sabato 5 agosto 2017

I social-cosi e i 'puters per vederli

La faccio breve perché sono in ritardo e neanche tanto di buon umore. Per via del caldo. Ma non solo. Adesso vi conto, almeno ci provo.


Facciamo un esperimento mentale, un Gedankenexperiment (che potremmo chiamare anche, più semplicemente, Gedankenerfahrung) e immaginiamo di poter viaggiare nel tempo, diciamo una ventina d'anni indietro, tipo 1997.

Ecco il Web era nuovo di pacca allora, non c'erano Facebook, Google, YouTube, Instagram, WhatsApp. Non c'era neanche il telefono, inteso ovviamente come telefonino, l'aiFon sarebbe venuto dopo.

Siccome nel nostro esperimento possiamo fare quello che vogliamo facciamo un salto avanti ma rimanendo nel passato (rispetto all'oggi) e consideriamo quando oltre che Facebook sono comparsi i blog. Tutti quanti certo ma, in particolare, uno in particolare: Al Tamburo Riparato. Che sarebbe questo qui che visualizzate in questo momento sul monitor (qualcuno, pochi) o sul telefono (tutti quanti).

È uno strumento del passato, un reperto archeologico, pieno di parole. Pochissime le immagini, niente video.

Io che sono vecchio (e, anche se non vorrei confessarlo, non aggiornato, pensa che non ho memmeno il telefono) mi ostino a postare cose che non akkiappano. Neanche la mamma mi legge più! E a morosa è scappata con un altro.

Ah! 'na robancora: invece di Facebook e Instagram frequento Twitter. E lì è tutto un link, la forza del web, diceva Illo Tempore. E siccome che i tweets sono molto brevi diventano importanti i commenti, anzi più che commenti in senso classico vanno visti come interazioni, spesso verso l'esterno. E si conoscono persone varie ed eventuali (si dice così, vero? o è solo per l'ordine del giorno, e io sono alquanto disordinato).

Insomma vengo all O.d.G. Carlo Rovelli. Ho trovato questo cinguettio, l'ho usato come esca (teaser) si Facebook facendo un indovina chi è (manco fossi Carlo Conti). Esperimento fallito.

E pensa te che a seguire il link sul tweet si entra nella pagina spiegacciosa e dentro c'è il link a YouTube di un TedX dove Carlo spiega per bene cosa fa. In quel TedX c'era anche Marco Delmastro (lo conoscete vero?) che anche lui ci diceva cosa fa. Il bello --secondo me-- è che Carlo, Marco, Sandro, Gianluigi, Marco Fulvio, Marco Bruno, Leonardo, Amedeo e quelli che adesso sto dimenticando se dicessero quello che stanno dicendo come direbbero normalmente noi (OK, parlo per me, io) non ci capiremmo niente (nada, zilch). La loro bravura è proprio quella di rendersi comprensibile al resto degli umani.

Adesso se sei arrivato fin qui ci sono buone probabilità che un salto alle risorse linkate lo fai. E poi interagisci, forse anche con un messaggio più articolato di una faccina (emoji). Forse 😯

domenica 3 gennaio 2016

Consiglio della regia: Leo Ortolani

È ampiamente noto che io sono di un'ignoranza enciclopedica, anche perche nessuno mi dice mai niente. Niente.


Poi va a finire che su un social-coso trova questa cosa che non sapevo che c'era e potevate dirmelo nèh! 

 Ecco, Come Non Detto

Cioè nel senso che quello è il nome del blog, che è --parole sue-- il blog di Leo Ortolani, che ci teneva tanto, bisogna capirlo.
Adesso una confessione ma non di quelle da confessionale, dove prometti di non farlo più ma sai come si usa con quei contaballe, no la mia è che non leggo fumetti di carta, sono vecchio, ma nel Web si può fare. Anzi da adesso in poi questo c'è, RSSato.

Che Leo sia über non devo certo dirlo, vero. Ma è bravo anche per altri aspetto, ecco come spiega il perché del blog: Ho sempre desiderato aprire un blog. Finalmente l'ho aperto, ma dentro era vuoto.

Sto smaltendo i link della stagione delle feste. E ho visto che citare quello che fanno gli altri è più facile e più bello di produrre roba mia. Sono tutti più intriganti di me. Assay.


OK ☹ torno a pythonare ☻

lunedì 5 ottobre 2015

Shintakezou

C'è un blog über-bellissimissimo, ve lo consiglio caldamente ☻ (visto che è arrossita, anche l'autopromozionismo ha un suo limitismo) dove ieri scrivevo:
A me resterebbe da capire cosa vogliono dire sia “shintake” [...]
sì, la frase non completa è priva di concordanza ma porta passiensa.

Shintakezou (rockz!) risponde in giornata:
Shintakezou nacque decenni or sono come gioco di parole costruito su di una contrazione del nome Shinmen Takezou, alias Musashi, personaggio storico la cui biografia romanzata è narrata in un bel libro di Yoshikawa, dal titolo poco fantasioso di Musashi. Il cambio di nome (da Shinmen Takezou a Miyamoto Musashi) simboleggia il cambiamento di vita del personaggio. In giapponese nuovo si dice “atarashii”, ma la lettura on dell’ideogramma (kanji) ad inizio di parola è “shin” e si legge proprio quando forma una specie di composti, p.es. “shin-nen” (anno nuovo) e altri... per cui shin Takezou può intendersi come “il nuovo Takezou”. Ma il “nuovo” Takezou è proprio Musashi...
Ecco (due C), saltano fuori le mie carenze ogni volta che scrivo qualcosa. Posso cavarmela con
So di non sapere
(cit.). Uh, teh:
Έτσι, δεν γνωρίζω
(Σωκράτης). Ma forse no (Abraham Lincoln).


OK, basta LOLlare.
Il neo-autore di Ok, panico Mauro rockz assay e anche lui appartiene al noto set di cui fanno parte Walter (adesso alle prese con il tedesco), Giancarlo (quello di Rai'an, l'avete letto vero? se no leggetelo, mi ringrazierete) et al.. Forse anche il nostro Enrico (o si ferma sul continente? chissà, forse ci dirà).

