martedì 21 giugno 2016

Dove sono tutti quanti? Dov'è Amedeo?


Beh, la prima domanda è ancora aperta, ma ci stiamo stanno lavorando.

La seconda invece ha una risposta almeno parziale ma raccomandatissimissima: c'è online un suo intervento in cui risponde a domande degli utenti di Astronomiamo. 70 minuti in cui dice cose nuove, complementari a quelle del libro (viene da pensare che la sappia lunga e non ci abbia detto tutto ancora).

Ho scoperto che il libro viene recepito in modo diverso da persone diverse. Una mia amica (no, non l'ho costretta a leggerlo) mi ha fatto notare cose che io avevo lasciato in secondo piano; magari poi ne riparlo ma adesso ecco, tutti qui:

Dove sono tutti quanti: Amedeo Balbi a "Incontri di Asttronomia"

Buona visione

domenica 12 giugno 2016

Quant'è distante?


Uno dei miei difetti (non il peggiore comunque) è quello di far vedere alla gente quanto è facile sbagliare tantissimissimo la stima di cose anche quando queste sono sotto i nostri occhi, completamente visibili.
L'esempio più facile è chiedere (funziona quasi sempre con i ragazzini) quant'è alta una casa. Strano ma vero pochissimi pensano a contare i piani (le colonne di finestre) e moltiplicare per tre.

Poi ci sono casi più elaborati, prendi Amedeo Balbi (del suo Dove sono tutti quanti finora ho letto solo il primo capitolo (OK, a volte dico qualche bugia, innocente però)) che ci dice di guardare questo video: How Far Away is the Moon?, quant'è distante la Luna:


Vero che anche voi avreste sbagliato alla grande?

Poi a me piace aggiungere una cosa ancora, numerica: quante volte la dimensione della Terra?
Uh! vediamo:

raggio della Terra R = 6371 km
diametro della Terra D = 2 * R = 12742 km
distanza Terra-Luna L = 384000 km
quindi N = L / D =  30,14

Cioè la Luna è distante poco più di 30 volte il diametro della Terra.
Trenta! vero che pensavate di più?

domenica 31 gennaio 2016

Quanti?


Quanti sono i pianeti che si vedono nella foto?
Sì lo so che è facilissimissimo, ancora più facile di quanto pesa un mattone che pesa un kilo più mezzo mattone.

In ogni caso 2 milioni è eccessivo, esageratamente troppo. Nèh!

Ah! si da voi è sereno e siete mattinieri, qui.

sabato 30 gennaio 2016

Dal Telescopio Hubble

Una segnalazione di una segnalazione. Che segnala Paolo Pascucci su G+.


Non so se vi affascina l'astronomia (anzi, sono sicuro di sì, non riesco a immaginare il contrario, proprio no, nope) per cui abbandonate subito questo post e fiondatevi a: Hubble Heritage - Dedicated to finding the most visually appealing images from the Hubble Telescope.

Ancora qui?
Beh, ecco le mie preferite (ma devo esplorarlo tutto, il sito, catalogo rappresentativo dell'Universo).




lunedì 11 gennaio 2016

Di proporzioni e misure della circonferenza della Terra

In matematica una proporzione è semplicemente un'uguaglianza tra 2 rapporti numerici.
Dati i numeri reali a, b, c, d una generica proporzione si scrive come:




La proprietà fondamentale di una proporzione è che il prodotto dei termini in mezzo b, c (chiamati medi) risulta equivalente al prodotto dei termini estremi a, d.
Comunque una proporzione non è altro che un modo particolare di scrivere un'equazione del tipo



