lunedì 26 gennaio 2026

45!!!

 Lo so, c'è una certa incongruenza tra il numero del titolo e quello delle candeline sulla torta...



Il fatto è che sono passati sì 82 anni dalla mia nascita, ma solo 45 dalla mia seconda nascita.

Mi spiego. Quarantacinque anni fa (come oggi un lunedì) mi sono svegliata, verso le quattro della mattina -per combinazione l'ora della mia nascita- dall'anestesia, con una sete terribile e un dolore forte ma non paragonabile a quello che provavo prima che mi operassero.

Vi racconto tutta la storia, del resto un mio caro amico, ex Tamburista  (*) aveva parlato nel suo blog personale di una grave operazione che aveva subíto per salvargli la vita, posso farlo anch'io, no?

Da qualche giorno stavo proprio male, con dolori via via più forti che non si lenivano neppure con gli antidolorifici che mio cognato medico sollecitamente mi somministrò. Qualche giorno prima avevo abortito, in ospedale, ma nessuno, neppure il mio ginecologo, aveva immaginato che ci fosse dell'altro...

 Fatto sta che mi ricoverarono nuovamente, i dolori aumentavano mentre la pressione sanguigna diminuiva... Le analisi sembravano scartare che fossi tuttora incinta. Era ormai arrivata la domenica, in ospedale erano presenti i vari medici "di guardia", ma il mio medico se n'era giustamente andato a casa. 

Però la mia  pressione diminuiva (la massima a 70 e ancora in calo, stavo perdendo la conoscenza al punto di non sentire quasi più il dolore e avevo TANTO freddo). Per fortuna il mio medico, preoccupato, tornó in ospedale e si rese conto che si trattava di una gravidanza extrauterina (in aggiunta a quella già interrotta!) con rottura delle tuba interessata e conseguente emorragia interna. Decise di operarmi d'urgenza (grazie ancora, dottor Pellini!). 

Venne chiamato l'anestesista e verso le 7 di sera di quella domenica venni operata. La sala operatoria doveva essere abbastanza affollata, perché oltre al mio ginecologo chirurgo, al medico anestesista e all'infermiera, c'erano per curiosità alcuni dei medici presenti per turno in ospedale: il ginecologo e il chirurgo di guardia, il pediatra di guardia (che non c'entrava nulla ma era parente di mio cognato), mio cognato stesso, chirurgo nello stesso ospedale. Proprio da mio cognato venni a sapere come si era svolta l'operazione (pare che circa un litro e mezzo di sangue si fosse sparso nelle mie viscere, provocando tutto il dolore e l'abbassamento della pressione.)

Così avvenne che nel momento esatto del mio 37º compleanno riaprii gli occhi al mondo, in pratica rinascendo.  Cosi oggi posso festeggiare il mio doppio compleanno: l'82º e il 45º!

E non solo la torta: anche, prima,  un bel polpettone con verdure! Dopo la mattina passata a potare la vigna ci voleva proprio! 

(*) di tutti i Tamburisti che sono passati da questo blog sono rimasta solo io, con lo sporadico e apprezzatissimo intervento del grande .mau. almeno per gli auguri. Perfino Nino, il vero padre del blog, si è ritirato da quasi tutti i social anche per problemi di censura (di questo intendo parlare un giorno o l'altro).


P.S. Abbiamo deciso che una buna parte di questa torta la useremo come base per alcuni tiramisù, al posto dei savoiardi che mio marito non può mangiare e al posto della solita torta al cioccolato speciale bagnata col caffè come siamo soliti fare da tempo


domenica 25 gennaio 2026

Ci sono riuscita? IL PANETTONE parte seconda

 Come dicevo, sono molto testarda.

Perciò ho continuato a cercare una soluzione fattibile per poter produrre un panettone non solo mangiabile ma anche di aspetto decente.

Vista l'impossibilità di trovare in vendita le famose scorzette, ho seguito il consiglio di mio marito e me le sono fatte da me, con le nostre arance  - e per soprappiù anche alcune scorzette di limone mezzo acerbo, sperando che rimanessero verdi, ma in realtà non si nota molto il colore diverso. Vabbe'.

Sono riuscita a trovare finalmente uno stampo della misura giusta, su Amazon. In pratica mi è venuto a costare meno dei famosi stampi di carta, e potrò riutilizzarlo finché sarò in grado di cucinare...

Qualche giorno fa, approfittando di una giornata abbastanza libera da altri lavori, mi sono messa all'opera.

Ho seguito la stessa ricetta dell'altra volta, con più attenzione al momento di aggiungere uvetta e scorzette.

L'impasto è lievitato fin troppo bene, come potete vedere.




Anche il fatto di essere così "nudo"  senza lo stampo di carta dà al mio panettone l'aspetto di un fungo, ma pazienza, almeno non è venuto tutto storto.


L'ho fatto riposare e raffreddare, fuori dal forno spento per evitare che divenisse troppo asciutto, sospeso con spiedini d'acciaio - più resistenti di quelli di legno- dentro una grossa pentola (ho dimenticato di fare la foto).

Nel complesso mi è piaciuto, perfino mio marito ha voluto assaggiarlo.

Certo, tutto un panettone è troppo per me, una metà l'ho affettata e congelata per mangiarlo più avanti quando ne avrò di nuovo voglia. 



Del resto, da domani avrò anche una torta al caffè da smaltire, però per questa mi aiuterà validamente mio marito: apposta per lui l'ho fatta con farina integrale di farro ben setacciata al posto della farina bianca, e l'ho indolcita con xilitolo al posto dello zucchero.

no, non è bruciacchiata, l'ho cosparsa di caffé liofilizzato 








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giovedì 1 gennaio 2026

Auguri a tutti!

 



  BUON  ANNO  NUOVO  A  TUTTI  I  LETTORI