mercoledì 29 giugno 2016

Bepon viene dal futuro


A Volte Molto spesso, troppo spesso per essere un caso, certa gente ha il vizio di considerare gli abitanti indigeni locali (di qui) della West Padagna come --ecco come dire, non vorrei passare per razzista.

Ma poi capita che la storia ci da (e darà sempre più man mano che passa il tempo (carpatelo che tempus scappat!)) ragione. Oggià.

Prendi Bepon (pron. bepun) già 2 anni fa sapeva tutto, guarda qui: Microchip ed estintori.

Visto?
E allora adesso guarda qui: Micro-Camera Can Be Injected With A Syringe.

Visto (anche questo)?
Cioè io non è che ci credevo ma --quel che è giusto è giusto-- Bepon aveva ragione, al cento per cento (diecimila).


E adesso sono sicuro di sapere come faceva Bepon a sapere tutta quella roba: Bepon viene dal futuro, come io9 e Gizmodo.

Io sono vecchio (vekkio) ma voi ggiovani ci dovreste pensare su. Almeno un po'. Volendo la domenica mattina Bepon lo trovate in piazza, dopo la Messa Grande, dite pure che ve l'ho detto io.
Ah! 'ncora 'na roba: i ggiovani non parlano più 'l piemonteis (lo capiscono ma non lo parlano); ma Bepon è la prova che supererà questa crisi. Un po' come l'ebraico.

lunedì 8 giugno 2015

Un'ordinaria giornata fantozziana


Una storia personale, concentrata in poche ore di oggi.
Comincia a pranzo, la pasta è fatta in modo che non puoi aggiungere il sale. Sì perché da qualche tempo la lista dei veleni è aumentata e adesso comprende sale, burro, parecchie verdure (tranne l'insalata verde obbligatoria, tutti i giorni), tutto il pesce (anche il merluzzo e la trota) e altro ancora. Per dire pensa a una cosa che ti piace, ecco è veleno. Io poi da trent'anni e più ho anche il latte, la panna e i formaggi molli. Ma oggi era solo il sale.

In questi giorni a pranzo c'è uno dei fratelli di mia madre, cosa normale ma partendo dal temporale di questa notte si è passati al meno male che toglie il polline che c'è Tizio che è allergico. OK, fin qui tutto bene. Invece no! Era solo il prologo per poter porre la domanda introduttiva dell'argomento del giorno: "e sua sorella come sta?" "bene, si è rimessa e pensare che..."; "anche perché ha una certa età..."; "sì ma sai e sempre stata una che..."; "a differenza di sua cugina, pensa che...". Ecco siamo entrati nel settore Medico-Chirurgico-Splatter-Assay-Anzi-di-più. Ma come si fa a mangiare --roba insipida-- sentendo quelle storie raccontate con dovizia di particolari che se sono veri mi viene da pensare che girare alla larga dai medici è cosa buona e giusta. Insomma, sono fuggito dopo il primo.

Mi sono messo a bloggare, una cosetta semplice, discorsiva, divertente ma ero in attesa di Michele, uno dei miei fratelli, che mi aveva chiesto un aiuto. Una cosa semplicissima, pulire la vasca del siero di latte (scarto di un caseificio qui vicino), lavoro che bisogna fare una volta all'anno. In mio compito è solo quello di accendere e spegnare la pompa dell'acqua di lavaggio e quella di scarico della vasca. Quindi un'occupazione molto tranquilla, se non fosse che manca l'ombra e oggi c'era un'afa mai vista. Dopo un po' salta l'interruttore (il salvavita). Sempre, tutti gli anni. Siccome non capita subito ma dopo un quarto d'ora si sa cos'è: perdite sulla linea. Che è marcia da sempre, viene riparata a pezzettini sul momento. E l'elettricista di fiducia è un padagno di quelli che te lo raccomando. Insomma non si può svuotare la vasca e bisogna scollegare la condotta di fondo dalla pompa sperando che il tubo non sia troppo intasato. Lo è ogni volta, stiamo parlando di scarti di formaggio e un po' di grasso c'è e intasa il tubo. Che ha due gomiti a 90 gradi e è --appunto-- sul fondo della vasca. Perché hanno fatto il basamento per la vasca alto 20 cm? Di chi è stata l'idea? Insomma le viti non si svitano, dopo qualche prova si prende il flessibile e si tagliano, io tengo su il filo che non si bagni. Cioè sono nel siero in parte rappreso e fa un caldo boia. E l'odore del latte...
Fortuna che Michele non urla, anzi sono disposto ad aiutarlo anche per quello, questione di un'oretta e fatto e finito, almeno per me.

Rientro e torno al 'puter. Suona il telefono risponde mia madre. Non so chi fosse in linea ma ho mollato tutto e sono andato a farmi un giro (sì, nonostante il caldo). Quando si mette a raccontare entra sempre nei dettagli in modo disumano. Qualunque sia l'argomento. E quando cita parla italiano, si vedono benissimo le virgolette. Ma non è così come lo racconta, è una sua interpretazione. Sempre. Se, come oggi, conosco il fatto mi viene voglia di andare a chiederle cosa sta dicendo. Capita spesso anche per cose di nessuna importanza. O meglio ci sono cose che per loro (tutti quelli qui in zona) sono importantissime, arrivando a conferenze via telefono, come oggi. Per la cronaca si riferiva a un incidente automobilistico che ha coinvolto un amico stretto. Nessuna coseguenza tranne la macchina ridotta male ma finisce lì. E caso mai contatti l'interessato, chiedi "tutto bene? come va?" e basta. No, se eri presente (sulla macchina che seguiva, che fortuna!) diventi una celebrità. Proprio come una versione locale de la Vita in Diretta.

