martedì 25 aprile 2017

Amore vero


Non so se è davvero vera questa storia.
Ci sono un po' di aspetti perplimenti, p.es. com'è che la telecamera era pronta lì?

Ma Ehud che l'ha ritrittata è uno affidabile, assay, anche se non è un manputer (nessuno è perfetto) 😎
Nigel anke; anke se "Juventus fan" 👿
Insomma woglio crederci, I vant to believe (cit. addomesticata) 😎

In ogni caso qui.

mercoledì 11 aprile 2012

Amore? Amore! (deliri cinofili ma anche non)


E' con questa foto che vorrei iniziare....ma in realtà è a questa foto che arriverò.

Cominciamo dal principio.

Vengo da una famiglia in cui sono sempre stati parte integrante un sacco di animali di vario genere, cani, gatti, uccellini, tartarughe (ne abbiamo avute persino del deserto....mordevano come delle assassine!!!, topini, criceti, e chi più ne ha più ne metta!

C'è stato addirittura un periodo in cui a casa nostra vivevano sette gatti, di qualcuno di loro ricordo persino i nomi ridicoli: Guercio, Cinese, Bianchino (al quale io e le mie sorelline abbiamo anche fatto un bel bagnetto col risultato  1 a 0 per il gatto: noi graffiate in ogni dove e lui fradicio più lontano che poteva) ed infine il mitico Carmelino!!!

Insieme ai sette gatti c'erano anche un pesce rosso (al quale purtroppo ho scaldato l'acqua perchè pensavo avesse troppo freddo....), un cane e svariati animali in gabbia.



Questo per rendervi l'idea di come crescendo ognuno di noi abbia sviluppato un senso diverso per gli animali: alcuni di noi proseguono con l'averne ancora ed altri non ne vogliono neanche sentirne parlare!

Ovviamente io faccio parte di qelli che non possono vivere senza! Quindi, appena ho avuto la possibilità di poter vivere da sola ho preso con me una cagnolina, uno splendido incrocio di Boxer con Bracco Ungherese. E' stato amore a prima vista: era stpenda col nasino anzi nasone all'insù, le orecchie sproporzionate rispetto al resto e gli occhi dolcissimi!!!


Carlotta, così l'ho chiamata.

Finchè è stata cucciola mi ha combinato i peggiori disastri del mondo: non avevo più scarpe nè telecomandi e neppure telefonini, ho dovuto fare una modifica per mantenere chiuso il frigorifero altrimenti mangiava tutto quello che c'era dentro, si divertiva a fare i dispetti al mio fidanzato (diventato nonostante tutto mio marito) fregandogli di notte le calze o il cuscino e portandoseli dentro la sua cuccia.

Poi è cresciuta, si è calmata ed è diventata la dolcezza fatta cane, anzi cana!

Ha vissuto con me i periodi più brutti e bui, senza lasciarmi sola un attimo, ma anche quelli più belli con la stessa gioia che provavo io!

Ha accolto la mia bimba senza mai manifestare un minimo di gelosia, anzi, proteggendola in ogni modo e coccolandola come meglio poteva.

Amava il mare, lo amava così tanto che durante i viaggi in auto per andare vacanza, se anche stava dormendo pensantemente il suo profumo la svegliava! Adorava nuotare e rincorrere la pallina che puntualmente perdeva da qualche parte quando non aveva più voglia di cercare.


Insomma, ha vissuto con me 10 anni intensi, e mi ha dato tanto di quell'amore che io, per quanto l'amassi sinceramente non penso d'averle dato.


Purtroppo è arrivato anche il giorno (dopo 7 mesi di cure ed un tentato intervento) di dirle addio, ed anche in questo caso ha scelto il modo meno doloroso che potesse, come a volerci donare il suo ultimo gesto d'affetto.



Non sto neanche a raccontarvi quanto abbiamo sofferto, tanto da pronunciare la classica frase: io cani non ne vorrò più!!!

                                                                    Ecco fatto!!!

A distanza di un po' di tempo è arrivata Trilly, della quale penso sentirete parlare presto!!!!

E' un post strano, lo so, anche perchè ormai la mia Chicca mi manca da quasi tre anni, ma pensavo che poterla ricordare raccontando a chi neanche mi conosce del nostro amore fosse un bel modo di renderle omaggio.

