domenica 20 novembre 2016

Sono Kon la Ka$ta


No, non sempre ma quando ci vuole ci vuole (cit.).
In questi tempi ci vuole, non per tutto ma localmente. Adesso mi spiego.


I fedeli di Appaddreppio dicono che aveva anche il dono della bilocazione. Cioè poteva essere contemporaneamente qui e là.
Il wannabe-Silvio (ma l'ex-cav era motlo più sexy; e aveva le olgettine) lo batte di molto (Appaddreppio): è omnipresente. Su tutte le tele, su tutti i giornali. Anche per la chiusura del Giubileo se non c'era lui mica si chiudeva. Oggià.

Ma torniamo al dunque, lì sopra il titolo di uno dei giornali intercambiabili. E l'accusa che il #Fuffaro ci rivolge: siete per la casta.
Sì, quando porta (non so se è dialettale, sta per quando occorre) sì. A parte il fatto che scriverei Ka$ta con la K come KoSSiga (e secondo voi l'Unicode sarebbe completo? ma fatemi il piacere!).

A proposito secondo me (imho, nèh) la Callas è sempre la migliore, guarda qui:


Dai non solo imho, vero?

Contro i pasticci del #Fuffaro e di Benigni il 4 dicembre vota NO! No ai pasticci.

venerdì 20 novembre 2015

Mercurio rosso


Io devo essere atipico. Per tante cose e ultimamente ho scoperto una mia atipicità ulteriore; adesso vi conto.

Da noi la tele è in cucina perché la cucina è tutta la zona giorno (come dicono i cugini architetti) o, detto in altri termini, comprende pranzo e soggiorno. E se la tele è accesa è sempre su RaiUno, anche quando c'è la pubblicità (vietato togliere l'audio). Se però c'è la partita si va sulla partita.
Adesso non so se conoscete RaiUno ma io vi dico cosa ne penso:
  • ci sono troppi preti;
  • ci sono troppi che sono come i preti;
  • si raccontano storie invece di dare notizie;
  • c'è troppo Renzi;
  • ci sono troppi che sono come i Renzi.
OK, potrei continuare ma poi va a finire che faccio come RaiUno.
Non tutte le tele sono sempre sintonizzate su RaiUno, spesso ci sono quelle di Silvio, anche perché ci sono le Jene, Striscia e tanti film belli (anche se mancano Don Matteo, Punta il Dito e i Pakki). Anche lì la pubblicità (ottima e abbondante, soprattutto abbondante) te la devi sorbire tutta.

FanKu Io non ci sto, non lo sopporto.
Ma tutto questo è solo una premessa, il post comincia adesso.
Ah! 'spetta: certe cose sono verità indiscutibili (dogmi):
  • Vannoni non lo lasciano lavorare;
  • gli OGM chissà cosa ci faranno;
  • quando c'era Lui (diversi lui, p.es. Bossi)...;
  • com'è la Luna?
  • Francesco.
C'è anche chi ha altri saperi da diffondere, il biologico, le diete (poi ci farò un post), l'omeopatia, la fusione fredda, ...

Oggi Slashdot, via Twitter, dice che anche l'ISIS ha qualcosa di simile, l'ossessione per il mercurio rosso, qui: ISIS's Hunt For a Bogus Superweapon.

Uh! per digerire posso leggermi tutta la notizia sul NYT! ☺. Cosa resa possibile dal Web, ai miei tempi (quando si stava meglio) te lo saresti sognato.
Però no, nope! ☹. Comincia a raccontare la storia del contrabbandiere Coccodrillo e prima di arrivare al dunque ambienta e il cursore della barra di scorrimento sulla destra mi dice che sarà lunga. Decisamente troppo. FanKu! non ce la faccio.


Per fortuna c'è Boing Boing: Why haven't ISIS obtained Red Mercury bomb-building material they're obsessed with? The answer's pretty funny.

Ecco. Secondo me il NYT è vecchio, il passato, roba che andava quando c'era lui. Oggi il mondo io sono per Boing Boing, che ha anche un nome che suona meglio ☺

sabato 29 agosto 2015

Difficile e stancante


Oggi uno sfogo per sfogarmi con il mondo intero (o almeno una parte rilevante, preponderante, dello stesso).
Siccome è solo uno sfogo mio personale e poi dico anche delle cose diverse dalle solite non leggetelo.
Se invece continuate sappiate che lo fate a vostro rischio e pericolo e rischiate di non farmi più 'mico o peggio. Nèh!

Ancora qui? OK, allora vado.

Questa mattina è iniziata peggio del solito. Appena sveglio e lavato e pisc (no, questo non lo dico, non è 'legante) mi faccio il solito caffè (nel senso che mi servo un bicchierone di caffè lungo fatto da nonna) e mentre comincio a sorseggiarlo (nel frattempo ho acceso il 'puter che sta boottando) arriva un rompisc contadino con il trattore e siccome è troppo presto sono io che devo aiutarlo ad attaccare il rimorchio, non prima di aver ingollato il caffè tutto in un sorso.
OK, si può fare, capita. Rientro in casa, mi preparo un altro caffè. Proprio allora arriva il baldo giovane che avrebbe dovuto aiutare il trattorista e trattorare anche lui. S'inkatsa Dice che l'altro è colpa sua che era troppo presto e che la giornata è lunga e che se non c'è lui e che... Insomma non la finisce più di lamentarsi, vado di là dal 'puter.

Lancio Firefox per la posta, Twitter, il RSS e mi va di traverso il caffè che stavo sorseggiando (sono multitasking). Perché trovo un amico --uno che stimo, rockz, assay-- che si lamenta.

Dice che avrebbe un lavoretto da fare ma che ci vuole tempo...
Dice di un suo conoscente che dopo la laurea non ha trovato un lavoro per quel che aveva studiato e fa l'insegnante e dice che la cosa più facile da studiare è economia e diritto (che non è quello che ha studiato lui).

 Ecco, a me viene da --mettiamola così-- fare qualche obiezione. Forse non dovrei, forse mi sto solo lamentando che tutti ma forse no. E poi ve l'avevo detto che questo è uno sfogo.

Intanto il lavoro: ci vuole il tempo che ci vuole e devi farlo come si deve; non perdere tempo a fare il pistino ma farlo bene. Non fare solo quello, un po' di ore al giorno (variano con il tipo di lavoro) ma farlo. È il lavoro, non sarà divertente ma è il lavoro.