Per intanto 宮本武蔵, Miyamoto Musashi (che noi, carabbinieri, padagni, burocrati e commercialisti esclusi siamo abituati a dire Musashi Miyamoto. A scanso di equivoci, nella pagina inglese della Wiki è precisato "In this Japanese name, the family name is Miyamoto").
Ecco (due C) adesso potrei allungare il post parlandovene ma c'è la Wiki, come farei senza la Wiki? (auto-cit.).

Notare come non seguendo la cultura giovanile (ma non solo quella) io sia proprio 'gnurant.
Adesso scopro che il libro di Yoshikawa c'è in italiano avrei anche un occasione per ridurre la mia 'gnuransa. Chissà...

lunedì 24 agosto 2015

Massimo, Silvia e i blog


Ha cominciato Massimo Pigliucci, con un post che dice è stato divertente ma basta, fine di Scientia Salon.
From March 2014 to this month we have published 152 articles, received more than 15,000 comments, and have experienced a total of almost 1.5 million views.
Atz! che numeri! Anzi troppo grossi, troppo impegnativi; mica possiamo, io e i miei collaboratori, stare solo dietro al blog. Per esempio sta preparando il nuovo libro...

OK, sapevo del blog, credo me l'abbiano segnalato Stefano e Dario su Twitter quando era nuovo. L'ho scorso qualche volta ma il web è troppo grande e il tempo è troppo poco e poi sono alle prese con altre fisse (Racket roba di programmazione non mainstream). In ogni caso il motivo della chiusura mi sembra atipico. Forse ci tornerò su.


Toh! quasi come dice Silvia (rockz!):
Qualche minuto fa ho ricevuto la mail di un amico che mi comunicava con dispiacere la chiusura di un blog. Un blog molto seguito, tenuto da uno scienziato molto seguito, che a un certo punto ha semplicemente gettato la spugna. E ha scritto ai suoi lettori in tutta onestà che un blog, quando cresce, non è più sostenibile.
Perché è vero che quando hai un blog sei l’editore di te stesso, e dunque libero di scrivere quello che vuoi, ma è ancor più vero che sei l’unico a pagare il prezzo di questa libertà. Quando questo prezzo diventa troppo alto, il bilancio non torna più.
Però, a differenza di Massimo (nota: lui non c'è bisogno di dire che rockz, sarebbe lapalissiano) continua:
Io invece non sto chiudendo il mio blog.
Però anche lei:
So però bene che a proposito del blog, da qualche mese, vivo un momento di grande stanchezza.
Siccome non voglio copincollare tutto il post mi sa che vi conviene leggerlo di là, altamente raccomandato. Sia a chi si occupa di Racket & similia che chi non, per niente, tutt'altro.

Siccome so che avete letto il post di Silvia e siccome dice che non risponderà ai rompicoglioni il mio augurio di incoraggiamento glielo faccio di qua, chissà...

Coraggio Silvia!!!

Però i blog stanno vivendo un periodo critico. Mi sa che siamo nel mezzo di un cambio di era geologica webologica, quanti estinti!

Forse nasceranno altre cose, chissà...

E il Tamburo?
Io ci sono, per quello che posso. Anche perché ci sono 'mici di blog che altrimenti non avrei conosciuto e riperderei di vista.
E poi non posso passare ai nuovi media, sono vecchio, non ho lo smartphone e anche se ne acquisissi uno non riuscirei mai a digitare con i pollici (anche se li ho, opponibili, esattamente (credo) come come i giovani messaggiatori).

mercoledì 22 luglio 2015

Grave? forse è solo il caldo

qui: https://twitter.com/QuirinaleStampa/status/623055377400262656

Oggi questo: Samantha Cristoforetti incontra Mattarella e Renzi.

A qualcuno non è piaciuto, vassapere perché?
Cosa c'è che non va Gravità Zero? E pensare che si parla di cose collegate alla Stazione Spaziale dove la gravità della Terra si sente meno, anzi poco-poco, si possono fare cose che noi superficiali...

Cito Ferrari (no, non quella rossa del cavallino rampante, Marco):
Non è giornalismo, non è ascientifico, non è neppure salemme lemme o peggio langone.
Ma è del tutto sorprendente che un parere del genere venga da un sito che si proclama di divulgazione scientifica. E che spesso lo è davvero. Ma in questo caso, mi permetto di domandarmi, cui prodest?
E c'è anche un commento di quelli che vorrei aver scritto io (me):
a me sinceramente l'idea che qualcuno tiri fuori, oggi, Bellini e Cocciolone, basta e avanza.
E I DUE MARO', ALLORA??!!11??
Insomma nella migliore delle ipotesi Gravità Zero hai toppato! Capita, ammettilo e finisce lì. Dai!

Un tweet che mi piace; e se Rainmaker volesse far piovere qui --chissà, ma sono OT. 

lunedì 4 maggio 2015

EXPOsed - una segnalazione


Come tutti saprete ormai (avendone magari le palle piene) siamo in piena EXPO, roba da "nutrire il pianeta, energia per la vita" e l'altro ieri tra l'altro è successo che "oggi comincia il domani", mica balle!

Ma però...
Metti che invece di basta così volete sapere cosa c'è dentro, magari in previsione di farci un salto (dura 6 mesi e per il presidente chissà quale sarà la data se il domani è già venuto quatto giorni fa!) o anche perché no-non-ci-vado-assolutamente ho quello che fa per voi.

La Mautino, Beatrice. È una tostissima, davvero. E queste cose sono il suo pane, davvero. E ha appena iniziato un blog ad hog (lo so, lo so ma la rima) su Le Scienze. Ma vi dice tutto lei, qui: EXPOsed, l'Expo messa a nudo.

