sabato 10 dicembre 2011

Font




Oggi una cosa utile e divertente al tempo stesso, davvero, guardate.

Nel frattempo mi sono ricordato di Marina e Marina2.
Poi c'era Janet che faceva la magia: il testo della bozza si trasformava in inglese, da non crederci! E mi sgridava se la frase era tortuosa e/o circonvoluta, cioè sempre.

Comunque li ho presi di qui: e ce ne sono altri millemila.
E è stato Alessio che mi ha dato la dritta: il dottor Bl@ster lui sì che è un geek!


Poi mi è anche venuto in mente che ho una prova di quello che dico, eccola


Visto com'era LaTeX a quei tempi? Eh, l'evoluzione...!

Trovate tutto da Marco, in Grazie per l'incoraggiamento, comunque!


On teh Toobz




Ecco, questa è una delle cose di cui non mi sono ancora rassegnato ad accettare. Soprattutto tra i giovani, quelli che saranno il nostro futuro. OK, anche i meno giovani, i giovani di ieri, quelli che hanno smesso.

Ma di cosa stai parlando? vi chiederete. Giusto avete ragione, adesso mi spiego.



Rob Knop è un blogger eccezionale, per molti aspetti. Qualche anno fa ha abbandonato l'Academia ed è andato a lavorare in una fabbrica di videogiochi perché aveva avuto da ridire con i suoi capi all'università. Ma poi ha avuto da ridire anche con il suo amico e capo della fabbica di videogiochi e allora è tornato all'università (un'altra) e ha anche ripreso a bloggare. Ecco questo vorrei segnalarvi, il suo ultimo post, questo Nobel Week Festivities Part 1.

E quello che mi fa uscire dai gangheri è che quando segnalo una cosa simile agli studenti che conosco mi obiettano invariabilmente che:
  • è in inglese;
  • non è una cosa che devono fare e io non ho nessuna autorità per imporre loro alcunché.
Hanno perfettamente ragione.
Come quelli che giovani studenti non lo sono più. Quelli che confondono il Web con Facebook e in TV guardano Magalli & Paolo Fox, Punta il Dito, È lei o non è lei e, se li facessero ancora, I pakki.

OK, scrivendo mi sono calmato, per questo mi piace bloggare, sono un vecchio brontolone, lo so. Ma almeno voi che mi leggete --se mi leggete-- dai ditemi che non ho tutti i torti.

O no? :(

giovedì 8 dicembre 2011

Ricetta quasi cinese


Oggi grigio e freddino, che ci andiamo a fare lassù in campagna? Allora ci alziamo solo perché ci obbliga il micio (esige la sua sacrosanta spazzolata), facciamo colazione e torniamo a letto.

Finiamo con l'alzarci alle 10,45, una volta lavati e ginnasticati e vestiti  è già tardi per compicciare* qualcosa di speciale per pranzo.
Ma ci viene un'idea: il pollo con jengibre y cebolleta!!! lo chiamiamo sempre così, come nel nostro ristorante cinese di fiducia. È pollo con zenzero e, teoricamente, cipollotto: in realtà a me sembra porro, per cui lo preparo così.



Inizio con la preparazione degli ingedienti (circa 15 minuti):
- taglio solo la parte più verde di alcuni porri (il resto può servire per altra preparazione) per il lungo, poi a tocchetti di 1,5-2 cm. di lunghezza che poi "sfoglio"


















- taglio lo zenzero fresco a fiammiferi









 - taglio il petto di pollo a fettine molto sottili (occorre circa mezzo petto, ancora abbastanza congelato perché si possa tagliare sottile)








E una buona salsa di soia (non la Heinz!)
                                                                               


A questo punto scaldo a fuoco forte un po' d'olio nella padella con fondo spesso che uso non avendo un wok (in realtà avevo pensato di comprarlo, ma mio marito "non c'è spazio, dove lo metteresti un altro ciànfero?**" mi ha dissuasa), ci dispongo le fettine di pollo e faccio cuocere sempre a fuoco forte.








Aggiungo poi il porro e lo zenzero (a volte metto prima l'uno, a volte l'altro, il risultato non cambia)



Quando il porro è un po' appassito aggiungo la salsa di soia (3-4 cucchiaiate) e porto a cottura, aggiungendo dopo un po', se occorre,  mezzo bicchiere d'acqua (è gradito un po' di sughino).
Assolutamente non salare.









Nel frattempo avevo già messo a bollire acqua moderatamente salata, e subito prima di iniziare la cottura del pollo ci avevo versato del riso bianco, di tipo abbastanza amidaceo, alla fine il riso deve risultare abbastanza cotto, non al dente, e un po' agglutinato (da mangiare con i bastoncini, insomma, anche se noi usiamo la più confortevole forchetta), lo si serve in ciotole individuali. 










Nei 15 minuti di cottura del riso anche il pollo è pronto, e tutti a tavola! in solo mezz'ora!







