OK, ieri era il giorno del tacchino, avrei voluto partecipare anch'io ma ero impegnato con un problemino, facile-facile ma simpatico, di matematica.
Allora abbiamo una fetta di torta da tagliare in due parti che abbiano la stessa area. Qual è la linea più corta per farlo?
Potrebbe essere la rossa, la verde o la blu. Chissà! forse dipende dai casi, ah si ecco:
Peccato che Anders abbia già fatto tutto lui.
Che poi se non sei preciso-preciso capita che
Comunque chi vuole c'è tutto qui, su Quora.
giovedì 23 agosto 2012
mercoledì 22 agosto 2012
La fine del tacchino
Vogliamo proprio sviscerare l'argomento del tacchino? e svisceriamolo! (anche il tacchino, eh, se vogliamo cuocerlo).
Sapevate della rivolta dei tacchini?
Ecco a voi l'esercito dei tacchini che si sta preparando per l'attacco:
Ma devono stare attenti, può capitar loro questa fine:
(sì, quella sono io mille anni fa, col mio gatto gourmet)
A proposito del tacchino
No, non sono qui per pendere le sue difese; può farlo benissimo da solo (o con l'aiuto, se del caso, dell'avvocato Bongiorno). Peccato perche avevo due (dicesi ben *due*) citazioni niente male
uno:
Intanto una curiosità: di tutti gli animali da cortile (una volta, adesso non ce n'è più) il tacchino stravince come nomi (parlo della mia zona): biro, pito, dindo. Che poi dindo è quasi come in francese, specie se ne fai il diminutivo dindon. Lo sapete vero che per quelli lì di là dei bricchi usano dire, per esempio, Louison per dire Lüisin, vero. O devo proprio contarvi tutto?
Allora il tacchino: era il terrore dei bambini (sì certo anch'io): appena ne vedeva uno caricava, deciso diventando molto più grosso, come quello nella foto. E poi tornava dalle sue signore tacchine cantando vittoria. La cosa peggiorava se eri vestito del mio colore preferito, il rosso. Se ci penso ancora adesso... In fondo è passato poco più di mezzo secolo.
La bira (o pita) per contro era (e credo sarebbe tuttora) l'ideale per fare da balia ai pipì (pulcini, cos'avete capito?). Per via che camminava molto lentamente, continuando a ripetere piano il suo verso, rassicurante. E continuando a guardare in alto che non ci fosse il farcat (falco). Appena vedeva qualcosa in cielo lanciava l'allarme --Chiuuuw!-- e i pulcini si rifugiavano tutti, prima di subito, sotto di lei.
Mica come quel disgraziato del marito!
E poi c'è ancora una cosa che so di lui. Quando Valeria andava alla scuola materna di tutti i bambini era l'unica che sapeva fare il verso del tacchino. "Gulu-gulu", certo.
uno:
Friends, Romans, countrymen, lend me your earse due:
Lend me your ears and I'll sing you a song,vuoi del Sommo Bardo che dei Fab4. Pazienza.
And I'll try not to sing out of key
Intanto una curiosità: di tutti gli animali da cortile (una volta, adesso non ce n'è più) il tacchino stravince come nomi (parlo della mia zona): biro, pito, dindo. Che poi dindo è quasi come in francese, specie se ne fai il diminutivo dindon. Lo sapete vero che per quelli lì di là dei bricchi usano dire, per esempio, Louison per dire Lüisin, vero. O devo proprio contarvi tutto?
Allora il tacchino: era il terrore dei bambini (sì certo anch'io): appena ne vedeva uno caricava, deciso diventando molto più grosso, come quello nella foto. E poi tornava dalle sue signore tacchine cantando vittoria. La cosa peggiorava se eri vestito del mio colore preferito, il rosso. Se ci penso ancora adesso... In fondo è passato poco più di mezzo secolo.