Al ritorno dalla passeggiata, matido di sudore, la telefonata era finita ma solo perché erano arrivati altri zii da fuori e lo zio (acquisito) si dilungava sulle persecuzioni che sta subendo il povero Silvio. Sì perché dovete sapere che il figlio --OOPS! mica mi ci metto a raccontarvi come fanno loro.


sabato 18 aprile 2015

Allerta meteo -- quasi

Roba di ieri, venerdì 17, sono in differita perché non ce la faccio mica a fare tutto da solo. Ma credo sia valido comunque.


Quasi pronto, cioè 6 ettari pronti per seminare il mais, come sempre, ormai si coltiva solo quello. Ma piove. Cioè no, adesso no ha piovuto (i puristi lo so che vorrebbero che si dicesse "è piovuto" ma sapete com'è...) questa notte e c'è di peggio: qualcuno --non si sa bene chi-- ha sentito le previsioni del tempo alla tele --non si sa bene quando-- che dicono --sicuro-sicuro-- che c'è qui da noi un'allerta meteo per sabato. Che sarebbe adesso e non piove, lo dico subito per non ingenerare inutili apprensioni, ne abbiamo già fin troppe.

Ecco! L'allerta meteo genera --giustamente-- panico. Chissà quanta ne viene giù? Chissà se alla fine smette? Avremo la piena?
Ecco, la piena, quello che uno dovrebbe chiamare "l'alluvione" per essere non dico purista ma farsi capire da quelli che non sono dei nostri. Se viene la piena, l'eva 'n sla t'pa (sarebbe l'acqua sulla zolla, insomma ferma suol terreno) non puoi mica seminare: nianca a penselo! (questo si capisce vero?).

E allora niente si sta in cascina, si fa manutenzione, si urla (questo sempre) e si brontola (idem) e ci si lamenta (idem anche questo).


Io invece ne ho approfittato per una passeggiata (anche perché devo documentare, raccontarvi) con la mia squadra, ecco Telmo, Nikka, Simo e Pero.


Pero vorrebbe dire delle cose a Simo, sapete la primavera...


Invece Telmo gioca con mamma Nikka. Non vi dico in che condizioni sono tornati a casa!

Eh, la vita qui in fondo alla FWPf2pb (Former West Padagna, forse 2.0, poche bale!). Oggi invece --no questa se ve la racconto non mi credeste mai. Davvero. Dabun.

venerdì 30 gennaio 2015

Sergio - presto che scade


Ci sono delle notizie che ora subito o mai più! come quella che vado a mettere qui sotto subito-subito anche perché i padagni locali indigeni di qua sono --come dire-- ecco.
Perché il Silvio no, non glielo lasciano fare, allui che era predestinato da sempre, Unto del Signore, cribbio!
E neanche il Senatur, padre del dr.Trota, passato, pota!

Ma c'è un candidato, ecco un po' di info:
#QUIRINALE2015 RAGA, LA BIOGRAFIA DI MATTARELLA E' INCREDIBILE STAVOLTA NON C'E' NESSUN APPIGLIO PER L'OPPOSIZIONE
Uè! raga, capitto?

mercoledì 28 gennaio 2015

La frittata di spinaci


Questa mattina (in pausa) apro Facebook e trovo un post che mi fa venire in mente una storia immaginaria, di quelle che potrebbero capitare qui nella West Padagna. Siccome mi sembra divertente ve la racconto, chissà...

Nonna ha fatto la frittata con gli spinaci. Bella e buooona! Adesso non è stagione di spinaci, non è stagione di niente ma i previdenti (cfr. la cicala e la formica) gli spinaci li hanno raccolti questa primavera-estate e messi nei sacchetti e poi hanno messo i sacchetti nel freezer. OK, gli spinaci ci sono.
Le uova invece se ci fate mente locale è tutta lì la storia. Le galline mangiano mais macinato grosso e d'inverno non è stagione per le uova, proprio come gli spinaci. Ma c'è il barbatrucco, lo scopriremo sentendo cosa capita quando Nonna porta in tavola la frittata (sì, quella di di spinaci di cui stiamo parlando).

B'rnard: "Uh! la frittata" (traduzione, ovvio, mica tutti sono indigeni padagni locali di qui).
Nonna: "Pensa te che" lei comincia sempre così, poi continua "Ritina ha detto a Marina di dare da mangiare alle galline anche la soya e quelle hanno ripreso a fare le uova", fuori stagione avrebbe potuto aggiungere.
B'rnard: "Ogiemme!".

Morale, come tutte le storie che si rispettino c'è la morale in fondo: da oggi niente più frittate (e uova).

E l'immagine e il post per cui l'immagine lassù in cima? B'rnard per adesso non lo sa; chissà se lo sa la postante?
Se la vedo glielo dico.

giovedì 22 gennaio 2015

Guardare i cantieri


Questa è una storia finta che mi sono appena inventato. Che voto mi date? Sono permaloso ma non al punto di non accettare bocciature e/o critiche, anche feroci. Ovviamente senza esagerare, nèh!