 Poi lo studio: studiare --secondo me-- è più impegnativo che lavorare. Ovviamente dipende come studi. Non vale, secondo me, imparare la lezioncina a memoria per ripeterla alla prof e poi dimenticarla. No! (nope!!!) devi capire cosa vuol dire, fare gli esercizi; e se non vengono chiedersi e chiedere perché. E poi quando hai studiato e hai capito quello che hai studiato sai qualcosa in più ma solo di quello che hai studiato.
Diventi esperto di economia (basta con l'euro!, le quote latte!, fankulo l'Europa!) solo se hai fatto economia. Secondo me.
Qui devo aggiungere una cosa, non so bene perché ma mi sembra che suoni bene: Ro-do-tà, Ro-do-tà, Ro-do-tà-ta-ta-ttà!

Ah! l'insegnante: non è, non dev'essere, una soluzione di ripiego. Alcuni dei miei migliori amici sono insegnanti, per dire. E altri vorrebbero farlo da grandi. E anch'io, non sempre ma...

E non voglio sentire chi continua a lamentarsi a tempo pieno. Posso farlo solo io, come in questo post (ve l'ho detto che è uno sfogo?) ma poi passo a fare altro.


Non sempre quel che si fa è über-phantasikosissimissimo, anzi.
Ed è così anche se la tele dice il contrario. Secondo me.

martedì 7 luglio 2015

Un po' di frottole fan forse bene alla salute, ma il troppo stroppia!



Per lo più i miei "amici" di Facebook sono persone intelligenti e acculturate, ma in certi casi se ne nota la faziosità, anche contro ogni evidenza.
Oggi, con i commenti sulla faccenda della Grecia, alcuni (e altri che non sono miei amici ma i cui commenti leggo in vari post) si sono proprio scatenati.
Insomma, secondo tutta questa gente, i Greci (da sempre) sarebbero fannulloni, allegri sperperatori, tutti in pensione da giovani, mentre i loro governi, senza eccezione, sono stati e sono corrotti e incapaci.

A quest'ultima opinione non mi oppongo, so che almeno nel passato ci sono stati governi realmente tali.
L'evasione fiscale è stata tollerata e anzi agevolata proprio per quelli che avrebbero dovuto essere i maggiori contribuenti, ovvero i grandi armatori, cui è stata concessa in pratica l'esenzione fiscale.

Le spese di uno Stato (o di un Comune, una Regione) si basano proprio sulla contribuzione di ogni cittadino, in base alle proprie possibilità, attraverso le imposte: o c'è qualcuno che pensa che gli Enti pubblici creino denaro dal nulla? Se da un lato si vogliono una Sanità, un'Istruzione pubblica, trasporti e altre infrastrutture, occorre che ognuno contribuisca come può. Pertanto la lotta all'evasione fiscale dovrebbe essere il primo punto nell'agenda di qualunque governo, perché solo dopo aver assicurato le Entrate si può pensare, in un qualunque bilancio (anche quello della casalinga di Voghera) a determinare le Uscite, in base ai bisogni prioritari.

Tutti i governi che non ottemperano a questo primo dovere lo fanno evidentemente perché corrotti. Preferiscono cioè indebitarsi (no, indebitare lo Stato che governano e quindi tutti i cittadini) o tagliare le spese per lo stato sociale (il benessere in senso lato -quello che da Berlusconi in poi si chiama welfare) senza più fornire sufficientemente ai cittadini quanto previsto, a cambio di ottenere per i singoli governanti o alcuni di essi favori o denaro o prestigio o tutto ciò.
Come se la citata casalinga di Voghera, in cambio di un profumo o un gioiello, preferisse rinunciare a una buona fetta dello stipendio che le consegna il marito, a costo di portare in tavola solo minestra allungata o non pulire la casa per mancanza di detersivi...
Ma... stiamo parlando della Grecia o dell'Italia?

Per quanto riguarda le accuse di altro genere, vorrei ricordare che l'economia della Grecia si basa ora sul turismo e l'agricoltura, mentre l'industria di produzione e manufatturiera è andata nel secolo passato scemando.
Si sa, mentre da un lato l'agricoltura può anche non generare grandi rendite, portando quindi scarsa contribuzione all'Erario, dall'altro quella del turismo sfugge abbastanza facilmente ai controlli, essendo diluita soprattutto su numerosissimi piccoli contribuenti, i quali oltretutto si sentono moralmente giustificati nell'evasione, confrontandosi con i grossi capitali totalmente e legalmente esenti.
Inoltre i prezzi, nel turismo ellenico, vengono mantenuti piuttosto bassi (la ragione principale per molta gente per passare lì le vacanze, non a tutti interessano le bellezze del Partenone ecc.), questo comporta di conseguenza basse entrate relative.

Ma un controllo accurato e capillare (ora anche con l'aiuto dell'informatica) e un'opera di educazione civica, che faccia comprendere che senza Entrate non ci possono essere Uscite, da parte di un buon governo che iniziasse col dare il buon esempio mostrandosi tetragono alla corruzione e diminuendo fino ad eliminare i favoritismi delle esenzioni, potrebbe portare frutti in pochi decenni.

Però i greci sono fannulloni, lavorano poco... Be', sappiate che non è proprio così. Vi fidate di Forbes? (non è una pubblicazione del M5S o roba analoga).

Il grafico parla da sé, non aggiungo commenti.

Le baby pensioni? certo, sono un problema, che del resto anche la Grecia sta risolvendo con nuove leggi. Ma vorrei ricordare a tutti che in Italia, dove tanti strepitano contro i pensionati cinquantenni della Grecia, fino a pochi anni fa si poteva pensionarsi con l'Enpas a 35 anni o meno (con 15 anni di contributi) se donne e a 40 anni d'età o meno, se uomini, con 20 anni di contributi. Con l'Inps, nel settore privato, i limiti erano rispettivamente di 50 e 55 anni, sempre con 15 e 20 anni di contributi...
In entrambe le nazioni, si trattava di situazioni marginali, non quelle normali.



la Grecia appare come EL
Nota: le tabelle soprastanti sono tratte da un documento ufficiale della Comunità Europea (è alquanto sostanzioso, più di 400 pagine, se avete voglia di leggerlo scoprirete alcune sorprese).

Quindi, dov'è lo scandalo?
Ora la situazione è cambiata sia per l'Italia sia per la Grecia, informatevi!

da: Ilsole24ore del 21/5/2015
E poi, e poi...

"Sì, ma sono dei goderecci spensierati che spendono e spandono..."
Più degli italiani? quando vado in Italia vedo all'Esselunga nel reparto gastronomia cibi carissimi preconfezionati e molta gente che li compra (invece di cucinare), gente con indosso centinaia di euro solo di vestiti, non parliamo di smartphone, auto di lusso, SUV a profusione, ristoranti abbastanza cari. Infatti nei trasporti pubblici è sempre più frequente vedere immigrati piuttosto che italiani...

