giovedì 23 maggio 2013

Autopubblicità

Non so se sono solo io che conosco certa gente...
Ci sono quelli che ogni tanto vanno su internet:
Vado per vedere il tempo, i prezzi dei maiali e robe così ma niente Facebook e roba simile perché poi le tue cose finiscono in piazza, anzi di più, girano per tutto il mondo.
A parte il fatto che non si capisce bene perché 'mericani, cinesi, e tutti gli altri debbano interessarsi alle mie foto.
Poi Twitter proprio non lo capisco: cosa ci sta in 140 caratteri? Viene da dare ragione a Michele Serra.
Guarda se proprio devo dirti qualcosa e tu hai l'Aifon spento ti mando una mail. Fine.


Ecco: a me è arrivata una mail che dice:
Sai una cosa? in foto appari sempre così burbero, non sembri neppure quello zuccherino adorabile che sei!
Cosa che devo dire mi fa piacere, parecchio. Ma, ecco, la mail la vedo solo io, non posso neanche girarla a tutti perché svelerei l'indirizzo della mittente (sì è una donna!). Per fortuna c'è il blog. E allora la metto lì, che tutti (specie tutte) possano sapere che non sono come sembro in foto. Nèh!

E Chiara, se continui a seguire il blog prossimamente pubblico altre foto mie, possibilmente più sorridente.

mercoledì 22 maggio 2013

Il Salone IV - ZeroCalcare come non l'avete mai visto

Chi si era stupito dal pubblico di Giacobbo il contaballe si è stupito per poco! perché se c'era da stupirsi del pubblico che seguiva qualcuno doveva andare all'altra estremità dell'edificio dove in uno stand decisamente piccolo trovava questo:


 Tutti in fila (dove non c'era lo spazio per fare la fila). Poi cosa, per chi?


Lui, qui emerso per un attimino ma in realtà era sempre così


Probabilmente lo tengono in ceppi, incatenato a una gamba del tavolo, la sua Signor Capo ha la mia copia con tanto di foglio su cui ho scritto "Juhan" perché a dirlo non si capisce pronta per passarla. E continua a dire "presto Michele!" (questo non so se si può dire). Ed ecco:


Ah! dimenticavo: c'era anche l'Armadillo, solo che non si vede, non per via della mia attrezzatura photographica ma perché è invisibile, lo vede solo Michele Zero.

Mitico Zero! Mi risulta che sia sopravvissuto alle corvée del Salun; almeno ci sono dei suoi tweet recenti, a meno che siano fake. Si potrà comunque verificare sul blog.

L'evoluzione dell'Ocastrusa


Ci sono dei blog che dai per persi, finiti, dimenticati dai loro stessi autori ma che poi ritornano, a volte trasformati. Dopo pause più o meno lunghe.

A proposito di evoluzione: Abstruse Goose (l'autore è mysterious) sta cambiando, in meglio secondo me. Il testo diventa la cosa principale, le immagini (qualcuno dice che non sa disegnare, bisognerebbe sentire cosa ne pensa Mullholland Dave) sono solo un supporto, servono alla composizione della pagina. Ma non fatevi fregare, per esempio oggi c'è "And attack ships on fire off the shoulder of Orion" (cit.) se fate attenzione.
Poi la matematica (per me la teoria delle stringhe è matematica, anche se bisognerebbe chiedere a Leonardo, Annarita, Kees, Marco, Peppe, Amedeo, et al.) che ti viene voglia di studiarla (quasi). Sì rovinata alla fine per rendere pheego il post.

A momenti dimenticavo, sto parlando di questo: alone in my room.

Pensate che il mio post sia troppo poverello? No, dai, mica possiamo lasciare fare tutto a Juhan!
Anche se proprio Juhan mi ha detto che Bruna gli ha detto che prossimamente... forse... (cit.).

martedì 21 maggio 2013

Il salone III - in giro per gli stand

 Credo che questa sia la penultima puntata sul Salun, per quest'anno. Nella prossima una grande sorpresa, questa invece, beh, il solito.

Intanto una cosa che ha già detto Enrico nel suo blog: noi non più giovincelli ci siamo trovati circondati da giovanissimi, tanti giovani, forse la situassiun non è così brutta come verrebbe da pensare. Capace che non guardano la tele quando c'è roba tipo:
- Doppio errore per Pierfilippo! Pierfilippo punta il dito!
- Punto il dito contro 5 la Liguria.
- Sentiamo cosa dice il dottore.
- Il dottore dice cinquantamila.
- Ringrazio il dottore ma vado avanti.
OK, si può girare su RaiNews24 dove ci sono Vania e Papafrancesco.

Oppure, appunto, fare altro, come andare al Salone del Libro.
Noi senior ci trattano bene, per dire io da Einaudi ho contrattato l'acquisto di un libro vincolandolo all'omaggio della borsa. Mi è stato detto che la stessa era per due libri e mentre pensavo a un secondo mi hanno dato una borsa in tela, bellissimissima. Io puntavo solo a quella di carta.