L'altra sera alla bocciofila --oops! devo spiegarvi cos'è la bocciofila.
La bocciofila è il centro sociale (devi fare la tessera) dove il bar è particolare, rilassato e rilassante; puoi prendere il caffè ma anche un tübo (o 'n mes) e ci passi tutto il tempo che vuoi. D'estate puoi giocare a bocce, da cui il nome, o guardare quelli che giocano. D'inverno si sta dentro che fuori fa freddo e si gioca a carte, a scopa (credo che il nome giusto sia scopone ma qui lo chiamano scopa). Il gioco è difficile, da non credere. Oltre che fare attenzione alle carte devi controllare i segni del tuo socio, e gli spettatori.
Il pubblico infatti partecipa, suggerendo senza farsi 'ntagliare. Se sei uno che se la prende avrai tutti i suggeritori per l'altra coppia perché prima o poi (in genere non ci vuole molto) sbotti. Con il tempo le squadre si stabilizzano, si fissa l'agenda volta per volta, considerando tutte le attività e i possibili impedimenti.
E si passa il pomeriggio o la serata.
Non c'è la tele, quando c'è la partita c'è chi va a casa. C'è anche chi va a casa per vedere Vespa (davvero).
Il martedì, giorno di mercato, c'è il torneo, con i premi. E ancora più pubblico partecipante, ancora più bello del solito.

OK, adesso che sappiamo cos'è la bocciofila posso riprendere con quello che ho sentito l'altra sera.
Vigin d'l Blö va in pensione alla fine del prossimo mese. Vigin non è un contadino ma ha lavorato tutta la vita nell'indotto. Ed è uno che il suo mestiere sa farlo bene, conosciuto in tutta la West Padagna. Adesso ci sono i contratti di solidarietà per cui resta a casa con l'ottanta per cento di stipendio per un paio d'anni quando andrà in pensione per davvero.
"E cosa farai tutto il giorno te che non sei capace di stare fermo neanche un minuto?"
"Ecco io volevo andare in biblioteca e leggermi La Stampa tutte le mattine ma mi sono informato e arriva solo al pomeriggio"
"Sì, l'orto ma mica c'è sempre da fare, adesso per esempio è stagione morta, e poi..."
"Puoi sempre venire qui alla bocciofila!"
"Certo, si può, anzi... Ma tutto il giorno, tutti i giorni..."

Brutta cosa diventare vecchi. Anche la storia dei vecchi che guardano i cantieri è mica vera. Anche perché non ci sono più cantieri. Almeno da noi non ce ne sono mai stati tanti e adesso ancora meno. E uno qui vicino --comunque non in zona-- hanno scoperto che lavorava per la mafia, sarà vero? Comunque ha chiuso.

lunedì 3 novembre 2014

Allarme meteo


Pronti che piove?
Forse, tanto, da subito, no, non adesso ma guarda la figura.
Tirare fuori l'ombrello. Triste il destino dell'ombrello che lo usi solo per bagnarlo tutto. E pensare che il nome lascerebbe intendere un'altra funzione. Facciamo che, come si usa qui da noi, lo chiamo paracqua; si capisce perfettamente in italiano, sembra italiano e non ci sono fraintendimenti e sensi di colpa.
Ma il paracqua non basta.

Ultimamente ogni pioggia è stata promossa a bomba d'acqua e come tale si sente autorizzata a fare disastri (cit). Non è il caso che riporti gli ultimi casi, vero? Anche perché a breve ne avremo di nuovi e io dovrei prima di subito aggiornare la lista.

Qui da noi è piatto come il Kansas (cit.) o come una frittata (continuazione della stessa (cit.)) e non frana perché la frana non saprebbe se andare di qua o di là. Ma c'è il problema complementare: in condizioni kansotiche neanche l'acqua della pioggia bomba d'acqua sa dove andare. Fino a qualche anno fa (diciamo lo scorso millennio) quando pioveva forte l'unica strada che ci collega al resto del mondo veniva sommersa per giorni per un'altezza fino a mezzo metro. Oggi sarebbe un disastro, non per gli umani che in qualche modo si adattano (brontolando più del solito, ovviamente) ma per gli animali: dipendiamo dai mangimi. Ah, sì! a momenti dimenticavo: qualche cascina è adesso abitata da immigrati ('taliani ma non di qui, scelto un intorno piccolo a piacere come dicono i matematici tutti diventano immigrati) ma per il padagno non conta.

Il bello è che la soluzione è stata trovata. E funziona; o meglio finora ha funzionato ma mai mettere limiti al peggio. La manutenzione di fossi, canali di scolo, ruscelli, torrenti. OK, in realtà bastano i primi due della lista. Ma fatta con cura, mai vista tanta sollecitudine, per nessuna operazione che coinvolga anche "gli altri". E senza fare troppo affidamento agli enti pubblici, comune, provincia, regione. Anche se a dire tutta la verità certi comuni (sì Vinovo) e la Regione qualche cosa hanno fatto. Paura della bomba anche loro?

Certo che se venisse giù una bella bomba d'acqua capace che dopo viene la tele, forse perfino Uno Mattina o la Vita in Diretta; ma forse è sperare troppo.
Intanto: nebbia, nuvoloni e freddo (mi si stanno intorpidendo i diti, chiudo qui).

domenica 28 settembre 2014

La Provincia Granda


Mi viene spesso rimproverato di diffondere per il web segreti segretissimi che sarebbe bene rimanessero tali. E allora non dirò niente che non si possa dire.
Mai più!
Nèh!
O forse quello che vi racconto oggi è una roba che rientra in quella roba lì? Vedremo, se ci saranno mugugni e reprimende (uh! bella parola reprimende, devo usarla più spesso, anzi inizio: reprimende) vorrà dire che devo ampliare la classe delle cosa proibite.
Tutto nasce da un viaggio in macchina, per ingannare il tempo parli del più e del meno. E, spheega, über, la macchina non era uno scassone rumoroso ma una come si deve, silenziosissima.

