domenica 1 marzo 2015
Con Internet si può
In questi ultimi giorni ho postato poco, non che sia così importante, i post più letti non sono mai i miei (come suona strano "mai i miei"). Poi tanto capitano cose misteriose come il picco di visite di giovedì 26 febbraio, questo:
Mah! Chissà! OK, don't care (me).
Ma stavo per perdere il filo, adesso vi racconto davvero. Avete presente lo scorso 26 ottobre (Uh! di nuovo il 26 sarà mica un Giacobbo pensa di no)? Lo so che non vi ricordate e allora metto il link: Cosa mi è capitato al Linux Day Torino.
Che poi non è che sia così importante anzi, è solo che rimanendo a chiacchierare con Giorgio ho mancato un incontro. Ma poi ho rimediato e se ne è parlato, qui da me. OK, una cosa da fare, la facciamo, dai! E questa settimana siamo partiti, in tre. Lontanissimi fisicamente ma collegati attraverso la Rete.
E cosa non è successo! Io non ricordavo le cose e poi --OK, lo confesso: ho perso quasi un giorno per un errore da piskello (Bruna, lo so ma ci vuole, leggi e vedrai) che adesso provo a raccontarvi.
Non quello vero, sarebbe molto lungo e, credo, incomprensibile; ne faccio una versione didascalica.
Dovevo scrivere: se manca qualcosa allora...
Semplicissimo vero? Ebbene ho toppato (capita) ma (grave) non riuscivo a vederlo. Il fatto è che puoi scrivere if (manca_qualcosa == 1) { ... ed è corretto ma puoi anche scrivere if (qualcosa == 0) { ... ed è corretto anche questo. Io sono riuscito a mischiare le due versioni! Passtysun!!!
In casi come questi una volta si prendeva l'amico e si esaminava il codice in due e saltava fuori subito (quasi sempre). Adesso ognuno a casa sua è più difficile, puoi mandare il file ma devi spiegare e manca l'interattività fisica (sì si potrebbe ma sono vecchio e non attrezzato). Per cui perdi tempo. E quando lo vedi dici "ma come ho fatto!". Intanto che credevo di essere in ritardo arriva una mail dell'analista: "sai tutta la parte se quel qualcosa c'è è da rivedere...". OK, quella parte non era mia, ma del terzo del gruppo: l'unico che non ha fatto pasticci è quello che deve rivedere quello che ha fatto.
Càpita, capìto?
sabato 11 gennaio 2014
Storielle da informatti
Questo post è un esperimento altamente sperimentale; tutto da vedere come va a finire (o si dovrebbe dire dove va a parare).
Intanto riguarda programmatori e dintorni, tutto da vedere se si riesce a capire (chi ha detto background?) ma forse, chissà...
Poi non l'ho tradotto, troppo lavoro (e non sei capace) dirà qualcuno, lo so, lo sento. Invece no! ho visto che se costretti i ggiovani ce la fanno, dopo pianti, lamentele e esclamazioni varie contro il destino avverso, certo.
Ne riporto 10 (decimale) estratte da una serie di migliaia, link in fondo al post. Ovviamente la selezione è personale, ho tentato di estrarre un campionario rappresentativo tra quelle che mi sono piaciute di più ma, ovviamente, il tutto è altamente soggettivo. Potete scegliere le vostre ma attenzione: impiegherete più tempo di quello che pensate, anche tenendo conto della Legge di Hofstadter-Bruna (wow, uau! un post di quando il Tamburo era giovane, sarà una sorpresa per qualcuno (forse)).
OK, basta. Che ne dite dell'esperimento sperimentale?
In ogni caso chi trovasse la cosa amusevole e volesse approfondire può fare un salto ('tensiun, nèh!) qui: What is your best programmer joke?
Stack Overflow per certe classi di persone è fondamentale, proprio come Google o Facebook per altre classi.
Intanto riguarda programmatori e dintorni, tutto da vedere se si riesce a capire (chi ha detto background?) ma forse, chissà...
Poi non l'ho tradotto, troppo lavoro (e non sei capace) dirà qualcuno, lo so, lo sento. Invece no! ho visto che se costretti i ggiovani ce la fanno, dopo pianti, lamentele e esclamazioni varie contro il destino avverso, certo.
Ne riporto 10 (decimale) estratte da una serie di migliaia, link in fondo al post. Ovviamente la selezione è personale, ho tentato di estrarre un campionario rappresentativo tra quelle che mi sono piaciute di più ma, ovviamente, il tutto è altamente soggettivo. Potete scegliere le vostre ma attenzione: impiegherete più tempo di quello che pensate, anche tenendo conto della Legge di Hofstadter-Bruna (wow, uau! un post di quando il Tamburo era giovane, sarà una sorpresa per qualcuno (forse)).
