venerdì 6 luglio 2012

Il Tamburo compie un anno: considerazioni su compleanni e commemorazioni

Chissà se i compleanni hanno la stessa storia delle ricorrenze. Queste date ricordevoli,  queste commemorazioni, servono appunto a mantenere la memoria delle cose storiche, degli avvenimenti. La ritualità dà forza al ricordo, lo fissa, e la periodicità gli fa assumere una valenza astorica, valida sempre. 
Ogni epoca ha le sue date da ricordare, e anche noi abbiamo le nostre. Per esempio quelle che riguardano la liberazione dal nazifascismo, l'instaurazione della Repubblica, l'entrata in vigore della Costituzione Italiana. 

Poi vi sono quelle delle persone uccise  nell'adempimento del loro dovere, in un attentato, o quelle uccise solo per la loro presenza, in una  strage. Ricordi piacevoli e spiacevoli si sovrappongono: è spiacevole la data di un attentato, di una strage, di una disgrazia, ma il fatto che quelle vicende private diventino pubbliche, assurgano a ruolo di memoria collettiva, riesce a lenire il dolore dei sopravvissuti; è piacevole il ricordo della liberazione, anche se è spiacevole ciò che la precede, è piacevole il ricordo di un eroe, ma è spiacevole ricordarsi che per quel gesto d'eroismo è morto qualcuno.
Dunque nel ricordo istituzionalizzato tutto si fonde, dolore e gioia si mescolano, attutiti dal tempo e ingessati nell'atto commemorativo. Ricordare diventa un dovere appunto per non dimenticare, per tenere desta la memoria, perchè le cose passano e così accade anche ai ricordi, ma solo se questi ricordi diventano generalizzati, se acquistano il ruolo di simbolo possono sperare nell'eternità. 

Il ricordo individuale, intimo, quando è doloroso è incarognito, perchè nell'eterna lotta alla ricerca delle spiegazioni  la mente vaga e finisce magari per riconoscersi colpevole di essere sopravvissuti, di averla scampata. La vita è distrutta e il racconto sulle cause di quella perdita è fissato in un eterno rincorrersi, perchè alla fine non esistono spiegazioni. Il ricordo piacevole, quando è personale, ha sempre sfumature grige, è per lo meno velato di nostalgia per ciò che non sarà più. 
No, il ricordo individuale, la commemorazione intima, sia piacevole che spiacevole, è sempre sgradevole. Sarà per questo che i compleanni non si possono festeggiare da soli. Non sarebbe sopportabile. Insieme agli altri si stempera l'intimità e la ricorrenza assume il significato di un rito, al quale la partecipazione collettiva regala un vago senso cerimoniale e nel quale gli altri si fanno in parte carico del peso da portare.
Che accadrebbe se ognuno di noi si liberasse della propria ingombrante individualità e fosse definito unicamente dal ricordo che ne hanno gli altri? Se diventasse una commemorazione vivente, non più individuo in carne e ossa e francamente imbarazzante ma forzatura del ricordo, costruzione razionale e insieme culla affettiva, lontano dalla pura individualità per assurgere a una iconica universalità?

E' appunto quello che accade in queste commemorazioni, dove dolore e gioia sono fuse in un'anodina insensibilità, dove se il dolore c'è è istituzionalizzato, perchè ci si deve ricordare di cose che si vorrebbe a volte dimenticare oppure si vuole ancora ricordare cose che il tempo vuole cancellare e, se invece il dolore è vero e reale, vuol dire che è ancora intimo, personale.


Ma qui parliamo di un compleanno. Il Tamburo compie un anno. A Bruna, Juhan e agli altri non so se augurare buon compleanno, forse è solo un'occasione per scrivere tutti quanti un post a tema, chi lo sa, o forse lo devo augurare al Tamburo, entità virtuale ma vitale, quasi indipendente, che forse ci manovra (a Juhan un po' di più).
Allora dico solo questo: rullo di Tamburo!

Un compleanno!



Un anno è mica poco! Fa un po' festa, un po' tenerezza, un po' allegria. Qualcuno comincia a venire, ti guarda e dice che carino, magari passa oltre, magari ritorna o addirittura lascia un segno del suo passaggio. Chi partecipa, si diverte e vedendoti crescere, aumenta la sua voglia di continuare alla costruzione. Tanti auguri allora, che il tamburo, anche se riparato, continui a suonare!

Buon compleanno!!!11

Ebbene sì! Oggi il Tamburo compie un anno. E allora festa!


Ne ha fatta di strada, trasformandosi con l'arrivo di nuovi autori, nuove idee, un'evoluzione continua verso un futuro sempre più radioso --ahemm...


Il grafico delle visite dice tutto. Anche se non si capisce perché parta da maggio 2008 e non da luglio 2011. Anzi signor Blogger.com lo sai che c'è un errore? Quello che indichi come giugno 2010 dovrebbe essere giugno 2011, controlla!

Comunque oggi non ci vogliamo fare sangue cattivo, è festa!
Le tappe della scalata sono queste:


Se fossi meno pasticcione saprei ritrovare il banner originale, quello rosa, magari qualcuno se lo ricorda. Ma con l'arrivo di Bruna è cambiato tutto, i colori, la dimensione della pagina, le colonne. E sono arrivati i seguitori e i visitatori, da tutto il mondo. E poi gli altri autori, insomma abbiamo un blog corale. E stiamo assumendo, #sapevatelo.