 Siccome stavamo nella zona raffigurata nella mappa qui a sinistra l'argomento poteva essere solo uno: il Paradiso Terrestre. C'è ed è quello, non tutto, non ha forma rettangolare ma quello. Loro dicono "noi cuneesi" ma non è la stessa cosa: la provincia di Cuneo è grande, anzi è La Provincia Granda. E buona parte della provincia (e le due città principali Cuneo e Mondovì) sono tali e quali al resto del Piemunt, rasa grama.

L'argomento usuale è "com'è bella la campagna! varda che roba!" ma io ne ho proposto un altro, alternativo: chi è il più illustre e commendevole (per commendevole vale lo stesso discorso di reprimenda) cuneese?

Naturalmente ho proposto Giuseppe Peano. E chi è? Ah! ma è roba vecchia; e poi sì è nato a Cuneo (una frazione della città) ma è torinese, dai! Bocciato.

C'è un altro matematico famoso, vivente, cuneese, Piergiorgio Odifreddi. Non mi hanno buttato fuori dalla macchina perché in fondo sono umani.
Ci sarebbero altri universitari, anche più giovani, meno famosi ma tosti, ma non è il caso. Come NSA sa anch'io so ma non ne parlo qui.
E Flavio Briatore? Uppercarità! E viene considerato milanese, segnatevelo.
Daniela Santanchè, madama Granero? Ecco io non uso certe espressioni, tanto meno sul blog. Vecchia Olgettina rende vagamente l'idea. E poi è milanese anche lei.
Dalle nostre parti hanno cancellato anche Guido Crosetto, fino a poco tempo fa molto popolare.
E negano che sia mai esistito Domenico Comino.
Raffaele Costa, quello che si autodefiniva il ministro rompi è di Mondovì (niente a che spartire con quelli lì) e poi assolutamente no.

Io però mi ero tenuto il jolly nella manica, fin da subito sapevo che la risposta era


che a rigore sarebbe fuori zona, di Alba. Ma da Alba a Bra sono davvero due passi. E la Nutella è famosa in tutto il mondo. Tanto che al ritorno c'è stata una deviazione per comprare la torta di nocciole (buonissima). Non di Ferrero, che ha la sede a Pino, la zona più esclusiva di Torino.

mercoledì 3 settembre 2014

Archeologia Padana - 1

Juhan in questi giorni dice di essere molto impegnato con una cosa segretissima e di non aver tempo per il blog. Ma se lo dice a tutti prima o poi qualcuno --non vorrei mai che succedesse-- lo hacka. Oggià!

Comunque io sono passato a trovarlo, abbiamo fatto una passeggiata attorno alla casa e --com'è, come non è-- abbiamo scoperto un reperto archeologico della preistoria di quella che un tempo era conosciuta come West Padagna, anche se i locali non sono mai stati leghisti.
Juhan mi dice che qui bisogna aggiungere (nèh!). Io lo faccio, sulla fiducia, perché lo sapete vero che sono di Ankh-Morpork, anche se mia nonna materna era di Virle. Pensa te! E comunque Virle ha qualcosa di speciale già nel nome: si dice nello stesso modo sia in italiano he in piemuntèis. Cosa che capita anche per altre città, prendi Bari o Palermo ma nessuna cosi a randa, come mi fa notare Juhan.

Allora nella nostra passeggiata ci siamo imbattuti in un reperto che adesso presento alla comunità scientifica, anzi al mondo intero, per la prima volta, eccolo:


Ci sto lavorando, con il mio dipartimento giù all'Università Invisibile (UU-AM) ma per intanto qualcosa posso già darla per definitivamente definitiva.

Intanto la scritta OddO è chiaramente l'iniziale di Oddone, il fratello di Angelo, andava a scuola con Juhan. E pensa te la spheega (Juhan dice che a scriverlo così non è volgare) di Dino, lo chiamavano, e continuano a chiamarlo, tutti così meno che la Signora Maestra che pretendeva che si chiamasse Oddone anche lui stesso.
Spheegato davvero.
Juhan dice di non sapere che Dino (dai, siamo mica a scuola qui!) si fosse dedicato a quell'attività ma nella vita vassapere cosa ti può capitare!

A un esame più approfondito si può notare, a sinistra del nome si vede una R rovesciata. Questo è un chiaro indicatore dell'epoca storica del reperto. Sta senz'ombra di dubbio a ricordare la caduta del Cota Roberto rovinosamente rovesciato dal sinistro Sergio Chiamparino. La R è rovesciata proprio come è stato rovesciato il Cota.
Per chi non fosse del posto ecco il Cota, in una delle foto in cui fa sfoggio della sua migliore espressione intelligente:


A dire il vero c'è un altro Roberto che piaceva parecchio nel periodo in cui la popolazione locale non era leghista (non lo è stata mai (nèh!)): sto parlando di Calderoli, di cui non metto la foto: porta troppo spheega, ha la macumba addosso.

Avrete senz'altro visto quell'uno (1) nel titolo; è perché conto di fare un altro post con il due (2). Prossimamente. Appena concludo l'indagine. O finiscono i soldi dell'Università.

venerdì 22 agosto 2014

Partita la stagione della trinciatura


Oggi, venerdì 22 agosto, è una di quelle date che vanno segnate sull'armanach (calendario). Di solito queste cose iniziano il lunedì ma per qualche motivo anche no. No, non lo so e non mi oso chiederlo per il motivo che scoprirete leggendo il post.