E proprio mediante una proporzione qualcuno giunse a una prima misura della circonferenza della Terra.
Quel qualcuno fu il matematico e astronomo greco Eratostene di Cirene (275 a.C. circa - 195 a.C. circa).
Costui nel 235 a.C effettuò una stima molto precisa per l'epoca della circonferenza della Terra, assumendo che essa fosse sferica e che i raggi del Sole arrivassero sul nostro pianeta paralleli, data la grande distanza che separa i 2 corpi celesti.
Una storiografia distorta ha creato la leggenda che fino al XV secolo fosse dominante l'idea che la Terra fosse piatta, idea contro cui combatté Cristoforo Colombo.
In realtà, gli antichi Greci erano già a conoscenza del fatto che la Terra dovesse essere rotonda dall'ombra che essa proiettava sulla Luna durante le eclissi parziali e dalla progressiva scomparsa delle navi all'orizzonte a partire dalle loro parti inferiori.
Per di più la sfera veniva considerata la forma perfetta, emblema dei mondi eterni ed imperituri.
Non a caso il cosmo aristotelico veniva considerato come costituito da sfere concentriche che si muovono di moto circolare attorno alla Terra portando con sé i vari pianeti!


Ritornando ad Eratostene, costui notò che, durante il mezzogiorno del solstizio d'estate, il Sole era a picco (cioè allo zenit) su Siene, l'attuale Assuan in Egitto, ubicata al tropico del cancro.
I raggi del Sole a Siene si riflettevano quindi in fondo a un pozzo (raggi perfettamente verticali insomma).
Simultaneamente, ad Alessandria d'Egitto, situata più a nord a una longitudine leggermente differente, i raggi solari generavano con la verticale un angolo α  = 7° e 30', angolo che corrispondeva sostanzialmente alla differenza di latitudine fra le 2 località.


Esso poteva esser ricavato in base alla lunghezza dell'ombra proiettata ad Alessandria da uno stilo verticale (gnomone), in rapporto alla lunghezza dello stilo stesso.
Conoscendo l'angolo α e la distanza Siene-Alessandria, Erastostene impostò la proporzione:




da cui:



Per Eratostene la circonferenza della Terra (o meglio il meridiano terrestre) era dunque pari a 50 volte la distanza tra Siene ed Alessandria (supposte per semplicità alla medesima longitudine), ovvero 250 mila stadia.
Ora a seconda se consideriamo:

- lo stadio egizio = 157,5 m;
- lo stadio attico = 185 m

si ottengono risultati un tantino diversi, che portano Eratostene ad aver commesso un errore dall'1,5% al 15% circa (più probabile la seconda opzione) rispetto all'attuale stima della circonferenza della Terra pari a 40.075 km.
Indagini più accurate vennero condotte dopo che Newton aveva teorizzato che la Terra non fosse perfettamente sferica, bensì avesse la forma di un ellissoide schiacciato ai poli.
Verso il 1730 spedizioni geodetiche francesi misurarono il raggio di curvatura terrestre, lungo le direzioni nord-sud, in Ecuador e in Finlandia, pertanto presso l'equatore e ad elevate latitudini.
Attraverso triangolazioni ed osservazioni astronomiche si verificò, dalla curvatura riscontrata differente nei 2 luoghi, che il pianeta è effettivamente schiacciato ai poli.
Se ipotizzassimo la Terra costituita da involucri concentrici di composizione omogenea, il più esterno dei quali formato da acqua e profondo 2400 km, avremmo la forma denominata sferoide (o ellissoide)!
Tuttavia non sussiste una distribuzione regolare delle masse all'interno della Terra, il che implica una diversa configurazione della gravità sulla superficie.
Supponendo di costruire una superficie ideale, in ogni punto perpendicolare alla gravità e passante per il livello medio del mare, avremmo la forma priva di regolarità geometrica nota come geoide.

E a proposito di gravità, la variazione dei valori della gravità (determinata nei punti in cui si effettuano le misurazioni) rispetto a quelli teorici calcolati sull'ellissoide di riferimento (dipendenti solo dalla latitudine) prende il nome di anomalia di gravità.
Un parametro questo che consente di ottenere informazioni relative alla struttura interna della Terra e di individuare possibili giacimenti metalliferi e strutture tettoniche, adatte all'immagazzinamento di idrocarburi.
Concludiamo il nostro post con un pezzo di musica a tema, ovvero il celebre brano "Il mondo", interpretato dalla cantautrice jazz italiana Chiara Civello:


E poi un omaggio a un grande della musica rock che se ne è andato poche ore fa, David Bowie e la sua "Life on Mars?":

giovedì 21 agosto 2014

I Pilastri della Creazione

Come molti amici sanno, uno dei miei hobbies è la fotografia astronomica, e spesso annoio il prossimo con dozzine di mie immagini.
Qui non voglio raccontarvi come si fa... in rete ci sono tantissime guide, basta cercare, o meglio ancora associarsi a un gruppo di astrofili e chiedere lumi.

