venerdì 25 gennaio 2013

La passeggiata avventurosa

I cani di città si accontentano di una passeggiata al giorno, a volte due. E la fanno al guinzaglio. I miei no.
Tutte le volte che vuole fare la pipì Pico si mette a guaire e piangere che sembra la Fornero (a proposito l'ha candidata qualcuno?) e non smette finché facciamo una passeggiata corta. Roba di 150 m, va bene se uso la bicicletta, deve solo marcare il palo della luce, la cassetta della posta e i ciuffi d'erba vicino all'imbocco della strada comunale.
Poi ci sono le passeggiate lunghe, una al giorno, a volte al mattino presto, a volte la sera. E lì bisogna fare attenzione ai possibili incontri perché lui parte caricando e se il malcapitato (di solito un jogger o un ciclista) dimostra di avere paura sono guai perché c'è Pero. Pero sarebbe contento di farsi accarezzare, si metterebbe subito a scodinzolare ma se Pico carica lo fa anche lui. E essendo sordo non puoi fermarlo, per cui devo essere prudente al massimo.


Poi capita come ieri: c'era poca visibilità, nebbia eppure è partito velocissimo a inseguire Maté. Come abbia fatto a scorgerlo è un mistero, a meno che sia stato l'odore. Perché Maté (gli abbiamo dato il nome del suo proprietario, almeno provvisoriamente fino a quando scopriremo quello vero) è grosso la metà di Pico, nero con le zampe e il muso marrone. Piccolo ma coraggioso: si avventura da solo per 2-300 m da casa sua.

Pico si è lanciato, grande corsa ma solo fino a un punto preciso, evidentemente la sua zona finisce lì. E poi è tornato trafelato e contento, a farsi fare i complimenti.
Pero non ha afferrato subito cosa stava succedendo, si è fatto una corsetta, ma solo per fare qualcosa.

Insomma, alle volte capisco chi preferisce i gatti. O è colpa mia che non sono riuscito a educarlo?

Aggiornamento delle 11:50: Maté era di nuovo nella zona di Pico. Appena mi (ci?) ha visti arrivare è fuggito. Coraggioso il piccolo! E temerario.

La mia serenata

Salve! Sono Luigi, Bit3Lux in rete. Sono calabrese, della provincia di Cosenza. Ho quasi 40 anni. Questo è il mio primo post. Ringrazio l'amico Juhan per avermi invitato.

Inizio la mia avventura sul Tamburo Riparato cantandovi una canzone della mia terra, 'a strina cusentina.

"Di una data cosa il dialetto esprime il sentimento, della medesima la lingua esprime il concetto." Andrea Camilleri che cita un pensiero del suo maestro Luigi Pirandello.

Senza esseri chiamati simu vinuti
oi simu vinuti
cari patruni siti i bon truvati
cari patruni siti i bon truvati

Senza essere chiamati siamo venuti. Cari signori, siete i bentrovati

Mienzu a 'sta casa d’oru na pernice
oi na pernice
è a signura vera ’mperatrice
è a signura vera ’mperatrice

Dentro casa c'è una pernice d'oro, è la signora, vera imperatrice.


Mienzu a sta casa d’oru na catina
oi na catina
è a patruna vera gran regina
è a patruna vera gran regina

Dentro casa c'è una collana d'oro, è la padrona, una vera regina.

Oi c’ha fattu a nivi ara muntagna
oi ara muntagna
chi Dio ti guardi sta bona cumpagna
'sta rosa russa ca tieni ara banna;

Ha fatto la neve alla montagna, che Dio protegga la tua compagna, questa rosa rossa che tieni accanto.

Oi c’ha fattu a nivi aru cirritu
oi aru cirritu
chi Dio ti guardi stu bonu maritu
chi Dio ti guardi stu bonu maritu

Ha fatto la neve al cerreto, che dio protegga tuo marito.


Sentu lu strusciu di lu tavulinu
di lu tavulinu
è u patruni ca pripara u vinu
è u patruni ca pripara u vinu.

Qualcuno sta apparecchiando la tavola, è il padrone che prepara il vino.


Sentu lu strusciu di la tavulata
di la tavulata
è a signora ca porta a suprissata
è a signora ca porta a suprissata.


Qualcuno sta apparecchiando la tavola, è la signora che affetta la "sopressata".



Nun vi criditi ca nui simu assai
ca nui simu assai
ca simu trentatria e u cantaturi
ca simu trentatria e u cantaturi.

Non pensiate che siamo in tanti, solo 33 persone più il "cantaturi"

Dintra a 'sta casa ci su nati i gigli
ci su nati i gigli
cu granni auguriu ca nasciunu figli
cu granni auguriu ca nasciunu figli.

In questa casa ci sono nati i gigli, vi facciamo l'augurio che nascano figli.