Perché l'EXPO ci consente di ripartire, prendi ieri, guarda qui che traffico:


domenica 12 aprile 2015

Bloggare è impegnativo


Ieri una chiacchierata con un baldo giovane che --chissà...
Recentemente abbiamo fatto qualcosa assieme, roba di 'puter, lui è giovane, va a scuola e può servire. Quando ci andavo io a scuola niente 'puter, cioè erano troppo grossi per metterli nella cartella e costosi da non dire. Si allora c'era la cartella mica lo zainetto. La cosa che assomigliava di più allo zaino era la cabasa, --chissà come si dice in 'taliano?-- ah, sì la gerla, questa qui:


OK, forse lo zaino c'era già per gli alpini ma era tutta un'altra cosa. Chissà se ci sono ancora gli alpini, con o senza zaino ma con il cappello con la penna, come da citazione no questa la racconto un altra volta, non fatemi perdere il filo che devo dire 'na roba difficile.
OK, stavo già per finire fuori tema --torno al dunque.
Io a GG (il nome prossimamente quando si farà un blog tutto suo), se ... perché ci sono un po' di considerazioni da valutare.

Per la scuola costruisci due tipi di elaborati.
Quelli scritti totalmente o quasi, ci possono essere anche delle figure ma conta il ragionamento sviluppato in forma di testo. Ai miei tempi si chiamavano ricerche oggi hanno altri nomi, tipo tesine, ma sono quelli. Si scrivono con un word processor che non necessariamente è M$ Word piratato. C'è LibreOffice che fa le stesse cose e non hai bisogno di andarlo a cercare ahumm-ahumm. Puoi usare le stesse fonti (i font, i tipi di carattere) di quello là ma se devi consegnare il documento in forma 'letronica ti conviene usare solo quelli normali, più comuni. Altrimenti come minimo ti salta l'impaginazione. Tutto sommato è un modo tranquillo. E se usi l'interlinea doppia e un carattere non piccolissimo viene anche un bel malloppetto.

Ma se ci sono tante immagini, come pr esempio nel nostro caso dove si parla di formule matematiche e di programmi di cui mettiamo le schermate si usa un programma completamente diverso. Quello che con M$ si chiama PowerPoint e con LibreOffice Impress anche se nessuno lo chiama mai così, come me che nessuno mi chiama mai Giovanni.
Sulle Presentazioni PP o Impress --è lo stesso-- il web è pieno di critiche. Tantissime. È il terzo argomento più comune, superato solo dalle foto di gattini e dalle notizie riguardanti gli sciikimiki. E tutti i saputi dicono che di solito le presentazioni sono pessime, anzi anche peggio.
In genere hanno ragione ma per la scuola è diverso: la presentazione per lo studente è un documento multimediale, che deve funzionare anche da sola, senza nessuno che parla mente scorre le slide.
Certo il tuo elaborato diventa molto più bello, controlli tutto, ogni schermata può essere costruita esattamente anche se i soliti criticoni parlano di maschere, frame e roba simile. Ci fai anche le transizioni, ci puoi mettere la musica e, volendo, anche i video.
Puoi anche stampare tutto. Insomma una fig meraviglia.

Io sono dell'idea che questa è un'idea sbagliata. La mia idea è di montare (mi dicono che si deve dire così) le immagini corredate dal testo in formato HTML, quello che vedi normalmente nel browser. Lo faccio quasi quotidianamente, sull'altro blog, quello noioso.
Viene meno bene, mi dice l'ottimo studente molto promettente con cui mi sto relazionando (in realtà ieri, adesso non c'è e non posso chiedergli alcune cose che vorrei), hai molto meno controlli e anche la stampa che va sempre a finire che il prof vuole la stampa, capita anche che non è tanto bravo con il 'puter, a volte.

Per contro in questo modo potresti metterlo online, ontehtoobz come si dice lollando (prof questo dopo la virgola non devi leggerlo) e resta visibile per tutti da tutto il mondo. E, senti che idea: tutte le tue tesine, ricerche, pensate, quelle cose lì insomma, possono essere raccolte in uno stesso posto: un blog insomma. Ma se sei di quell'idea lo devi progettare un pochino, adattare uno dei layout disponibili non è difficile. Ma dopo dovrai curarlo, scrivere qualcosa periodicamente, diciamo almeno una volta alla settimana.
Serve? chissà, forse sì, forse no. Io per esempio trovo la cosa molto divertente. Molto più divertente che interagire con Facebook e gli altri social-cosi dove fare un ragionamento un po' articolato non è facile, o almeno comune.

Ovviamente non puoi farlo con lo smartphone, quello al massimo lo puoi usare per i commenti, sperando che ne arrivino, o per controllare le visite, sperando che ce ne siano; almeno all'inizio niente, nèh, non farti illusioni.
Funziona? Non lo so, per esempio qui mi stanno spesso lasciando solo. Fortuna che le tavanate mi vengono facili, anche senza pensarci. Questa invece non è una di quelle. L'ho pensata su e ne abbiamo discusso ieri.

Scrivere questo post è stato difficile; questa è la quarta stesura e non è ancora come vorrei. Ma lo metto su lo stesso. E quando vedete "ieri" pensate a venerdì pomeriggio.

lunedì 9 febbraio 2015

CICADA 3301


Conoscete 61ll3s (Gilles)? Dovreste.

Anzi avete l'occasione buona, ecco qui un suo post su Ok, panico. Chi è che dice sempre "l'altro blog, quello noioso"? Ecco, sbagliato, ci sono post bellissimi, questo è uno di quelli, c'è un quiz, anzi una caccia al tesoro. E c'è la chiave per capire, risolvere il tutto.


Pronti? Via! Qui: CICADA 3301.

Buona caccia!

lunedì 6 ottobre 2014

Il bello del bloggare è anche questo

 Adesso vi metto giù un post di quelli che piacciono agli spi pissi strizzacervelli. Ma non sono matto, per niente nèh. E neanche me la prendo. Anzi va tutto bene. Molto bene.

Voi che non fate parte degli autori non potete vederlo ma se poteste vedreste che io (me) non sono poi così popolare, anzi, tutt'altro. È una cosa che ci sono abituato ormai, fin da quando realizzai che le ragazze preferivano sempre gli altri (adesso ragazze potreste anche dirmi il perché, tanto siamo in time-over, abbondantemente).