Oggi ho pubblicato su G+ una fotografia a grande campo della nebulosa detta Aquila, M16 nel catalogo di Charles Messier, NGC 6611 nel New General Catalogue di William Herschel. M16 è ben visibile con un semplice binocolo nella coda del Serpente, vicino allo Scudo e sopra il Sagittario. Eccola:




E adesso vi spiego cosa state vedendo. Siamo nella Via Lattea, la nostra galassia, a 5700 anni luce da noi. M16 è una regione di formazione stellare. Per gli astronomi, una regione H II, ovvero dove l'idrogeno è ionizzato ed emette luce rossa e di altri colori. State osservando una enorme bolla di gas, dilatata e "accesa" dai venti stellari e dalla radiazione ultravioletta emessa dal gruppo di stelle giganti azzurre nella parte in alto a destra della nebulosa.

In mezzo alla nebulosa c'è una serie di strutture a forma di dito, più scure:


Eccole in maggiore dettaglio, in una immagine di Leonardo Orazi:




Quei "pilastri" sono nubi dense di polveri e gas, spazzate via dal vento solare e dalla radiazione UV delle stelle giganti azzurre al centro della nebulosa. La nebulosa è come una bolla cava, il rosso è l'emissione dell'idrogeno ionizzato dalla radiazione UV. I pilastri contengono i "bozzoli" da cui nascono nuove stelle e sistemi planetari, si chiamano globuli di Bok. Lì sta nascendo una serie di nuovi sistemi stellari, tipicamente multipli; l'effetto della radiazione delle giganti azzurre è di spogliare i globuli di Bok dalla materia in eccesso, e di qui a qualche milione di anni resteranno le stelle neonate. Ecco un'altra, stupenda immagine della stessa nebulosa, ripresa da due maghi locali, i fratelli Margaro, usando una "palette" di colori simile a quella del telescopio spaziale Hubble (HST). E' ruotata di 90°:


A partire dal 1995 l'HST ha ripreso la zona a più riprese, ottenendo immagini straordinarie, che hanno rivoluzionato la nostra conoscenza del processo di formazione stellare. Eccone alcune, a ingrandimento crescente:





Nell'ultima immagine si vedono bene i bozzoli che contengono le nuove stelle, più altre giovani stelle già emerse dalla nebulosa di formazione. La nube sta evaporando sotto l'azione dell'intensa luce delle stelle neonate. E' una zona turbolenta, sede di fenomeni violenti.


Questi sono stati chiamati i "Pilastri della Creazione", perchè lì la Galassia crea nuovi sistemi stellari, fatti di idrogeno, elio e granuli di polvere interstellare, silicio, carbonio, ossigeno, zolfo...

Da una nube del genere, 4,5 miliardi di anni fa, è nato anche il nostro Sole con il suo corteo di pianeti. Siamo fatti, alla lettera, di polvere di stelle; ed è bello scoprire nelle proprie fotografie una parte della storia dell'Universo.

Se volete approfondire, l'articolo di Wiki è particolarmente buono. L'Astronomia è una scienza meravigliosa - buona lettura!

E se avete domande (non troppo difficili) chiedete pure.

sabato 3 maggio 2014

Cosmos di Carl Sagan



Ok, niente di mio, solo una segnalazione. Ma vredrete che roba!
Tempo fa aveva cominciato il nostro Marco [1] qui: THE SAGAN SERIES - Traduzione italiana.

Ma oggi c'è di meglio: la nostra prof. preferita [2] sul suo blog ci segnala tutta la serie: Cosmos di Carl Sagan: La Serie Completa Con Sottotitoli In Italiano.

