mercoledì 18 luglio 2012

LIBERA!!!

Ora è ufficiale, confermato:

ROSSELLA URRU È LIBERA!



Bentornata, Rossella!

venerdì 25 maggio 2012

Un fatto strano, ma neanche troppo.

Non so se v’è mai capitato, o per lo meno se v’è mai capitato di pensarci, ma proprio l’altro giorno mi sono resa conto che mi trovavo, mio malgrado, spettatrice delle vite altrui … mi spiego meglio:

tutti i giorni, per andare e tornare da lavoro percorro in auto la stessa strada (minuto più minuto meno sempre alla stessa ora) e  mi sono accorta che tutti i giorni incontro sempre le stesse persone; la vecchietta che esce con il suo cagnolino, la quale non sa che ormai sono quasi tre anni che involontariamente la “spio” e non sa neanche che quel cagnetto l’ho visto cucciolino, e che ormai è, si può dire, un cane adulto. Lei non lo sa, ma io quasi me l’aspetto d’incontrarla, e se per caso non la vedo mi pongo la domanda sul perché.


Poi ci sono i soliti tre/quattro amici(?) che si ritrovano al bar per l’aperitivo, sempre nel dehors estate ed inverno e sempre allo stesso tavolino: purtroppo passo in auto, come già detto, e quindi non faccio in tempo a notare se bevono anche sempre la stessa cosa.

Ci sono poi ancora i due fidanzatini (avranno al massimo sedici anni) che ormai da qualche mese siedono sempre sulla solita panchina o si salutano al solito semaforo.

Poi mi capita d’incontrare qualche automobilista che probabilmente fa spesso la stessa strada (per inciso la mia, almeno in parte) e che riconosco per qualche particolare sull’auto oppure per l’autoradio sparata a palla!!!

Pensandoci bene, ed è per questo che ho deciso di farci un post, sin da quando ero ragazzina mi accadeva questa cosa, anche se in maniera diversa perché nei casi che andrò a raccontarvi un minimo di contatto c’era…
Nel periodo scolastico per andare alle scuole superiori prendevo il bus che dal mio paesino mi portava alla città ed anche in quella situazione incontravo più o meno sempre le stesse persone, con la  differenza che, essendo uno spazio ristretto e sostando sopra il bus per almeno tre quarti d’ora,  era più facile accorgermi se qualcuno mancava all’appello e venire a conoscenza (ascoltando “involontariamente” i discorsi delle persone che conoscevano il tal dei tali in questione) del perché mancava, ma non solo, mi era anche più facile conoscere un po’ di più alcune persone piuttosto che altre, gira e rigira lo spazio era sempre il solito e facilmente mi ritrovavo seduta (se ero fortunata) o comunque in piedi  vicino sempre alla stessa gente ed alla fine, a lungo andare, senza neanche conoscere i propri nomi ti ritrovavi a salutarti o (e questo succedeva spessissimo a me) di essere svegliato quando era la tua fermata. Ed anche in questa situazione mi sono ritrovata spettatrice ed a volte per un minimo attrice della vita altrui, vedendo i cambiamenti o la crescita fisica della gente.

Per non parlare poi di quando portavo a spasso il mio cane, lì ovviamente incontravo sempre i soliti padroni di cani con i quali era molto più facile scambiare due parole, con alcuni di questi ho stretto una propria e vera amicizia o comunque un rapporto più stretto del solito “buongiorno/buonasera” e con altri invece sono rimasta solo ai saluti, con altri ancora neanche quelli  poi mi sono accorta col tempo che alcune di queste persone non le incontravo più e quindi anche li mi chiedevo il perché.

Mi sono resa conto che ogni situazione ripetitiva è un piccolo mondo a sé e che capita sovente di ritrovarmi ad incrociare (per modo di dire) le vite altrui senza che queste se ne rendano conto, e facilmente è una cosa che accade anche per le altre persone nei miei confronti, almeno credo.
Non so perché, ma mi sembra strano conoscere tutte queste persone ma in realtà non conoscerle affatto. Mi sembra strano incontrare queste persone perché magari abitano in zona e non potergli dire “hey ciao come stai? lo sai ti vedo tutti i giorni da 5 anni, ma non so nulla di te a parte ….il cane, il bar, il bus o qualunque sia il motivo per cui l’incontro”.
Probabilmente quel che per me è “strano” non è altro che la vita vissuta di tutti i giorni, insomma, è normale incontrare spesso alcune persone, ma non sono certa che tutti lo notino, in fondo io sono la prima ad essersene resa conto solamente dopo molto tempo….