In quanto al debito della Grecia, ricordatevi come è nata la crisi mondiale del 2008 che tuttora ci sta soffocando: dalle banche!
Finora tutti gli "aiuti" sono stati dati non agli Stati o ai governi per sopperire agli obblighi istituzionali di cui parlavo sopra, bensì sono stati "girati" per la maggior parte alle banche per il loro salvataggio. Banche, vi ricordo, tutte private: perfino la Banca d'Italia è privata, così come le altre Banche Centrali nazionali.
Gli Stati ogni anno devono sborsare fior di interessi su questi "prestiti" (che pertanto difficilmente riusciranno a restituire, come ha dimostrato la Grecia), così come devono pagare commissioni sul denaro circolante, emesso dalla BCE. In pratica, da anni tutte le nazioni dell'Unione Europea stanno depauperando i loro cittadini (a proposito, è in arrivo in Italia l'ulteriore prelievo forzoso, già approvato) per foraggiare le banche che, guarda caso, sono sempre in deficit e occorre salvarle.

Visto che quel denaro non è stato usato per aiutare l'industria, né per migliorare il benessere sociale, né altro, dove sono andati a finire tutti quei miliardi? non avrà a che fare con il fatto che le banche, oltre ad accorparsi in banche sempre più grandi, stanno comprando le multinazionali tipo Nestlé ecc.? le quali a loro volta hanno comprato tutte le migliori industrie, dopo averle opportunamente messe in difficoltà finanziarie per poterle comprare per "un pezzo di pane"; ho notato, pochi anni fa, come hanno cercato di fare il giochetto con la Barilla, scatenando un boicottaggio con il trucco di trasformare in una montagna una (stupida, d'accordo) campagna pubblicitaria...
Qualche anno fa ho letto le previsioni di un analista politico (o economico, non ricordo). A suo dire, la prossima guerra mondiale sarà combattuta  per ottenere la supremazia, proprio tra potentissime banche rivali (usando come truppe quelle degli Stati o direttamente mercenari). Ha senso...









lunedì 18 maggio 2015

Poi non dite che non vi avevo avvisato!



Da qualche tempo sto cercando sottilmente di prevenire gli amici su una brutta "tegola" che sta per abbattersi sulle nostre teste.
Ho notato che pochi hanno letto un mio post  di qualche tempo fa, in cui esaminavo l'attuale situazione politico-economica mondiale. Le reazioni, a parte alcuni commenti scherzosi, sono state nulle.
Ritorno alla carica, perché nel frattempo la situazione è peggiorata, e mi sembra che pochi ancora se ne rendano conto: solo alcuni contati -sulle dita di una mano e avanzano- amici di Facebook ne parlano e postano articoli sull'argomento.

Uno degli amici che ne accenna è il prof. Francesco Erspamer "Perché l’euro, come il TTIP (non sapete cosa sia? informatevi, avrà molto più impatto sulla vostra vita del nome scelto come presidente della Repubblica), ha il solo scopo di imporre la globalizzazione e il libero mercato, ossia il regime delle grandi corporation, dei media e dei supermiliardari".

Eppure, ne va del futuro di tutti quelli che sono più giovani di me: in effetti, su di me e coetanei la situazione potrebbe avere poche ripercussioni, calcolo che il punto di non ritorno si avrà tra cinque-dieci anni, quando a me ne resteranno pochi (*) da vivere.

Riepilogando.
Checché ne pensino i miei amici Tamburisti e la maggior parte degli amici di Facebook, sebbene non esistano i “complotti” propriamente detti (tipo scie chimiche, per intenderci), esiste però una organizzazione, per chiamarla in qualche modo, che trascende le nazioni e i governi e che li manovra come marionette.

Si tratta del network delle grandi banche, in mano a pochissimi “gruppi” o “famiglie”, forse una dozzina in tutto il mondo. Avrete certo notato, se non siete stati in coma negli ultimi quarant'anni, che a poco a poco queste grandi banche hanno assorbito o eliminato tutte quelle piccole e medie che esistevano una volta.

Avrete anche notato che in periodi di crisi, come quella che stiamo vivendo grosso modo dal 2008, tutti gli Stati (a parte l'Islanda, che infatti sta uscendo dalla crisi) aiutano finanziariamente le banche, cioè le dirette responsabili di suddetta crisi.

Quanti di voi si saranno chiesti, come me, perché mai questi aiuti finanziari, che uscivano dalle tasche dei cittadini costretti a sacrifici e rinunce, non venissero dati come prestiti direttamente alle aziende di produzione (fabbriche, imprese di costruzione ecc.) perché potessero continuare a impiegare i lavoratori invece di doverli licenziare? È semplice: per accentrare sempre di più il potere economico su quelle poche banche, che il cittadino medio crede possedute dallo Stato in cui operano e che in realtà sono private, in mano appunto a quelle poche famiglie di cui parlavo. O credete forse che la Banca d'Italia appartenga allo Stato italiano e quindi in minima parte anche a ciascuno di voi?
Disilludetevi. Lo stesso vale per le Banche degli altri Stati. 

Non solo: gli Stati (voi ed io cioè) pagano parecchio per ottenere da queste Banche Centrali il denaro fisico che usiamo finora per gli scambi.

Tranquilli: il denaro fisico è destinato a sparire nel giro di pochissimi anni. Come sapete, già sono state poste limitazioni pesanti alla circolazione dello stesso: in alcune nazioni già non si può usare per pagamenti al di sopra di una certa cifra, variabile a seconda dello Stato ma abbastanza limitata; è fatto pertanto l'obbligo di pagare attraverso conti bancari (ma no? davvero? nuovamente le banche?) anche per chi non sappia proprio da che parte iniziare a chiedere un conto corrente.
Anche i versamenti su conto corrente sono monitorati e limitati: per esempio, qui in Spagna è schedato chi versi da 1.000 euro in su alla volta sul proprio conto corrente. Le banconote da 500 euro, dapprima demonizzate come legate alla malavita organizzata, sono ormai sparite dalla circolazione, come pure silenziosamente quelle da 200 euro.

Anzi, pochi giorni fa abbiamo letto un avviso in un centro commerciale che avvertiva che tali banconote non sarebbero state accettate. Ma anche quelle da 100 euro stanno sparendo, io personalmente non ne vedo più da almeno sei mesi, pur avendole richieste alla mia banca mi sono state negate con scuse ridicole.
Stiamo contando le settimane che passeranno prima che anche il ritiro del denaro per mezzo del bancomat venga ancor più limitato. Già ora occorre andare più volte, in giorni diversi, per accumulare sufficiente denaro per comprare in contanti, che so, un frigorifero o un buon computer...

