domenica 3 novembre 2013

Jules Verne vecchio pasticcione simpatico

Ho finito (da qualche giorno ma c'erano altre cose da raccontare) di leggere Voyage au centre de la Terre di Jules Verne, si trova gratuito qui.

Intanto mi sono stupito da solo: nessuna difficoltà con il francese, ho dovuto consultare il dizionario (non solo Google che con il francese non è il massimo, anzi: bocciato!) per pochissime parole, come p.es. pioche = zappa.


Certo che... adesso posso sembrare cattivo o soltanto un vecchio brontolone, fate voi.
In italiano avevo evidentemente letto una versione abbreviata, depurata di certe parti noiose e troppo invecchiate. O pasticciate: l'autore è più interessato all'avventura che alla verisimiglianza ma poi si perde in descrizioni che farebbero la gioia di Giacobbo!
Che dire del fenomeno elettrico che illumina il mondo sotterraneo? E com'è che non crolla la crosta superiore che fa da cielo per tutto un oceano? E gli animali preistorici (con scimmioni)? E come fa una zattera a resistere all'eruzione finale?


E peggio di tutte: il prof. Lidenbrock evidentemente non ha mai fatto un debug come si deve, perso in un problema elementare, senza nemmeno un puntatore.

Insomma da leggere senza farsi certe domande. Ah, sì! è anche ripetitivo, secondo me chi ha tagliato ha fatto bene. Insomma non mi piace più come una volta, siamo invecchiati (io e lui, contemporaneamente). Anche se mi riprometto, appena ho tempo, di rileggere (anzi leggere per la prima volta in originale) il giro del modo in 80 (4*20) giorni e le ventimila leghe sotto i mari.

E a proposito: Verne scrive a metà dell'ottocento, diciamo una cinquantina d'anni dopo l'introsuzione del Sistema Metrico Decimale, nella patria di quest'ultimo ma continua a usare le misure pre-rivoluzionarie: il pollice, la tesa (2 metri circa) e la lega (4 km). Costantemente. Nel dalla terra alla luna faceva le conersioni dalle misure inglesi a quelle metriche ma nelle note (e non so se sono sue). Ecco questo potrebbe essere una cosa da appurare: quando si è imposto il nuovo sistema? C'è da dire che nei miei incubi preferiti ho spesso a che fare con le lire e quando ero piccolo i contadini parlavano di marenghin, moneta d'oro napoleonica, mai vista. Ancora diversa la cosa degli abitanti delle nostre valli che al posto di lira usavano franc, ma era la stessa cosa con un nome diverso, per dire a Sampeyre c'era il franc e il franc fransèis (che di loro avevano il nouveau e il vieux o ancien).  Oggi è rimasto solo quello degli svizzeri, preziosissimo.


Adesso sono alle prese con qualcosa di completamente differente, forse poi ne parlerò.

13 commenti:

  1. Ho da poco finito (non ci voleva molto: è corto) l'Isola del Tesoro, e la scelta tra le due edizioni a mia disposizione è stata dettata fondamentalmente dalla dimensione dei caratteri, una sola essendo visivamente compatibile con il mio amato Kindle, l'altra impaginata così fittamente da costringermi a comprare, nel caso, un paio di occhiali dedicato.
    Ho subito notato (dal video del PC) una grandissima differenza nelle traduzioni, e mi è tornata in mente la faccenda della strada dei ciabattini, tu sai bene a cosa mi riferisco!
    D'altra parte non posso dimenticare la tristezza che mi ha trasmesso il "testo a fronte" di un passo della Fisica di Feynman: l'originale inglese diceva (per semplicità lo ritraduco io): "...e considerando una sezione a forma di triangolo rettangolo i cui lati, per una fortunata combinazione, sono rispettivamente 3, 4 e 5...", mentre la traduzione dell'aridissimo professore nostrano suonava così: "...e considerando una sezione a forma di triangolo rettangolo i cui lati sono rispettivamente 3, 4 e 5..." col risultato di "perdere così tutta la poesia e la passione e il fuoco" (Cit., come piace dire a te, e questa è sensibilmente più difficile!).
    In ultimo una raccomandazione: non venitemi fuori, visto che ho detto "Kindle", con le solite, e per me ormai insopportabili, esclamazioni di stupefatto orrore, apologie dell'ineguagliabile piacere del libro stampato il fruscio delle pagine l'odore della carta... l'ultima volta che è successo, e a farmi l'osservazione era una vegana convinta, ho risposto che preferivo leggere un Kindle all'ombra di un albero rigoglioso che un libro di carta in una landa riarsa: il giorno dopo ha comprato un Kindle anche lei.
    D'altra parte, i libri sono gli unici oggetti che scompaiono quando li si usa! (cit.?)

