va a lavorare in fabbrica perché era ormai chiaro che le due mule non bastavano più: serviva un trattore. E a lui la cosa non piaceva, proprio per niente. In fabbrica --trattamento di legname-- le macchine c'erano ma non così rivoluzionarie.
Io me lo sono sognato questa notte barba Ceco. A differenza di lui, anche se sono più vecchio, non sono pregiudizionalmente contrario alla meccanizzazione. Senza esagerare, nèh!

domenica 2 luglio 2017

Le bufale vengono tutte dal Web?


Ecco, questa mi riguarda, la trovate qui.

OK, è una bufala del Web; una delle tante.

Ma ci sono altre bufale a prescindere dal Web, archetipe urbufalen direbbe Sole (sta studinado il tedesco). Per esempio in questo momento seduti qui fuori, sotto la mia finestra un assembramento (sei persone fanno un assembramento? io sono per il sì, altrimenti dovrei trovare un'altra parola) di persone non proprio giovanissime ma meno vecchie di me stanno disquisendo delle solite cose.

Di cosa in particolare?
Beh, sono contadini padagni e allora si parte dal tempo o dai soldi o da "era molto meglio allora!". L'inizio me lo sono perso, ma senz'altro una delle tre opzioni che dicevo. O dei soldi. (È esattamente come i tre moschettieri: le tre opzioni sono quattro, dai, capita.)

Per quel che ne so uno solo di loro ha un indirizzo mail --probabilmente ne ho anche già relazionato-- ma tutti hanno il telefono cellulare, usato quasi esclusivamente per urlarci dentro. E poi la storia che uno di loro ha appena finito di raccontare, da retorico di quelli über (Sole vado bene?), ottenendo commenti di approvazione e consenso unanime e costringendomi a chiudere la finestra, non reggerebbe a una googlata anche superficiale. Davvero. Anzi anche se chiedi a un berlüsko hai qualche probabilità che te la smonti. Improbabile con un salvinista, o simile. In ogni caso non è politica, riuscirebbe a capirlo anche il #cazzaro.

Adesso devo farmi i complimenti, da solo ma convinto: ho chiuso la finestra, acceso la radio e resistito alla tentazione di uscire e dire la mia. Perché so che sarebbe inutile, non ci casco più (se mi ricordo).

E secondo me quelle locali, fuori dal Web, sono le più resistenti. Senza rimedio, per le altre qualche speranza c'è, come questa.