Canta lu gallu e scuatula la cuda
scuatula la cuda
damu la bonanotte a vui signuri
damu la bonanotte a vui signuri.

Canta il gallo e "scuatula la cuda", diamo la buonanotte a voi signori.


Canta lu gallu e scuatula li pinni
scuatula li pinni
damu la bonanotte e iamuninni
damu la bonanotte e iamuninni;

Canta il gallo e "scuatula li pinni", Vi diamo la buonanotte e ce ne andiamo
.



Ciao! :)

giovedì 24 gennaio 2013

Kosher



Stamattina mentre stiravo, lavoro di per sé abbastanza noioso, ho acceso la tele per svagarmi un po'. Ho “beccato” l'ultima parte di un documentario sui ghepardi, poi c'era uno di quei programmi “contenitori” con vari argomenti, il primo dei quali era la cucina Kosher. A parlarne c'erano un rabbino, una giornalista specializzata (entrambi ebrei osservanti) e un'altra giornalista.

Sapevo qualcosa di questo argomento, ma molto poco.
Ricordo che anni fa avevo invitato a pranzo un amico ebreo (non pensavo fosse osservante, tra l'altro era molto critico nei confronti della politica di Israele come molti suoi correligionari, ma questo ora non c'entra), il quale però declinò l'invito ribaltandolo, ovvero invitandoci lui, con la scusa che sarebbe stato problematico cucinare per lui in quanto diabetico. Era la prima volta che parlava della sua malattia, per cui ho capito che in realtà si preoccupava che io non fossi in grado di cucinare per lui in modo adeguato (adeguato alla legge, a quanto dicevano, è il significato di kosher). Gli sono stata grata per aver risolto il problema in modo così elegante e discreto, in effetti non avevo focalizzato bene la cosa e probabilmente non sarei riuscita a cucinare per lui, se non altro perché non sapevo dove rivolgermi per gli acquisti del materiale idoneo.

Ma da cosa deriva e in che consiste questa legge ebraica?
Come faceva notare il rabbino, la legge Kashruth è descritta perfettamente nel capitolo 11 della Bibbia (Levitico).
Non pretendo di essere esauriente sull'argomento, dopo pochi minuti di ascolto. Le linee principali consistono nel divieto di cibarsi di determinati animali, nel divieto di mescolare carni e latticini (questo non lo sapevo proprio!) e nel rituale per uccidere gli animali.

Le carni ammesse sono quelle di animali che abbiano lo zoccolo diviso in due e al tempo stesso siano ruminanti, sono quindi esclusi i maiali (come per i musulmani), immagino anche i cavalli. Neppure il sangue è ammesso, e anzi deve essere lavato via accuratamente dalla carne macellata. Le interiora devono essere esaminate per escludere imperfezioni o malattie.
Tra le creature alate sono esclusi ad esempio gli uccelli da preda, il pollame è ammesso.

Gli animali acquatici ammessi sono solo i pesci, perché devono essere dotati di pinne e squame. Quindi niente cozze, ostriche, gamberi, polpi ecc.
Per quanto riguarda altri animali, quelli che chiamiamo inferiori, sono esclusi perché strisciano sulla terra (ma un bruco nato dentro una mela, che non abbia mai toccato terra, sarebbe ammesso!).

Il divieto di mescolare latticini e carni nello stesso pasto è spinto al punto che l'osservante necessita di doppia batteria di cucina e accessori (non basta lavarli)! Nel frigo, ammetteva il rabbino, è possibile che coesistano, ma molto ben separati tra loro: per fortuna! immaginate dover tenere due frigoriferi...

Il rituale per uccidere gli animali (ricordo che anche i musulmani hanno un rituale simile chiamato Halal) consiste nello scegliere solo animali sani e allevati in modo giusto: gli odierni allevamenti intensivi evidentemente non sono tra i loro fornitori.


L'uccisione deve essere fatta per dissanguamento con recisione della giugulare, con l'animale cosciente, non stordito previamente. Pare una pratica molto crudele, la morte non è certo immediata. D'altra parte, mi è capitato decenni fa di arrivare vicina alla morte per una emorragia interna, e posso assicurare che fra tutte le possibili morti non è la peggiore: a poco a poco i sensi si ottundono e si perde conoscenza, ricordo solo il gran freddo provato...


I latticini presentano la difficoltà che alcuni di essi necessitano di un caglio per essere preparati: il caglio si trova nell'intestino dei mammiferi  lattanti, per cui deve essere sostituito, perché il formaggio sia kosher, con caglio vegetale.

Poi cui sono i cibi pareve o neutrali come le uova, il cioccolato “nero” (senza latte), il caffè, frutta e verdura e cereali, che possono essere mangiati insieme alla carne o ai latticini.

È ammesso il miele. Il condimento preferito è l'olio, perché il burro presenta l'incompatibilità detta prima e il grasso della carne è proibito.