La bira (o pita) per contro era (e credo sarebbe tuttora) l'ideale per fare da balia ai pipì (pulcini, cos'avete capito?). Per via che camminava molto lentamente, continuando a ripetere piano il suo verso, rassicurante. E continuando a guardare in alto che non ci fosse il farcat (falco). Appena vedeva qualcosa in cielo lanciava l'allarme --Chiuuuw!-- e i pulcini si rifugiavano tutti, prima di subito, sotto di lei.
Mica come quel disgraziato del marito!
E poi c'è ancora una cosa che so di lui. Quando Valeria andava alla scuola materna di tutti i bambini era l'unica che sapeva fare il verso del tacchino. "Gulu-gulu", certo.
Miracoli contro il perfido tacchino
Non mi chiedete se ce l’ho con i tacchini. Il fatto è che sono loro ad avercela con l’umanità. Non so se è per colpa degli americani e del Giorno del Ringraziamento, ma il loro disprezzo si estende a tutte le sette parti del mondo. Esistono numerose prove, anche in rete, come questa:
oppure questa:
ma io mi voglio avvalere di prove certificate, di pubblicazioni autorevoli peer-reviewed. Ecco quindi una piccola rassegna di fatti conclamati, dove solo l’intervento soprannaturale ha potuto salvare il protagonista dalla perfidia di questi animali solo apparentemente innocui.
“Gervaso, agricoltore di Manciano, nella maremma grossetana, stava dando da mangiare ai suoi polli, quando un tacchino, per spregio alle opere di bontà, lo aggredì, cercando di beccargli gli occhi. Pregò San Gaspare del Bufalo e l’animale si calmò”. (Fonte: I Miracoli di san Gaspare, 1926)
“Abbandonato dalla moglie, fuggita con un tacchino, Gervaso, daziere di Paternò, andò nell’aia dove si era trasferita per implorarla di tornare. Fu lì aggredito da una banda di tacchini parenti dell’amante, che lo beccarono fin quasi a ucciderlo. Pregò allora san Felice di Nicosia e le ferite si rimarginarono e la moglie, rinsavita, tornò a casa”. (Fonte: Maraviglie del Santo Felice Cappuccino, 1888)
“L’incursore Gervaso, eroe di Tobruk, mentre gagliardamente cercava di minare la strada per la Cirenaica, fu scoperto da un gruppo di tacchini demoplutogiudaici che strepitarono per avvertire gli inglesi. Si fece fuoco da un’autoblinda, ma egli, benché sfiorato da centinaia di proiettili di mitragliatrice, risultò miracolosamente indenne dopo aver invocato la spirito romano di Arnaldo Mussolini”. (Fonte: Breviario di Mistica Fascista, 1943-XXI).
“Dopo aver mangiato le salamelle a una Festa dell’Unità, il capo-officina Gervaso di Budrio fu aggredito da due tacchini bolscevichi sulla via del ritorno a casa, che gli provocarono profonde ferite al ventre e credette di morire. Pregò allora sant’Antonio da Padova e fece voto di mai più recarsi presso simili adunanze di adoratori di Stalin e del Demonio. Al mattino era perfettamente guarito e poté recarsi al lavoro con zelo rinnovato”. (Fonte: La Staffetta di Sant’Antonio, 1952).
“Gersavo, tusdetne di Tinoro, are tatso poclito da anu agrev marfo id sadilesasi pre ol spovante podo ceh nu catincho lo evvae cebacot a nua oman. Gerpò nasat Rita e tornò a parlare normalmente” (Fonte: Atti memorabili di Santa Rita della Chiesa, 1997).
“Dopo aver mangiato una scatoletta di bocconcini di tacchino, il gatto Gervaso del signor Gervaso di Gemona incominciò a graffiare chiunque gli si avvicinasse, soffiando indemoniato. Mentre già era stata avvertita la Squadra Speciale Esorcisti della curia di Udine, bastò la preghiera a Doraemon, Gatto Cosmico, della figlia seienne di Gervaso per calmare il felino” (Fonte: Lady Oscar e le radici del Bildungsroman in Friuli, 2010).
