domenica 9 settembre 2012

Matteo

Attenzione: ci sono parecchi errori nel post,  corretti qui.
 
Matteo Bartowski è un ragazzo polacco piobesino che una volta andava a scuola con Aliciotta, la disegnatrice di Marvin e FSM che trovate sulla destra del banner. Matteo non so se disegna ma sa fare tante cose, lui sì che è un übergeek come vorrei essere io.

A questo punto vi starete tutti a chiedere "perché ci parla di Matteo?"
E se me lo chiedete io vi rispondo con "Bella domanda!"
Oggià!

Perché ci sono un sacco di motivi, ve ne dico un paio.

Ricordate Ben Heine, ne ho parlato tanto tempo fa, qui.

Ecco, tra le altre cose Matteo adesso fa elaborazioni fotografiche, quasi ma non perfettamente diverse da quelle di Ben. E chi lo sa se si conoscono, e se Ben ha copiato e se Matteo, se fosse come quelli della Mela MorsicataTM, lo denuncerebbe per violazione di brevetto?


Ma una ve la faccio vedere dai, ecco: Piazza Vittorio, l'Esedra e Via Po con il 13 (a Milano si direbbe la 13, lo so, lo so benissimo, ma qui siamo a Türin).
Uh! vedete sulla sinistra dove c'è la macchina rossa che non ci sono i tavolini del dehors (da fora) dove mi sono incontrato con Spiessli ZetaElle (questi svizzeri hanno dei cognomi che non ti dico) e Jane P. Cole? Li avranno tolti per via che Matteo doveva fare la foto? O qualcuno se li è rubati? O chissà cos'altro può essere successo? Ma rimandiamo la soluzione del mistero a altra occasione, adesso si diceva di Matteo.

Allora Matteo io credo che se tutti gli diciamo che la sua elaborazione fotografica ci è piaciuta proprio tantissimissimo, anzi ancora di più, e che vorremmo vederne altre e che lo inviteremmo a diventare collaboratore del Tamburo Riparato, che è vero che è già tanto bello e vario ma che con lui lo sarebbe ancora di più, io credo che magari lui accetterebbe. E comunque ci possiamo provare no?
(comunicazione di servizio: io adesso ce lo dico, tra un po', quando ci sono gli inviti, invitatelo!)

Anche perché il suo blog scolastico penso sia in stand-by, o sbaglio?

Volendo si può anche andare a cercarlo, qui:


Uh! prima che me ne dimentico: lo sapete che per la cabala "Matteo Bartowski" fa 424? Notare: palindromo e contiene la risposta. Sarà un caso? Giacobbo direbbe di no.


sabato 8 settembre 2012

La barba

Recentemente Patrizia ha messo on teh webz un post che, fatte salve le differenze di genere, avrei voluto scrivere io, questo: Generi, abbigliamento e acconciature.


Condivido in pieno, anzi voglio ancora aggiungerci qualcosa di mio personale. Io mi servo dello stesso barbiere, tranne casi di forza maggiore, ma dev'essere davvero grave, dall'inizio degli anni '80. Rocco, quello di corso Marconi, quasi angolo via Madama Cristina.

Adesso abito a millemila km di distanza, andare da lui richiede tempo, devo prendere il Sadem (mi hanno detto che si deve dire così). Ma per il resto è sempre uguale, o quasi. Da un paio d'anni l'atelier è diventato uomo/donna, le signore le serve il figlio Luca che ha conquistato quasi tutto lo spazio. Noi uomini siamo confinati in fondo, verso il cortile, ma va bene così, c'è sempre la foto del Grande Toro e il ritaglio della Stampa dove si parla del suo negozio.

Rocco l'ho scoperto per caso, lavoravo in zona. Ma funziona e allora si continua. Ecco c'è stato solo una discussione, di quelle filosofiche, che possono avere conseguenze importanti tra noi; adesso vi racconto.

A un certo punto del mio sviluppo psico-fisico-intellettuale ho realizzato che dovevo farmi crescere la barba. A dire il vero l'avevo portata anche per un breve periodo già una volta da giovane ma poi l'avevo tagliata. Però sapete com'è (o forse no, tanto non è che importa) c'è stata questa scoperta che farsela ogni giorno è fatica sprecata che tanto ricresce e la rifai e ricresce, sempre, in ogni stagione.