Anche i vegetali devono essere scrupolosamente ripuliti da qualsiasi traccia di insetti o larve (non- kosher).

Come faceva osservare il rabbino, questa legge religiosa costringe i fedeli osservanti a fare molta attenzione a quello che comprano: se vedete qualcuno che legge attentamente le etichette in un supermercato, o sono ebrei...o sono io!
Scherzi a parte, il cibo in quella religione è visto in modo serio, non un riempirsi la pancia spensieratamente: in questo mi ricorda i vegani e vegetariani, sempre molto attenti e rispettosi verso il cibo (anche se a dire il vero il rispetto in questo secondo caso è rivolto agli esseri che devono essere sacrificati per il nutrimento dell'uomo, piuttosto che verso l'uomo che non deve essere "contaminato" dal cibo).

Anzi, come ricordava il rabbino, molte persone di religione diversa o non religiose preferiscono cibarsi in modo kosher per il solo fatto che è più sano, sia per i componenti sia per il controllo fin dall'allevamento, senza sofferenze per gli animali fino al momento inevitabile del macello.

challah, pane tradizionale per il Sabbath
Infatti avrete notato che alcune delle regole kosher possono coincidere con le regole dei vegetariani, una volta eliminata la carne. Ma anche vegetarianesimo e veganesimo in fondo sono una specie di religione...

Come sapete io sono atea, e a dire il vero mi stupisce molto che qualcuno possa avere credenze religiose: per me tutte le religioni sono un nonsenso, un retaggio anacronistico di antichissime superstizioni nate quando l'uomo assisteva inerme allo scatenarsi delle forze della natura e nel suo terrore cercava di spiegarle ed esorcizzarle in qualche modo, codificando un comportamento che in modo totalmente soggettivo (e secondo me cervellotico) avrebbe dovuto mantenerlo a salvo. 

(e infatti: terremoti, inondazioni, tsunami, eruzioni vulcaniche, pestilenze... tutto è sparito grazie alle religioni!)




Con mille parole

 C'è un sito, un Tumblr per la precisione, che poi è una specie di blog che dovreste conoscere. Perché fa divulgazione, in modo particolare: concetti scientifici complessi spiegati usando solo le mille parole più usate in inglese. Naturalmente l'ispiratore non poteva che essere lui: xkcd.



I post sono una cosa strepitosa, eccone un piccolissimo assaggio:

The tiny thing that makes all other tiny things heavy.

When things are broken up into smaller and smaller things, eventually you get down to the very smallest things in the world. There are 61 of these tiniest things, which together make everything in the world. [...]


Le cose piccoline che rendono pesanti tutte le altre cose piccoline.

Quando le cose vengono rotte in cose più piccole e più piccole ancora, alla fine arrivi alle cose che sono quelle davvero più piccole del mondo. Ce ne sono 61 di queste cose più piccole, che insieme fanno tutto il mondo. [...]

OK, traduzione pessima e poi si perde il meglio del gioco. Dai ci sono solo le parole più comuni, leggete tutto il post qui.

Certo, Higgs. Anche se io preferisco come lo racconta Marco, prossimamente anche in un libro (a che punto sei? sai che stiamo aspettando, vero?)

A me piace anche questo e che dire di questo?

Bello, non potrei più farne a meno. Se vi RSSate ne beccate una decina al giorno. Però forse dieci centinaia di parole forse non bastano: che ne dite diamo un nome a White-Drink Way?


Non so chi me l'ha detto, un grazie grosso-grosso!

mercoledì 23 gennaio 2013

Zerocalcare

 Lo so che sto facendo una roba che forse, anzi quasi certamente, farei meglio a non fare. Anche perché viene dopo le foto del cardellino di Marco. E anche lì ci sarebbe da dire parecchie cose: chi avrebbe immaginato che cardellino deriva da cardo? E dai noi tutti gli uccelli che sembrano passeri ma non sono passeri o pettirossi o teste nere (ci sono vero?) rientrano automaticamente nella classe ballerine, eventualmente aggiungendoci il colore, ballerina gialla, per esempio.

Bon, siccome sono in ritardo (oltre che incosciente) vi presento il mio post di oggi. Meriterebbe un post molto migliore perché è bravo, davvero molto bravo. Ha un blog speciale, a fumetti. Strepitoso. Lì trovate anche una biografia che non dice molto ma bella anche quella.


Ecco, l'ultimo post è del 21, due giorni fa. Mi sono segnato l'URL (il link, dai!) per via che volevo proprio farvelo conoscere. Cosa che faccio adesso ma di fretta, avrebbe meritato qualcosa in più, magari in futuro, per adesso guardatevi questo e stupite!

presto che è tardi, ma ho quasi finito, cioè adesso comincio, niente panico!

martedì 22 gennaio 2013

Birdwatching

Neve, Pragelato, Alta Val Chisone (quella di Pinerolo), un modello eccezionale.