A young Programmer and his Project Manager board a train headed through the mountains on its way to Wichita. They can find no place to sit except for two seats right across the aisle from a young woman and her grandmother. After a while, it is obvious that the young woman and the young programmer are interested in each other, because they are giving each other looks. Soon the train passes into a tunnel and it is pitch black. There is a sound of a kiss followed by the sound of a slap.
When the train emerges from the tunnel, the four sit there without saying a word. The grandmother is thinking to herself, “It was very brash for that young man to kiss my granddaughter, but I’m glad she slapped him.”
The Project manager is sitting there thinking, “I didn’t know the young tech was brave enough to kiss the girl, but I sure wish she hadn’t missed him when she slapped me!”
The young woman was sitting and thinking, “I’m glad the guy kissed me, but I wish my grandmother had not slapped him!”
The young programmer sat there with a satisfied smile on his face. He thought to himself, “Life is good. How often does a guy have the chance to kiss a beautiful girl and slap his Project manager all at the same time!”
When your hammer is C++, everything begins to look like a thumb.
A computer science student is studying under a tree and another pulls up on a flashy new bike. The first student asks, “Where’d you get that?”
The student on the bike replies, “While I was studying outside, a beautiful girl pulled up on her bike. She took off all her clothes and said, ‘You can have anything you want’.”
The first student responds, “Good choice! Her clothes probably wouldn’t have fit you.”
If you put a million monkeys at a million keyboards, one of them will eventually write a Java program.
The rest of them will write Perl programs.
Q: "Whats the object-oriented way to become wealthy?"
A: Inheritance
["hip","hip"]
(hip hip array!)
To understand what recursion is, you must first understand recursion.
Richard Stallman, Linus Torvalds, and Donald Knuth engage in a discussion on whose impact on computer science was the greatest.
Stallman: "God told me I have programmed the best editor in the world!"
Torvalds: "Well, God told me that I have programmed the best operating system in the world!"
Knuth: "Wait, wait, I never said that."
Don't anthropomorphize computers. They hate that!
The Consultant's Exam
Q1. How do you put a giraffe into a refrigerator?
(Answer: Open the refrigerator, put in the giraffe, and close the door. )
This question tests whether you tend to do simple things in an overly complicated way.
Q2. How do you put an elephant into a refrigerator? (and No, it is not "Open the refigerator, put in the elephant and close the refrigerator?")
(Answer: Open the refrigerator, take out the giraffe, put in the elephant and close the door.) This tests your ability to think through the repercussions of your previous actions.
Q3. The Lion King is hosting an animal conference. All the animals attend, except one. Which animal does not attend?
(Answer: The elephant. The elephant is in the refrigerator.) This tests your memory.
Okay, even if you did not answer the first three questions correctly, you still have one more chance to show your true analytical abilities.
Q4. There is a river you must cross but it is used by crocodiles, and you do not have a boat. How do you manage it?
(Answer: You just jump into the river and swim across. All the crocodiles are attending the Lion King's Meeting.)
Your mommas so fat that not even Dijkstra is able to find a shortest path around her.
OK, basta. Che ne dite dell'esperimento sperimentale?
In ogni caso chi trovasse la cosa amusevole e volesse approfondire può fare un salto ('tensiun, nèh!) qui: What is your best programmer joke?
Stack Overflow per certe classi di persone è fondamentale, proprio come Google o Facebook per altre classi.
martedì 19 novembre 2013
Il Web all'inizio: frame dappertutto
Quando il Web era giovane io c'ero. E c'erano cose molto diverse da adesso, per dire niente Facebook, niente Google, niente di niente.
Strano ma vero (lo so che è difficile a credersi) il Tamburo Riparato doveva ancora nascere. Anzi non erano ancora stati inventati i blog.
E, tra le altre cose io raccontavo come si faceva a fare le pagine Web e a metterle su Internet. E appartenevo a una setta eretica oltre ogni possibile immaginazione: facevo parte di un organizzazione terroristica peggio degli Illuminati, peggio dei fautori degli OGM, peggio di ____________________ (mettete voi quello che volete). Anzi, molto peggio ancora, di più del di più senza limitismo. Si chiamava I hate frames. Poi abbiamo vinto, l'evoluzione, sapete com'è...
E la cosa è finita nel dimenticatoio. Vero è che i frame sono ricomparsi sotto altri modi e aspetti (come in GMail, per dirne una) ma decisamente meno tamarri degli originali. E io non ci pensavo più, come nessuno di noi pensa alle decisioni prese dai suoi antenati, e dire che ce ne sono state di importanti come, p.es.:
- uscire fuori dal mare, respirate l'ossigeno dell'aria (si può, si può, prova);
- smettere di deporre le uova, tenerle dentro (tanto lo fanno le donne);
- scendere dall'albero: c'è tutta la savana per noi (sì il leone può essere un problema).