E se Sua Pastosità FSM (sempre sia condito, RAmen) a noi uomini ci ha dato la barba un motivo (forse, non è detto, ma metti che sì) ci sarà!

Rocco non era d'accordo. Proprio un'impostazione filosofica diversa. Questi erano e sono i miei modelli:



le ciglia Rocco me le taglia comunque  



Mentre lui propendeva per qualcosa come questi:



Ora a me Johnny piace parecchio, in accoppiata con Tim Burton, certo, ma no, non ci somiglio e neanche voglio: sono diversamente bello rispetto a lui!

Se Rocco non fosse com'è avrebbe anche potuto citare il prof. Smith

e in ogni caso se la barba la tieni tutta, solo accorciarla un po', perde il lavoro, comprensibile il suo punto di vista.

Comunque alla fine ho vinto io; peccato che la barba abbia progressivamente cambiato colore, adesso è molto più chiara.


Che poi, specie se le donne sono più di una si sentono certe notizie e certi commenti che altrimenti manco ti immagini (Luca assente di tanto in tanto, non interviene quasi mai).

CATurDOG - 5


Sabato! appuntamento con il CATurDOG, specialità che potete trovare solo sul nostro blog!

comodo sedile imbottito



assomiglia al mio Cocki!


dammi un bacetto...


pissi pissi bao bao

chi sei tu?















venerdì 7 settembre 2012

Marziani su e giù per i Canali


Approfondisco un argomento accennato da Bruna in Cerchiamo la vita.

Oggi ha interesse solo storico ma c'è stato un periodo in cui l'esistenza dei marziani, l'equivalente dei terrestri (ahemm, noi) per il Pianeta Rosso era presa in seria considerazione da tanti, anzi c'era chi aveva le prove. Poi si è visto che, ahimè, non era vero ma c'è rimasto un fondo culturale, diciamo marziani per dire extraterrestri e la fantascienza ci marcia.

Non voglio trattare delle fantasie letterarie, a partire da Luciano di Samosata via via sino ai nostri giorni. E ci sarebbero anche le religioni: per i Mormoni anche il Sole è abitato, presumibilmente da altri mormoni. Oggi vorrei rimanere entro la storia della scienza ufficiale, riservandomi in futuro di raccontare qualcosa di qualcuno di questi illusi.


Il primo personaggio che vi voglio presentare è Giovanni Schiaparelli, (1835-1910). Astronomo all'osservatorio di Brera iniziò nel 1877 lo studio di Marte, individuando una serie di linee scure che ricoprono il pianeta. E variano con il tempo, hanno un andamento stagionale (marziano). Troppo piccole e deboli per essere fotografate (mica c'erano le diavolerie che usa il nostro Marco allora!) ma le cartografa e pubblica.


Da notare l'aspetto razionale della rete, i canali non s'intersecano tra loro ma confluiscono in punti particolari. Hanno diritto a nomi, ricavati dalla mitologia classica, diventeranno definitivi.
Successivamente scopre un ulteriore aspetto, interessantissimo: i canali principali a primavera si sdoppiano rimanendo paralleli, la geminazione. Ma allora è chiaro: l'acqua che si scioglie dalle calotte polari scorre e alimenta la vegetazione prima lungo l'asse del canale per poi espandersi.


Possiamo così passare a Percival Lowell,  (1855 - 1916). È meno rigoroso di Schiaparelli ma ha diversi vantaggi: è fratello del presidente della Harvard University, proviene da una famiglia ricca di Boston. Subisce l'influenza di pseudoscienze occulte e di divulgatori à la Giacobbo come Camille Flammarion (non erano ancora di moda divulgatori seri come Piero Angela o scienziati capaci di raccontare anche a noi quello che fanno, per esempio Carl Sagan, Neil deGrasse Tyson, Amedeo Balbi e Marco Delmastro per citarne alcuni)  e finisce per fondare l'osservatorio Lowell di Flagstaff in Arizona. Lui ai canali (chiamati in inglese canals, quindi artificiali; quelli naturali sono channels) ci crede. E trova Marte pieno di configurazioni non naturali. Ecco, i marziani.