* toscanismo per "arrangiare, mettere insieme alla bell'e meglio"
** non cercatelo nel dizionario, non c'è, vuol dire  "aggeggio inutile e/o ingombrante, di cui si può ben fare a meno"

mercoledì 7 dicembre 2011

Un canto di lavoro di quand'ero piccolo


Forse non tutti sanno che io sono di origini contadine. Quando ero piccolo non c'erano mica tutte quelle macchine che ci sono adesso per fare i lavori nei campi: si facevano tutti a mano.
E quanta gente c'era. E siccome il lavoro era pesante, duro assai ma si era giovani e forti e bisognava pur farlo allora si cantava, io facevo il solista e tutti gli altri mi venivano dietro, tipo coro greco ma senza grechi greci.
Ecco una di quelle canzoni di lavoro che avevo salvato su una musicassetta, va' sapere quello che poi ci può capitare...

Siccome non tutti sanno il piemontese c'è anche la lyrica.
Ardla sì:
 

Dedicato a Popinga


Come promesso, stuzzicata da Archibald (ricordate, NON chiamatelo Archie!) che ha invaso il mio campo, invado io il campo del grande Maestro (che tra gli altri mille argomenti si è interessato alle Nursery Rhymes) e pubblico anch'io qualcosa (una di queste storielle l'avevo già pubblicata su FB).


        Old King Cole   (i tre violinisti)


        Old King Cole was a merry old soul                                    
        And a merry old soul was he;
        He called for his pipe, and he called for his bowl
        And he called for his fiddlers three.
        Every fiddler he had a fiddle,
        And a very fine fiddle had he;
        Oh there's none so rare, as can compare
        With King Cole and his fiddlers three. 


Ma la più famosa in assoluto delle Nursery Rhymes, la più ricordata, che ha ispirato  cartoni animati, vignette e canzoncine, ed è stata ricordata anche dal grande Popinga, è  senza alcun dubbio


 

Humpty Dumpty
Humpty Dumpty sat on a wall.
Humpty Dumpty had a great fall,
And all the king's horses, and all the king's men,
Couldn't put Humpty together again.






 

martedì 6 dicembre 2011

Uno scorcio della mia vita



Stasera sono abbastanza stanca.
Stamattina siamo andati su,  al nostro terreno, per potare un po'. Son dieci giorni che il tempo è quasi sempre splendido, con cielo azzurro, solo a volte qualche po' di pioggia.
Mentre lavoravamo, c'erano tre aquile che giravano in tondo sopra di noi, stridendo. Purtroppo in quel momento non avevo la macchina fotografica e non posso condividerne la visione.

Però posso farvi vedere i funghi che si trovano da noi (li ho fotografati la settimana scorsa). Non so proprio se siano mangerecci, non me ne intendo e non trovo nessuno che ne sappia qualcosa (non esiste alcun centro micologico, né l'equivalente di un Ufficio di Igiene). Nel dubbio, ci asteniamo, ma è un peccato!








Nel pomeriggio, sempre approfittando del sole, siamo andati al Puerto de la Cruz, a passeggiare. Non vi racconto nulla di questo, perché è stato tutto molto simile all'ultima volta, a parte il fatto che il mare era tranquillo, non c'erano quelle belle onde da guardare, e sulla spiaggia e in acqua c'era molta più gente.

L'unica differenza è stata che in plaza del Charco abbiam visto un gruppo spontaneo in costume locale che cantava villancicos (l'accento cade sulla "i", non son altro che càrole o canti natalizi). 



Cenando poi ci siamo divertiti molto con il "teatrino" del nostro micio.
Da qualche settimana ha preso l'abitudine di venire a chiedere croccantini extra mentre siamo a tavola (lui cena un'oretta prima di noi) facendo scene strazianti: si mette a leccare il vassoietto vuoto di polistirolo dove li mettiamo, perché ha notato che si nota bene il "rasp, rasp" che fa la sua lingua, non possiamo ignorare che sta cercando di recuperare anche l'odore, anche il ricordo dei croccantini... E ci guarda con sguardo da povero infelice abbandonato. 
Infatti lo chiamiamo "le due orfanelle" (dall'omonimo feuilleton), e anche "le 3 orfanelle" o perfino "orfanotrofio" quando esagera.  Ma stasera ha superato se stesso: dopo aver fatto un po' di scena di "rasp rasp", vedendo che non gli prestavamo attenzione, ha iniziato a sollevare il vassoietto con la zampina, fingendo di cercare qualche croccantino caduto fuori come a volte avviene, ma siccome i nostri cuori di pietra non mostravano segni di cedimento, ha iniziato a sollevare con l'unghia la tovaglietta di tela cerata, fingendo di cercare anche sotto di essa. Dopo le comprensibili risate, abbiamo ceduto...

Nella foto, da sinistra: la scodella della carne (la esige solo cruda), quella della pappa in scatola, il vassoietto incriminato, il piatto dell'acqua, che disdegna per andare a bere nei posti più incredibili. Lo so, lo viziamo, ma non abbiamo nipotini, con qualcuno bisogna pure che sfoghiamo i nostri istinti "viziatòri"...



E poi, è tanto bello e dolce!