Da qualche anno sono molto assente dal blog, ma ho la giustificazione, signora maestra!
No, il cane (che non ho) non mi ha mangiato il compito...
Il fatto è che sono piuttosto impegnata, oltre al normale lavoro in casa, oltre ai rapporti con l'esterno (uffici, ricerche, acquisti...), oltre al lavoro in campagna (un giorno vi parlerò di Luisa e Berto...) che quest'anno è debordato a causa delle eccessive prolungate piogge, impiego anche più tempo in cucina.
Per esempio, ho dovuto cercare nella web e imparare un'infinità di notizie sull'alimentazione per i diabetici. Ho trovato per esempio un bel prospetto, abbastanza completo, cui aggiungo a mano a mano nuovi elementi che cerco e trovo quando mi occorre, con gli Indici Glucemici. di ogni cibo.
Così riesco a cucinare in modo appetitoso come prima, per non far fare troppi sacrifici a mio marito.
Ma...finora non mi ero azzardata, col mio modesto forno elettrico casalingo, con ...la pizza!
Mio marito ed io qui in Canarias abbiamo il problema della pizza! Sì, di pizzerie ce ne sono centinaia, ma innanzi tutto non vicine a noi: per qualche tempo ce n'è stata una a pochi minuti di cammino, nel nostro stesso paese, gestita da un italiano, che ne faceva di decenti, pur con l'immancabile forno elettrico (quello a legna va sparendo...), poi però ha lasciato tutto in mano alla moglie -canaria- e a un giovane pizzaiolo locale, col risultato che già prima della chiusura "per Covid" ci aveva disgustato una pizza letteralmente annegata nell'olio...di semi! Ora ha cambiato gestione, ma l'unica prova che abbiamo fatto è stata altrettanto deludente... e oleosa!
Su Facebook vedo sempre pubblicità di pizzerie italiane con foto invoglianti, in apparenza fatte bene, ma sono tutte al sud, a distanza di un'ora-ora e mezza di traffico notevole, senza molte speranze di parcheggio una volta arrivati.
Nel Puerto de la Cruz (che incomincia a sua volta ad essere proibitivo per il traffico e il parcheggio pur essendo a pochi chilometri) ne conosciamo due abbastanza buone, una locale e una italiana. Sempre affollatissime, ma quella locale ha il difetto di fare le pizze un pochino troppo salate con conseguente sete notturna e recentemente è scaduto come qualità col cambio del pizzaiolo, quella italiana richiede una prenotazione tempestiva e c'è poco spazio per i gomiti tra un tavolo e l'altro . E comunque né nell'una né nell'altra son mai riuscita ad avere una vera pizza Margherita (con BASILICO, diamine! non origano!).
A dire il vero, anche in molte pizzerie in Lombardia schiaffano origano dappertutto e non si può avere una vera Margherita... L'ultima volta che siamo stati là, due anni fa, ci ho sperato, vedendo molti vasi di basilico che ornavano l'entrata,, ma no: la Margherita solo con l'origano. Allora ho optato per una "Bufala" che prometteva mozzarella di bufala e basilico! Risultato: una delle peggiori e più care pizze che mi sia stata propinata: immaginate una piscinetta ripiena di passata di pomodoro cruda, dove galleggiavano, a malapena un po' disciolti, 6-7 pezzetti di mozzarella (meno dei 125 gr. di una mozzarella) e UNA foglia di basilico rotta in 5-6 pezzetti.
La settimana scorsa, sempre alla ricerca di una pizzeria raggiungibile, siamo andati in una del paese vicino, consigliata da un'amica. Cosa abbiamo ottenuto? un disco di pasta da "quiche", uniformemente alto un buon centimetro, senza "cornicione", ricoperto tutto fino al bordo da qualcosa che certamente era pomodoro e formaggio, con l'immancabile origano e olio non ecessivo. Mio marito ha mangiato il condimento e ha lasciato tutta la pasta...Questa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Il giorno dopo ho insinuato che avremmo potuto cercare di farla in casa, peggio di così non poteva venire... Occorre dire che già faccio in casa del pane abbastanza buono, 100% integrale di farro, per mio marito e bianco per me, quindi mi incuriosiva la sfida. Però -sempre mi informo da più fonti prima di una qualsiasi decisione- ho cercato in internet delle ricette specifiche per pizza. In tutte si consigliava scarsissima quantità di lievito, compensata da una lunga lievitazione (da un giorno all'altro, 12-24 ore).
Seguita pedissequamente la ricetta per l'impasto con farina integrale ingentilita per 1/3 da farina bianca, mi sono ritrovata però, al momento della stesura, con un impasto abbastanza appiccicoso che non son riuscita a stendere bene come volevo e anzi si è appiccicato perfino al foglio di carta forno consigliato dalla ricetta. Comunque abbastanza sottile.
Anche per il condimento e la cottura ho seguito le istruzioni per il mio forno casalingo, cuocendo in un primo momento impasto e pomodoro e aggiungendo solo dopo la mozzarella. Risultato: nel doppio e più del tempo previsto dalla ricetta, la base era proprio poco cotta e pochissimo lievitata, Con l'esperienza del pane mi aspettavo che in forno lievitasse ancora un po', vanificando il mio tentativo di avere una base sottile, invece è rimasta ben sottile ma quasi cruda.
Ma non demordo, anzi non demordiamo: riproveremo, ma con una normale ricetta per pane, con lievito sufficiente e lievitatura di poche ore. Se non altro, non avremo la cucina ingombra due giorni...
Questo post non ha foto, volutamente.