Tranne casi particolari in cui intervengono gli spammer è normale che i miei post vengono visti da un terzo o metà di quelli degli autori più sexy. E pensare che ce la metto tutta. Ma va bene. Va bene per il Tamburo, che rockz!

Qualche rimedio l'ho trovato localmente ma difficile da generalizzare. Prendi la rassegna settimanale Visto nel Web su OK, panico: è normalmente il post più visto. Forse perché diffondo notizie che interessano i linusiani e gli informatti come me? Forse non solo, c'è un mix (parola grossa, non so nemmeno se usata propriamente, ma fa fine, vero?) di immagini anche divertenti (sto sempre parlando di me e quelli come me, non generalizziamo, nèh!) e ultimamente anche i tweet più divertenti (sempre con le consideranioni delle parentesi qui sopra).

E pensa te --vengo al dunque (finalmente!)-- ieri mi vedo questo:

https://twitter.com/omisoc95/status/518854446294765569

Uh!
grazie a te @omisoc95! Ma è merito tuo, il cinguettio che ho segnalato è questo:

https://twitter.com/omisoc95/status/517237412427472896

Quello che dici è cosa buona, vera e giusta. Oggià. E anche se il blog è frequentato da linusiani Micro$oft e i micro$ofisti è bene tenerli d'occhio.


Il risultato: ecco i click generati da Visto nel Web - 151, non tutti, tagliato la coda, lunga ma noiosamente scontata. Oh! vengono visti tutti, qualcuno che fa un click dove si può fare c'è sempre (se volete vi parlo della coda lunga). E giustamente @omisoc95 si prende da solo il 24.5% di Twitter. Bravo!

Ecco, adesso che vi ho detto tutto potreste dirmi cos'è che non va nei miei post (ieri Dario ha fatto 86 + 30 + 87, io 27). Bravo Dario Serpico!
Ah, ragazze, anche voi, nèh, tempo scaduto ma mi farebbe piacere avere comunque la soluzione.

venerdì 20 giugno 2014

Social-cosi - quale usare


Una domanda, anzi una richiesta d'aiuto, disperatamente disperata, entro certi limiti.
L'occasione viene da un caso contingente ma vale anche in generale. E, per me, è importante sapere cosa ne pensate, come vi comportate, come dovrei comportarmi io secondo voi.

Nel web ci sono tanti social-cosi. Tanti ed è bello che sia così. Ma per ognuno di noi sono troppi. Che se li seguissi tutti non ti resterebbe più tempo per fare altro, anzi, dovresti chiedere aiuto a qualcuno che ti aiuti. Poi ci sono le barriere generazionali, culturali, gadgettali, linguistiche,  whatever.

Per dirne una, ormai mi sono abituato a "Dai! davvero non usi Whatsapp! Non ci posso credere!!!11!". Davvero, è davvero così, giurin-giuretta. E ho il cellulare (detesto la parola "telefonino", uso "telefono" o "smartphone" a seconda dei casi, quest'ultima sono in casi in cui possa esserci ambiguità). E il mio telefono era pheego una volta, tanto tempo fa (no, non quando Berta filava, era già in pensione).

Quindi quando parlo di social-cosi mi riferisco a quelli sensati, anzi mi limito a tre: blog, Facebook e Twitter.

Comincio con Twitter: ottimo per dire "ehi! guardate cosa c'è scritto là" o comunicazioni urgenti come "rave party da me questa sera costine alla brace, anche vegane, e birra per tutti, gratisss; portate tutte le vostre amiche". A dirla tutta l'ho sempre aperto. seguo 150 persone e sono seguito da altrettante. Niente di personale se non seguo chi posta troppo su cose personali, gattini e affini. Tento di leggere tutti i tweets, anche quelli che arrivano nelle ore notturne. Ma 140 caratteri sono pochini (ha ragione Michele Serra), da solo non basta.

I blog non sono più quelli di una volta. Sono stai dati per morti tante volte ma qualcuno resiste. Io ci credo. Vero che in genere durano poco, basati sul volontarismo e sugli interessi personali del blogger che variano con il tempo. Giustamente.
Una volta si commentava di più. E i commenti sono fondamentali, devo mica ricordarvelo, vero? Colpa di Facebook?

Facebook: tutti lo usano. Quasi tutti, a dire il vero. Per esempio c'è chi lo vieta ai suoi dipendenti. O se proprio vogliono farlo devono farlo di nascosto o comunque non dire mai niente dei mysteryousy segreti segretissimi del loro lavoro. Conosco peraltro un paio di amici (adesso anche amici di FB) che si sono convertiti (o arresi) da poco. Altri no.
Lì credo che il propblema sia tutto per come lo usi: i sono quelli che fanno collezione di amici --su Twitter si chiamano twitstar, su FB bimbiminkia--, quelli che postano gatti (ma non c'è Instagram apposta per quello, oltre che per il cibo, certo), quelli che portano avanti una battaglia di civiltà (i bio-amici e i cicappini, p.es.) e chi fa pagine dedicate a argomenti specifici. Per esempio la mia amica Jane Pancrazia con Humans Torino o il Popinga che ha trasferito lì qualcuna delle sue attività (ma finisce sempre che parlo di lui; non sono invidioso, non tanto comunque).


E vengo a noi. Cioè alla causa di questa tirata: Lubit. Lubit sta vivendo una fase efervescente della sua vita (lo dico o non lo dico? dai lo accenno "百花齐放", scusate ma in questi casi non resisto, davvero, è più forte di me) ma i vari interventi sono, secondo me, troppo dispersi, rischiano di perdersi. E pensare che ci sarebbe una pagina apposta, questa.

