domenica 21 giugno 2015

Annecy e RRRrrrr!!!

Il-y-a le Festival International du Film d'Animation à Annecy et Boulet post les coulisses.


C'è il Festival International du Film d'Animation a Annecy e Boulet posta da dietro le quinte.
Ora Boulet è eccezionale sempre e trovare un report ogni giorno da le vertigini. Uh! finito ieri. Peccato. Ma lo rifaranno l'anno prossimo, manca poco ormai (meno di un anno).

Secondo me la cosa migliore è di vedere i resoconti di là anche perché lui dice che non vale copiare. Comincia da qui e ci sono i link sulla barra in alto. Io lo seguo in francese ma ci sono anche le versioni inglese e coreana.

Una cosa che non sapevo di non sapere e grazie al Web e in particolare a Gilles Boulet adesso so che vorrei saperne di più è un film d'animazione del 2004. Non è che abbia avuto un gran successo, non esiste nemmeno la versione italiana. Ma da quel che ho visto credo che mi piacerebbe davvero. È ambientato nell'Era della Pietra quando le cose erano ancora un po' diverse da quelle attuali. Per esempio c'erano le tigri con i denti a sciabola e anche le oche, guarda qui:


Ah! lo sapete che nell'Era della Pietra (âge de pierre) il nome più comune era Pietro|Piero|Piera (Pierre). Me l'ha detto la Wiki, qui en français ma c'è anche in 'taliano.

lunedì 29 settembre 2014

I Minions


Se non fosse che poi... io adesso comincerei dicendo "a me nessuno dice mai niente, niente! (auto-cit.)" perché è davvero vero. Prendi i Minions --ma forse è meglio che comicnio dall'inizio.

Ieri trovo sui social-cosi delle foto di panettoni divertenti, originali, ecco un paio di tweet:
Ecco. Quelli. Ma prima una nota che sembra OT ma devo dirvelo anche per ringraziarlo che uso sempre i suoi link senza dirgli manco grazie (cosa che faccio prensetemente): a me l'ha detto 4r4g0rn, quello che la sua mamma chiama @evilripper. Grazie nèh!

Allora quelli sono conosciuti come panettoni; non so se e quanto sia ufficiale o colloquiale come termine ma quello è. E, attenzione (ma forse lo sapete e non ci sarebbe nemmeno bisogno di scriverlo) non sono commestibili, sono di cemento. A me che sono un vecchio bacucco (Bruna vorrei farti notare come l'ho scritto, 5 punti!) viene immancabilmente in mente il nome "dissuasori". Ne trovate dappertutto nelle città, anche di altre forme, e materiali, proteggono certe zone dall'invasione delle auto; o almeno ci provano. E l'idea di dipingerli in modo da farli sembrare come i simpatici personaggi che tutti conoscono (tranne me (io)) è divertente. Bravi.
Poi oggi (ecco il lato culturale del blog) ho googlato con l'immagine. La ricerca di immagini con un'immagine funziona sempre meglio, bravo G! Allora ecco qui: Crema, la città si colora: sui panettoni la faccia dei Minions.

Verrebbe voglia di andare a farsi una birra al Bar Fantasy, magari trovi Denise Ferrari. E se non la trovi un "brava! anzi bravissima!" lo scrivo qui, immediatamente. Anzi già fatto.

Oltre al Bar Fantasy ci sarebe anche ħ ma forse sono OT, come non detto.
Per chi come me (metti che ci sia qualcuno, il mondo è grande) non sapesse ninte dei Minions (possibile?) ecco la Wiki, come faremmo senza la Wiki? (cit.). Me lo sono perso ma mi sembra über. Chissà se lo danno alla tele (mentre non ci sono i pakki che altrimenti nonna non mi lascia).

domenica 21 settembre 2014

Participare

Il pubblico si lascia andare subito in esclamazioni di stupore e compiacimento. Già, anche nei primi filmati, si nota il pubblico giapponese che partecipa attivamente, e molto rumorosamente, anche alle occasioni che in altre culture sarebbero state considerate solenni.
(cit. mysteryousassay) che prima o poi si arrabbia davvero e mi toglie la mycizia. Ma devo farlo, anche perché devo dire che anche noi, ebbene sì, anche noi!


Cioè, non esattamente, è una storia complicata ma adesso provo a spiegarmi.
Quando ero piccolo c'erano occasioni in cui i contadini si ritrovavano per lavori grossi e poi si fermavano a cena. E dopo c'erano i dopocena con racconti, mica c'era la tele o il telefono allora. Parlo di robe da grandi, io allora ero un gagno (ragazzino) ma poi ho smesso. Adesso che sono addirittura vecchio e potrei partecipare quelle cose non ci sono più: niente più trebbia del grano come si faceva allora! Sigh!