Ovviamente, questo obbligo di pagare solo telematicamente comporta che le banche conoscano tutto sui nostri consumi, comprese le scelte. Già del resto siamo tutti controllati attraverso i nostri telefoni cellulari (non a caso per operare con una banca per internet è d'obbligo fornire il numero del proprio cellulare, cui perverrà l'SMS con il codice di sicurezza da inserire) da tempo con SIM nominativa (sempre per ragioni di sicurezza, eh!) e collegati in ogni momento a una rete che definisce con l'approssimazione al massimo di pochi chilometri la nostra ubicazione fisica. Anche navigando in internet (ogni computer è individuabile univocamente) facciamo conoscere i nostri gusti, sia che si tratti di una ricerca su Google sia che si scriva uno “stato” su Facebook. Ricordo che anni fa, all'epoca in cui sul Tamburo scrissi alcuni post sulle scarpe, tutti i giorni su Facebook mi venivano proposti negozi online di scarpe (di cui non mi importa nulla, detto per inciso).
Del resto, fra telecamere in ogni negozio e per strada e ora anche i droni, siamo controllati in ogni nostro movimento (anche in casa, per chi possiede una Smart TV), esattamente come previsto dal grande George Orwell.



Dicevo che le grandi banche hanno assorbito o eleminato quelle medie e piccole. Lo stesso è stato fatto con le imprese di produzione, che sono sempre più accentrate nelle cosiddette Multinazionali, che posseggono ormai (fatto salvo il piccolo artigianato) quasi tutta la produzione, dalle auto agli elettrodomestici, dall'alimentazione all'abbigliamento, dalla farmacologia a lla comunicazione, passando per tutti i comparti della produzione e della commercializzazione.

Indovinate? Queste grandi ma relativamente poco numerose Multinazionali a chi appartengono?  Già: per lo più alle grandi banche... non vi illudete, quando comperate le azioni di questa o quella industria, di questa o quella banca, siete solo una formichina tra una miriade, che porta diligentemente la sua briciola al grande formicaio che sempre continuerà ad appartenere per almeno il 51% ad un'unica formica regina titolare del diritto di decidere per tutto il formicaio (anche chi dovrà sacrificarsi per il “bene comune”).



E cosa hanno architettato le banche attraverso le loro multinazionali per asservire ancor più il pubblico?
Nientemeno che il TTIP (Transatlantic trade and investment partnership - Partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti), di cui recentemente il grande statista Renzi si è dichiarato sostenitore -e basterebbe questo per capire che è una fregatura solenne! 

Già dal 1994 gli USA hanno stretto, unitamente al Canada, un accordo economico, detto NAFTA (North American Free Trade Agreement) con il Messico. Bene, malgrado i trionfalistici proclami della stampa (lo sapete, vero, che praticamente tutta la stampa mondiale, insieme ai network televisivi, appartiene, guarda caso, alle banche di cui parlavo?), ogni tanto si alza qualche voce discordante , ad affermare che non è tutt'oro quel che riluce... e si chiede "Did NAFTA help Mexico?" 


Ora, si vorrebbe applicare all'Europa un trattato forse ancora peggiore se è possibile, che se da un lato
potrà portare grandi benefici agli USA dall'altro sicuramente affosserà l'economia già compromessa della zona europea (non dimentichiamolo mai, compromessa grazie alla crisi creata dalle grandi banche).
Per esempio, lo sapete che grazie al TTIP qualsiasi Multinazionale potrebbe far stravolgere di fatto le leggi nazionali  degli Stati aderenti, a proprio favore naturalmente? se per esempio l'Italia o la Spagna avessero una legge che proibisca l'uso di certe sostanze tossiche nei cibi, ecco che il produttore di tali sostanze, o il produttore che le utilizzasse, potrebbe far causa all'Italia o alla Spagna... e sicuramente vincerla! chiedendo risarcimenti miliardari per il danno economico subito... Ovviamente ciascuno stato aderente al TTIP si affretterà ad adeguare la propria normativa al diktat delle Multinazionali.

Anche i promessi vantaggi sull'occupazione dei cittadini europei sono opinabili, già ora vediamo come tante fiorenti industrie europee, una volta assorbite dalle Multinazionali, han proceduto a massicci licenziamenti e decentramenti della produzioni in Paesi più economici e più compiacenti dal punto di vista legislativo.
Vi invito a leggere alcuni articoli sul famigerato TTIP.

Poi alcuni commenti (ne ho trovati centinaia, simili a questi) :






Anche qualche video:




Non c'è da stupirsi che il grande pubblico ne sappia così poco:


Ma sì, Renzi dice che non dobbiamo lasciarci sfuggire l'occasione! brindiamoci sopra! con acqua, se potremo permettercela, dopo che le multinazionali -tipo Nestlé- avranno finito di comprare tutte le fonti: del resto, “l'acqua non è un diritto"!



Sì cari ragazzi, stiamo per diventare (parlo dell'Europa, non solo l'Italia) tante copie di Winston Smith: il romanzo 1984 ci ha messo un pochino di più del previsto ad avverarsi, ma l'ha fatto senza fretta e senza pausa, come si dice qui. “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”. Ho già avuto modo di vedere, negli ultimi 50 anni, parecchi "rifacimenti" della storia.

Ora scrollate pure le spalle, ridete dei questa vecchia pazza complottista e continuate pure a interessarvi di chi vince lo scudetto o presenta Sanremo o della polemica sugli OGM...

Nel frattempo si sta "cucinando" con altrettanto segreto  l'equivalente TPP  per i paesi che si affacciano sul Pacifico, con gli stessi inconvenienti del TTIP per "quasi" tutti i partecipanti...

dalla pagina www.ustr.gov





Sì, lo ammetto, provo una profonda antipatia per la Nazione che ospita molte di quelle poche famiglie che stanno diventando proprietarie del mondo intero e sta loro permettendoglielo e facilitandolo: si tratta di una nazione guerrafondaia, aggressiva, razzista, che sfrutta il terrorismo che essa stessa crea per sottomettere psicologicamente, economicamente e militarmente tutte le altre nazioni, mentendo spudoratamente e impunemente su tutti gli altri Stati che non si allineino ai suoi diktat.
Del resto, poco si poteva sperare dal suo popolo: le sue origini provengono in primis da quelle stirpi di militari sanguinari che hanno asservito e annichilato le popolazioni autoctone. A quelli si sono a poco a poco aggiunti i delinquenti europei in fuga dalla giustizia dei loro paesi d'origine, i fanatici religiosi anch'essi più o meno in fuga, e poi i trafficanti d'armi, i cercatori d'oro in senso lato (tra cui truffatori , biscazzieri e avventurieri), le prostitute al loro seguito ecc. ecc. 
Se il sangue non è acqua e se l'educazione forma l'individuo, cosa ci si poteva aspettare da un tale coacervo?
Sicuramente l'apporto di schiavi da altri continenti non è servito a diluire quel sangue e quella mentalità... anche perché un popolo così razzista e fanatico tende a mantenere almeno negli strati sociali di chi comanda la sua “purezza” WASP. A quanto pare neppure l'apporto di menti eccelse (gli scienziati per lo più europei che per un motivo o per l'altro hanno preferito o sono stati obbligati operare in quella Nazione) è servito ad elevare molto il livello mentale e culturale di un popolo che ha forse il più alto numero di sette, pseudoreligiose o no, dedito mediamente a propagare il creazionismo e altre leggende.
Ma la mia antipatia è suffragata dai fatti, a disposizione di chiunque voglia vederli.