Vengo al dunque, domandae:
  • centralizziamo lì?
  • e per chi non segue Facebook cosa facciamo? diciamo all'amico the Freeman che deve iscriversi? chi incarichiamo di portargli l'ambasciata?
  • o invece usiamo uno dei blog che già ci sono, apposta per quello?
  • e (questa me l'aspetto e gioco d'anticipo) perché tu (nel senso di io, me) hai postato su questo blog?
Come tentativo di risposta per l'ultima domanda potrei accampare che forse, anzi quasi certamente, non è solo il caso di Lubit. O no?

lunedì 28 aprile 2014

Blog, commenti e troll


I commenti alle volte...
Metti che uno (me per esempio) finisce con mezza giornata d'anticipo le cose che deve preparare per gli appuntamenti presi. Voglio farvi vedere la previdenza di prenderne due nello stesso giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio perché si tratta pur sempre di trasferirsi a Torino, abbandonando temporaneamente quella che un tempo era la West Padagna (ma poi torno, nèh!). Poi non è che capita spesso ma a volte, vassapere (cit.), come questa volta.
E allora si prepara il post per domani (oggi per voi che leggete), tento di farne uno al giorno, di solito dopo pranzo come digestivo. Quindi questo l'ho scritto oggi (ieri) anche se voi lo leggete oggi (domani). Chiaro no? (in effetti mi sono un po' perso).

Allora i blog, però oggi non parlo di questo, gioco in trasferta. Prendiamone uno a caso dei migliori, per esempio quello del Bressanini. E l'ultimo post l'ho citato (combinassione? Giacobbo penserebbe di no) proprio ieri nei suggerimenti, questo: Mais OGM: un bigino per i neoministri.

E ho controllato e gli ultimi commenti (di adesso, cioè ieri) erano così belli che li copio (chissà se si può?).

 Alan 27 aprile 2014 alle 22:39

… ma è mai possibile Sig. Bressanini che nei suoi blog chiunque non la pensi come lei debba essere insultato in questa maniera dal branco dei suoi fans, quelli che la vorrebbero ministro dell’agricoltura, è una vecchia tecnica di caccia dei predatori della savana africana, si individua una preda, la si isola, la si attacca da tutte le parti per fiaccarla e alla fine arriva lei, il capo branco, per il colpo finale…”Si ora faccio pulizia. Questo blog non deve mica diventare il ricettacolo di chi ha problemi relazionali.” Questo gioco la diverte, o invece!!!

 Luca 27 aprile 2014 alle 23:08

@Alan

Il punto ė che se uno ha degli argomenti seri a sostegno delle sue tesi non viene attaccato da nessuno, al limite si discute…

Quando invece si vuole imporre le proprie ragioni “violente” come fanno i fan anti-OGM e senza uno straccio di prova scientifica a favore su di un Blog che tratta di Scienza, allora ecco ė li che nascono i problemi.

A Dario poi non Augurerei mai una sciagura simile …

 bacillus 28 aprile 2014 alle 08:13

Ma vedi com’è misero e miserabile il dibattito in questo paese? Quello che conta è solo e soltanto dare voce ad ogni opinione a prescindere dalle argomentazioni e dal metodo di confronto. Pertanto, anche se si ricorre alla menzogna, allo “straw man argument”, alla mistificazione, tutto va bene, basta avere un’opinione contro, che fa così tanto “democrazia”. Ed è così che per anni assistiamo a trasmissioni televisive come Ballarò, per dire, dove tutti dicono tutto ed il contrario di tutto in un confronto sterile, caotico, del tutto improduttivo. Ed è così che il paese resta immobile, avviandosi così inesorabilmente verso il declino.

E poi precisiamo una cosa: non siamo noi del “branco” a pensare come Bressanini: è lui che la pensa come noi. :-)

 Maria Pia 28 aprile 2014 alle 08:34

Bressanini, mi scusi, ma che cavolo di discussione è questa? Non trovo più alcuni commenti interessanti di persone contrarie agli OGM.

 Dario Bressanini 28 aprile 2014 alle 08:40

Maria Pia: questa non e’ una discussione tra favorevoli e contrari, qui si discute del topic che non e’ “Sei favorevole o contrario”. Se poi in una discussione intervengono i Troll e’ mio dovere eliminare i commenti che impediscono la fruizione del blog, specialmente se sono pieni di link a roba trita, ritrita e scientificamente ridicola come gli articoli di informazionexresistere, disinformazione o gli articoli di Seralini. Qui cerco di tenere il livello un po’ piu’ in alto di quanto normalmente si fa sul web.
Ribadisco che un blog NON e’ una democrazia, e’ una monarchia illuminata. Se vedo che si sorpassano certi limiti mi assumo la responsabilita’ di intervenire.

Dario Bressanini 28 aprile 2014 alle 08:42

ci sono cascato, Maria Pia e’ ancora una volta il Prof frustrato di Pollenzo. Adesso basta!


Ecco! Per adesso noi del Tamburo non possiamo (ancora) permetterci Troll che postano con nomi finti (psst: l'IP, non basta mettersi gli occhiali finti con i baffi, o, come in questo caso, cambiare sesso, cambia anche 'puter) ma chissà, forse un giorno ci arriveremo. Forse. Chissà. Io (me) ci conto, nèh!

Poi c'è questa cosa che proprio non riesco a metabolizzare: si possono sostenere cose diversamente vere e ricorrere a tutti i mezzi che si riesce a immaginare per sostenere una tesi che non sta in piedi.

Per esempio ecco un pezzettino di una pagina di uno dei mangimifici fornitori dei miei fratelli:


OK? No! Se leggete la composizione del mangime sul documento allegato alla consegna c'è scritto esattamente il contrario, soya e (a volte) mais sono OGM.
E non pensate che sia il solo. Solo che gli altri sono più astuti: mica si mettono su internet certe cose. "Chi siamo" (azienda familiare di onesti lavoratori che lavorano fino sodo com si deve), "Dove siamo" (la pianura cuneese, no), "I nostri prodotti" (intesi come mangimi per bovini, suini, pollame, conigli, ...). Ah! sempre conditi con "materie prime piemontesi" (o locali), "km 0", "lavorazione tradizionale".

E, sì, Pollenzo (città del Prof. e di Maria Pia) è nel cuneese, anche Carlin Petrini viene di lì.