Già fin da presto risultava chiaro (anche se il giorno era ancora scuro) che sarebbe successo qualcosa d'importante. Tipo un paio di trattori in moto (cioè fermi ma con i motori accesi) che si scaldavano mentre gli animi erano già caldi da tempo. E a pensarci bene già da qualche giorno si preparavano i rimorchi, ma non sono stato abbastanza sveglio da capire che oggi sarebbe stato il giorno di inizio della trinciatura del mais per l'alimentazione di Agri Energy, l'impianto di produzione di energia elettrica da biomassa.
Uh! intanto non so se lo sapete (ma credo di no, almeno io non ve l'ho ancora detto) che adesso non si dice più "vado all'Agri Energy" ma "vado al Bio", da biodigestore. Ma in fondo questo non è così importante.

Quello che è importante invece è che l'impianto è consortile e le operazioni di trincia coinvolgono tutti. Con grossi problemi. Colossali. È capitato in tutti questi anni (3 o 4? perso il conto) e tutti loro sanno che prima o poi salteranno fuori e si preparano spiritualmente. Per esempio da noi hanno cominciato a litigare fra loro senza motivo: con un po' di buona volontà l'occasione salta fuori, basta saperla cogliere.

Il fatto è che sono abituati a lavorare uno contro l'altro, come se i quattro tre moschettieri avessero detto "uno contro tutti, tutti contro uno!". Per cui al minimo intoppo nessuno può dire "facciamo così". Cioè vorrebbe ma sarebbe un ordine. E chi sei per comandare te? E allora si apre una discussione di quelle che a me fanno venire in mente Nanni Moretti, quello di una volta, quello di "apriamo il dibattito".

Ma in fondo finora è andato quasi tutto bene. A parte che mezz'ora dopo la partenza c'è stata una telefonata che diceva di portare subito il telefono a uno che l'aveva dimenticato. Siccome chi telefonava non era il dimenticante e non ha precisato dove fosse il telefono è stato un ottimo pretesto per scatenare le donne di casa, comprese un paio di passaggio (una venuta a prendere il latte, l'altra non so).

Insomma tutto nella norma. E nel 2014 mica puoi stare senza telefono, neanche a trinciare mais, ovviamente.

giovedì 1 maggio 2014

Cronaca locale qui da noi

Questo è un post sperimentale, leggendolo capirete il perché.

Quante cose sono successe martedì scorso, rapina al distributore di benzina, scazzo tra due compaesani e ultime sulla Lega.


Ai giornalisti (specie quelli 'mericani) raccontano la storia della piramide capovolta, che è lo stile del post. Perché il signor direttore John Jonah Jameson se gli piace questo post mi assume. E io ce la sto mettendo tutta, per esempio, la piramide: se uno non leggesse più la continuazione saprebbe già cos'è successo martedì: la rapina, la lite e i malumori leghisti.

Ma chi continua a leggere sarà premiato e apprenderà molte notizie che possono sempre tornare utili. E fa cultura.
Sempre per fare come i giornalisti seri, io voglio diventare uno di loro, non si mettono titoli, non si evidenzia, niente note a piè fondo pagina). Vado.

Martedì è il giorno del mercato a Piobesi. Sarà per quello che capitano sempre tanti fatti interessanti.
L'ultimo martedì appena tornato da un viaggio di lavoro sono subito stato richiamato al mio lavoro di cronista di nera (la missione del giornalista non conosce orari). Avevano appena rapinato il benzinaio sullo stradone che porta a Carignano, poi Carmagnola e tanti altri paesi uno dopo l'altro, tutti lungo quello stradone. Combinazione il signor Beppe è giunto al distributore subito dopo l'evento criminoso (la rapina), ancora prima dei Carabinieri, già chiamati al 118 da uno degli addetti al distributore di cui non posso fare il nome, coperto da segreto istruttorio.
Il signor Beppe suddetto, dopo aver fatto rifornimento come previsto anche se in quelle condizioni eccezionali ha pensato bene di venire a far visita a mio fratello perché la notizia era troppo grossa per tenerla tutta per sé. E troppo grossa per telefoninargliela. E se non ci fosse il segreto istruttorio potrei dirvi che il malvivente è fuggito in moto e acchiappalo se sei capace. Il gestore invece stava piangendo, seduto sulla sedia di vimini che c'è lì fuori vicino al gabiotto che fa da ufficio e i Carabinieri non riuscivano nemmeno a fare il verbale, 'na roba...!

Già questo fatto (non certo bello ma di cui si può parlare e pensa la fortuna del signor Beppe) ma c'è dell'altro.
Qui le informazioni sono meno dettagliate e ne sono venuto a conoscenza solo il giorno successivo. Il signor Antonio si è offerto di accompagnare il signor Carlo Alberto allo spaccio di cui non posso fare il nome per via della pubblicità (ma se pagassero il giusto, chissà!). Ci possono andare solo i soci e il signor Carlo Alberto non lo è, a differenza del signor Antonio.
Comprato quello che c'era da comprare al momento di pagare il commesso (che è anche il titolare ma lì era in veste di commesso) chiede: "ce l'hai la tessera?". Essendo quattro gatti che si conoscono tutti sapeva benissimo la risposta, il volpone!
Qui pare, a quanto dice la vulgata prevalente, che ci sia stato un tentativo di depistaggio e sostituzione di persona: "è per me" avrebbe detto il signor Antonio ma ormai la frittata era fatta.
"Allora sono due euri in più, a meno che tu non voglia fare la tessera che ti serve per tutto l'anno". Ora, si badi bene, non è per due euri che vanno e vengono (soprattutto vanno) ma è una questione di principio. E comunque alla fine li ha dovuti mollare, roba da non metterci piede dentro mai più.
Il bello è che era martedì e allora a sera alla Società (anche lì ci vuole la tessera) non si parlava d'altro, oltre che giocare a carte, naturalmente, si va lì per quello. E chi alla Società non c'è andato l'ha saputo il mercoledì mattina perché si parla più di quello che della rapina.