(*) non sono abbastanza importante e influente, come non lo è questo blog, per pensare che quanto ho scritto qui me ne diminuisca il numero, semmai sappiate che vi ho voluto bene! ;-)



domenica 17 maggio 2015

Finiamola con le inesattezze!


Incomincio a essere stufa di leggere tanti travisamenti della realtà.
Un'amica di Facebook ha postato l'altro giorno queste parole


Ecco, c'è da dire che fondamentalmente quanto dice è almeno in parte inesatto..
Si vuol far credere che l'INPS sia in grave deficit esclusivamente a causa delle pensioni erogate ai dipendenti pubblici e delle cosiddette “baby pensioni”.
Non conosco, lo ammetto, la situazione dei dipendenti parastatali, comunali ecc., ma ricordo sufficientemente bene quale fosse la situazione degli statali.
Purtroppo per vari motivi non ho più la raccolta di normative che era il mio pane -del resto la normativapensionistica non era parte delle mie mansioni- posso solo affidarmi alla mia memoria.

All'epoca l'ente previdenziale nel settore statale era l'ENPAS. Offriva assistenza sanitaria (tramite rimborso parziale, tempo dopo, delle spese mediche e farmaceutiche certificate da documentazione: insomma, già si pagava il “ticket”).
Offriva anche prestiti agevolati, tramite il “piccolo prestito” senza particolari requisiti e la “cessione del quinto” per cause documentate (mutuo per la casa, spese universitarie dei figli, spese mediche non coperte e altro).
Ma il compito principale era previdenziale, ovvero il pagamento della pensione a fronte delle contribuzioni versate. Fino ad una certa epoca i conti dell'ENPAS sono sicuramente rimasti in attivo. 

Poi a quanto pare lo Stato ha iniziato a non versare più i contributi dovuti, benché iscritti in Bilancio.

Vedete, in ogni bilancio ci sono alcune voci che fanno parte delle cosiddette "partite di giro": sono cifre stanziate in entrata, provenienti da una fonte ben precisa (nel caso dei contributi previdenziali ed assistenziali provengono dalle ritenute sulla misura lorda degli stipendi dei dipendenti), mentre in uscita devono apparire le stesse identiche cifre, fino al centesimo, da destinare a un ben preciso scopo (nel caso delle ritenute assistenziali e previdenziali, devono essere versate agli Enti previdenziali, per i fini statutari).

Lo Stato invece a quanto pare versava solo la parte direttamente a carico del dipendente, mentre tratteneva la parte che non appare sul cedolino ma che per Legge avrebbe dovuto accantonare a monte del calcolo dello stipendio lordo.

Dove sono finiti i miliardi stanziati per questa voce delle partite di giro e mai trasferiti in uscita agli Enti previdenziali?

credo che le frecce indichino esattamente questo: i contributi versati che ritornano sotto forma di pensione


Intendiamoci, questo comportamento ogni tanto si è scoperto anche nei datori di lavoro privati, infatti è bene che ogni tanto il lavoratore dipendente controlli presso l'INPS la propria situazione contributiva, per non scoprire eventuali "buchi" contributivi quando è ormai troppo tardi anche per far ricorso. A volte anzi si è scoperto che perfino la parte a carico del dipendente, regolarmente ritenuta dal lordo dello stipendio, non era mai stata versata.

(Ora pare che il deficit portato in eredità all'INPS dall'INPDAP si sia colmato)

Nel settore privato esistevano l'INAM (per la Salute) e l'INPS a coprire queste previdenze.
Ora si grida tanto allo scandalo perché l'età pensionabile è stata portata per tutti a 67 anni circa: bene, quando esisteva ancora l'ENPAS e anche dopo, quando è stato sostituito dall'INPDAP, l'età anagrafica richiesta ai dipendenti statali per ottenere la pensione di vecchiaia era di 65 anni, per uomini e donne.
Nella stessa epoca per l'INPS era di 50 anni per le donne e di 55 per gli uomini, portata poi rispettivamente a 60 e 65. (non mi risultano sollevazioni popolari e scioperi per protestare contro questa sperequazione). Ora a poco a poco il divario si va colmando.



Un'altra differenza tra il settore pubblico e il privato era che l'età anagrafica per la pensione di vecchiaia dovesse essere raggiunta nel primo caso in costanza di servizio, mentre per il settore privato un dipendente poteva dimettersi, una volta raggiunto il numero voluto di anni di servizio, ed attendere l'età pensionabile per richiedere la prestazione. Nel caso del settore scuola inoltre il pensionamento poteva essere richiesto solo a fine anno scolastico (attualmente il 31 agosto).

Per la pensione di anzianità (cioè legata al numero di anni di contribuzione) l'ENPAS poi INPDAP richiedeva un minimo di contributi di 19 anni 6 mesi e 1 giorno che calcolati per eccesso figuravano come 20 (come nel settore privato), per le donne sposate o con figli c'era uno “sconto” di 5 anni (esattamente come per tutte le dipendenti nel settore privato) che portavano il requisito a 14 anni 6 mesi e 1 giorno.
Cioè in pratica, mentre nel settore privato il requisito per la pensione di vecchiaia era più favorevole, il requisito per la pensione d'anzianità era quasi identico nel settore pubblico e nel settore privato.
La grande, sostanziale, sperequativa differenza era che nel settore privato la pensione veniva erogata solo al raggiungimento dell'età anagrafica richiesta per la pensione di vecchiaia, mentre nel settore pubblico veniva erogata da subito: questo creò il fenomeno delle baby pensioni. Io stessa ho conosciuto donne andate in pensione nel 1982, con 10 anni 6 mesi e 1 giorno di lavoro effettivo + 4 anni di riscatto della laurea (all'epoca poche centinaia di lire al mese) e con età anagrafica di 35 anni... il calcolo della pensione fino a quell'anno comprendeva la percentuale relativa a 20 anni di lavoro per la voce stipendio e quasi l'intera somma per la voce IIS (indennità integrativa speciale, quella che nel settore privato venne chiamata “la contingenza”)! poiché quest'ultima voce nel settore pubblico faceva la parte del leone nello stipendio in busta, si può capire quanto fosse conveniente questo pre-pensionamento.
A partire da quell'anno però si aggiustò un po' questa ingiustizia, perché anche l'IIS nelle pensioni venne erogata in percentuale sugli anni di contribuzione.
A proposito del riscatto della laurea, voglio ricordare che nel settore pubblico, a differenza che nel settore privato, poteva essere riscattata solo se richiesta dal proprio profilo professionale: per esempio, alcuni miei colleghi collaboratori amministrativi, profilo per cui non è richiesta la laurea, non poterono accedere al riscatto della medesima, pur avendola conseguita.