giovedì 10 maggio 2012

Il Salone del Libro, Popinga, e il gatto nero di Keplero

Sabato 12 torno al Salone del Libro che torna puntuale (si spera) ogni anno a Torino. L'altro salone che fanno è quello del gusto e sono le uniche cose che i milanesi ci invidiano. E il Salone del Libro hanno anche tentato di fregarcelo e farlo loro. Dicono a Milano ci sono tante più case editrici e anche quella di Silvio & Marina (sarebbe Maria Elvira ma la chiamano Marina e a noi va bene).
I torinesi hanno risposto non se ne parla, se volete prendetevi la Giuve, vi diamo anche Andrea Agnelli e Luciano Moggi. Non hanno risposto.

Sabato all'appuntamento c'è Patrizia Mandanici e Massimo (amico nostro) e amici di Patrizia e credo anche altri. Anzi tanti altri, è sempre pieno che non ti dico.

L'anno scorso è stato eccezionale. Perché c'erano diverse persone che avevo visto sul Web ma mai dal vivo. Di alcune ho le foto (tra un attimo arrivano), altri solo il ricordo, come Enrico Bo e Claudio Pasqua. C'era anche Beatrice, non sono riuscito a fotografarla perché quando la vedo non capisco più niente: è magnetica, anzi mesmerica.

Kees Popinga, in arte Marco Fulvio Barozzi, presentava il suo libro Giovanni Keplero aveva un gatto nero, eccolo qui, vicino all'affascinante Maria Rosa Menzio che per l'occasione ha letto alcune poesie.


Nella foto si vede anche una basetta e poco altro di Mariano Tomatis, sì si vede solo quello ma, fidatevi, è lui.


Non poteva mancare il Signor Editore di Scienza Express Daniele Gouthier.

E adesso viene il bello, se siete invidiosi non andate avanti, ve lo dico subito perché... ecco:


E per chi ancora non ha il prezioso volume, piccolo fuori ma immenso dentro, ecco la trascrissiun di pagina 35, quella che d il titolo all'opera
Giovanni Keplero

Giovanni Keplero
aveva un gatto nero
che storceva le vibrisse
se sentiva cerchio e non ellisse.
Fate una cosa: cercate la Menzio sulla guida del telefono e fatevela leggere da lei (se volete ditele che ve l'ho detto io). È bravissima.
Se non la trovate provate con l'autore. Bravissimo pure lui.

domenica 22 aprile 2012

Pippi Calzelunghe


L'altro giorno su un blog amico si parlava di Heidi. Ecco un cartone che è nel cuore di tanti bambini, da sempre. Poi c'era anche il film: le figlie di mio fratello ce l'avevano su due cassette; la prima non si vedeva più e allora te la raccontavano prima di farti vedere la seconda. C'erano diversi interventi di teatro estemporaneo ed era molto più divertente della parte vista in TV.


Ma a me piaceva e piace molto i più Pippi. Ecco una cosa che dovrò fare quando sarò vecchio: vedermi tutte le puntate della serie televisiva della televisione svedese.


O potrei anche leggere il libro, sì perché il tutto è nato come trascrizione di una serie di racconti prima di nanna ed è stato pubblicato anche in italiano, se l'avessi saputo potevo leggerlo da ragazzo!


Perché Pippi la sa lunga, scardina tutte le convenzioni dei grandi, quelli che ti dicono:
"Non correre che sudi"
"Non fare questo e non fare quello"
"Cosa ti piacerebbe fare adesso?", "_________________", "No! non si può"
Ecco se ci fosse Pippi si riuscirebbe a farlo. Prima di subito.


Dai cercate su Wikipedia, c'è tutto quello che vorreste sapere.
Forse parla anche delle scarpe, interessanti almeno quanto quelle di Dorothy del Mago di Oz 


mercoledì 29 febbraio 2012

Liberate Rossella Urru!


Liberatela!!!




martedì 21 febbraio 2012

Dove sono?

Qualche giorno fa mettendo in bella un post sull'altro blog Ok, panico  mi è sorto il problema di attribuire uno script (piccolo programma per computer) al suo autore. C'è un piccolo problema: è una cosa che risale alla fine degli anni '70, inteso come millenovecentosettanta, dai non sono così vecchio!