Dunque dicevo, i racconti. Noi avevamo contatti con quelli di Castagnole, dai un paio di km, anzi meno, e siamo nel loro territorio. Quelli sono diversi, completamente. Per esempio le parole che hanno una "èi" con la "e" larga così loro riescono a metterci una "e" striminzita, da non crederci. "Sèira cèira" diventa "sera cera" che andrebbe bene anche in 'taliano, se "cera" non si dicesse "chiara".

OK, allora per canzonare uno di Castagnole gli si ricordava che loro rispondevano al cine. Per dire quando il Cattivo tentava di circuire la Bella si levava immancabilmente una selva di avvertimenti "Fa tenssiun! Fid'te nen!". Credo non serva una traduzione, vero?
No, quello che dicevano di noi non ve lo dico. E poi non è vero. E comunque noi allora i nostri vecchi non c'erano: il nonno paterno viene da None e i suoi c'erano arrivati scendendo la valle... Ma sto perdendo il filo.

Quelli di Castagnole interagivano con il film! Molto peggio dei giapponesi che almeno lo facevano a teatro. A dire il vero nei concerti rock (mi dicono) capita ancora.

Ma al cine! dai mica possono sentirti.
O no? No perché Woody Allen ...


'd Castagnole 'd co chiel?

mercoledì 1 agosto 2012

Jules Verne e Karel Zeman


Qualche giorno fa Patrizia, quella che ha lanciato l'idea dei post libreschi, ha citato Verne, qui: Diario di viaggio...letterario -5. Poi mi tira in ballo ma io rispondo come se la domanda fosse un'altra.
Noi da piccoli lo leggevamo e ci piaceva parecchio. Anche perché le alternative erano Cuore ("il Libro Cuore") o il Piccolo Alpino o qualcos'altro dimenticato. Invece Verne (solo il cognome pronunciato come se fosse italiano) ti raccontava cose entusiasmanti: il sottomarino del Capitano Nemo, il giro del mondo in ottanta giorni e quante ne capitavano a quelli lì e la sorpresa finale che ce l'avevano fatta e lo capirete quando sarete più grandi e il viaggio al centro della terra e altro ancora. Sì la biblioteca scolastica aveva un problema con Verne.
Pensa che leggere i libri della biblioteca era obbligatorio. Cioè non proprio: era obbligatorio prenderli e fare il riassunto quando li riconsegnavi ma se volevi il riassunto te lo potevi far fare da qualcun altro. Ma Verne lo leggevi, dai. E anche i tre moschettieri (che erano quattro). Allora la tele non l'aveva quasi nessuno e anche la radio era una cosa da grandi.

In classe con me c'era RR che a casa aveva tutti i libri di Sàlgari (sì la pronuncia era quella) e ci raccontava cose altrettanto belle di quelle di Verne, c'erano i corsari, Rosso, Verde e Nero, questo il più tosto. Poi c'era anche Jolanda, la figlia del corsaro Nero. La mamma di R aveva vietato a R di prestare i libri, nessuno li aveva mai neanche visti. R aveva (ha tuttora) una sorella più grande di un paio d'anni ma anche lei, niente da fare. Se poi vi dicessi che R e C, la sorella, d'inverno andavano a scuola con il berretto di Davy Crockett, quello ricavato dalla pelle del procione, con tanto di coda, capirete perché tutti li invidiavano. Giustamente. E tutto questo perché avevano i nonni che abitavano a Torino, che andavano spesso a trovare. A dirla tutta non parlavano dialetto, solo italiano, e all'inizio per loro dev'essere stato difficile, fino a quando l'abbiamo imparato anche noi, non loro il piemontese, pensa te. Poi c'era un'altra cosa, non so se si può dire ma tanto ormai, dai: il loro papà era completamente calvo, l'unico in tutto il paese. OK, sono uscito fuori tema.


Dunque Verne. Affascinava non solo noi. Più tardi (ma non so dire quando) salta fuori un regista ceco, un certo Karel Zeman. Viene trasmesso in TV al sabato sera e bisogna contrattare per vederlo perché mio fratello Luigi e mia sorella Maria che frequentano le medie pretendevano di vedere Canzonissima per poi parlarne a scuola. Noi abitiamo in cascina e convincerli a andare a vederlo dagli zii, duecento metri di strada da fare di notte, non è facile! Ma Karel è unico, imperdibile!

Lo so che oggi i ggiovani, reduci da Avatar, quello di James Cameron, sono capaci di uscire con "tutto qui?" ma allora...

Comunque io ve lo propongo comunque, ecco.

Una piccola presentazione



Ukradená vzducholod. Dai non ditemi che non conoscete il ceco: il dirgibile rubato.


E che dire di Sulla Cometa, Na Komete, sottotitoli in francese, c'est plus facile, n'est pas?


Sigh! pfui Pandora!


Aggiornamento: Mi segnala Gianluigi Filippelli che su Salgari sono stato incompleto. Ha ragione, ecco.