Penserete che quanto sopra esposto dia ragione all'amica di cui sopra.

Be', non è così. In effetti già ben prima che l'INPDAP ex ENPAS confluisse nell'INPS quest'ultimo aveva deficit spaventosi, vere voragini, mentre l'Ente dei dipendenti pubblici era abbastanza in salute: infatti solo poche migliaia di dipendenti, soprattutto donne, hanno fruito di una baby pensione, mentre dall'altro lato conosco vari casi in cui i dipendenti pubblici hanno chiesto e ottenuto di permanere in servizio fino al conseguimento del numero massimo di anni di contributi (all'epoca 40), anche oltre il raggiungimento dell'età anagrafica per la pensione di vecchiaia (65 anni).

Inoltre nel settore pubblico non esisteva la figura della “cassa integrazione” cui tanto allegramente e disinvoltamente hanno attinto i datori di lavoro del settore privato (vengono subito alla mente Agnelli e De Benedetti, ma ce ne sono stati una miriade). Idem per quanto riguarda l'"indennità di disoccupazione".
Nel settore scuola pubblica, per esempio, ancora all'epoca delle mie dimissioni (1996) un insegnante, pur nominato su posto vacante, veniva retribuito e quindi contribuiva solo dal momento dell'effettiva nomina -in genere ottobre- fino alla fine delle lezioni -fine giugno comprendendo gli scrutini- mentre rimanevano scoperti ai fini retributivi e contributivi i mesi di luglio, agosto e settembre. A quanto mi dicevano, questi docenti precari non avevano accesso alla “indennità di disoccupazione" e ovviamente, non sapendo neppure se sarebbero stati riconfermati nell'anno scolastico successivo, non potevano rischiare di impegnarsi economicamente, per esempio per sposarsi o accendere un mutuo per la casa...

Bene, io credo (ma è confermato da più parti) che la voragine attuale nei conti dell'INPS sia dovuta, oltre che al mancato versamento da parte dello Stato delle quote contributive a suo carico,  da un
lato a questa “cassa integrazione” e le indennità di disoccupazione e dall'altro alle pensioni di falsa invalidità, così comuni almeno fino a quando ero in Italia.
Anche le “integrazioni al minimo” di tante pensioni nel settore autonomo sono sicuramente responsabili.

Ricordo, più di vent'anni fa, il nostro meccanico si lamentava di avere una pensione che gli bastava “solo per comprare le sigarette” (evidente esagerazione). Quello che solo accennava era il fatto che per tutti gli anni di lavoro aveva versato contribuzioni ridicole, di poche centinaia di lire mensili (a fronte per esempio delle svariate migliaia di lire mensili a carico dei lavoratori dipendenti): certo, il calcolo dei contributi veniva fatto sul reddito dichiarato ai fini IRPeF, e a quanto pare il tizio si era dimostrato abbastanza timido e reticente in queste dichiarazioni... Ma niente paura, riusciva lo stesso a vivere bene, non faceva che “bullarsi” della villa che aveva comprato in Kenia, completa di servitù locale!

Ricordo anche un esempio di un'altra pratica abbastanza diffusa, che sfociava anch'essa nella integrazione al minimo della pensione spettante: la moglie di un celebre allenatore di calcio, i cui figli frequentavano una palestra insieme ai miei, mi disse una volta che a suo tempo avrebbe avuto diritto ad una pensione, sia pur minima ma integrabile, pur non avendo lavorato un solo giorno in vita sua - neppure nella sua lussuosa casa-  perché tramite i genitori negozianti versava una ridicola somma mensile come contributo sul suo “lavoro dipendente” nel negozio. (esempi analoghi li ho
conosciuti con i “lavoratori” agricoli)

Insomma, continuare a gettare la colpa del deficit previdenziale sui dipendenti pubblici mi sembra perlomeno azzardato!



La mia esperienza personale.
Mi sono dimessa dal mio lavoro (che amavo e svolgevo con passione) per seguire mio marito all'estero. Non c'era possibilità per me di un trasferimento, per cui per qualche tempo ho valutato la possibilità di chiedere un'aspettativa temporanea per motivi di famiglia (senza assegni e senza contribuzione), ma mi son poi resa conto che si trattava di una scelta senza ritorno e ho rassegnato le dimissioni. All'epoca però (ho iniziato a lavorare fuori casa solo dopo cresciuti i figli) avevo maturato solo poco più di 18 anni di contributi, non bastanti quindi ai fini pensionistici con i requisiti che andavano crescendo di anno in anno più di quanto potessero crescere i miei contributi.
Ho pertanto chiesto e ottenuto che i contributi da me versati allo Stato attraverso l'ENPAS/INPDAP venissero riversati all'INPS. Ho quindi potuto chiedere di accedere ai versamenti volontari
per il raggiungimento del minimo contributivo (altra istituzione inesistente all'epoca nel settore pubblico) e una volta versato quanto dovuto e raggiunta l'età anagrafica di 60 anni ho ottenuto la mia pensione (piccola sì, ma giusta per i miei 20 anni di contributi).




P.S. Curiosamente, l'amica di cui ho pubblicato le parole è favorevole al “reddito minimo garantito”,
così simile alla “integrazione al minimo” di chi non ha praticamente versato contributi...




sabato 2 maggio 2015

Treni, tassì, facce, gente... parte 1ª

Orsù, è d'uopo che mi decida a scrivere il resoconto del mio viaggio in Italia, altrimenti Juhan giustamente si arrabbia per il mio lungo silenzio.

Il viaggio di andata è andato bene, come al solito. A Madrid ho ricevuto per tempo da Iberia  l'email che mi indicava il gate per il secondo volo, sui tabelloni appare molto tempo dopo.


Poi arrivata a Malpensa ho trovato tutto rivoluzionato, lavori dappertutto... Ho preso il mio bravo trenino, ho cambiato con un altro a Busto Arsizio FS (intanto sapevo con certezza che non avrei trovato un tassì a Busto, né l'una né l'altra stazione) e arrivata a Legnano ho preso uno dei due tassì in attesa.
Illusa, credevo che questo fosse normale, malgrado l'esperienza di due anni fa, quando alla medesima stazione  ho atteso invano più di un'ora un tassista, sotto un sole cocente,  e quando finalmente è arrivato mi ha spiegato che nessuno di loro vuole stare ad attendere al caldo, sotto il sole... e mi par giusto, pensa te dovessero accendere di tanto in tanto il motore per far funzionare l'aria condizionata, in fondo i potenziali passeggeri sono solo carne da macello, che si arrostiscano! nessuno del resto avrà sicuramente impegni pressanti, altrimenti andrebbe a piedi, no? invece di attendere un tassì...

