martedì 4 dicembre 2012

Teatro di coppia (tragedie e commedie)


IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “No, non con quel coltello! È un ricordo di mamma!” 

LA MOGLIE: “Ti ammazzo!” 
IL MARITO : “Dopo, che c’è il rigore!” 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Ti ammazzo!” 
IL MARITO : “Facciamo bim-bum-bam?” 

IL MARITO: “Chi è quell'uomo nel nostro letto? Vi ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Ma è un cliente!” 
IL MARITO: “Ah, meno male.” 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Ma mozzati!” 
IL MARITO : “Si anagramma anche come mimo tazza.” 
LA MOGLIE: “Se è per questo anche come ma ti mozza.” 
… 

IL MARITO : “Ti am...” 
LA MOGLIE: “Caro..." 
IL MARITO : "...mazzo!" 
LA MOGLIE: "...gna!" 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Ti ammazzo!” 
(Rumore di spari) 
LA MOGLIE: Quando un marito con la pistola incontra una moglie con il fucile, quel marito è un marito morto. 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Ti ammazzo!” 
IL MARITO : “Copiona!” 
LA MOGLIE: “Chi lo dice sa di essere!” 
IL MARITO : “Specchio riflette!” 
LA MOGLIE: “Arimo! Bolle l’acqua della pasta!” 
IL MARITO: “Perché hai paura di perdere!” 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Ti tolgo dagli amici!” 
IL MARITO : “Quello no!” 
LA MOGLIE: “LOL!” 

IL MARITO : “Ti ammazzo, ho deciso. Tuttavia le parole non possono descrivere quello che sto per dirti.” 
LA MOGLIE: “Comunque non si inizia mai una frase con tuttavia.” 
IL MARITO : “Se questa frase non esistesse, nessuno l’avrebbe mai detta!” 
LA MOGLIE (sarcastica): “Come al solito ti sei superato!” 
IL MARITO: “Nel nostro rapporto solo le variabili rimangono costanti!” 
LA MOGLIE: Qual è la domanda che contiene la parola melone senza alcun motivo apparente? 
IL MARITO : “Ti ammazzo! 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Finalmente una decisione, coglione!” 

IL MARITO : “Buh!” 
LA MOGLIE: “Aaaaah!” 
(muore) 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Vuoi uccidermi mentre sono in peccato mortale? Prima devo confessarmi e fare la comunione”. 
IL MARITO : “Quando c’è la messa!”
LA MOGLIE: “Vado a quella delle undici.” 
IL MARITO: “Va be’, allora intanto vado al bar.” 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: "No! Proprio oggi che l’arcivescovo di Costantinopoli si è disarcivescovodico-stantinopolizzato!"
IL MARITO : “Davvero?” 
LA MOGLIE: “Tu non mi credi mai!” 

IL MARITO : “Amazzo te!” 
LA MOGLIE: “Si dice “Ti ammazzo”. E sì che sei in Italia da vent’anni!” 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Sacher Torte?” 
IL MARITO : “Dai!” 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Ti interessa uno studio gratuito della Bibbia a domicilio?” 
IL MARITO : “Perché?!” 
LA MOGLIE: “Perché il mondo vive nel peccato e la fine è vicina!” 
IL MARITO : “Non sarai diventata…testimone di Geova?” 
LA MOGLIE: “Sì, l’unica fede insegnata da Dio!” 
IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
(la strangola) 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Parlavo proprio ieri della violenza in famiglia con Francesco Alberoni.” 
IL MARITO : “Hai conosciuto Alberoni? Su, dimmi, com’è, che cosa ne pensa?” 
LA MOGLIE: “Dice che la violenza in famiglia è una forma di aggressività che si manifesta tra parenti o consanguinei.” 
IL MARITO : “Lo ammazzo!” 
LA MOGLIE: “Vengo anch’io!” 

IL MARITO : “Ti ammazzo!” 
LA MOGLIE: “No, caro amico, non sono d’accordo, tu parli come un uomo ferito….” 
IL MARITO : “Teorema! Senza l'amore l'uomo che cos'è, su questo sarai d'accordo con me. Senza l'amore l'uomo che cos'è. È questa l'unica legge che c'è!” 
IL MARITO E LA MOGLIE: “Lalalalala-lalalà-lalà…” 

IL MARITO: “Ti ammazzo! Tu mi tradisci!”
LA MOGLIE: “Solo al mercoledì sera, quando vai alle riunioni della Lega, cornuto!” 

(sipario)


lunedì 3 dicembre 2012

Nella Vecchia Fattoria

 Ormai è vecchia di qualche giorno questa nuova: La Scienza in campo ma io sono lento, portate pazienza.

