venerdì 17 febbraio 2012

Nascita


A qualcuno questa parola porterà alla mente un asettico laboratorio in cui un team di chimici ricerca nuove formule, ad altri un' epica sconvolgente lotta di titani nello spazio siderale (a mia figlia, per esempio, la cui tesi di laurea verteva appunto sulla nascita degli astri), a me ricorda in primis quel che conosco per esperienza personale, dall'una e dall'altra parte della barricata ;) : la nascita di una vita umana.

Ho parlato di barricata perché effettivamente il parto può essere visto come una vera e propria battaglia per la sopravvivenza, di cui resta traccia nell'inconscio di ogni nato.

Il dolore e la paura legati alla percezione di un pericolo vitale imminente da parte del nascituro e lo schiacciamento e soffocamento sperimentati durante questo passaggio generano un’enorme quantità di aggressività che, non potendo essere espressa nella situazione di confinamento in cui si trova il nascituro, rimane stivata nell’organismo come in un serbatoio di energia distruttiva sia dal punto di vista fisico che psicologico.
La possibilità di una via di uscita che si presenta con l’apertura della cervice provoca un’intensa lotta per la sopravivenza con attacchi aggressivi da parte del nascituro nei confronti del corpo della madre che lo schiaccia, lo soffoca e lo espelle e dal quale vuole liberarsi e da parte del corpo materno nei confronti del nascituro attraverso le contrazioni uterine. Questo violento combattimento tra i due corpi provoca nel piccolo organismo dolori, forti pressioni, soffocamento.” da La guerra dentro l'uomo - Virginia Salles

Quando è il momento adatto al parto si inizia il rilascio di vari ormoni da parte del corpo della madre, ma anche da parte del nascituro.

Andiamo con ordine, però.

estradiolo
Innanzi tutto, per poter avere una nascita, occorre prima un concepimento! A preparare la strada contribuisce l'estradiolo C18H24O2 , responsabile tra l'altro dei caratteri sessuali secondari femminili, della preparazione dell'endometrio (la mucosa che riveste internamente l'utero) all'annidamento dell'ovulo fecondato, e insieme al progesterone dell'inibizione della lattazione prima del parto.

Il progesterone C21H30O2 a sua volta durante la gravidanza impedisce nuove ovulazioni, inibisce le contrazioni dello strato muscolare liscio dell'utero che porterebbero a una precoce espulsione del feto, inoltre blocca la risposta immunitaria materna al “corpo estraneo” rappresentato dall'embrione: una carenza di questo ormone può portare ad un aborto spontaneo (similmente a quanto avviene nei casi di madre con sangue Rh negativo nei confronti del feto Rh positivo, in cui si ha una sensibilizzazione immunitaria della madre, in genere dopo una prima gravidanza).

Ma la vera protagonista della nascita è l'ossitocina.


Durante tutta la vita l'ipotalamo produce ossitocina, ormone peptidico formato da 9 aminoacidi. Ha una vitale importanza per la vita sessuale - dalla nascita del desiderio sessuale all'allattamento - anche per la sua interazione con la psiche. Viene prodotto sia dalla donna sia dall'uomo, ma ovviamente quel che qui interessa è quello prodotto dalla donna nella gravidanza e durante il parto.

Durante la gravidanza mantiene tonico l'utero per garantire l'afflusso di sangue alla placenta, in equilibrio con il progesterone, di modo che la muscolatura dell'utero sia preparata al gran lavoro (travaglio) che dovrà svolgere, ma al tempo stesso mantenga latente questa sua capacità, senza contrazioni precoci.

Al momento dell'inizio del travaglio viene potenziata la secrezione di ossitocina, che viene prodotta anche dal nascituro: pare anzi che il rilascio da parte del feto di tale ormone sia quello che scatena l'inizio delle contrazioni, con il fondo dell'utero che spinge il feto verso la cervice, con ulteriore produzione di ossitocina, in un circolo di causa-effetto.

Può essere che per varie circostanze si debba intervenire per avviare questo processo, se non inizia da sé correttamente a tempo debito, per evitare sofferenza fetale.
Allora si può somministrare pitocina, ossia ossitocina sintetica. Ha svantaggi rispetto alla versione naturale, perché tende a limitare l'afflusso di ossigeno al feto durante le contrazioni, occorre una vigilanza costante delle condizioni del piccolo.
Altro metodo farmacologico è la somministrazione di prostaglandine, ormoni naturali ad azione localizzata, che provocano le contrazioni stimolando la muscolatura liscia dell'utero.

Contemporaneamente sia nella madre sia nel feto si producono adrenalina e beta-endorfina, la prima ha l'effetto di rendere vigili e reattivi entrambi, la seconda (una delle endorfine o endo-morfine) ha il compito di diminuire la sensazione dolorifica e creare anzi una sensazione di euforia.
Tutte queste sostanze e sforzo da parte della madre e del piccolo giocano il loro ruolo in questa battaglia.

La lotta si fa via a via più serrata, il processo si avvicina sempre più precipitatamente alla sua conclusione...

Finalmente la testa del piccolo umano nuovo sbuca all'aperto, i suoi occhi per la prima volta vedono la luce e ode rumori non filtrati dalle pareti del ventre materno, si trova per la prima volta non protetto dal tiepido liquido amniotico, per la prima volta dopo alcuni mesi trova spazio per distendere gli arti (anche se per diverso tempo tenderà a mantenere la posizione raccolta, rannicchiata, che gli imponeva il suo protettivo “guscio”) e grida al mondo la sua protesta, riempiendo d'aria i polmoni.

La tempesta finalmente si placa, finalmente la lotta è alla fine, finalmente la pace.




Questo post è dedicato al mio amico Juhan, di cui ricorre oggi la nascita.
Tutti insieme: buon compleanno, Juhan!


Questo post ha partecipato al 14º Carnevale della Chimica presso Crescere Creativamente

11 commenti:

  1. Grassie!!!
    Anche se il post non l'ho letto perché mi fa sgiai, sono un maschietto!

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    1. Come sarebbe? forse non sei nato anche tu? non hai curiosità di sapere come è andata tutta la faccenda?

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    2. No, davvero ci sono argomenti che i maschi (tanti credo, io di sicuro) sono tabù (chissà se si scrive così). Come d'altronde le donne non capiscono certe discussioni e le barzellette di Silvio.
      Sarebbe interessante sentire cosa ne pensano i nostri lettori ;)

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  2. Ma mica deve interessare per sapere come comportarsi al momento, è curiosità per le cose e quindi senza grande distinzione di genere. Poi se uno ha altre curiosità. Quanto alle barzellette è vero che le donne alcune non le apprezzano, ma è un'altra questione

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  3. Augurissimi al compare di blog! A mia m'interessa, dato che n'arriva n'autra in casa Lipari!

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    1. "n'autra" è da intendersi come di genere femminile, prima declinazione singolare o neutro seconda declinazione plurale?

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    2. Congratulazioni, caro Dott. Prof.!!! Ci farai poi sapere quando arriverà, e che nome le darai?

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  4. Ehm... Io le barzellette di Silvio non le capisco. E se la capisco non mi fanno ridere...
    Devo preoccuparmi, dottore? Ho qualcosa che non va?

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    1. sì temo che con le barzellette di Silvio ci sia qualcosa che non va: ce lo dice anche l'Europa.

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