Marte occuperà Lowell per 23 anni, fino alla morte. È sepolto a Mars Hill (collina di Marte), nei pressi dell'osservatorio.

simbolo astronomico di Plutone
Nel 1930 Clyde Tombaugh scoprirà Plutone, sempre all'osservatorio di Flagstaff, quasi dove previsto da Lowell stesso 15 anni prima. Questa sarebbe un'altra storia da raccontare. Notato come inizia il nome di Plutone? E, pensa te che sfiga: adesso Plutone, l'unico pianeta americano, è stato retrocesso a pianeta nano!

Oggi sappiano com'è davvero Marte. che può anche riservarci sorprese, ecco l'opera di mulinelli (diavolo di sabbia, dust devil, tourbillon de poussière in francese e türbii in piemontese)


e frane dovute a liquidi (acqua?)


Poi c'è chi ancora vede altre cose, come questa


ma questa è un'altra storia, ci credono quelli che seguono Giacobbo. E sono sicuro che Giacobbo, lui, non ci crede.

Questo post partecipa all' Edizione Unificata dei Carnevali Scientifici  di Settembre presso Scientificando, di Annarita Ruberto

giovedì 6 settembre 2012

Pugnali e ladri.



Mercanti nel suk - Sana'a - Yemen 1975


Già nel 1975 lo Yemen era un posto con molte aree off limit, un posto dove se non giravi armato, almeno con la Jambja, il pugnale tradizionale, eri guardato quasi con sospetto. Le donne erano completamente velate anche allo sportello della banca, però ti cambiavano un assegno se lo presentavi; si può dire che c’era fiducia, forse anche a causa del numero di gente con la mano mozza che giravano nel suk. D’altra parte se sei un ladro… 


mercoledì 5 settembre 2012

Qui al Nord

Oggi la Padania, organo ufficiale del partito che una volta era del Padre del Trota, si presenta così:


Adesso da noi va di moda proclamare "mai stato leghista, me!" ma mi sembra che ci sono parecchi che sono profondamente leghisti dentro.

Come l'altro giorno che viene una signora che abita qui vicino a trovare Nonna (Nonna sarebbe la mia mamma ma adesso si chiama così). C'era una cosa importante e voleva sentire anche il parere di Nonna che è autorevole perché ha 80 anni compiuti ed è mamma di un Consigliere Comunale (uno di quelli mai stati leghisti, tra un po' mai stato in comune, nèh!).

Adesso vi racconto ma prima una premessa: quando fa caldo io tengo la finestra aperta (serve anche ai gatti per entrare, poi apro la porta e li faccio uscire per via di Pico) e al pomeriggio Nonna si siede fuori dall'uscio di casa a leggere, dopo le due c'è l'ombra.

Ah! ancora una roba: quando parlano i contadini urlano. Anche quando parlano piano (urlano piano ma urlano) e di solito mi costringono a chiudere la finestra.

Allora, venendo al dunque, arriva questa signora, mamma di una ragazza che adesso frequenterà la Terza Media (si chiama ancora così, vero?). E questa ragazza ha deciso che da grande vuole fare {me lo sono perso, ancora stavo pensando che dovevo chiudere la finestra e accendere la radio}. E per questo deve studiare e entro gennaio iscriversi alla scuola per quella roba lì. La signora mamma e il suo signor marito sono daccordo, e allora non ci sono problemi, no? OK, un problema c'è, per questo è venuta a chiedere il parere di Nonna.

Quella scuola c'è a Torino ma sapete com'è Torino: piena di napuli e terun e cinesi e marocchini e negri e chissà cos'altro!
Ma aspetta, ci siamo informati e quella scuola lì c'è anche a Pinerolo. Ecco, tutto risolto! Quasi.

Perché per Torino ci sono i pullman, il famoso Sadem, Pinerolo è più problematico da raggiungere. C'è il treno da Candiolo ma tra Piubés e Candiolo (due kilometri) non c'è niente. Ma si può fare un sacrificio vero? La signora mamma o il signor papà marito della signora possono benissimo portare la bambina al treno. E andarla a riprendere quando torna.

Certo che sì.


Avevo deciso di non raccontare questa cosa ma poi ieri sera --- Ops! mi sa che mi sto facendo troppi nemici in una volta sola, niente, come non detto.