Ma poi un po' di tempo fa qualcuno ritorna sulla storia: Everything You Needed To Know About the Internet In May, 1994 e a me viene il sangue alla testa che momenti mi prende uno s-cioppone.
Ho lasciato decantare la cosa un paio di mesi ma oggi mi prendo la rivincita sui framisti (tutti i docenti erano framisti, non c'era ancora PowerPoint e le presentazioni per le tesi si facevano con l'HTML (o Toolbook ma di questo rimando a una tirata futura), quante ne ho viste!).
Allora, e vengo al dunque. Sul sito di un'università si insegna ancora come si fanno (la pagina è del 1998), qui: Using frames on your web page.
Ma la vendetta si compie citando Geocities (peccato non sia più online!) e questa pagina, rappresentativa della moda di allora, che ci crediate o no.
Le persone più sensibili dovrebbero spegnere il monitor o almeno chiudere gli occhi prima di fare click qui.
A s-proposito: io continuo a dire click, a volte metto anche delle s alla fine delle parole forestiere. Sì mi katsiano continouslosamente: ce l'hanno tutti con me.
giovedì 25 aprile 2013
Cibi genuini
Giusto per farmi un po' di nemici, fare un po' di casino, far crescere l'audience.
Avete pressente Alte Piscarte nella sua epoca d'oro, prima che saltassero fuori le storie con Moggi, quando incitava in modo seminascosto i suoi ospiti alla rissa. E pensare che non c'era ancora Tiziano Crudeli; ma c'era Maurizio Mosca con il pendolino.
Ecco questo post è fatto con quel format, avvisati nèh!
C'è un blog che alle volte sa essere molto volgare e finanche sgradevole ma che oggi è bellissimissimo. Sto parlando di The Oatmeal. Che comunque va seguito, secondo me. Il post, un guest post, è tutto in un'immagine, questa:
Trovate comunque tutto qui: How 99.9% of people judge the quality of their coffee.
Allora, prima di subito: no! non sono uno starbuckiano! Anche se, a dire il vero, il caffè mi piace lungo. Senza latte che ne cambia completamente il gusto, e poi io il latte non lo digerisco.

Ma la storia mi ha fatto scattare millemila associazioni (si può usare link qui?), ne cito qualcuna. SlowFood, e le sue intolleranze:
Ecco, a proposito della mozzarella (che non posso mangiare non la digerisco e comunque assaggiata ho visto che non mi piace, sulla pizza OK ma non sono fanatico nemmeno della pizza) ho una storiella.
I miei fratelli sono entrati in contatto con due fratelli campani che vengono qui a comprare maiali. Li scelgono a una a una (sì solo femmine), quelle senza grasso, non servono per fare salumi ma come sostitute della carne bovina (costa di meno). Parlano solo dialetto ma con i miei fratelli si capiscono e hanno instaurato un rapporto di amicizia. Tanto che si è arrivati a parlare dei prodotti locali, tra i quali, appunto, la mozzarella. E naturalmente hanno detto che qui la mozzarella buona non arriva, ma prossimamente... Difatti per l'ultimo carico è arrivato un contenitore in polistirolo pieno di mozzarelle di bufala campana DOP.
"Queste dovete mangiarle così, con solo un filo d'olio. Già l'olio, non quello che usate voi. Voi non sapete cos'è l'olio!"
Avete pressente Alte Piscarte nella sua epoca d'oro, prima che saltassero fuori le storie con Moggi, quando incitava in modo seminascosto i suoi ospiti alla rissa. E pensare che non c'era ancora Tiziano Crudeli; ma c'era Maurizio Mosca con il pendolino.
Ecco questo post è fatto con quel format, avvisati nèh!
C'è un blog che alle volte sa essere molto volgare e finanche sgradevole ma che oggi è bellissimissimo. Sto parlando di The Oatmeal. Che comunque va seguito, secondo me. Il post, un guest post, è tutto in un'immagine, questa:
Trovate comunque tutto qui: How 99.9% of people judge the quality of their coffee.
Allora, prima di subito: no! non sono uno starbuckiano! Anche se, a dire il vero, il caffè mi piace lungo. Senza latte che ne cambia completamente il gusto, e poi io il latte non lo digerisco.

Ma la storia mi ha fatto scattare millemila associazioni (si può usare link qui?), ne cito qualcuna. SlowFood, e le sue intolleranze:
- #sceltedicampo: un chiaro NO agli Ogm.