Be', anche questa volta i tassisti italiani non si sono smentiti, è stata l'unica volta in quindici giorni che ho potuto fruire di questo "servizio pubblico", se si eccettua la corsa di ritorno verso l'aeroporto, prenotata il giorno prima a un tassista amico, che comunque ha chiesto di venire ben prima di quanto mi occorresse, perché poi aveva un impegno personale...
A volte mi chiedo cosa penserebbero questi solerti tassisti se, rivolgendosi ad un altro "servizio pubblico", per esempio il Pronto Soccorso di un ospedale, si trovassero in analoga situazione.

Vabbe', tassisti a parte, il soggiorno in Italia è andato abbastanza bene.

Certo, eccettuando qualche problemino con i treni.
Per esempio, da Bergamo a Legnano ho dovuto prendere non i due treni previsti con cambio a Pioltello, ma ben 4: infatti, salita sul secondo arrivato da Treviglio in perfetto orario, dopo dieci minuti d'attesa ci hanno informati che a causa di un guasto dovevamo scendere tutti  dall'S5 e prendere l'S6 -che fino a Rho ha le stesse fermate.  Abbiam dovuto tutti fare una bella corsa perché nel frattempo detto S6 stava per partire. Ho deciso di scendere alla stazione di Porta Garibaldi perché avrei avuto due opzioni di cambio: oltre all'S5 successivo a quello avariato, avrei potuto scegliere il regionale, più veloce, che però non ferma a Rho ma porta direttamente a Legnano. (è notevole il fatto che la logica contorta dei curatori dell'orario fa partire da PGaribaldi entrambi i treni -regionale ed S5- alla stessa identica ora! sarebbe così difficile sfalsarli di 10-15 minuti, offrendo così all'utenza più opzioni?) 
Be', non ci crederete ma anche questo quarto treno aveva problemi (o si trattava di una forma di "sciopero bianco"?), per cui è partito con vari minuti di ritardo. Come già detto, all'arrivo a Legnano nessuna traccia di tassì.
Il giorno prima ero andata a Genova, e anche allora nessuna traccia di tassì al mio ritorno. Idem due giorni prima, al mio ritorno da Padova (per non farla troppo lunga non parlo del tormentoso viaggio in treno...).

Ho notato che tutte indistintamente le stazioni (MIPG, MICentrale, GEBrignole, PD, BG), oltre all'aeroporto, erano sottosopra per  vari tipi di lavori.
Però devo ammettere che quando sono ripartita da Malpensa in apparenza era tutto a posto. Anzi, è molto migliorato il passaggio attraverso le barriere (niente coda a serpentina lunga più di mezz'ora...).

Ho avuto modo di notare alcune cose curiose: per esempio, dagli altoparlanti si annunciano le stazioni di "ERRE ACCA O" (qualcuno evidentemente pensa che Rho sia una sigla!), di Càssano d'Adda, di Lègnano... giuro!

Ma il mio soggiorno, per quanto abbastanza movimentato, non è stato tutto in viaggio.

sullo sfondo, Basilica del Santo


Per esempio, a Padova ho potuto visitare il rinnovato Orto Botanico, nella parte nuova dedicata alla biodiversità. La posizione dell'Orto Botanico, il più antico del mondo (1545), è fantastica, equidistante dalla Basilica del Santo (S. Antonio), quella di Santa Giustina e Prato della Valle.

Santa Giustina














Allego qualche foto, che però non basta a dare un'idea approssimata della bellezza del luogo.













una delle numerose presentazioni interattive
qui mi son sentita a casa...
Poi siamo andati a visitare la mostra temporanea  "Facce" , di cui mostro poche foto, non era né agevole né permesso fotografare.


ricostruzione della testa di Sant'Antonio



Qui sotto, uno "colorimetro" per determinare la "razza" partendo dal colore dei capelli. Noto a prima vista che manca il nero assoluto, diffuso per esempio in Estremo Oriente.




(fine della prima parte, seguirà)

venerdì 1 maggio 2015

Senza parole!


È parecchio che non posto niente, ma oggi proprio sono così indignato che bisogna che mi sfoghi.

Ma questa gente, dov'era negli anni scorsi, quando ci sarebbe stato da fare proteste per come si stava trattando il tema dell'Expo?
Dov'era innanzi tutto quando è stato deciso di farlo?
Dov'era mentre, negli anni, si dilapidavano soldi pubblici?
Dov'era anche semplicemente due mesi fa, il mese scorso, quando si è visto che la grave disorganizzazione, unita ai soliti intrallazzi, ci portava a fare una figuraccia con il resto del mondo?

Solo ora, a cose fatte, "protestano". O meglio, le solite bande di delinquenti trovano le solite scuse per atti vandalici... A che pro? e che c'entrano i proprietari di auto, negozi ecc.? (non parlo delle banche, quelle di riffa o di raffa c'entrano sempre).

Poi se qualcuno rimane ferito, diventa un martire...

Basta, me ne ritorno nel mio anonimato.




sabato 28 febbraio 2015

Tu quoque?


Trascrivo qui sotto la risposta che ho mandato oggi a mio figlio, che mi invitava a firmare questa petizione  (ma è mio figlio? non me l'avranno scambiato alla nascita in clinica?). Aggiungo solo i link e le immagini.


Ti dirò, ci credo molto poco a  questa presunta campagna da 200 milioni di euro, per almeno due motivi. Primo: tutta quella quantità di soldi non ci sono da spendere nella scuola. Secondo: in un parlamento come quello attuale la larga maggioranza sarebbe contraria a votare una legge di questo tipo. Un terzo motivo, forse quello determinante: la Chiesa lo proibirebbe, e sai quanto la Chiesa si ingerisca attivamente negli affari dello Stato italiano.
Noto che questa campagna tra l'altro "batte cassa" a suo favore.

Noto altresí che non hai letto la proposta di legge: io l'ho letta e mi pare che tenda soprattutto a eliminare la discriminazione esistente da sempre fra maschio e femmina...
O ti pare giusto che sia quasi obbligatorio che le femminucce vestano di rosa e abbiano tutta la loro cameretta in tinta e possano solo giocare con bambole e pentoline, mentre i maschietti devono essere vestiti di azzurro e giocare con fucilini e al massimo, va', con trenini e palloni? Ricordo che quando avevi poco più di un anno scegliesti come regalo in un negozio un bambolotto, non mi pare che l'averti accontentato ti abbia trasformato in un gay!!! e alle tue sorelle le bambole non sono mai piaciute, han sempre preferito le costruzioni Lego, le macchinine ecc.
Pensa che nella maggior parte delle famiglie attuali, soprattutto quelle che tanto piacciono a questa gente, si tende a scoraggiare nelle figlie una eventuale propensione per la scienza e la tecnica, perpetuando così l'educazione "a settori", tanto ingiusta!