“Mentre si recava in motocicletta alla santa Messa, Gervaso, imprenditore edile di Molfetta, fu fatto cadere da due tacchini che avevano improvvisamente e di proposito attraversato la piccola strada che percorreva. Batté il capo e perse conoscenza, deriso dai due pennuti. Si riprese solo quando fu soccorso da una pia donna che lo toccò con un panno che era stato imbevuto nel pus delle stimmate di san Pio da Pietrelcina”. (Fonte: Le Sante Pustole di Padre Pio, 1990).
“Ingannato da un tacchino e una volpe, un burattino era stato da loro impiccato per sottrargli delle monete d’oro. Pregò Santa Turchina e fu subito salvato”. (Fonte: Il Pinocchio ad uso de’ fanciulli timorati di Dio, emendato delle bugie del suddetto, 1891).
martedì 21 agosto 2012
Rullo di ... Tamburo!
Udite, udite!!!
Sta per accadere una cosa stupenda, state all'erta!
Il Tamburo, e tutti i tamburi del regno, stanno rullando per annunciare il grande avvenimento!
Stay tuned!
![]() |
| lo riconoscete? |
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lunedì 20 agosto 2012
In the Beginning... - quasi una recensione
Nel '99 Neal Stephenson mise in rete on teh toobz un saggio biblicamente titolato "In the Beginning... Was the Command Line" dove parlava dei 'puters, o meglio del mondo dei 'puters.
Roba dell'altro millennio, il Web era molto diverso da ora, per dire non c'era il Tamburo Riparato, anzi non c'erano ancora i blog, o meglio erano nati da poco (18 luglio 1997).
Io comunque lo scoprii abbastanza presto --no, non ho una data precisa, neanche l'anno-- come possono testimoniare quelli che ho annoiato da non credersi, tentando di farglielo leggere. Ho anche pensato più di una volta di tradurlo (chiedendo il permesso) o di farlo tradurre a un tesista (per la tesi questo e altro, lo fanno gratis, senza brontolare troppo).
Poi nel 2004, sette anni dalla pubblicazione, Neal dice:
I embraced OS X as soon as it was available and have never looked back. So a lot of In the Beginning...was the Command Line is now obsolete. I keep meaning to update it, but if I'm honest with myself, I have to say this is unlikely.
Perso, anche lui fagocitato dalla Mela MorsicataTM come tanti bimbominkiaTM con iPodTM, iPadTM, iPhoneTM, iQuestoTM & iQuelloTM. Peccato.
[Nota: non sono razzista, conosco tanti geek che usano il MacTM, davvero. La mia mamma direbbe "presenti esclusi" e sarebbe un'idea.]
OK! Tornando a noi il lavoro originale di Neal è online in millemila posti, per esempio qui.
Uh! meglio qui, in formato PDF, userò questo così posso indicare i numeri di pagina.
Nel 2004 Garrett Birkel (se ho capito bene lavora alla Apple ma non ho trovato granché) ha messo all'interno del testo originale le sue pensate, qui.
Ora, 2012, voglio farlo anch'io. Qualcosa di simile.
Naturalmente si parte da Jobs & Wozniak e poi Gates & Allen. I primi vendono macchine (hardware) i secondi solo sistemi operativi (software), ancora più rivoluzionari. Non è più una cosa fisica, tangibile.
Poi arriva a una metafora automobilistica tra quattro sistemi operativi, Windows, Mac, Linux e BeOS (oggi scomparso ache se c'è chi tenta di rivitalizzarlo, come Hayku); a me le metafore non piacciono più di tento quindi se volete andate a leggerlo a pagina 3.
All'epoca Apple era in cattive acque, cosa molto diversa da ora, questo spiega quanto scritto a p.4 che farebbe sobbalzare qualunque ggiovane.
Poi a p.5 si entra nel vivo dei ricordi, quando i 'puters erano armadi grossi così, dislocati lontano che manco li vedevi (nemmeno al Poli) e non c'erano nemmeno i monitor (dai Neal, sono più vecchio io --ops! è vero anch'io ho perforato schede). E va avanti fin verso il fondo di p.8 dove introduce la GUI, le finestre cui siamo abituati. C'è un errore di attribuzione ma sorvoliamo. Il Mac e poi Windows.