 Di bello c'è che ci sono solo cinque indiziati. Dev'essere per forza stato uno di loro. E ho i nomi! (le persone anziane ricordano perfettamente le cose di una volta, dimenticano quelle di adesso; per esempio io ricordo ancora il numero di telefono della mia prima (o comunque una delle prime, adesso non ricordo) morosa; OK, non serve più perché il numero è cambiato e lei non abita più lì, è cambiata anche lei e ha cambiato nome un paio di volte. Ma sto divagando.


Allora, la ricerca di questi cinque: due so dove trovarli ma non ho il coraggio di disturbare professori del Poli(tecnico di Torino) ormai anziani e chissà se si ricordano di me. Però ho cercato i loro nomi con Facebook, niente mentre con Google risultano migliaia di hit e i primi almeno sono OK, oltre al Poli hanno altre attività / interessi.

Un altro ha il nome troppo comune non c'è su Facebook (strano nessuno con quel cognome, ho controllato, a Torino la guida del telefono ne riporta diversi) e con Google trovo ononimi che si occupano di svariate cose ma tutte sbagliate, perso.

Il quarto (e secondo me l'indiziato n. 1) non lo vedo da una quindicina d'anni, sapevo che aveva cambiato società ma non dov'era finito. Trovato con una società tutta sua, fuori Torino. Mi sembra anche lui incontattabile.

Con il quinto, più sul commerciale, avevo lavorato parecchio, ci sarebbero storie da raccontare davvero interessanti, chissà? OK, ha ancora la stessa società di vent'anni fa ma è cresciuta parecchio: trecento dipendenti / collaboratori sparsi per il mondo! E il sito web è fatto davvero bene e in chi siamo c'è la sua faccia, seria ma non seriosa, ha la cravatta ma non la giacca e --sì-- è un pochino invecchiato. E tu pensa il logo della società è molto simile a quello di allora!


OK! non saprò mai chi è l'autore dello script, d'altronde non è così importante: prendi l'Iliade e l'Odissea vengono entrambe attribuite a Omero ma in realtà sappiamo che sono di autori diversi (anche se potrebbero entrambi essersi chiamati Omero, ma è improbabile).

Non è la prima volta che cerco qualcuno nel Web, con risultati vari: a settembre un mio amico cercava un ex-studente che avevo aiutato a fare la tesi (come il CD con la bozza della tesi sia finita lì non lo so), non siamo riusciti a trovare cose sensate (sono passati 8 anni) tranne un curriculum "europeo" non aggiornato (si vede che ha trovato lavoro e non gli serve) e un abstract della tesi, in cui non vengo citato!

Di un altro, un informatico molto bravo, nessuna traccia, strano perché sono in contatto con gente che è in contatto con lui, saprei dove trovarlo.

Poi c'è il caso di uno che ho trovato cercando altro.

Per una controprova ho cercato su Facebook un paio di amici ex-colleghi che lavorano al Poli: da lì navigando tra i loro amici e amici degli amici ne ho trovata un'infinità, anche gente che non ricordavo il nome ma sono loro. E spersi per i quattro angoli della Terra! Solo io sono tornato a Piubès :(




venerdì 27 gennaio 2012

Le etichette stanno finendo

"Come le dicevo al telefono le etichette stanno finendo, massimo tre-quattro giorni e non ne abbiamo più".
"Siamo qui per questo..."
"Però vorrei cambiare 'na frisa, quella vecchia --non che non vadi bene-- ma un po' mi ha stufato. Ho fatto un disegno di come dovrebbe venire, ha presente Vetril?"
"Bene ragioniere, anzi abbiamo una grafica nuova, bravissima, adesso glie la presento".
Urlando: "Siiimooo!!!"

"Ecco, hai presente Vetril? Una cosa così, che dia l'idea della pulizia e lucentezza, fatta come si deve, scrivi 1000 ml invece di 1 l che viene meglio, metti la E europea che ci vuole, dobbiamo stamparla entro domani"

Simo è coscienziosa e ha ancora il cristallo che a scuola era piaciuto tanto, e sa fare i riflessi, ...
"No questo non riusciamo a stamparlo, riempi gli spazi vuoti, scrivi grosso il nome, tutto maiuscolo, ammoniaca in piccolo, sai puzza..."

"Togli questi riflessi che vengono male, con il blu è il giallo che risalta bene..."

"Metti un cerchio giallo con dentro il logo, lo so che è quello che è ma è quello"

"Le scritte grandi in giallo, con il contorno rosso-arancione..."

Simo ha trovato lavoro da un'altra parte, continua a fare la grafica ma diversamente.