Riguardo all'immagine iniziale, il pomerluzzo, ho un video divertentissimo del Beppe ma con 60 ragazzi morti dentro. Disponibile a richiesta.

Quand'è che diventiamo seri? E smettiamo di dire bugie.

martedì 15 aprile 2014

Al Salun, 2014

Cosa fate domenica pomeriggio? No, non questa che viene, quella del 11 maggio PV (mi sgridavano sempre quando non mettevo PV, era un incubo come Bruxelles (che però ho già raccontato tante volte, non vorrei sembrare ripetitivo)).

Se non avete  già preso impegni davvero decisamente indifferibili tenetevi liberi, e segnatevi (calendario in cucina, foglietto sul frigo, agenda, aiFon e/o quant'altro) che -- rullo di tamburi, pliz... No! non con quello, non vedete che è già rattoppato e poi chi lo aggiusta il banner?:


Se volete saperne di più ecco il link: Altramatematica: un modo nuovo, sagace e pop di parlare di numeri - Book to the future

Cioè, non so se non sia solo un sogno: tutti in un colpo, molto più numerosi dei tre moschettieri (quelli erano solo quattro (vero che d'Artagnan non era ancora un moschettiere propriamente detto ma comunque --OK, capito sono OT (al solito))).

Domenica 11 maggio ore 16:00 (4 del pomeriggio) nèh!

sabato 22 marzo 2014

Un riconoscimento al blog!

Il nostro collaboratore Enrico, dal suo blog Il Vento dell'Est , ci ha insignito di un premio.


Il Boomstick è un premio per soli vincenti, per di più orgogliosi di esserlo. Tutto qua.
(Una botta di autostima pazzesca, averlo ricevuto!)

Come si assegna il Boomstick? Non si assegna per meriti. I meriti non c’entrano, in queste storie. (cit.).
Si assegna per pretesti. O scuse, se preferite. In ciò essendo identico a tutti quei desolanti premi ufficiali che s’illudono di valere qualcosa.
 Il Boomstick Award possiede, quindi, il valore che voi attribuite a esso. Nulla di più, nulla di meno.  

Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:
  1. I premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore. 
  2. I post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione 
  3. I premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto.
  4. È vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come Egli (e per Egli intendo Hell) le ha concepite.

Ora, cosa pensiamo almeno Archie ed io di questo genere di "premi" a catena credo sia ben chiaro dai nostri antichi post: quello di Archibald e la mia risposta. 
Non so che ne pensi Juhan né gli altri collaboratori. Questo nuovo premio, come "aggravante"  rispetto a quello dell'epoca, "premia" ogni volta 7 blog anziché 5. Il calcolo è presto fatto, con l'aiuto di un foglio elettronico.

Diffusione
Non esistono dati affidabili sul numero dei blog esistenti, nonostante, soprattutto fra il 2006 e il 2007 (periodo d’oro per i blog), siano stati oggetto di numerose indagini commerciali.
...omissis...
A prova di ciò si può riportare il dato fornito da Splinder, la principale piattaforma blog fino a febbraio 2012, che il 9 luglio 2010 dichiarava di ospitare circa 475.000 blog.
(da Wikipedia)

Insomma, al ritmo attuale (da quando il premio è stato istituito il giorno 13 marzo, ho già contato 5 generazioni per arrivare a noi! in 7 giorni!)  la 15ª  generazione si dovrebbe raggiungere più o meno in   maggio... Anche immaginando realisticamente un buon numero di sovrapposizioni, credo che la somma dei premiati possa agevolmente comprendere anche il numero ipotetico di blog marziani, gioviani  o venusiani!

CIONONOSTANTE

Accettiamo commossi l'onorificenza e a nostra volta nominiamo (premiamo?) altri 7 blog, siccome siamo giovani scegliamo blog giovani, che devono | possono ancora crescere, anche perché i top N (N = numero che vi pare, tipo 10 o 100 o φeπe) (qui si vede la mano di Juhan)

Poiché il blog è collettivo e siamo ben più di sette, i blog vengono scelti dagli amministratori più anziani.
Incomincia Juhan
Dropsea - Elisabetta e Gianluigi riescono a fare più cose di quanto sia umanamente possibile immaginare.
Per esempio Gianluigi spaccia fumetti tra i fisici, gente che io credevo serissima sempre alle prese con bosoni spinosi da trattare con equazioni integrali triple carpiate.
La fumettista curiosa Patrizia mi assicura che Legs non ce l'ha con me, anche se mi guarda così.

Poi quelli segnalati da me
Per primo (il secondo blog in assoluto che io abbia seguito) letteredalucca di Lucia, la seguo fin da quando "trasmetteva" da Dresda, con le sue colorite descrizioni dei colleghi Krukki, ma già allora, ora ancor più, parlava di un mondo toscano che mi riporta alle mie origini.
scienzeedintorni di Aldo Piombino è un blogscientifico particolarmente incentrato sulla geologia, argomento che mi appassiona.
Non poteva mancare uno dei blog di Annarita, l'ottimo  Scientificando , vario ed interessante, di divulgazione scientifica comprensibile e quindi adatto anche a una zuccona come me...
Un altro argomento che mi ha sempre affascinato è la genetica, per cui suggerisco Science For Passion di Tania - sapete, a suo tempo studiavo Genetica, all'epoca ancora piuttosto rudimentale, e gli esercizi pratici proposti e risolti mi divertono molto.
Ma il divertimento puro  per me è rappresentato dai lapidari giochi di parole di BestiaCane, non "produce" a getto continuo come altri (per esempio lo stesso Juhan...) ma ve lo consiglio proprio...