Ora da una parte è anche un bene che non siano venuti quelli di La Vita in Diretta, così io posso fare la cronaca.
Già che ci sono per chi è interessato alla politica fonti riservate dicono che alla fine i contadini saranno compatti tutti per Silvio. Niente per Grillo che dice che ci toglierà dall'euro ma di lui ci si può fidare?
La stessa fonte riservata dice che DM (voi sapete di chi parlo, vero?) è ancora incazzato nero, chissà cosa gli avevano promesso, e chi? Pare che i vecchi della Lega siano scoglionati, quelli ancora non fatti fuori. E i nuovi non abbiano tutto quella carica che aveva il Senatur. E non sono nemmeno di qui, sconosciuti. Resta qualcuno che non è tanto aggiornato, ma si sa, la gente parla. Un altro che non lo caga più nessuno è il Crosetto, pensare che solo un paio d'anni fa era il massimo. Boh, chi vivrà vedrà.


Ultima ora: il Direttore, signor dottor John Jonah Jameson dice che gli è piaciuta molto la bozza, mi ha solo fatto un paio di correzioni. Se voglio mi prende, gratis, naturalmente.

venerdì 4 aprile 2014

Anacoluti

L'anacoluto, detto anche tema sospeso, è un costrutto retorico in cui non è rispettata la coesione tra le varie parti della frase. È una rottura della regolarità sintattica della frase. È un effetto della mimesi del parlato. Anticamente era noto con l'espressione latina nominativus pendens.
Dice la Wiki[1]. Applichiamolo a un caso pratico, vi racconto la storia di un nostro collaboratore che recentemente ha accompagnato il fratello a comprare 80 quintali di fieno.


Sì, nella foto c'è la via del mercato del fieno ma non è quello il posto. Completamente diverso, anche la gente che incontrate se andate là è diversa da quella di cui vi sto raccontando. Per dire più simile a questa qui sotto:


e il mercato quasi così:


cioè no, completamente differente, questo era una volta, un secolo fa, trovate tutte le informazioni qui.

Comunque, com'è e come non è, lì il mio amico e collaboratore ha scoperto di avere un superpotere che neanche l'Uomo Ragno, Superman, Batman e chi altri ancora non hanno (dubbi su Chuck[2] Norris): dove passa cala il silenzio, il silenziatore universale. Ogni tanto il fratello diceva "mè freel" ma non è che convinceva più di tanto, anche per via della barba[3].

Insomma, dopo un po' il fratello dice "senti vai nella macchina e aspettami là, faccio in fretta che devo tornare a seminare la meglia il mais". Perché in realtà lì mica si può dire tutto quel che si fà e sa e via dicendo. E se riesci a sentire qualcosa è tutto un anacoluto[4].

Ma scappano anche frasi che andrebbero analizzate, tipo: "quello dice-dice ma intanto cerca solo di risolvere i suoi problemi, altroché!", credo si riferisse a questo:


e, più intrigante ancora: "se c'è uno che può tirarci fuori dall'€uro è lui, poche balle[5]!" Se ho capito bene si riferiscono a lui:


E Cota? Già perché lì dove abita il mio amico votano anche per le regionali dove Silvio e la Lega avevano imbrogliato. Stranamente il mio amico non ha sentito nominare la Lega e il fratello è stato molto evasivo nel rispondere a richieste di chiarimento.

Strano, lì una volta era tutta Padagna. Forse si può guarirne.



[1] Come faremmo senza la Wiki?
[2] Bruna qui penso che ci voglia davvero.
[3] Non la barba che devi farti da due o tre giorni, no, proprio una barba che anche quando va da Rocco (il barbiere) se la fa sistemare ma resta.
[4] Ecco il perché del titolo e della definizione su in cima.
[5] Scusate il francesismo.

domenica 9 marzo 2014

Microchip ed estintori

Mercoledì Bepun doveva andare all'ambulatorio a farsi fare il prelievo del sangue, vedere se va tutto come deve andare o c'è bisogno di fare qualcosa per quella stanchezza cronica che viene a una certa età, quando ti accorgi di non avere più vent'anni, boiafauss!

"Fai attenzione che non ti mettano il microchip (microcipp)"
"Se è per quello mi faccio accompagnare da Ale", che sarebbe il figlio.

Ora può anch'essere che sia tutta una burla, recitata solo per me, ma quelli sono capaci di essere ironici così? Forse, chissà, lascio a voi decidere ma ve la devo raccontare fino in fondo.


Bepun ha il diploma di Terza Media (credo, è più giovane di me e dovrebbe, l'obbligo c'era già), il figlio frequenta quella che una volta sarebbe stata la scuola per periti agrari, adesso non so come si chiami ma quella. E gli strumenti per distinguere le notizie dalle bufale dovrebbe averle. A meno che s'informi con Le Jene, Giacobbo, Mystero e Punta il Dito. E passi i pomeriggi con La Vita in Diretta. Chissà.