- L'imperatore è nudo! OGM False Promesse, fallaci Tecnologie.
- La Vera Mozzarella di Bufala.
Ecco, a proposito della mozzarella (che non posso mangiare non la digerisco e comunque assaggiata ho visto che non mi piace, sulla pizza OK ma non sono fanatico nemmeno della pizza) ho una storiella.
I miei fratelli sono entrati in contatto con due fratelli campani che vengono qui a comprare maiali. Li scelgono a una a una (sì solo femmine), quelle senza grasso, non servono per fare salumi ma come sostitute della carne bovina (costa di meno). Parlano solo dialetto ma con i miei fratelli si capiscono e hanno instaurato un rapporto di amicizia. Tanto che si è arrivati a parlare dei prodotti locali, tra i quali, appunto, la mozzarella. E naturalmente hanno detto che qui la mozzarella buona non arriva, ma prossimamente... Difatti per l'ultimo carico è arrivato un contenitore in polistirolo pieno di mozzarelle di bufala campana DOP.
"Queste dovete mangiarle così, con solo un filo d'olio. Già l'olio, non quello che usate voi. Voi non sapete cos'è l'olio!"
sabato 24 novembre 2012
I tre setacci di Socrate
Un giorno Socrate, mentre stava passeggiando con Pico, venne raggiunto da un uomo che gli corse incontro gridando "Socrate ti devo dire una roba del tuo amico che..."
"Fermo lì", lo interruppe Socrate, "la storia che mi stai per raccontare l'hai passata ai tre setacci?"
"Tre setacci?" chiese l'uomo, "quali setacci?"
"Vediamo" disse Socrate.
"Il primo setaccio riguarda la verità, hai esaminato se il fatto che vuoi raccontarmi è vero?" disse Socrate.
"Hmmm, no, l'ho sentito dire" rispose l'uomo.
"Ah! bene, allora hai usato il secondo setaccio, il setaccio della bontà?" chiese Socrate. "È qualcosa di buono quello che stai per dirmi?"
"Ehm no, al contrario" rispose l'uomo.
"Hmmm" disse il saggio "usiamo allora il terzo setaccio, è necessario che tu mi dica quello che sei così voglioso di raccontarmi?"
"No, non è necessario"
"Bene" disse Socrate con un sorriso "se la storia che sei così voglioso di raccontarmi non è vera, buona o necessaria, dimenticala semplicemente e non seccarmi con queste cose".
Tradotta quasi onestamente da qui: The three sieves of Socrates, anche se il sito ha idee un po' diverse dalle mie, non è pastafariano (ma potrebbe esserlo).
E poi l'ho fatto perché andando in cucina per un caffè ho trovato Nonna (la mia mamma, adesso si chiama così), sua sorella e un'altra vicina che stavano guardando "La Vita in Diretta" e commentavano a voce talmente alta che mi sembrava litigassero. Si parlava dei fatti di Avetrana.
Sono stato parecchio indeciso se usare setaccio, filtro o crivello. Crivello si capirebbe?
"Fermo lì", lo interruppe Socrate, "la storia che mi stai per raccontare l'hai passata ai tre setacci?"
"Tre setacci?" chiese l'uomo, "quali setacci?"
"Vediamo" disse Socrate.
"Il primo setaccio riguarda la verità, hai esaminato se il fatto che vuoi raccontarmi è vero?" disse Socrate.
"Hmmm, no, l'ho sentito dire" rispose l'uomo.
"Ah! bene, allora hai usato il secondo setaccio, il setaccio della bontà?" chiese Socrate. "È qualcosa di buono quello che stai per dirmi?"
"Ehm no, al contrario" rispose l'uomo.
"Hmmm" disse il saggio "usiamo allora il terzo setaccio, è necessario che tu mi dica quello che sei così voglioso di raccontarmi?"
"No, non è necessario"
"Bene" disse Socrate con un sorriso "se la storia che sei così voglioso di raccontarmi non è vera, buona o necessaria, dimenticala semplicemente e non seccarmi con queste cose".
Tradotta quasi onestamente da qui: The three sieves of Socrates, anche se il sito ha idee un po' diverse dalle mie, non è pastafariano (ma potrebbe esserlo).
E poi l'ho fatto perché andando in cucina per un caffè ho trovato Nonna (la mia mamma, adesso si chiama così), sua sorella e un'altra vicina che stavano guardando "La Vita in Diretta" e commentavano a voce talmente alta che mi sembrava litigassero. Si parlava dei fatti di Avetrana.
Sono stato parecchio indeciso se usare setaccio, filtro o crivello. Crivello si capirebbe?
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