Tutto è bene quel che finisce bene.
No! mi diceva l'altro giorno suo padre: "Con il fidanzato nuovo si sono lasciati"



lunedì 21 novembre 2011

OdG: varie & eventuali

Ci sarebbero tante cose da dire ma ogni tanto una pausa introvertizia: parliamo del blog. La notizia è che si è decisa la costituzione di una nuova rubrica che comparirà periodicamente, senza periodicità fissa, quando necessario, quando ci sarà qualcosa da metterci dentro. Si chiamerà, anzi ecco il suo debutto

Dicono di noi

Popinga è per noi un personaggio importante, fondamentale. Io il mio primo post l'ho pubblicato sul suo blog, Bruna l'ho conosciuta lì; sempre lì ho conosciuto tante persone interessanti, blogganti e no (per adesso, in futuro chissà). E guardate cosa dice il Pop:


E non è il solo. Avete presente la Maestra Rosalba, quella che tutti vorrebbero come maestra, io la metto pari merito con la Maestra Giovanna, la mia maestra di quando andavo alle lementari. Ecco cosa dice la Maestra:


Ragazzi! (e ragazze, ovviamente). Ci sarebbe da montarsi la testa ma no, non noi, andremo avanti sempre per migliorarci :P

Inoltre, altra rubrica periodica senza periodicità fissa

Visto On teh Toobz (quest'espressione non so se Bruna me la passa, il titolo potrebbe cambiare)

Su Google+ (d'ora in poi G+) visto che Giuseppe Deliso ha scoperto il blog e gli è piaciuto, ci ha condiviso. Ecco lui è interessante (se non fosse per via della censura di Bruna direi Phygo). Cercatelo su G+. Un jazz-chitarrista di Torino (spero non faccia il tifo per la Giuve, ma anche fosse). E sulla pagina di Giuseppe ho trovato anche questa condivisione


che oltre a tutti gli altri meriti che scoprirete ha il banner più bello che c'è. Bello come quello del Tamburo Riparato, anzi forse na frisa 'd pì.

sabato 29 ottobre 2011

Largo ai giovani - seconda parte

Il tempo passa e noi stiamo invecchiando. Tutti quanti. No non voglio continuare il rant con lo stesso titolo, oggi qualcosa di completamente differente. E positivo, bello e commendevole.


Sembra ieri che io e Vito frequentavamo il Poli! Quanti esami abbiamo preparato e dato insieme. E ci siamo laureati quasi insieme, lui tre mesi prima, io ero incasinato con la tesi. Una cosa non gli perdonerò mai: mi ha fatto spostare Geotecnica e Fondazioni al quarto anno quando il piano di studi standard lo poneva al quinto. OK, passato senza problemi ma è stato un semestre di fuoco. E se aspettavamo un anno l'esame sarebbe stato sdoppiato e avrebbe contato doppio. Se poi avessimo tirato per le lunghe a Geotecnica si sarebbe aggiunto Fondazioni speciali, sempre sulle stesse robe. E quegli esami erano tenuti da chi dopo avrebbe raddrizzatostabilizzato la Torre di Pisa!


OK! sto divagando, sapete noi vecchi, l'Alzheimer... dov'ero rimasto?
Ah, sì! Vito. Poi Vito si è sposato con Gabriella che l'ha raggiunto a Altamura, regina della Murgia. E poi è nato Gigi. E poi Gigi è cresciuto e è venuto al Poli, abitava dai nonni.
Ogni tanto ci vedevamo, tutti quanti. Poi Gigi si è laureato, è diventato l'arch. Percoco e si è dato da fare. Prima a Londra, poi a Firenze e comunque posti fuorimano, qui non si vedeva più.

Fino all'altro giorno. Gabriella e Vito sono sempre uguali, Pierluigi (adesso si deve chiamare così) è ancora cresciuto, e c'è anche Alessia, architetto pure lei (lo sapete vero che gli architetti devono accoppiarsi solo fra di loro, fa parte della loro deontologia).


Hanno due studi, uno a Prato e uno a Altamura (con Vito et al.). Ecco, una cosa che loro hanno avuto e noi vecchi no è la possibilità di fare esperienza all'estero, non solo limitati alla Padagna e al resto dell'Italia. Tempi diversi, fortunati loro!

Per vedere quanto sono bravi fate un salto sul loro sito web, qui, http://www.bettazzipercoco.com, dite che vi mando io.