Diverse ore meravigliose, scommetto che dimenticherete Fèissbukk.
E poi serve anche per far pratica con l'inglese, sapete che fuori l'italiano serve poco.



1. Purtroppo tra la scuola e G+ si fa un po' desiderare, ma va bene, prima la scuola o va a finire che ti ritrovi padagno.
2. Dai, lo so che lo sapete, Annarita Ruberto, ma metti che passa di qui uno nuovo o giovane che sta crescendo o --ok, ci siamo capiti.

mercoledì 23 aprile 2014

Quant'è lunga?

Una delle cose che fatico a vedere è qual'è la misura delle cose. Non è che sia una carenza solo mia, anzi. Senza tirare in ballo le solite citazioni (tipo "lo spazio è grande, non immaginate quanto" della Guida Galattica) abbiamo un post precedente, questo: Ancora sui cerchi dell'acqua dove si vede che se usassero a casa mia certi sistemi non solo rancherebbero via le linee elettrica e telefonica ma darebbero fastidio anche le costruzioni. Roba che va bene solo dove c'è spazio libero, parecchio spazio.

Ma siamo ancora sul piccolo, roba che riesci a vedere benissimo dall'aereo, in fondo siamo ancora nei dintorni di casa, quasi con i piedi per terra.

Poi salta fuori Marco Bruno (il Tamburo Riparato ha dei collaboratori che --perbaccolina!) che carica quest'immagine su G+:


E ci scrive:
A rare, very long and thin prominence on the Sun. This one rose approx. 310,000 km over the Sun's photosphere. H-alpha image, April 22. Lunt LS60T, DMK41AF02 camera, Avistack2, registax6, Gimp. From Rivalta, Italy. Partially cloud.
Volendo la trovate qui.

OK, 310 mila km! Atz! Parecchio. Davvero.
Ahemmm, quanto?

Non è facile trovare una misura terreste, poi per quelli come me che contano sui diti...
O anche gli ingegneri: i fisici usano numeri in formato esponenziale x-per-10-alla-y e pare che si trovino bene, anche a fare i conti; per contro gli ing. arrivano di solito fino a 1000 e poi cambiano unità di misura: millimetro, metro, kilometro. E poi basta, si accontentano di poco (mica come i fisici e i chimici, prendi Avogadro).

No, servirebbe qualche metro di paragone, visuale, fammi pensare 'n attimino...
Ci sono guarda qua:


La pallina a sinistra è la Terra, quella di destra la Luna.
E sotto, approssimativamente nella stessa scala (sapete come sono ma ce l'ho messa tutta e poi i numeri in gioco erano 310, 384, e altri comunque più piccoli di 500, ampiamente sotto il mille).

Lo spazio è grande, non immaginate quanto, dice la Guida. Per fortuna viene da dire, pensa te se il Sole fosse più vicino! Ma d'altra parte è bene che non sia nemmeno troppo lontano, sapete la luce, il calore, il fotovoltaico...

lunedì 16 settembre 2013

Voyager 1


Potevo non dire qualcosa su una delle macchine più belle di sempre? No, vero? E allora ecco il mio contributo a una news che ormai non è più tale. Anche perché ritorna una cosa, la solita, ma di questo dopo.

Allora Voyager 1 ha lasciato il Sistema Solare, ormai dovrebbe essere sicuro, anche per Marco:


Chi volesse saperne di più può fare un salto qui.

E salta fuori quello che dicevo prima, osservate quest'immagine:


viene dalla NASA.

Visto dove si trova il nostro amico? Ma ci sono tante altre cose notevoli, ne cito solo un paio. La nube di Oort è il parcheggio delle comete. Cioè no di pezzi di corpi fatti principalmente di ghiaccio sporco che se ne stanno lì; ogni tanto per una perturbazione (vassapere quale e quando) uno viene deviato dalla sua orbita ellittica, più o meno quasi circolare, e se la direzione è quella giusta comincia a avvicinarsi alla nostra stella, il Sole. E, sempre con tutta una serie di "se" prima o poi lo vedremo come una cometa. Come pare ce ne sia una in arrivo, prossimamente... forse.