La storia che t'impiantano il microchip (microcipp) a tua insaputa la prima volta che ne hanno l'occasione è diffusa e collegata alle scie chimiche. Anche perché sono complementari, due facce della stessa medaglia, lo sanno tutti.


Bepun è quello stesso che recentemente ha tirato fuori una discussione che per parecchi giorni è rimasta in testa alla top ten locale: gli estintori.

Per qualche attività (i padagni locali non sentono la crisi, diversificano) gli è stato detto che doveva avere due estintori a polvere da 6 kg. Chi si potrebbero comprare, c'è chi li fabbrica e chi li vende. Ma...
Intanto se li compri lì capace che ti fanno fattura (e in futuro non si potrà nemmeno pagare in contanti, dicono (dove andremo a finire!?)). Non è che si trovano di seconda mano?
Io la tentazione di fargli conoscere Ebay ce l'ho ma poi è capace che mi vengono a cercare per chiarimenti, o peggio, mi ritengano responsabile di chissà cosa.
Che poi, mica finisce lì, li compri (in qualche modo), li metti lì dove vogliono e fatta finita! No ogni anno devi farli controllare e se del caso farli ricaricare. E capace che tu li porti a controllare, quello guarda, cambia l'etichetta e fa 100 euri, che mica crescono sulle piante!
Però è sempre possibile che ti capita un controllo quando meno te l'aspetti.


Pensare che tutte queste cose sono solo per dare lavoro ai burocrati, che non sono nemmeno delle nostre parti.
No perché, per dire, per le patate è bastato dirlo a Carlin, buone, quante ne vuoi, vengono da Valgioie, niente fatture, IVA e roba simile.
E pensare che è una ditta seria, ha anche i sacchi di iuta con il nome stampato sopra, Aardappelen.


domenica 23 febbraio 2014

La dieta della signora M

Oggi vi racconto del tentativo di dieta recentemente fallito qui da me. Storia tragica, ve lo dico subito, se siete sensibili non leggete oltre, nèh.


C'è da fare una premessa geografica per ambientare il racconto che altrimenti non viene bene, per quelli di fora.


Avete presente Torino? Sia che sì, sia che no guardate la mappa qui sopra. Io sono il pallino rosso, trovato? OK, ci serve per dopo. Prima considerate la zona circolare centrata su piazza Castello con raggio pari alla distanza Torino-Piobesi diminuita di 'n cicinin. Ecco quello nel cerchio è male, zona contaminata da tutto quello che riuscite a immaginare. Il buono è il fuori. E se scendessimo ancora, sotto Carmagnola si entrerebbe nell'ottimo, ma l'immagine sarebbe troppo grossa, non si può avere tutto nella vita.

L'autrice della dieta di cui voglio parlarvi è la titolare della cartoleria (l'unica del paese) di uno dei luoghi presenti nella cartina. Ma oltre che vendere quaderni e matite agli scolaretti svolge attività complementari, per il bene dell'Umanità (quella fuori dal cerchio, nèh). È lei che ha messo a punto una dieta eccezionale, adesso ve ne accenno un pezzettino ('na frisa, come diciamo noi).

Il lunedì mangi solo verdure, vanno bene crude o bollite; il martedì solo frutta, cruda o cotta, poco zucchero mi raccomando. Il mercoledì --ops! non ricordo, so solo che il venerdì sarebbe pesce ma siccome i piemontesi doc il pesce non lo mangiano puoi tornare alle verdure. Alla domenica si arriva alla carne ma solo bollita, con contorno di patate.


Ecco. "Ma mica è di Piobesi che stai parlando!" potrebbe dire qualcuno. E invece no perché la dieta si è diffusa, la signora M ha delle amiche e le amiche hanno altre amiche sparse su tutto il territorio (sto sempre escludendo il cerchio, nèh). Recentemente è arrivata anche a Nonna (la mamma) che ha provato. Io l'ho sabotata. E ho vinto. Perché la fame riesci a sopportarla quando non c'è niente da mangiare ma diventa difficile con il frigorifero e la dispensa (la crota) piena. E sono, come si dice da noi, bin piantà, diciamo 100 Kg.
Ah, dimenticavo: non rispetto nemmeno la regola dei tre caffè al giorno; per esempio finisco il post e me ne faccio uno. Oggià!

venerdì 29 novembre 2013

Climatologia alternativa

In questi giorni fa un freddo cane e in campagna non c'è quasi niente da fare. OK, potare, controllare fossi e canali che non vorremmo mai che capitasse qualche alluvione e poco altro. Per cui va a finire che i pomeriggi si passano nella cucina di Nonna, riscaldata con la stufa a legna ('l putagé, quello che si usa per cucinare (sì i francesi ci hanno copiato)). Che poi è solo anticipare la merenda, che tanto bisogna farla.
E si parla del più e del meno, Nonna fornisce chiarimenti sulle genealogie perché abbiamo più parenti di quel che possiamo immaginare e ci sono sempre nuove da raccontare. Che non sono, bada bene nèh, pettegolezzi ma tenersi informati su cosa ci capita intorno.
Io ne sono escluso, oltretutto non capisco, sono negato per certe cose e malanni, operazioni chirurgiche, malattie croniche e dolori vari mi fanno senso.

Ma ci sono anche altri argomenti, che si trattano accompagnandoli con un bicchiere di vino, quello buono, quando ci sono ospiti. Tipo ieri: come sarà il tempo l'anno che viene? Adesso vi relaziono (per quanto ho origliato, poi magari arriveranno integrazioni, correzioni e approfondimenti).