Non mi sembra, comunque, che sia un male diffondere l'idea che anche due persone dello stesso sesso abbiano diritto a volersi bene: in passato ci sono state discriminazioni in proposito di tutti i tipi, dall'appartenenza a una famiglia nemica -ricordiamo Romeo e Giulietta- all'essere nativi di una città rivale o una nazione straniera, o all'etnia diversa, anche se di medesimo colore di pelle!
Ricordati, essere omosessuali non è una malattia ma una inclinazione innata, soffocando la quale si sono creati tanti infelici quando non dei martiri. E soprattutto non è contagioso!

Per quanto riguarda il problema dei figli di coppie omosessuali, mi sembra giustissimo che non vengano discriminati: ammesso che sia una colpa per due persone dello stesso sesso avere o adottare un bambino, che colpa ne avrebbe il figlio? discriminarlo sarebbe un delitto. (dov'è finita la tanto sbandierata "carità cristiana"?)
Inoltre, penso che finché non esisterà una patente obbligatoria per essere genitori, eliminando quindi a monte la nascita di almeno la metà dei bambini (nati a casaccio, magari perché la Chiesa proibisce l'uso di anticoncezionali), non c'è motivo di impedire a due persone di avere e allevare un bambino, siano o no genitori naturali (in molti casi di coppia femminile il figlio è nato da una delle due donne, in certi casi di coppia maschile il figlio è nato con l'apporto di uno dei due uomini,in quasi tutti i casi di bambini adottati da coppie eterosessuali il figlio non ha legami di sangue con i genitori).


Sì, perché un figlio voluto, al punto da superare tutti gli impedimenti anche burocratici, sarà sempre un figlio più felice di uno nato per caso.
Non si conoscono tuttora casi di bambini abusati da genitori omosessuali, mentre di maltrattati, violentati o perfino uccisi da genitori naturali ce n'è a bizzeffe.
Senza contare i casi, numerosi, in cui il bambino è figlio naturale di uno solo dei due genitori che per varie cause (vedovanza, divorzio...) convive o si è sposato con un partner diverso da quello con cui ha concepito il bambino: che garanzia si può avere che questo genitore surrogato accetti, ami e allevi correttamente questo figlio non suo e che non ha espressamente richiesto?

Per quanto invece riguarda gli spettacoli  di dubbio gusto, devo dire che in primis nessuno obbliga a guardarli... Certo, è discutibile che vengano spesi soldi pubblici per roba del genere, ma se si pensa a come (e quanto!) vengono sperperati i soldi pubblici in RAI o altrove...

Per farti capire quanto siano in malafede i promotori di questa campagna, nota che loro stessi citano
"la giustificazione e normalizzazione di quasi ogni comportamento sessuale.Tutto ciò, anche in altri paesi dove simili strategie educative sono datempo applicate, come in Inghilterra e Australia, ha già causato una sessualizzazione precoce della gioventù cheha portato ad un aumento degli abusi sessuali (anche tra giovani), alladipendenza dalla pornografia, all’attività sessuale prematura con connesso aumento di gravidanze e aborti già nella prima adolescenza, e all’aumento della pedofilia." 
Ora, è universalmente noto che, mentre da un lato la scarsa educazione sessuale unita a una repressione moraleggiante  porta a una curiosità insana che a sua volta sbocca in una sessualità prematura e "grazie" alla mancata conoscenza e diffusione di metodi anticoncettivi a gravidanze non volute e conseguenti aborti -mica solo in Inghilterra e Australia, anche in Italia e Spagna ecc.- dall'altro lato la diffusione della pornografia, sempre stata presente fin dall'antichità e fomentata negli ultimi decenni dai media a scopo commerciale, è dovuta principalmente alle generazioni che non hanno a suo tempo avuto un'educazione sessuale mentalmente aperta.
Anzi, sono proprio i popoli più integralisti dal punto di vista sessual-religioso quelli che tendono di più a "scatenarsi" non appena l'occasione lo consente. (non hai un'idea delle "cose turche"  per esempio che i "moralisti" statunitensi, così santi a casa loro, facevano non appena arrivavano in Europa, soprattutto Parigi, considerata da loro il covo di ogni depravazione).
Che dire poi dell'aumento della pedofilia? solo un'osservazione: i clericali hanno la faccia come il culo!


 dell’art. 14 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’UNICEF (“Gli Stati parte rispettano il diritto e il dovere dei genitori oppure, se del caso, dei tutori legali, di guidare il fanciullo nell’esercizio della libertà di pensiero, di coscienza e di religione”).
APPUNTO: libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Perché possano essere liberi di scegliere, occorre che conoscano le varie possibilità di scelta, mentre da parte clericale li si vorrebbe imbrigliare con un'educazione (imposta dal Vaticano ma pagata dallo Stato, forse per ben più di 200 milioni l'anno!) univoca e martellante, che faccia conoscere un unico pensiero, un'unica opzione di coscienza, un'unica religione! (già per me l'insegnamento a scuola di una qualsiasi religione è immorale, è il buttar via il tempo e le risorse, come ben sai sempre scarsi, penalizzando le materie veramente formative per inculcare invece la conoscenza di qualcosa che non ha più valore e dignità dell'astrologia, quella degli oroscopi)

Intendiamoci, sei libero di pensarla come credi e di firmare tutte le petizioni che vuoi, non ti ho mai imposto le mie opinioni o il mio pensiero (non)religioso. Ricordati però che la libertà che hai non la devi certo al tipo di gente che ti sta invitando a firmare.


Alla lettera che ho inviato aggiungo solo questa considerazione: nel 2006 non esisteva certo ancora neppure la proposta del matrimonio tra omosessuali e quella dell'adozione di figli da parte loro. Eppure il fenomeno del maltrattamento e l'abuso dei bambini era già diffuso e in aumento.


Fantomas? magari!!!



Ha ragione mio marito.

Non solo ci stanno rapinando e tartassando, prendendoci per i fondelli e rubandoci il futuro.

No, si limitassero a farlo con eleganza e savoir faire, da ladri in guanti bianchi, si potrebbe ancora sopportare.



Ma lo fanno in modo sciatto e plateale, goffo e buffonesco, ridicolizzandoci di fronte al mondo, senza neppure cercare di nascondere la loro strafottenza e  il totale disprezzo che hanno per noi.




(noi siamo noi e voi non siete nessuno  cit.)


Quousque tandem?