Le regole continuano così:
Costoro possono a loro volta assegnare il premio ad altri 7 blogger, ma non arrogarsi la paternità del banner e del premio, quella è di Hell e gradisce molto essere citato nell'articolo (ovvero, non fate i cavernicoli, gente!).
L’assegnazione del premio deve rispettare le semplici regole sopra esposte. Qualora una di esse venga disattesa, il Boomstick Award sarà annullato d’ufficio e in sostituzione, verrà assegnato il:




lunedì 3 marzo 2014

Su Higgs & dintorni

Storia lunga oggi. Tutto parte, come spesso, da un pettegolezzo in rete su Slashdot: The Higgs Boson Re-Explained By the Mick Jagger of Physics.
D'oh! direbbe Homer, uh! dico io (me). Perché PHD non lo leggo sempre, parla dei dottorandi di Stanford (non solo di quelli credo, conosco un paio di indigeni che sono precisi identici a quelli là) ma io vivo qui in fondo a quella zona precedentemente nota come West Padagna (forse 2.0, ma forse no).
Comunque la dritta attizza, apro il post, leggo, mi piace, parecchio, anzi di più. Mi piace talmente tanto che devo dirlo a qualcuno. Idea: ci faccio un post sul Tamburo!
Ma prima ancora lo dico a Marco. Da intendersi come Marco Delmastro, è sempre disponibile, chissà... OK, ecco:


Siccome c'è già tanto stress in giro e non voglio aumentarlo ancora (pseudo-cit. a memoria, l'originale lo trovate sulla Guida) ecco subito la foto di cui parla Marco:


Notevole! Oltre al disegnino esplicativo così che riesco a capirlo pure io il prof. si presenta informale e spettinato (tornerò sull'argomento).


Ma, come nei romanzi d'appendice (io l'ho tolta da piccolo ma mi dicono che si deve dire così) facciamo un passo indietro che vi devo presentare Jorge Cham, originario di Panama, attualmente a Los Angeles. Notare la sua pettinatura, simile a quella di Eilam (ne parlerò ancora).

OK, abbiamo tutti gli elementi per andare a leggere il post, qui.

Davvero mi mancano le parole, leggetelo voi. Notare come vengono rappresentati i campi (fields) e le relative particelle. C'è il disegnino che avevamo visto sulla lavagna dell'immagine sopra. Nelle tre ore di viaggio in pullman (come si dice Sadem in ebraico? Google traduttore non lo sa) il prof. Gross ha spiegato tutto in dettaglio all'ex prof. Cham cui non resta che disegnarlo. E come finisce tutto ciò?


Uh! (d'ho!) da tenere sotto controllo, chissà se Jorge e Eilam fanno spesso quella tratta (lentissima a quanto pare, anche per gli standard Sadem).

Un po' di link:

A momenti dimenticavo
: Jorge e Eilam sono stati troppo tempo lontani dalle loro rispettive mamme; mai nessuno che dicesse loro "non esci se non ti pettini, sembri Calvin di Calvin & Hobbes!" o peggio ancora "taite sti cavèi!".

sabato 22 febbraio 2014

io9 - una roba che viene dal futuro


Non so se conoscete io9, un blog mooolto diverso dal Tamburo Riparato ma ugualmente bello (in modo completamente diverso, ovvio).
Uno potrebbe chiedersi: ma cosa vuol dire io9? Io personalmente (ho una certa età e da parecchio traffico con i 'puters) collegavo il nome a I/O che è il modo con cui IBM (la Microsoft di una volta) indicava le operazioni di lettura/scrittura (input/output). Il 9, pensavo, sarà il suo numero fortunato. Invece no!
io9s were marketed as cheap time machines in the 2070s. They were actually just low-grade input/output devices for the brain that tuned tachyon waves and gave users vivid images of possible futures. The things were so addictive, and drove so many people insane, that io9s were eventually outlawed. Today the word is just slang. io9ers are the early implanters who obsessively upgrade themselves with beta tech. People who tweak out on buggy brainware are sometimes said to have "gone io9." Science fiction writer Ken MacLeod has another term for io9ers. He calls them rapture fuckers.
Uh! c'è qualcosa che non torna diranno i lettori più attenti. No, è proprio così. Davvero. Oggià!
Ma allora, 'spetta 'n'attimino! c'è da rivedere una roba del passato (per il senso che questo può avere, ovviamente): ricordate il post Viaggiatori nel tempo?
Robert J. Nemiroff e Teresa Wilson avevano cercato, senza trovarli, viaggiatori nel tempo su Twitter. Ecco se avessero cercato meglio avrebbero trovato io9 e il loro papero sarebbe stato completamente diverso, molto più sexy.


Adesso che lo sapete sapete cosa fare. Ma continuate a frequentare il Tamburo, nèh!

lunedì 10 febbraio 2014

Roba da matematti


L'amico (del Web, solo sul Web purtroppo) Dioniso è un matematico. E affronta la cosa in modo leggero, à la Mozart. Sì è anche un musicista.
E sembra quasi tutto normale, si risolve la cosa quando suona la sveglia. Bravo Flavio Dioniso!


Ma se seguite i link (sempre seguire i link, vengono messi lì proprio per questo e sono la foza del Web) trovate MarkCC, amico del Web anche lui (in realtà ultimamente non lo seguo, troppe cose da fare) che è molto meno diplomatico. E parte dritto con la spiegazione da prof. quelli di una volta. E son dolori. E salta fuori che sì l'autore della bufala matematica è stato Brady Haran, the Numberphile ma chi l'ha propagata è stato Phil Plait, the Bad Astronomer, amico del Web che una volta seguivo assiduamente, adesso molto meno, troppa roba.


Insomma Phil ha peccato d'ingenuità, ha visto il video di Brady prima del caffé e si è detto "Uh! qui ci faccio un post!". Poi si è accorto, il bello dei commenti, ha fatto un aggiornamento, anzi due sul post e un altro post riparatore
I decided to write a follow-up post because I try to correct errors when I make them and shine more light on a problem if it needs it.
Il bello di Phil è che quando sbaglia è il primo ad ammetterlo, E anche quando tenta di giustificarsi lo fa in modo accettabile comprensibile (kwasy).

Una cosa ancora: leggere anche i commenti, da Mark ce ne sono che verrebbe voglia di farci un post per commentarli.
Un'altra cosa ancora: ma Mark, ora che ci penso rafforza la congettura del Juhan: i componenti di {Marco (e affini specie per i forestieri)} non sono mai banali (in senso matematico).

