sabato 13 novembre 2021

Aggiornamento sul "giallo" dei levrieri della Palma




Ricordate  i podencos (razza di cani da caccia tipici delle canarie, simili ai levrieri) protagonisti del "giallo" del loro recupero?

Non è mica finita, sono sorti fin da subito dubbi su tutto quanto il salvataggio.

Riporto qui sotto, dalla rivista on-line Sei di Tenerife se le ultime notizie sul caso.


Il mistero si infittisce...

Nota: i podencos sono molto simili ai galgos ovvero levrieri, mentre i segugi (sabuesos) sono alquanto diversi.
Podenco canario


Galgo spagnolo
la maggior differenza si nota nel portamento delle orecchie


Sabueso spagnolo

Mi scuso, non ho notizie degli autori delle foto.

C'è la nebbia e manca la connsessione

truffa bella & buona

la mate (integrale)

Emanuele 💥 rockz!

ricorsività

il giallo

mate

selezione naturale

biscotti o bottoni?

a cosa potrebbe servire

dice il prof

tecnologisticismica

la ruota piccola

dice il prof

introduzione alla politica

quello ci fa la fisica
fatevela spiegare da un (vecchio) piemotese

e la strono mia, anzi di tutti

politica

la magia del cinema

'chiappalo!

per me una piccola

ricordare

'mericana

consigli

lo stress del guidare

Mario [Nat] 💥 rockz!

giornalismo politico

dice il prof

🔴🔵

martedì 26 ottobre 2021

Quattro colori



ROSSO

Rosso come la lava che dal giorno 19 settembre esce a fiumi da più bocche del nuovo vulcano dell'isola de La Palma in Canarias.


foto di Abián San Gil



foto di Abian San Gil


Rosso come il sangue virtuale che sgorga dal cuore ferito di chi ama quest'isola (la Isla Bonita!) e immagina lo strazio  dei suoi abitanti, dei quali circa 7.000 sono stati evacuati dalla zona.


GRIGIO

Grigio come le nuvole di ceneri che elevandosi fino a 6 chilometri in altezza hanno coperto molte zone, spingendosi fino a Tenerife e oltre, fino all'Andalusia.





Grigio come le ceneri che qualcuno ha venduto o tentato di vendere su eBay come souvenir, così come a suo tempo erano stati messi in vendita frammenti di  "restingolite"  dal vulcano sottomarino dell'isola El Hierro...



Lo sfruttamento della tragedia di molti non si ferma qui. Anche foto del prima e dopo, biglietti della lotteria...


NERO

Nero come la roccia fusa che ha travolto ad oggi 1.280 fra case (1.030), capannoni, chiese e scuole, oltre a piantagioni di banane per un totale di 850 ettari e ha stravolto l'orografia dell'isola creando anche una penisoletta dell' attuale diametro approssimato di 500 metri.







Nero come la visione del proprio futuro che hanno molti palmeros, che non solo hanno perso la propria casa ma anche tutti i propri averi e ricordi del passato e in molti casi anche il proprio lavoro. Molti hanno rischiato, cercando di trarre in salvo quanti più oggetti personali e mobili possibili, nei momenti in cui le autorità stimavano non fosse imprudente.



GIALLO

Giallo sì come alcune lingue delle fiamme, ma anche giallo come il mistero!

Dopo vari giorni dall'inizio dell'eruzione, nella prima settimana d'ottobre,  i droni che sorvolavano la zona hanno potuto notare come all'interno di almeno una cisterna per l'acqua, prosciugata dal calore e riempita di ceneri, era presente almeno un animale vivo, in un primo tempo si è pensato a un gatto. Col tempo si è visto che invece si trattava di cani, per l'esattezza "podencos" cioè levrieri tipici canari, usati per la caccia. 


Moltissimi altri animali erano stati tratti in salvo dai proprietari o dalla Guardia Civil e i Bomberos e ricoverati in luogo sicuro o presso associazioni animaliste. 


pompieri mettono in salvo capre

Nell'attesa di scoprire il modo di salvare tali cani per via aerea si è provveduto a fornire loro acqua e cibo per mezzo di droni, con il controllo dei veterinari.

Non essendoci però in Canarias droni adatti a trasportare un tale peso, una impresa galiziana si offrì di tentare il salvataggio. Arrivati a La Palma dovettero concordare con le autorità, una volta ottenuti i relativi permessi, la modalità di salvataggio: se ben ricordo si pensava di calare dall'alto una specie di cestino di rete metallica, su cui  si sarebbe dovuto convincere i cani, spaventati, stanchi e indeboliti, a entrare ad uno ad uno per essere poi sollevati col drone e trasportati in zona sicura. 

A quanto pare, non sono stata l'unica ad avere dubbi sulla possibilità di successo. Una squadra anonima (dicono composta da un cacciatore, un veterinario e  un vulcanologo) sfidando una multa salata e il pericolo, dotati di una apparato di rilevazione termica, sono riusciti ad avvicinarsi sulla lava e cenere ormai sufficientemente raffreddata e a evacuare dalla cisterna i cani, di notte e col favore della luna piena. Successivamente, dicono le evidenze, loro stessi o altri sono tornati nella cisterna per lasciare un manifesto firmato A Team (!) con l'avviso del salvataggio. In effetti, quando finalmente l'impresa galiziana sorvolò con il drone la zona per l'ultima simulazione di salvataggio scoprì che dei cani non vi era più traccia. 


Ne hanno parlato tutti i giornali, per esempio questo articolo de El Diario.  

Qui riporto un articolo di Santi Castañeda dal quotidiano AS che riassume l'intero episodio, per quanto se ne sa perché rimangono molti interrogativi aperti: chi è stato e quando a salvare i cani? chi ha messo e quando il manifesto firmato A Team? dove sono adesso i cani che sono stati affidati in un primo momento a un gruppo di protezione animale? sono stati restituiti ai proprietari?  Il cane Tendal, unico salvatosi dei tre cani di un cacciatore cui è stato restituito, era tra quelli nella cisterna? A quanto pare, i cani erano cinque o sei, uno fu trovato già morto, ma chi sa tace, perché i responsabili non rischino una denuncia inevitabile. 


Oggi cade il 50º anniversario della precedente eruzione nell'isola, quella che ha creato il vulcano Teneguía, durata dal 26 ottobre 1971 al 18 novembre, 24 giorni, senza quasi danni alle cose (ha colpito una zona alquanto disabitata) ma lasciando due morti e coprendo di lava 276 ettari.

Teneguía 1971 - foto El País

il Teneguía oggi, foto di M. Hanselmann da Wikipedia


Nel caso dell'attuale vulcano non ci sono state sicuramente vittime umane grazie al seguimento fatto dagli Enti preposti fin dai terremoti previ e agli avvisi alla cittadinanza.



Nota: il vulcano tuttora non ha un nome definitivo, l'isola si chiama La Palma, se leggete Las Palmas si tratta del capoluogo della provincia di Gran Canaria, ma c'è anche chi cita Palma, il cui nome completo è Palma de Maiorca...