Ma c'è un'altra cosa nell'immagine che mi stupisce, ogni volta che ci penso mi accorgo di stupirmi esattamente come la volta precedente. Si, la scala. È logaritmica: tra una tacca e la successiva la distanza non raddoppia ma è maggiore di 10 volte (quelli saputi dicono che aumenta di un ordine di grandezza).
La scala logaritmica torna utile per quelli che hanno a che fare con cose troppo piccole o troppo grandi. Per noi vuol dire che quando vedi un disegno come questo te ne devi ricordare. E pensare che se non usavi i logaritmi il disegno sarebbe venuto troppo lungo.
Decisamente troppo lungo.

E poi (ecco che arrivo al punto): stiamo pur sempre parlando delle vicinanze del Sistema Solare; ma quando spazio!
Voi riuscite a immaginarlo, visualizzarlo?

Poi, va beh, la scala logaritmica c'era anche sul regolo, ne ho parlato qui.

domenica 21 luglio 2013

Luce, vita, scienza

Cosa fa brillare il Sole?

La domanda, probabilmente vecchia come la storia della scienza, ha avuto una risposta meno di un secolo fa.

Inizialmente si pensava che il Sole bruciasse carbone. Peccato che se il se fosse fatto di carbone il fuoco durerebbe solo circa 1000 anni; e chiaramente non poteva essere così.

Newton riteneva che il calore solare derivasse dall'urto di comete, che allora si pensavano più grandi e massicce. Nei libri di Padre Secchi ci sono accurati calcoli della massa che le comete avrebbero dovuto avere per render conto del fenomeno, giungendo a dati irrealistici. 


Dopo le scoperte del '700 e '800 sulla fisica dei gas si iniziò a pensare che potesse essere causa della contrazione gravitazionale. Un gas compresso si riscalda, e se il Sole è fatto di gas questo per gravità tende a cadere verso il centro e aumentare la propria temperatura. Ineccepibile, ma sposta la data di nascita del Sole a 10 milioni di anni fa, e sulla Terra troviamo rocce databili a miliardi di anni addietro. Ancora troppo poco.

Ci vollero quindi la scoperta della radioattività e la rivoluzione della fisica atomica, nucleare e quantistica agli inizi del '900, perchè Hans Bethe formulasse (nel 1938) la prima attendibile teoria di come nel Sole quattro nuclei di idrogeno possono reagire per formare un nucleo di elio.



Come molti qui sanno, sono affascinato dal Sole: come oggetto di studio scientifico, come stella, come fonte di energia, e non ultimo come oggetto fotografico.

La cosa risale forse a quando, a dodici o tredici anni, lessi “Luce, Vita. Scienza” di Domenico Eugenio Ravalico.


La Scuola Editrice - III Edizione 1966 - pagine 253 - Numerosissime ill. in b/n n.t. e tavv. a col. f.t - rilegato in tela con titoli in oro al dorso e piatto - sovraccoperta illustrata
Luce, vita e scienza d'oggi
La luce e la vita nei mari
Energia della luce per il mondo delle macchine
La luce e il progresso della scienza
Luce, occhio e visione
Luci, atomi e stelle
La luce e il nostro atomico sole
La luce e l'universo
La luce e la creazione



Bene, un dato che credo di ricordare da quel fantastico libro è che ogni secondo il nostro Sole trasforma 564 milioni di tonnellate di idrogeno in 560 milioni di tonnellate di elio. La differenza, grazie all'equazione di Einstein dell'equivalenza fra massa ed energia, va in radiazione. Quattro milioni di tonnellate! E' tanto... ma siamo sicuri?

Mi è venuto in mente di rifare, così per gioco, i conti di Ravalico. Beh, non è stato facilissimo; per fortuna oggi c'è wiki (come facevamo, senza? Ah, già, le enciclopedie, le biblioteche...)

Il Sole riversa sulla Terra oltre un kW per metro quadro di superficie illuminata. Non è tutta luce visibile: ci sono anche infrarosso, ultravioletto, e un po' di raggi X. In totale, fanno 1361 W/m2, misurati giusto fuori dell'atmosfera, mediati su tutto l'anno, e questo dato si chiama Costante Solare. Infatti è (quasi) costante.