Uh! ancora, il blog mi ha fatto conoscere tanti amici, anzi Amici, con alcuni ci siamo anche incontrati con gli altri chissà...



1º compleanno




Come sapete, questo blog, nato dalla singola voce di Juhan poi a due voci, con il tempo si è esteso rivelando la propria vocazione ecumenica (col significato di “concernente la terra abitata”, sia chiaro, non con il suo significato religioso/cattolico!). 
 
Anche la veste grafica è cambiata rispetto all'inizio, dopo una democratica “ricerca di mercato” abbiamo cambiato alcune caratteristiche per adeguarci ai gusti dei lettori (e miei!).

Allo stato attuale il blog è corale, aperto alla collaborazione di chiunque sia interessato alla stessa, purché... ecco, purché si rispetti il suo spirito libero e non dogmatico.

Tutti quelli che si sono aggregati hanno pubblicato almeno un post, molti anche di più, e son sicura che altri ne seguiranno non appena gli impegni di altro genere lo consentiranno: del resto, io stessa sono stata piuttosto discontinua, a volte resta il solo Juhan, l'ideatore, a mantenere accesa la fiammella, novello “vestalo” ! **

Purtroppo non tutti quelli che han promesso di raggiungerci han poi mantenuto la promessa. Vabbè, forse è meglio non avere in squadra collaboratori inaffidabili...

Io al contrario speravo, a questo punto dell'evoluzione, che potessimo già essere arrivati ai 12 tamburini della filastrocca, invece (effetto secondario del recente campionato europeo?) ci siamo stabilizzati su una squadra di 11 giocatori... ***


Ma è una squadra vincente! Lo dimostra l'aumento delle visite, ma soprattutto il numero dei followers! d'accordo, non tutti ci seguono con la costanza di alcuni, ma è bello avere sempre nuovi amici, sapere che l'uno o l'altro degli argomenti trattati sul Tamburo ha i suoi estimatori, e vi assicuro che ce n'è proprio per tutti i gusti!

Per questo ringrazio tutti, collaboratori, followers e visitanti occasionali, per l'apprezzamento e il sostegno che dimostrano verso il nostro grande

TAMBURO RIPARATO!


**  absit iniuria verbis

*** ultimissime: uno dei giocatori si è ritirato, siamo attualmente in 10



P.S. Mi fa notare Errol il draghetto che a differenza di Detritus finora lui non ha ricevuto uno straccio di citazione e che invece starebbe proprio bene accanto a FSM e Marvin nell'intestazione. Che dite, lo vogliamo accontentare? votate!

giovedì 5 luglio 2012

Mr. Tambourine Man

Senti che pensata mi è venuta fuori: il blog si chiama Tamburo Riparato e una delle canzoni di quando ero piccolo è Mr. Tambourine Man.

Ferrrmi lì: non cominciamo a sottilizzare che tamburo si dice drum e tambourine sta per tamburello, il fratello piccolo. Vero che possiamo soprassedere a queste piccolezze? Almeno oggi dai!


Allora Mr. Tambourine Man è di Bob Dylan del 1963. A dirla tutta la versione che io preferisco è quella dei Byrds (e qui ci sarebbe un discorso lungo da fare) che vado a proporvi in un video preso dalla tele, pessima qualità e anche il cameraman, ma è lei.


Poi, certo, ecco la versione dell'autore, Bob Dylan


Al posto della traduzione oggi, solo per oggi nèh, il testo tradotto e recitato in italiano



Comunque c'è anche il tamburo, non badiamo a spese, qui.


mercoledì 4 luglio 2012

Ancora una cosa sul Bosone di Higgs

Il post è stato aggiornato, vedi in fondo.
Uh! ancora un aggiornamento: video

Non so voi ma oggi per me è stata una mattinata incredibile. E sono ancora un po' stonato, devo riprendermi.

willc2

Anche se non c'entro per niente --nada, zilch-- ho partecipato emotivamente, ecco come i tifosi alle partite della nazionale di calcio.

E da un paio di giorni avevo deciso di bloggare in quasi-diretta, come echo (lo scrivo così per evitare confusioni con l'ecologia) di Marco Delmastro ma poi se ne sono aggiunti altri, come il Peppe Liberti e Gianluigi Filippelli. È stato un lavoraccio! Continuavano a produrre cinguettii a ritmo sostenuto e a me stava venendo il panico (il fiatone ce l'avevo da tempo). Ma era quasi come essere sul posto, così:

Marco Delmastro

Grandi cerniotti, grande Twitter. A proposito: Michele Serra, visto che Twitter serve? Riesci a capirlo adesso?

Adesso continuano, tra la via Emilia e il West Ginevra e Melbourne ma sono questioni tecniche, cose che noi di Piubès e dintorni lasciamo a loro.

Beh, ci sono una quaterna di link (e altri ne seguiranno,certo) eccoli:

la mia amica Oca sapiens;
Amedeo Keplero Balbi;
Oggi Scienza;
già segnalato ma mi piace troppo, il Peppe Liberti.

Marco Delmastro

Bel posto, il CERN, se fossi giovane e bravo...
Le foto sono di Marco, dal post di questa mattina, controllate, dovrebbe raccontarci tutto, l'ha promesso.
Sperando che non si arrabbi troppo per il furto, dai ha trovato quello che cercava da tanto!

Aggiornamento: il post di Marco spiega tutto in modo comprensibile e completo. 

Altro aggiornamento: Mi sono ricordato di questa performance, completa di parola difficilissimissima: thingumajig