Ma questi 'mericani che s'intitolano il blog cattivo questo e quello, roba da mat!

mercoledì 22 gennaio 2014

Blog e/o G+


Una lista, poi le conclusioni (provvisorie).

Ian Bicking parla di Alan Kay: "We won't do something radical, we'll just adapt what we've got, doesn't that sound reasonable?" C'è un video di un'ora e 20 minuti, 7 commenti, insomma da vedere, specie per chi non sa chi è Alan. Nota: il video (non l'ho ancora visto tutto 1:20:00! è fatto bene, parlato chiaro, lo capisco anch'io).

Dora Chiabov è molto attiva su G+, e bravissimissima, ecco qui un suo contributo semiLOLLoso.

La nostra Annarita Ruberto ci racconta del Pangea breaking up and Continental Drift. Con link 226 +1, 87 shares e 53 commenti di tutti i tipi. Siccome ci legge aggiungo: bravissimissima! (al solito).

Famosissima L'Ultima Cena di Leonardo, eccone una reinterpretazione scientifica di Dave Buco (un pensionato 'mericano che in qualche modo diversamente mi assomiglia.

E adesso viene il bello: "After 10 years of blogging with conventional blogging sites and services, I abandoned that approach a year ago and started blogging on Google+" dice Mike Elgan. "Why? [...]" Ecco condiviso da Annarita (allora è recidiva!). E poi...

"C'è qualcuno che vuole talmente bene al mio vecchio da voler condividere con lui i segreti per far soldi in modo facile e veloce" di indovinate chi.


Ecco. Ha (ancora) senso bloggare?

martedì 14 gennaio 2014

Silvia Ziche

Io questae lae conosco!


Sto parlando sia di Silvia, la disegnatrice, che di Lucrezia, la disegnata.
Bravissime entrambe.
Silvia di cui potete carpire i dati personali nella bio sul suo blog me l'ha presentata Patrizia. Notare che Patrizia è altrettanto brava a disegnare ma i loro disegni non potrebbero essere più diversi. E dovendo scegliere la risposta può essere solo una: tutte due!

Una cosa in comune ce l'hanno, vediamo se indovinate, altrimenti la risposta a pagina 46.

Siccome di Patrizia ne ho già parlato (commenta anche qui sul Tamburo) oggi Silvia, anzi no Lucrezia.
Tutti conosciamo (credo) diverse Lucrezie, magari come unione di donne che Lucrezie lo sono solo per un tot percentuale (con tot < 100).
E siccome è un discorso al femminile le particolarità caratteriali attribuite a Lucrezia non possono essere bollate come discriminazione di genere (pensa te come mi è venuta! questa frase la salvo da qualche parte, potrà tornarmi utile).

Un assaggino, gli ultimi disegni:



Il resto lo trovate sul blog, da RSSare o bookmarkare mettere tra i preferiti prima di subito. O peggio per voi, non saprete quello che vi perderete.

Però, quelle (e quelli, oggi è super anche Boulet) che sanno disegnare; pensa che io invece sono (cioè dovrei essere) alle prese con le espressioni regolari.

venerdì 25 ottobre 2013

Non solo bosoni


Ieri sera Marco Delmastro ha parlato per un ora abbondante di scienza, di fisica, di tante cose. Purtroppo contemporaneamente su Rai1 c'era l'imbonitore con i Pakki e su Rai2 un rivale alle prese con concorrenti scemi uguale-uguale.
No, dai!, adesso non fraintendete: io non ci tenevo a guardare la tele, solo che a un certo punto sono dovuto finire in cucina e un pezzo me lo sono sorbito (5, la Liguria! Il dottore dice quarantamila).

Per chi se lo è perso (e dire che ve l'avevo detto) c'è la registrazione, adesso me la riguardo anch'io tutta anch'io.
Guardate com'è bravo, risponde a tutto, anche a come fa a fare tutto quello che fa.
E poi c'è una cosa che mi consola: lo sapete che ogni tanto mi dimentico i nomi e le parole, ecco è capitato anche a Marco. Vero che "geocentrico" non lo usi tutti i giorni, anzi molto raramente, sporadicamente, come, per dire, "filodendro".

Comunquemente, ecco il link: Sessione "domande e risposte", in diretta qui.

E, molto divertente: Tecnologia di punta.


venerdì 30 agosto 2013

Iban Barrenetxea

 Io sono davvero negato per il disegno. Peggio di quanto possiate immaginare. E poi ho fatto una scuola che a detta dei cugini architetti sembra fatta apposta per toglierti quelle tracce di buongusto che potresti avere; ma già la scelta dice che è molto improbabile.

In ogni caso, fatta questa debita premessa, devo confessare che la grafica mi ha sempre affascinato. Come la musica e anche lì non suono. Ho le mie piccole contraddizioni. Magari da vecchio m'iscrivo all'Università della Terza Età, sempre che non sia stata vittima della situazione economica. OPS! ora che ci penso sono già vecchio e iscrivibile. Chissà se forniscono loro gli acquerelli: avete presente Degas? Edgar Degaz. Penso di sì. Ma non è di lui che voglio parlare, oltretutto non ha nemmeno un blog suo.

No, oggi voglio dirvi che ho scoperto un illustratore di libri davvero fantastico: Iban Barrenetxea.
Iban è basco, spagnolo, non ho idea di come si pronunci in EusKanta, mi dicono che la X si pronuncia come SCI allora diventerebbe Iban Barrenetscea.

Parla castigliano, spagnolo, ahemm-mi-manca, ma non ha importanza, parlano i suoi disegni:

Il te di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Le fiabe di Perrault: Cappuccetto Rosso, il Gatto con gli Stivali, Barbablu. Bello il Lupo.

Brujarella, provo a indovinare: una streghetta (ich nicht spic and span).

In ogni caso il blog di Iban è questo:
click
Buona visione!

Aggiornamento: leggete il commento di Marco, link bellissimissimi.