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    1. Problemi del Kindle: i caratteri, la ricerca (ho quello originale), i segnalibri.
      CMQ sì.

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    2. Mi son convertito anch'io, già lette un duemila pagine cartacee equivalenti. Appena scaricato "Il mistero dei cosmonauti perduti - Leggende, bugie e segreti della cosmonautica sovietica" di Luca Boschini (CICAP). Spengo il PC e vado a leggere un pò.

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  2. E, a proposito delle unità di misura: proprio oggi stavo sfogliando il libro di chimica (universitario, il tempo vola) di Lorenzo, e mi sono reso conto che muratori e fisici delle particelle hanno, inspiegabilmente, una cosa in comune.
    La dico subito o ve la lascio come indovinello?

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    1. Non saranno mica i mattoncini?

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    2. @ Juhan
      Mi sa proprio che c'hai preso

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  3. di marenghini d'oro ne ho due... e me li tengo ben stretti!

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  4. Okay, la risposta è "Entrambi misurano le loro cose in centimetri."
    Ora, che lo faccia un muratore, ha senso.
    Che lo faccia un fisico nucleare, FA senso!
    Con citazion Montalban-DiPietresca, ma che minchia c'azzecca?
    Va bene le tradizioni, ma per quale psicopatico dire che un atomo ha dimensione circa 10^(-12) cm è più illuminante che dire che un atomo ha dimensione circa 10^(-14) m?

    Da ora, retrocedo.

    Anche io Kindle originale, e ho una cartella GIALETTI che contiene 67 libri: avendolo acquistato a maggio 2012, capisco di non rientrare nella categoria dei lettori occasionali :)
    L'ultima Cit. era una (condivisissima) pubblicità del Kindle stesso.
    La penultima, su cui glissasti, era da una striscia di Beetle Bailey, quando il Sgt. Snorkel guidava la marcia dicendo: "sù, drìt, scàr, pòn, hìp, hòp, fù, cìl..." e Beetle "Ma Sergente, non potrebbe dire semplicemente 'ùn, duè'?" e il Sergente: "E perdere così tutta la poesia e la passione e il fuoco?".
    La terzultima, e la specifico per Marco, perchè tu sicuramente l'hai colta, era relativa a quel sublime capolavoro che risponde al nome di 9788845905933. Sono sicuro che glie ne hai già parlato ma, come diceva un mio amico, "repetita iuvant"!
    A proposito di Marco: o Marco (vocativo), mi piace il modo elegante con cui dichiari di aver letto SOLTANTO l'equivalente di otto volumetti di Urania (circa 250 pagine cartacee equivalenti caduno)... dovresti spargere petali di rosa sulla via lungo la quale cammino, per le mie diciassettemila pagine cartacee equivalenti, e/o entrare in politica, e in tutti i casi apprezzare il mio apprezzamento: si vede bene sei proprio dei nostri! :) ...e mi piace enormemente quel "duemila" al posto del triste "2000" che quasi tutti avrebbero scritto, oltre ad essere linguisticamente corretto, significa che hai l'istintiva e psicologicamente giusta percezione del fatto che duemila >> 2000 :)
    P.S.: con l'espressione "si vede bene sei proprio dei nostri" intendevo farti un complimento, non insultarti!

