venerdì 3 ottobre 2014

MOOC e dubbi sulla gravità quantistica

Ogni tanto salta fuori una nuova sigla sexy. MOOC è una di queste, e sta per una cosa nuova anche quella, vale a dire Massive Open Online Courses, Corsi massivi online aperti a tutti, dice la Wiki. (lo dico o non lo dico? poi finisce che sembro ripetitivo, questa volta non lo dico tanto ormai lo sapete che davvero non saprei proprio come faremmo senza la Wiki (cit.) --OOPS! m'è scappato!).

Funzionano? Io sono vecchio ma per i giovani... Una volta c'era NettUNO, anzi c'è ancora.

OK, io sono vecchio.
Ma c'è una cosa che forse davvero mi lascia dubbioso, assay. Tento di spiegarmi, sapete che non sono così bravo ma ce la metto tutta, promesso.

Attualmente sono alle prese con La realtà non è come ci appare di Carlo Rovelli. Bello, ne ho già parlato e probabilmente ne parlerò ancora.
E sono alle prese con un dubbio di quelli che, secondo me, il prof è indispensabile. E, sempre secondo me, devi averlo di fronte perché non sono così bravo (forse l'ho già detto) a esporre il quesito. Ma ci provo.
Sono a p.141, capitolo 6, quanti di spazio. Cioè finita la lunga fase introduttiva (bella e necessaria) siamo finalmente approdati alla teoria della gravità quantistica sulle tracce di Wheeler-DeWitt (se vi dicessi che sulla Wiki c'è mi credereste? Non metto il link perché non sono un terrorista, ma c'è). E insomma si arriva allo spazio come maglia di loops intrecciati. E qui c'è la cosa per cui serve il prof:


Ecco parla di grani di spazio ma poi se non ho perso qualche passaggio logico si passa a aree. E anche la formula di p.145


ha le dimensioni di una superficie; l'espressione, esclusa la radice vale circa 10-66 cm2, uhmmm, piccola, trascurabile! OOPS! no!
La radice poi vale poche unità, questo per non creare un altro dubbio.

Ecco, fosse un MOOC puoi chiedere al prof, anche se devi essere chiaro, mica pasticcione come me. Ma con il libro? A chi chiedi? Carlo Rovelli un blog suo non ce l'ha, scrive con altri per il Sole24ore; fosse Marco Delmastro invece sarebbe normale, ed è abituato anche a peggio a queste richieste.

Chissà se... Chissà Marco Bruno che il libro l'ha letto e lo raccomanda... Chissà se non ho rivelato a tutti che sono membro onorario dell'insieme che comprende @gasparripdl, Calderoli &co.?


Se sì non ditemelo, fate finta di niente; altrimenti mi deprimo.
E comunque Feynman (in questi casi si deve sempre citare Feynman) diceva "If you think you understand quantum mechanics, you don't understand quantum mechanics", ma non credo sia applicabile in questo caso. Ma chissà... (e in ogni caso ciuto nèh!).

4 commenti:

  1. No, tu NON SEI membro di quell'insieme.
    Qui viene fuori una cosa lunga, ma ci provo (a condensare). Non so come funzioni la vostra mente (e neanche la mia), ma quando mi viene presentato un concetto devo cercare di visualizzarlo per capirlo; devo farmi un modello, di qualche tipo. E' giocoforza che i modelli che cerco di visualizzare siano legati all'esperienza quotidiana di noi povere scimmie antropomorfe; tre dimensioni, più (forse, mah?) una temporale. Lavoro in elettronica, e mi figuro tensioni, correnti, eventi temporali; che poi posso tradurre in formule. Posso elggere di geometrie a più dimensioni e provare a visualizzare un tesseratto, come insieme infinito di cubi concentrici, o cose del genere; ma sempre immerso nel nostro povero spazio. Posso farmi una idea dei rapporti fra sistemi inerziali come descritti dalla relatività, in quanto in fondo si muovono sempre nelle stesse 3(4) dimensioni. Posso anche immaginarmi oggetti quantistici, basta delocalizzarli, ma quando interagiscono, alla fine lo fanno nel (mio) spazio. Senza pretendere di capire, naturalmente, Feynman docet.
    Ora, una struttura che crea lo spazio, ma non è nello spazio, e non è lo spazio stesso ma è sottostante, non riesco a visualizzarla, o immaginarla in qualche modo. Devo fare un atto di fede nella matematica (che non sono in grado di comprendere) e credere a Rovelli, ed alla consistenza della teoria. Spero solo che un giorno possa essere studiato un esperimento in grado di validare questo o quel modello dell'infinitamente piccolo; gli stringhisti finora non ci sono riusciti, speriamo che ci riescano i loopisti!

    (hai visto, Juhan, che valeva la pena di essere letto? I libri che obbligano a discutere valgono sempre la pena di essere letti)

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    1. Uh, capito; cioè no, come dice Feynman (faccina di Marco).
      Comunque sì, da leggere, più volte. Poi se uno soffre d'insonnia...

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  2. Se mi leggessi come una volta (non è mia questa!), sapresti che nelle teorie delle stringhe e della gravità quantistica, l'entropia di ciascuna porzione di spazio dipende dalla superficie esterna dello spazio e non dal volume occupato. E visto che si sta parlando di gravità quantistica, l'elemento fondamentale che bisogna calcolare è l'area del granello di spazio.
    Poi tutto questo potrebbe portare al principio olografico, il che è quasi scontato perché stai creando un mondo 3d a partire da una struttura matematica in 2d. Ma questo mi sa che sarà discorso per un altra richiesta d'aiuto, mi sa!

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  3. Sui MOOC @Gianluigi aveva segnalato qualcosa.
    In linea di massima io sono favorevole purché le cose si facciano perbenino e, ad esempio su Coursera le cose si fanno (appunto) perbenino (provato personalmente)

    Certo, ad avere un prof a disposizione è meglio, ma in mancanza è sicuramente un'ottima alternativa. E poi (sempre per le cose perbenino), oggi si può interagire in vari modi: forum, chat e soprattutto Skype.

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