La Terra gira attorno al Sole a una distanza media di circa 150 milioni di km. Quattroterzipigrecoerretre... no, quello è il volume... quattropigrecoerredue, e il volume della sfera con il raggio pari alla distanza media Terra-Sole è di 2,81E23 m2.

Quindi il Sole emette 1361 W per ciascuno di tutti quei metri quadri... fanno 3,84E26 watt, che è la potenza complessiva emessa dalla nostra stella. Uh! Un sacco, davvero.

Adesso viene il bello. Dando retta ad Albert (E=mc2, già vista da qualche parte?) 3,84E26 joule (watt per secondo) “pesano” 4,28 milioni di tonnellate. Ovvero, questa è la massa che devo trasformare in energia per ottenere l'emissione energetica del Sole, ogni secondo. Per dare un'idea, quando lo Space Shuttle andava in orbita solo un grammo del suo propellente si trasformava in energia; il resto, in fumo.


E allora, quanto idrogeno ci vuole per tener caldo il Sole?

La differenza di peso fra quattro protoni (quattro nuclei di idrogeno, gli elettroni sono lì in giro ma essenzialmente stanno a guardare) e una particella alfa (un nucleo di elio, due protoni e due neutroni) è dello 0,7 % circa, a favore dell'idrogeno. Risultato, ci vanno circa 610 milioni di tonnellate di idrogeno al secondo, che diventano 606 milioni di tonnellate di elio, per generare tutta l'energia che serve a scottarmi il naso quando vado a passeggiare in montagna. Che spreco... e questo da quattro miliardi di anni e mezzo, e per altri quattro miliardi di anni.

Non sono esattamente i numeri di Ravalico di 45 anni fa, ma insomma – stasera vado a dormire più tranquillo, mi sono tolto una curiosità. Spero che riposino bene anche i lettori del Tamburo – posso ragionevolmente garantirvi che domani mattina il Sole splenderà ancora, e che i conti tornano (abbastanza. Ma i neutrini? Boh...)

Poi, parlando con un amico, ci siamo chiesti quanto potrà andare avanti, il Sole, a quel ritmo. Beh, tanto: a spanne, immaginando che il consumo sia costante per tutta la vita (ipotesi semplicistica, lo so) e che lo bruci tutto (altrettanto improbabile) saltan fuori 75 miliardi di anni. Consideriamo anche che non tutta la massa è idrogeno, ma contiene anche un 25% di elio primordiale, derivato dal big-bang. 75 miliardi di anni sono tanto, anche perché si stima che il Sole abbia circa 4 miliardi di anni e mezzo, e che brucerà idrogeno (resterà nella sequenza principale, dicono gli astronomi) per almeno altri 4 miliardi di anni. Poi espellerà i gusci di gas esterni, emetterà quello che chiamiamo una nebulosa planetaria, e resterà una nana bianca. Quindi la maggior parte (sette ottavi?) dell'idrogeno presente all'inizio non viene bruciato, ma ritorna nello spazio dove potrà dare origine a nuove stelle. Aveva ragione Lavoisier, nulla si crea o si distrugge, ma tutto si trasforma; e, nel cosmo, molto si ricicla.

Per finire, ecco un resto di supernova; la nebulosa "Velo del Cigno" è ciò che rimane quando una stella (decisamente più grande del Sole, a dire il vero) finisce esplosivamente la propria esistenza. I gas e le polveri emessi dalla supernova esplosa contengono ossigeno, idrogeno e zolfo, e risplendono ancora dopo migliaia di anni dall'esplosione. Immagine ripresa da Caprauna dal sottoscritto, due settimane fa. Dalla mia pagina G+ potete scaricarla in risoluzione più alta, se la usate come sfondo del desktop non me la prendo mica ;-)


venerdì 10 maggio 2013

Newton? forse

Bruna segnala (ho perso l'indicazione di dove) questo post: Alcuni credono sia piatta di Sandro Ciarlariello. Blog da seguire come già stanno facendo alcuni dei nostri collaboratori.