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  5. Per tornare al post originale, sono entrato nel merito delle traduzioni "in sè" ma non in quello della congruenza tra letteratura e realtà fisica del mondo.
    La cosa merita un approfondimento molto più ampio di quello che possa essere fatto qui, però un paio di idee me le sono fatte nel tempo.
    Ci sono errori come quello dell'impossibile contemporaneità leopardiana della fioritura di rose e viole, ai cui critici dico: guardatevi http://www.youtube.com/watch?v=_Z1gFqKWYlo e meditate, gente, meditate! (Cit.)
    Fuor di letteratura classica, in campo fantascientifico adoro libri come "Incontro con Rama", dove non c'è assolutamente nulla fisicamente fuori posto, ma bisogna dire che è scritto stupendamente e che il rigore scientifico non basta, e tra parentesi non serve, in altre parole non è nè necessario nè sufficiente!
    Trovo estemamente apprezzabili e godibili i libri in cui, partendo da ipotesi totalmente assurde, che so, tanto per fare un esempio, che due rette complanari non parallele non si incontrano, viene costruito un mondo fantastico che però, per tutto il resto, è coerente con la percezione che si ha del mondo fisico reale.
    Non ce la faccio a finire libro o film che sia (soprattutto film) che viola per bieca ignoranza, oppure per venire incontro alla bieca ignoranza del pubblico, le più elementari e condivise cognizioni scientifiche.
    Un esempio con uno dei peggiori film di fantascienza che abbia mai visto: i tipi che perforano l'asteroide per metterci una bomba atomica e la trivella non butta fuori alcuna polvere di roccia, nello stesso modo in cui le perforatrici della Banda Bassotti riescono a scavare tunnel senza produrre alcun materiale di risulta (questo succede soprattutto quando il progettista è Spennacchiotto).
    Inoltre, quando smontano la trivella e ammucchiano le aste di perforazione (forse ricordo male il passaggio, mi sembra una cosa particolarmente idiota da fare se hai messo una bomba atomica sotto il tuo proprio culo), quando le aste cadono sul mucchio delle altre fanno "CLANG!" anzichè fare "" come ci si aspetterebbe nel vuoto, dove il suono non si propaga!
    (Uhm, adesso ho fatto mente locale, non era così scema la cosa, per mandare giù la bomba devi prima togliere le aste di perforazione dal buco!)

    Detto tutto questo, mi è venuta voglia di leggere il viaggio al centro della terra di Jules Verne, "vecchio paticcione simpatico" come dice il titolo del post, se non altro per capire cosa diamine è un "paticcione" :) :P


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  6. Un commento off-topic: non ho tanta voglia di avere un mio personale blog, come invece propone il seprpentesco (Cit., biblicamente facile) n1n0, per il semplice fatto che rispondere ai post altrui sottointende l'idea di avere almeno UN lettore certo (l'autore del post originale), mentre scrivere un proprio post non garantisce la lettura neanche da parte della propria mamma!
    Del mondo dei blog mi sfuggono alcune cose, tipo come sapere quante persone hanno letto le cavolate che scrivo, visto che sono geneticamente logorroico e scrivere così tanto, e soprattutto in modo tale da essere comprensibile a tutti i lettori, mi costa fatica!
    Un commento, invece, puramente tecnico: siccome sono conscio di scrivere, seppur con fatica, un sacco di stupidaggini troppo lunghe, noiose e insignificanti, come posso configurare il sistema in modo tale che se qualcuno si è preso la briga di risponermi io ne venga a conoscenza, ad esempio con una email, e possa così proseguire il dialogo, al limite insultandolo ma non facendo la figura del maleducato che non si prende neanche la briga di rispondere?

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    1. Provo a risponderti io:
      1) è vero che scrivere un proprio post non garantisce la lettura, ma almeno su un blog multiautore come il Tamburo, magari non ti legge la mamma, ma certamente ti leggono i vari collaboratori (una buona parte credo, spero)
      2) sapere quante PERSONE hanno letto il tuo eventuale blog non è proprio semplicissimo, ma in compenso è davvero semplice sapere quante VOLTE è stato almeno visitato il post. Poi che tutti i visitatori abbiano letto fino in fondo, questo non può garantirtelo nessuno
      3) riguardo alle risposte ai tuoi commenti, se usi un lettore di Feed come ad esempio Feedly, puoi sottoscriverti ai commenti del singolo post o a tutti i commenti dell'intero blog.
      esempio per questo post: http://tamburoriparato.blogspot.com/feeds/3157800777060769176/comments/default (il link lo trovi alla fine del post - "Iscriviti a: Commenti sul post"
      esempio per tutti i commenti del blog: http://tamburoriparato.blogspot.com/feeds/comments/default (il link lo trovi nel pulsante con scritto "Commenti" in fondo alla pagina

      4) e questa l'aggiungo io... dovresti proprio scrivere per il Tamburo, non devi "impazzire" per la gestione del blog e puoi dedicarti così solo a scrivere articoli.

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    2. Sì, ha ragione il Marco. Tra l'altro citi un tuo blog ma non metti l'URL (anzi URI che fa decisamente più pheego, assay).
      Adesso che ci penso: il Tamburo è cresciuto (vero Bruna?) ma in modo completamente diverso da come progettato. Escludendo Bruna delle persone interessate fin dalla fase progettuale non ce n'è più; l'ultima a sparire è F*** che conosci anche te, sorella della MSI.
      Poi per quanto riguarda al contenuto dei post c'è sempre la categoria "varia" (var su Unix/Linux, con permesso di scrittura per tutti).
      Ah! 'na roba: dov'è che hai visto "paticcione"?
      Dai rispondi (non a questa domanda, alla mail d'invito).

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