Naturalmente ci sono tanti altri giovani promettenti. Avete presente la maestra Rosalba vero? Una delle migliori maestre, a me ricorda la mia maestra Giovanna. Ecco la maestra Rosalba ha una figlia ugualmente promettente, Eleonora. Grazie a lei adesso so cos'è la tendenza camp.

sabato 15 ottobre 2011

Woz - l'altro Steve

Io collaboro a ben due (*2*) blog! C'è OK panico che di solito è un blog serioso contiene insalate di cibernetica e poi c'è il Tamburo Riparato ancora nuovo ma già rinnovato dove c'è tutto il resto. In realtà conto molto sui coautori per la qualità dei contenuti dei blog e sulla loro pazienza a sopportarmi. Purtuttavia a volte mi scappa. Come in questo caso. E questo post dove lo metto? Parla di un genietto dell'informatica ma non nel modo che i geek di OK panico si aspetterebbero. D'altronde non so se l'argomento piaccia ai lettori del Tamburo. E allora sapete cosa faccio? Lo posto in entrambi i blog, sperando che nessuno si accorga del duplicato.

La Mela Morsicata è riuscita ancora una volta a far parlare di sè il mondo intero. Per la gioia di fanboy. Per precauzione non apro il sito di Repubblica, quelli sono ancora più cotti dei più rintronati tra i fanboy.



Il fatto è che Woz una volta era una persona da ammirare: è stato lui che nel famoso garage... Ma se fosse stato per lui sarebbe ancora in un garage (quello o un altro). Ma mi sarebbe più simpatico --se lo conoscessi, certo non saprei chi è questo Steve Wozniak (anche l'editor me lo sottolinea come errore!).

Meno male che c'è Silvio! No non il Nano Egocentrico, Silvio Gulizia. Giornalista al passo con i tempi e infaticabile blogger. Che ci racconta tuto qui: In coda per l'iPhone anche Wozniak: spiegazione di un mistero [video].

Riporta il link a TechCrunch ma il post da leggere è il suo.

E per quanto riguarda Woz? Già in passato aveva partecipato a operazioni pubblicitarie mascherate scarsamente condivisibili. Ne ha bisogno? O è anche lui dell'idea "purchè se ne parli..."? A me piace un po' meno.

Certo poi ci sono anche altri, ancora meno giustificabili eticamente. Capita tutti i giorni, in tutto il mondo. Noi poi siamo speciali.

OK, torno alla programmazione, mi sono sfogato, mi è passata. E poi è anche festa.

giovedì 6 ottobre 2011

Steve

Non ha inventato niente, a parte il mondo come lo viviamo oggi.
Io che ho una certa età mi ricordo il suo primo computer, l'Apple 2 --si scrive Apple ][.
Costava troppo caro e allora si usavano i compatibili. Cioè ti compravi una scheda compatibile, un monitor, un alimentatore, una tastiera e uno o due lettori per floppy.
Ti facevi una scatola di legno (con il traforo, si usa ancora?) e ci mettevi dentro scheda, lettore e alimentatore. Io conosco gente che se l'era portato al Poli, davvero (se pagate bene potrei anche fare i nomi, oggi sono prof.).
Poi il Mac e la serie infinita degli iQualcosa.

Un organizzatore carismatico, come Edison,  T.J.Watson, Gates, Wojtyla.

Uno simile in Italia: Silvio Berlusconi.
In Padania: il senatur Umberto Bossi.

lunedì 3 ottobre 2011

Un saluto.

Non lo conoscevo né lo conosco ora, solo ero una lettrice, una delle tante, del suo blog.

Il suo ultimo post, quello di oggi, mi ha fatto piangere. È sempre molto triste l'addio definitivo a qualcuno, e ancor più quando quel qualcuno è giovane. Ci si sente impotenti dinanzi a tanto dolore.
Posso solo dire:
addio, M.
un abbraccio, m.f

venerdì 2 settembre 2011

Dépasser les frontières

Mi scuserà Marco Delmastro per aver copiato pari pari il titolo dell'ultimo suo post sul blog http://www.borborigmi.org/, ma del resto è anche il motto del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique), prestigioso Ente pubblico francese.
Volevo anch'io, da profana di scienze qual sono, felicitarmi * congratularmi con lui per aver vinto il concorso per un posto permanente di ricercatore presso quell'Ente. Purtroppo, andare a lavorare all'estero è l'unica possibilità che si presenta alle nostre migliori menti!  
Auguri, Marco!

* a volte non  mi rendo conto se la parola che sto usando è italiana o una adattazione dello spagnolo! scusate...

