lunedì 13 febbraio 2012

Matti e presentabili - dice Lynda


La Lega ha per così dire rovesciato la logica di selezione dei candidati che vige ordinariamente all'interno dei partiti. Nel distinguere i "matti" dai "presentabili", riproduce al proprio interno, ma in modo completamente caricaturale, la selezione che i partiti tradizionali operano tra gli eleggibili e la masa indistinta dei loro militanti, con la differenza che nel Carroccio i secondi prevalgono sui primi.

Certo, i "presentabili" occupano la poltrona, hanno dunque il prestigio del ruolo istituzionale, ma devono fare i conti con la rumorosa presenza di alcuni "duri" e "puri" che, con i loro eccessi di padanità, accompagnano le delibere di consigli comunali che presiedono e continuano a ricordare loro che la missione da compiere è altrove, sotto il cielo della Padania. Il loro mandato si svolge dunque sotto questa "sorveglianza" di partito e quando tra i militanti monta il malcontento sono sempre gli eletti a essere "dati in pasto" alla direzione del movimento.

Così i "presentabili" passano e i "matti" restano, la loro indefettibile fedeltà alla causa e al capo assicura loro una base politica superiore all'esperienza amministrativa acquisita dagli eletti. Questo meccanismo di selezione alla rovescia ha notevolmente indebolito il processo di istituzionalizzazione del movimento, che ne ha pagato il prezzo.


p.127-128 di Lynda Dematteo, L'idiota in politica, Feltrinelli 2011.

Esaminando la cosa dal punto di vista locale si ha:
pro: nessuno dei nostri sarà eletto;
contro: me li dovrò sopportare per sempre.

Lo sapete che Calvin (sì lui!) è (inconsapevolmente) leghista? Guardate qua

2 commenti:

  1. Interessante, me lo procurerò.
    Se a te interessano gli altri, basta chiedere.

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