martedì 28 maggio 2013

Frattanto nel Sud Ovest della Padagna 2.0

Ho finito appena adesso. Lavori manuali, pesanti, non sono più abituato.
OK, sto esagerando ma mac na frisa, nèh! Che altrimenti perderei l'occasione per lamentarmi e farvi vedere le ultime pensate, queste che seguono.


Ieri B'rnardin ha arato qualcosa come 10 ettari, 25 giornate.
Sì da noi l'unità di misura del terreno è la giornata, che --pensa te-- e quasi uguale ma non perfettamente all'acro dei 'mericani! E si dice che sia quella che si riusciva a arare lavorando (arare 'n piemuntèis as dis lauré) tutto il giorno con una coppia di buoi. Ma dovevano saperlo già i romani (non quelli di oggi, quelli di Asterix).

A me sono stati necessari due giorni per fare nemmeno una tavola (un centesimo di giornata), ma ho fatto anche altro.


Per esempio le foto che vedete in questo post, con l'aiuto del mio team certo. E approfittando della pausa per la colazione ecco qua:


Questo è l'aratro, in dialetto si chiama (attenzione parola che sarebbe considerata eccessiva anche in olandese qui) s'loira. Volendo potete provare a dirlo ma a vostro rischio e pericolo (nèh!).
OK, c'è il tilat (tilèt in torinese), vediamolo da randa:


A parte che io l'avrei attaccato al contrario che dire: bello vero? C'è 'l Bric (il Monviso), quello da dove nasce il Po. Che nella Padagna 1.0, quella del Papo del Trota era dio, adesso dovrei informarmi.

Solo che qui sono tutti mai stato leghista io, allora non sapevano di non esserlo, bei tempi allora!

4 commenti:

  1. Juhan, avresti dovuto citare almeno una volta la parola "maggese" o mi sbaglio? :)

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    1. Nel senso che mancano? Prossimamente racconto.

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  2. insomma, gli altri arano e tu ti stanchi!

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    1. Prossimamente altri post sull'argomento. Faticosi. E poi qui c'è la stagione degli uragani.

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