[Posso inserirmi nel post di Bruna? OK, grazie]


Beh, Annecy non è troppo distante da Genève, si parla sempre français --attenzione agli accenti--, c'è il lago anche lì e credo che Marco riuscirà a fare tutto, bene come al solito.
No perché da un punto di vista puramente mio personale è importante pure il blog. E non solo per la caccia a Higgs, il nostro (ahemm...) sa rendere chiare anche le cose non proprio banali. Se le capisce Oliver devo capirle anch'io :P

Io ci vedo un unico problema: guardate la cartina (presa da Google Maps), sulla sinistra c'è l'A404: ma c'è veramente? Se abbiamo trovato questo possiamo (loro possono) trovare Higgs e altro. Sicuro =D>

domenica 14 agosto 2011

Ancora sulla festa

La mamma aiuta a spegnere la candelina
Adesso anche nonna Maria
Barbara, Francesca, Elena, mamma e Laura
Francesca, Barbara, mamma e Elena, tutte sotto il mio striscione

sabato 13 agosto 2011

La festa di compleanno

Oggi grande festa di compleanno.
C'erano tutti; e per chi non c'era si replica domani.


Ecco Titin - Timothy con mamma Valeria

Tanti auguri Timothy

13 agosto 2011 - un anno intero!




Tanti auguri Timothy!

domenica 7 agosto 2011

Caffè a colazione

Alle volte sono proprio borgnio (cieco)! Chissà da quanto tempo c'è il link sulla pagina dei segni di Patrizia e si è anche presentata qua e ne hanno parlato anche altri ma solo oggi ho visto quant'è brava!


Laura Scarpa


Belli i suoi riferimenti libreschi ma incantevoli i suoi acquerelli

Uh! questo va bene per augurare buone ferie!

venerdì 5 agosto 2011

Ben Heine

Ben Heine è un versatile artista belga, ha anche un blog.

Dove trovate di tutto!

Sì perché è fotografo, pittore e tante altre cose. Io l'ho scoperto su Google+, qualcuno ha messo una sua creazione, ho googlato un pochino e ho trovato il blog. Questo per dire come siano utili G+ e Google.


Questo lo pubblico senza aver chiesto il permesso, Ben se ci sono problemi dimmelo e rimuovo il post. Ma non credo, merita di essere conosciuto, e poi anche lui contribuisce a rendere il mondo più bello. O almeno a osservarlo meglio.


Chissà che ne pensa Patrizia? E tutti gli altri, ovviamente.

mercoledì 3 agosto 2011

Popinga


Oggi un post differente, serio --no! non serioso-- fatto bene, bello, di quelli che poi ti resta qualcosa dentro.
Anche se detta così lo so che sembro un venditore di pentole --Roberto di Crema e Vanna Marchi erano i miei preferiti, Silvio il nano con tacchi, parrucchino e olgettine è su un altro piano.

Allora Popinga, Kees Popinga, io l'ho conosciuto davvero. È al tempo stesso normale e eccezionale, unico (come tutti noi: siamo tutti pezzi unici, avete presente la teoria dell'evoluzione?).


Dunque dicevamo Popinga, Kees Popinga, ha un blog che si chiama Popinga. E su questo blog ci potete trovare tante cose: poesie di varia natura forma e dimensione, illustrazioni / traduzioni di articoli scientifici, recensioni letterarie (borgesiane, oulipiane e anche normali) e molto altro ancora. Per dire il mio primo post l'ho fatto come ospite del Popinga, Kees Popinga.


Non sono capace a dire quello che ci ho qui dentro che non riesce a fluire fuori dalla capa alle punte dei diti che dovrebbero premere i tasti della tastiera: non diventerò mai come Silvio e nemmanco[1] un buon venditore di pentole.

Facciamo così: questo è uno degli ultimi post del Popinga, Kees Popinga, guardatelo e godetevelo:

http://keespopinga.blogspot.com/2011/08/parata-di-limerick-e-di-paesaggi.html

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[1] nemmanco: sono proprio contento di aver messo questa parola; in un contesto appropriato poi. Non capita tutti i giorni, anzi praticamente mai.

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Post dedicato a Timothy che tra dieci giorni compie un anno, alla sua mamma Valeria che ancora non conosce il blog di Popinga, Kees Popinga, e a Bruna che invece lo conosce da prima che io lo scoprissi e commenta saggiamente.
Dedicato anche a Pico, se mi lascia finire di postarlo senza fare troppo casino.