Però il post di Sandro è di parte. Considera che il suo universo, questo universo, come l'unico vero. Male! Ignora completamente il Mondo Disco, quello di cui Terry Pratchett racconta mirabilmente le cronache.


Che poi Sandro abbia ragione, localmente, lo ritengo mooolto probabile anch'io.

Ma anche qui, in questo Universo ci sono ancora parecchie cose da chiarire. Prendi, per dirne una, la teoria della gravitazione universale, quella di Newton. E mettici dentro anche la correzione di Einstein1. Siamo proprio sicuri-sicuri che sia OK?
No, perché per esempio Richard Dawkins (quel Dawkins) ha qualcosa da dire. E non è il solo: ci sono almeno 148 che si sono sentiti in dovere di ritwittare, diffondere la vera verità.


Che poi abbiamo anche le prove, ve ne descrivo una facile facile: tra Marte e Giove c'è la Fascia degli Asteroidi. Migliaia di pezzi di roccia delle dimensioni più varie. Perché sono lì? Perché non cadono sulla Terra o si allontanano fino a raggiungere la Sfera delle Stelle Fisse?
La soluzione è semplice: hanno la densità giusta (precisa-precisa) per galleggiare a quell'altezza. Che se fosse un po' di meno andrebbero anche più su, fino alla Nube di Oort o anche più su, se del caso.


1. Se c'è Einstein o Lincoln o Feynman il post è serio.

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia. (cit.)

giovedì 11 aprile 2013

E se al posto della Luna ci fosse ...

Oggi Verascienza che scopro seguite in parecchi su G+ pubblica, sempre su G+ questo video: if the Moon were replaced with some of our planets



Bello e intrigante vero? E guardandolo come si deve, a pieno schermo, si vede anche Titano, satellite di Saturno, e magari altri, sono un po' borgnio, mi.

Sembrerebbe, almeno a me, che questi pianeti sostitutivi della Luna girino intorno alla Terra, cioè facciano i satelliti, proprio come la Luna. Ma 'spetta 'n'attimino: sono ing. io. E mi ricordo prima alle superiori e poi al Poli come mi stressavano, Newton, Laplace et al.: la massa. (Cioè non erano loro ma i prof dicevano che erano stati loro a dirlo, si capisce, vero, cosa voglio dire).

Ecco, fate un salto qui: List of Solar System objects by size e andate alla prima tabella. Allora Giove 318, Saturno 95, Urano 15 e via fino a Marte 0,1 e Mercurio 0,06. E la Luna 0,01.

Per cui, ragazzi, vero che sarebbe spettacolare ma siamo sicuri che funzionerebbe? Io penso di no (seguendo Newton, Laplace, Einstein e, credo, Marco Bruno). Per cui se qualcuno ha cominciato a lavorarci su la smetta immediatamente, anzi anche prima.

Se la Luna con il suo centesimo riesce a fare le maree che in certi posti, con particolari condizioni, raggiungono le variazioni che raggiungono ma anche negli altri posti normali come la Riviera Ligure e via con quella francese attaccata lì subito dopo, lo devi sapere e agire del caso, pensa con quelli là cosa non ti verrebbe fuori. E pretenderebbero che a girare intorno siamo noi e non loro, lo sento (sempre seguendo quelli citati prima).

Ma c'è di peggio: tutti saprete che nascita, crescita e monta (fare il seme) dell'insalata è comandata dalla Luna (se del caso chiedete alla Mamma, la mia se la vostra non vi soddisfa; ci sarebbe anche il Barbanera, il Pescatore di Chiaravalle e l'armanac d'l Fra) non riesco proprio a figurarmi con quelli là.

sabato 6 aprile 2013

Le Lune di Saturno


Ieri aspettando il mio turno (cosa tremendamente noiosa di solito) ho avuto un colloquio con un giovane studente di fisica. Che da bravo studente cosa legge sul giornale?
  • la cronaca? no;
  • lo sport? magari dopo;
  • la politica? ma dai!
OK, ve lo dico io: vede come viene riportata la notizia di Plank e della materia oscura, chissà cosa riportano "quelli"...