La primavera passata ce lo ricordiamo tutti (spero) che non smetteva di piovere e anche la semina del mais l'abbiamo fatta molto tardi, meno male che adesso viene trinciato tutto per la produzione di biomassa che se fosse stato per la granella non so proprio come avremmo fatto. E dire che pasqua veniva presto e si sa che la stagione segue la pasqua.


Poi quest'estate abbiamo dovuto usare meno acqua per irrigare i campi per via che ne avevano già presa tanta (questo punto andrebbe approfondito, lo so). E poi l'autunno è stato meraviglioso, neanche un giorno perso per pioggia. Per forza: l'acqua su in cielo era stata consumata tutta in primavera e si stava ancora ricaricando.


Adesso salta fuori che in Sardegna (Marco (uno nostro locale) c'è stato l'anno scorso, quando si è sposato) è successo quello che è successo e se quell'acqua lì è la stessa che da noi per la primavera che viene dovremmo essere a posto, cielo vuoto. Ah, sì, ci ricordiamo vero che per noi l'anno agricolo comincia a San Martino, giorno più, giorno meno (quindi buon anno, nèh!). Ma la Sardegna è la stessa cosa che da noi? Per dire perché allora anche la 'Merica e in Argentina hanno addirittura l'estate e l'inverno scambiati.

"Una previsione testabile popperianamente!"
"Ma cosa vuol dire? Possibile che te ne devi sempre uscire con queste cose senza senso!"
"Hai visto come le montagne sono tutte bianche?"
"Com'è quest'anno la pasqua, perché si sa che la pasqua comanda"


lunedì 28 ottobre 2013

Metti che torna ovvero Halloween 2013


Questa davvero non so come classificarla.
Anche perché quando si parla di cose scientifiche la Repubblica è pari merito con il Corriere del tutto inattendibile.
E la psichiatria è una roba scientifica vero? E quindi anche le cose della Lega.

O la mettiamo nel dominio del nuovo che avanza?
Ma in questo caso non siamo troppo avanti?

No, dai!
Ecco, secondo me è una cosa di stagione: Halloween, si stanno preparando per la festa, la notte tra giovedì e venerdì.

E, secondo me, quest'anno la stanno preparando davvero bene, bravi!
Guarda qua:



Se viene bene possiamo replicare per il primo aprile. Certo, anzi li scritturiamo noi del Tamburo, che ne dite?


Sì dev'essere così, anche perché c'è la mano e la testa del dr.Trota e di lui ci si può fidare. Oggià, Pota!

mercoledì 16 ottobre 2013

Triticale


Contrordine compagni! Come diceva sempre Giovannino Rincoglionito, un Sallusti ante-litteram di quand'ero piccolo che in realtà veniva (e viene tuttora) letto (o almeno citato) dalle persone per bene: i casi della vita!
Ma non voglio andare OT prima ancora di cominciare, ekkekatz! Riparto.


Ricordate quando dicevo che qui si coltiva solo più mais, nient'altro che mais? Ebbene no! mi sbagliavo alla grande. O meglio tramavano di nascosto e io ci sono cascato in pieno! Adesso però vi racconto tutto.

L'attività principale dei fratelli è, no le attività sono due:
  • l'allevamento di maiali, tra un po' si festeggiano i 20 anni, tutto è partito con la storia delle quote latte;
  • la produzione di energia elettrica da biomassa, questa è nuova, diciamo che ha un paio d'anni d'età.
L'alimentazione di quest'impianto è la responsabile della quasi totalità delle colture, il mais di cui parlavo, poi il sorgo, novità di quest'anno. E qui casca l'asino, cioè ci sono cascato io!
Perché il sorgo si può benissimo seminare a giugno, dopo aver raccolto il triticale, io l'avevo preso per grano, colpa del Poli, l'esame di Graminacee non era obbligatorio.

Già, il triticale, l'hanno provato (non i miei fratelli a dire il vero) e hanno visto che funziona. E adesso sono tutti indaffarati, ecco:

urge un'ispezione, cosa staranno facendo?

qui è già nato, roba della settimana passata, devo fare più attenzione

qui invece il terreno è quasi pronto per la semina
eccolo, è lui!

habla español, Extremadura, avete presente Merida? (io no)

anche questo, multilingua ma manca 'l piemuntèis


Dobbiamo fare più attenzione, io e la mia squadra.

giovedì 3 ottobre 2013

Per Daniela

Io sono incasinato con qualcosa che si rifiuta di venire come dovrebbe, non ho molto tempo ma non posso certo rischiare di perdere il momento storico senza un commento.
Non quello che qualcuno si aspetta, in fondo sono qui in fondo alla West Padagna (WPVDPZMRE), quasi Pruvincia Granda.


Ecco, Cuni e Daniela, pensavo che lei che tanto si è spesa in questi giorni un riconoscimento se lo meriterebbe, da tutti noi.

Si può anche unire l'utile al dilettevole, due piccioni con una fava, adesso vi mi spiego. Cuneo è, a volte i casi del destino, vassapere!, patria di Giuseppe Peano. Ferrrmi! Non parlo di lui, anzi sì ma vedrete, dai andate fino alla fine.

Mi sono detto: senz'altro aqquello ci avranno dedicato una piazza o una delle vie più importanti nella sua città natale... L'ho trovata, con l'aiuto di Tutto Città e Google Maps, guarda qui:


questo è per l'urisuntassiun, ma ecco:


Visto? E poi è tutto nuovo, ecco:


Cuntenta Madama Granero?


La storia, son cose...