Neal è un bravo ragazzo entusiasta del Mac ma che a p.11 ammette
The Macintosh OS was a revolution in both the good and bad senses of that word.Già i comandi sulla riga di comando (command line).
A p.13 c'è una tirata sulla propensione alla rapina di Microsoft, vera ma la stessa cosa capita anche con tutti gli altri, magari meno bravi.
Richard Stallman arriva a p.19
Notwithstanding the incomparable talent and drive possessed by Mr. Stallman and other GNU adherents, their project to build a free Unix to compete against Microsoft and Apple’s OSes was a little bit like trying to dig a subway system with a teaspoon. Until, that is, the advent of Linux, which I will get to later.Poi una serie di considerazioni ormai obsolete. Anche quando arriva a parlare di Unix (p.23) come OS command-line mode. Oggi Unix non c'è più (quasi, qualche nicchia).
But the basic idea of re-creating an operating system from scratch was perfectly sound and completely doable. It has been done many times. It is inherent in the very nature of operating systems.
Qui devo essermi addormentato un pochino perché mi ritrovo a p.32. Non so nemmeno se una cosa come questa possa finire in una recensione seria, se del caso non leggetela, o fate finta di niente. Comunque è proprio qui che comincia l'altra metafora, quella che mi è sempre piaciuta, presa dalla Macchina del Tempo di H.G.Wells. Nel romanzo i privilegiati, gli Eloi, sono mantenuti dai Morlocks, confinati nel sottosuolo. L'opposto nel mondo tecnologico contemporaneo dove la maggioranza sono gli Eloi, gli utilizzatori, soggetti ai Morlocks che producono, controllano e gestiscono.
Morlocks, who have the energy and intelligence to comprehend details, go out and master complex subjects and produce Disney-like Sensorial Interfaces so that Eloi can get the gist without having to strain their minds or endure boredom. Those Morlocks will go to India and tediously explore a hundred ruins, then come home and built sanitary bug-free versions: highlight films, as it were. This costs a lot, because Morlocks insist on good coffee and first-class airline tickets, but that’s no problem because Eloi like to be dazzled and will gladly pay for it all.E nel mondo dei computers gli Eloi non hanno certo tempo e voglia di affannarsi con OS a riga di comando, ci sono finestre, menu, pulsanti e vanno benissimo.
Most people who shop for OSes (if they bother to shop at all) are comparing not the underlying functions but the superficial look and feel. The average buyer of an OS is not really paying for, and is not especially interested in, the low-level code that allocates memory or writes bytes onto the disk. What we’re really buying is a system of metaphors. And–much more important–what we’re buying into is the underlying assumption that metaphors are a good way to deal with the world. [p.36]Uh! a p.40 c'è il capitolo 11, Linux. Ma sta continuando a parlare del Mac, Linux era agli albori allora, certo non quello di oggi.
Ecco siamo a p.40 ma quello che segue è vecchio, superato, non più vero. Si può chiudere qui.
Anche perché oggi i computers non rendono più, li fanno i cinesi e poi vengono ribrandati. E sono già vecchi i notebook, i portatili. Oggi si usano telefoni che fanno tutto, al limite si possono usare anche per telefonare e e-reader (il mio kindle vecchio di tre mesi a fine anno sarà obsoleto da non dirsi). E i tablet che io, vecchio Morlock, non ho ancora capito a cosa possono servire.
Apple Computer inc. ha cambiato nome, adesso è Apple inc.
Microsoft sta abbandonando l'interfaccia sviluppata da Alan kay, quella che Neal attribuisce al Mac.
Insomma, il saggio di Neal è invecchiato. Non leggetelo. E, tutto sommato, non leggete neanche questo post: è lungo e noioso.
Anche perché si sa che non so fare le recensioni (o si dice recinzioni?).
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