Così siamo passati a Higgs e poi all'astronomia. Sì perché, ha cominciato a raccontare, da piccolo era rimasto intrigato con una cometa e suo papà ha organizzato per due estati le ferie con viaggi a un grande osservatorio astronomico e l'anno dopo _________ non lo saprò mai, hanno chiamato il mio numero, era il mio turno.

Però sull'astronomia ne abbiamo parlato parecchio, io ho raccontato che quando ero piccolo di Saturno erano noti solo dieci satelliti e Giove vinceva con dodici. E adesso siamo arrivati a più di sessanta, per Saturno perché lì da quelle parti continua a girare un robot, Cassini. Una meraviglia.

Lui (non gli ho nemmeno chiesto il nome, oltre a non segnalargli il blog, ATZ!!!11!uno) è più interessato a altre cose, ma va bene così, anzi meglio. Cioè c'è posto per tutti.

A me è tornato in mente questo appunto che mi ero segnato, vecchio di quasi un mese ormai ma sempre valido.

Le Lune di Saturno oggi conosciute oggi sono 62. E tanti gli anelli. Tra le lune Encelado è speciale: Pretty pictures from Cassini's weekend flybys of Enceladus and Tethys.

Emily è brava ma il io appunto era ancora più bello, questo: Le Fontane Di Encelado E Le Altre Lune Di Saturno.

Compito a casa: da dove vengono i nomi delle lune; tranne Encelado che sappiamo ridotto male da Athena, così:


Ma questa è un'altra storia.

lunedì 31 dicembre 2012

We Are Star Dust: Siamo Polvere Di Stelle


"We are star dust" ovvero "Siamo polvere di stelle", lo stupendo filmato che propongo, è il 15° video della serie Symphony of Science con Neil DeGrasse Tyson, Richard Feynman e Lawrence Krauss.

I materiali utilizzati per la sua realizzazione sono tratti da:
- Cosmic Quandaries con Neil DeGrasse Tyson
- 10 Questions for Neil DeGrasse Tyson
- Beyond Belief 2006 con Neil DeGrasse Tyson
- The Most Astounding Fact
- A Universe from Nothing - Lawrence Krauss
- Feynman "Fun to Imagine" Interviews
- Journey to the Edge of the Universe
- Finding Life Beyond Earth (NOVA)
- Wonders of the Universe (BBC)
 - Sunshine

We are star durst...Noi siamo polvere di stelle, che si raccorda con l'universo. Non dimentichiamolo!

I miei migliori Auguri  per un Sereno 2013 a tutti!



lunedì 3 settembre 2012

Merope, Alcione, Maia e compagne

Le Pleiadi (M45 del catalogo di Charles Messier) sono stelle giganti blu che formano un ammasso stellare a circa 400 anni luce da noi. Le luminosissime stelle principali illuminano una nube di polveri e gas (nebulosa a riflessione), probabilmente non appartenente all'ammasso, la quale risplende di un tenue colore azzurrino.
Essendo uno degli ammassi stellari più vicini a noi sono ben visibili a occhio nudo nella costellazione del Toro, e hanno moltissimi nomi tradizionali nelle varie culture. Fra tutti i nomi indicati mi sembra il caso di ricordare Krittika, particolarmente riverito nella mitologia Hindu, che ricorda stranamente il periglioso pianeta Krikkit, con cui esistono molte preoccupanti somiglianze...
Sono molto belle da osservare con qualsiasi strumento, a partire da un buon binocolo. Saranno alte e ben visibili nelle sere invernali, accompagnate da un lucente Giove pochi gradi più a est, che farà un tripletto con Aldebaran, alfa del Toro, ancora più a est; il tutto sopra e a destra di Orione. Già con un binocolo il numero di stelle visibili aumenta di molto. Il cielo di questo inverno sarà, come sempre, uno spettacolo.


Fotografia presa dal M.te Amiata in agosto, attorno alle 3 del mattino. Rifrattore 102/800, Nikon D300s, stacking di 20 pose da 2 minuti.