Oppure da Carocci. Lì ero alla ricerca del Finkelstein, quello della Bibbia (a proposito presto altri post) e ci siamo messi a cercarlo, io e due carroccesse.
Carocci mi è simpatico:
Nata nel 1980, la Carocci editore pubblica 400 novità circa l'anno e 16 riviste in numerosi campi disciplinari. La sua produzione si rivolge principalmente al mondo degli studi, ma offre anche volumi di saggistica per il lettore generale.
I suoi libri sono spesso tutti uguali da fuori, si vede che conta come sono fatti dentro. Quello che cercavamo poi si è scoperto che è in ristampa, ma l'incontro è stato davvero piacevole.
Una cosa che vale anche per gli altri: non è la solita fiera con standisti presi per l'occasione; sono loro, quelli del mestiere, se gli chiedi qualcosa sanno cosa rispondere. A volte trovi anche i titolari.
Il guaio è che c'è troppa roba e in certi stand o vai mirato o ti perdi, Il Mulino, Laterza, Bollati-Boringhieri, Adelphi, solo per citarne qualche nome.


Poi ci sono le cose mancate: da Codice (quelli di Charles) doveva esserci Beatrice (ne parlo tra poco) e da Spkferl Sperling & Kupfer doveva esserci Mariano Tomatis che presentava il suo ultimo libro ma non era ancora arrivato. Mi firmerà il prossimo.

Alle tre del pomeriggio ci sarebbe stato Umberto Eco, nell'auditorium ma resistere fino a quell'ora... perso.
Pare che in quelle stesse ore ci fosse Gianluigi Filippelli, a saperlo un saluto veloce era d'obbligo. Domenica è giunto anche Beppe Beppetti, chissà se torna l'anno prossimo.

Alla sera c'è stata una conferenza degli amici del CICAP:


Andrea Ferrero, Beatrice Mautino e Massimo Polidoro. Sigh!

E domani (forse) una sorpresa sorprendete. Nonché, più in là, ci vuol tempo per certe cose, una recenssiun ancora più sorprendevolmente sorprendosa. Promesso.

Resto in attesa di altre cose come questa, anche diversamente simili: io qui in fondo alla West Padagna mi deprimo.

lunedì 20 maggio 2013

Il salone II - Chiarlie e i suoi fratelli

Il salone è stata l'occasione per una rimpatriata familiare. Chiarlie ormai è ritirato a Down, con l'età è diventato piuttosto abitudinario. Comunque eccolo qui, anzi eccoci (sì, bisogna avere la barba e assumere un'espressione così).


Siamo nello stand di Codice:
Codice Edizioni nasce a Torino con l'intento di rinnovare la tradizione editoriale italiana legata alla riflessione saggistica e alla divulgazione scientifica. La scienza nelle sue tante declinazioni (fisica, evoluzionismo, tecnologia, scienze naturali), come chiave di lettura della società contemporanea.
Un posto meraviglioso, per dire ci lavora Beatrice (che non c'era come racconto prossimamente).

Ah! Enrico ha fatto un post serio sul Salun, lo trovate qui: Salone del libro 2013.

Bazinga! 1000


Mille! siamo arrivati a 1000 post sul Tamburo. E pensare che siamo partiti meno di due anni fa (a proposito cominciate a prepararvi per la festa del 6 luglio, non prendete altri impegni, nèh!). C'è da dire che la partenza è stata lenta: il nome l'ho deciso io al volo visto che non si riusciva a trovare un accordo con le collaboratrici iniziali. Collaboratrici virtuali, un paio di post a nome mio e bon parei.
Poi è arrivata Bruna e le cose sono cambiate. Anche la grafica, ma non solo quella, anzi è tutto il resto che ha cominciato a rockare. E poi tutti gli altri collaboratori (a proposito: we hare hiring, still, as usual, al solit, sempe, nèh!).

E sapete 'na roba: io ho visto che tutti i blogger sono eccezionali, davvero. Penso che migliorerebbero anche Gasparri, Jo Vanardi e Calderoli se avessero un blog (forse, chissà se davvero Sua Pastosità FSM (sempre sia condito, RAmen) potrebbe fare una cosa così).

E volete saperne un'altra: come farei a vivere qui in fondo alla West Padagna senza contatti con il mondo esterno?


Bloggare non è difficile: scegli tu l'argomento, scrivi quello che vuoi, quando vuoi e trovi tanti (OK, qualcuno) che ti da retta e diventate 'mici del Web.


Io da un po' di tempo ho preso l'abitudine di mettere giù un paio di righe (idee sarebbe una parola grossa) subito dopo pranzo, come digestivo.


A volte lo faccio anche prima, come adesso (che però è per via dell'occasione speciale).


Una volta sarebbe stato difficilissimo, chissà com'era la connessione a quei tempi?


Adesso invece, vi assicuro che è divertente e gratificante. E se qualcuno vuole unirsi (o riprendere a scrivere, come le tre mitiche sorelle di Chieri) noi stiamo sempre (forse ve l'ho già detto) assumendo.

Perché farlo insieme è molto più divertente!