Manucinci

lunedì 2 aprile 2012

Una storia d'amore olandese: il colpo di fulmine


Nel mio post precedente ho fatto riferimento al Fanatico: l'uomo silenzioso che ama indossare calzini bianchi di spugna sin a metà polpaccio e pantaloncini aderenti di tessuto lucido fosforescente sino a metà coscia, mostrando così all'intera popolazione (senza pudore e senza timore) un fitto strato di peli che si stende sulla gamba nodosa.

Nonostante ciò la leggiadra presenza del Fanatico sulle lunghe fietspaden color mattone olandesi suscita sospiri di ammirazione. Il suo mezzo viene domato con sapienza, richiamando remoti saperi tramandati da antiche tribù cavaliere di origine germanica.

La capigliatura leggermente scombussolata dal vento incornicia il viso del Fanatico che mai vedrete contrarsi in una smorfia di fatica. Lui, quasi sempre di sesso maschile, ha l'allegria di Johnny Deep in "Edward mani di forbice" e la loquacità di One-eye in "Valhalla Rising". E' chiaro che al posto di un paio di mani meccaniche egli si ritrova un'intera bicicletta attaccata al sedere.

Insomma non appena giunta in Olanda ho capito la mia vera vocazione: sarei diventata una "Fanatica".

Una volta trovata la mia bicicletta ideale mi sarei trasformata anch'io in una donna robotica, proprio come Edward: metà carne metà bicicletta. Galoppando sul mio mezzo con abilità e fierezza la gente mi avrebbe allo stesso tempo temuta ed ammirata. Le mie due ruote-gambe hi-tech mi avrebbero accompagnato ad esplorare qualsiasi angolo recondito della città.

Avrei danzato sulle piste, curvato con un colpo di anca e frenato con un'abile movimento di pedali. Si, perchè per frenare con le biciclette olandesi non si usano le mani, che potrebbero essere impegnate in altre mille attività, ma i piedi. Ruotando i pedali nel senso contrario a quello di marcia la ruota rallenta.

Il colpo di fulmine

L'estate non era ancora terminata che dal mare già soffiava il freddo vento autunnale. Io mi ero da poco trasferita ad Amsterdam e quel giorno decisi di andare al supermercato più vicino per vedere se vi era affisso qualche annuncio nel quale si proponeva la vendita di una bicicletta.

Lungo la strada la vidi per la prima volta. Piccola e bassa esattamente come me. Me ne innamorai a prima vista. Era chiaramente di seconda mano, il parafango anteriore era spezzato e le barre di ferro che lo avrebbero dovuto fissare al mozzo della ruota non ne volevano sapere di stare al loro posto. Il sellino sembrava esser arrivato direttamente dalla cave di pietra di Bagnolo Piemonte tanto era duro. Entrambe le luci, obbligatorie nelle lunghe notti invernali, ovviamente non funzionavo.

Era perfetta!

Un cartellino arancione, che conservo ancora con gelosia, indicava il suo prezzo:59 euro.
Chiesi al commerciante di farmela provare feci un imbarazzante giro dell'isolato, notai che era dotata di tre marce. Ignoravo il loro funzionamento ma ero fiera di quei tre numerini posti sul parte destra del manubrio. Lei era incredibilmente docile e gentile: la comprai senza esitazioni.

Era la mia prima anzi primissima bicicletta se escludiamo quelle affittate raramente al parco del Valentino durante gli anni Novanta quando scendevamo dalla provincia per passare la domenica pomeriggio e quella rubacchiata di tanto in tanto a mio fratello minore, usata esclusivamente nella zona garage del condominio su obbligo di mia mamma.

Secondo la legge implicita che vige nelle famiglie numerose come la mia, e quando dico numerose faccio riferimento a numero di fratelli compreso tra i 5 e i 9, il fratello minore dovrebbe essere colui che eredita volente nolente i giochi e i vestiti dei fratelli maggiori.
Io una bici non l'ho mai avuta, così come i miei fratelli maggiori, come è possibile che mio fratello piccolo ne avesse una?

Alla prossima puntata!

Serena