Poi ne ha parlato già Ivo Silvestro, qui. Verissimo quello che dice ma io voglio parlarne da un altro punto di vista. Che poi è sempre il solito --lo so sono ripetitivo.
[N]el nostro immaginario, l’agricoltura “buona” è ancora ferma alla fattoria di Nonna Papera, alla bianca fattoria dove il concime lo fanno le mucche, nutrite col mais del campo antistante la stalla. I maiali si occupano di smaltire i torsoli delle pannocchie, mentre gli scarti più appetitosi le mangiano le galline che fanno l’ovetto fresco tutte le mattine.
Ecco, per certi versi vale anche tra i contadini, i paisan come si dice da noi. Ma però... Forse non è sempre così. Un paio di esempi, a sostegno della mia causa (lo so, lo so, sono aneddoti e liberissimi di non crederci ma devo scriverlo: ce l'ho sulla punta dei diti che mi smangiano).

Cominciamo dalle uova: le cura delle galline è compito dei vecchi. Lavoro non pesante, svaria e poi i vecchi qualcosa devono pur fare delle loro ossa, no. Qui vicino c'è chi si lamenta che le galline non producono abbastanza uova. Roba di una dozzina di uova la settimana per, credo, mezza dozzina di galline. Non sono più quelle di una volta! O forse una volta di uova non ce n'era una produzione tutto l'anno. E si conservavano, io me lo ricordo nelle ule (olle?).
E pensare che vengono nutrite bene, meglia s-ciapà (mais macinato grosso), fornito dai miei fratelli, qualche sacco, quasi apposta per loro, il resto finisce a Agri Energy.
No, niente mangime che dentro non sai cosa c'è. A volte vengono a prenderle da noi, se ne abbiamo; mica glie lo diciamo che noi il mangime per le ovaiole lo usiamo.

Le patate (ma anche altro, probabilmente): a un tiro di schioppo c'è uno che produce ortaggi e vende direttamente al dettaglio, per chi vuole le cose sane e genuine come quelle di una volta. La cosa era cominciata quasi per gioco, il padre pensionato lo faceva a livello di ciacarel (attività secondaria, marginale) poi vista la clientela è arrivato il figlio, cassintegrato storico è subentrato. C'è la fila, le donne a servire e gli uomini nell'orto. Quasi sempre, prendi le patate per esempio: troppa richiesta, sono finite subito. Che fare? Continuare a dire che non ce ne sono tutto il giorno, tutti i giorni di vendita? Ma ragazzi: c'è il Mercà Nöu a Türin, patate ne trovi quante ne vuoi. Tanto quelli mica sanno valutare la differenza.

Ah, sì! siamo assolutamente contrari agli OGM. Tranne che mangimi per gli animali senza soya GM non ne trovi. E lo scrivono sull'etichetta (ne ho parlato un paio di volte in passato su questo blog). Ma nessuno ti obbliga a leggere le etichette.


ia ia ho!

Le olive



Una ventina di giorni fa abbiamo raccolto le prime olive prodotte dal nostro olivo! Guardate quanto è carino, non fa tenerezza? In fondo, è solo un ragazzino, ha 13-14 anni, un niente rapportato alla vita media degli olivi (i campioni di longevità vivono millenni). È il terzo anno che fiorisce, l'anno scorso ha fatto anche qualche piccola oliva, ma son tutte cadute ben prima di maturare, anzi temevamo fosse di una varietà non autofertile. Quest'anno invece...
guardate!



La prima volta abbiamo raccolto solo le più belle e grosse, circa 6 etti:
















La seconda volta, qualche giorno dopo,  abbiam raccolto le rimanenti a parte quelle piccolissime: ancora 7-8 etti.

Certo, se avessimo qualche decina di olivi, cercheremmo un modo per produrre l'olio (qui non ci sono frantoi, so che in almeno una delle isole producono olio di semi di girasole, ma temo che il procedimento sia piuttosto diverso).
Ma con poco più di un chilo di olive, che si può mai fare? Mangiarle così è escluso, sono amarissime. Da ragazzina, in Umbria, ricordo che una volta ci ho provato e poiché sono curiosa come una scimmia ci ho riprovato ora con una delle nostre, ma...

Insomma, l'unico modo per utilizzarle (dopo tanta fatica, povero olivo, volevate che gliele buttassimo? mai e poi mai) era metterle in salamoia.

Per la prima parte abbiamo seguito il metodo con la soda caustica, che serve a far perdere loro l'amaro. Ho cercato alcune ricette che differiscono l'una dall'altra ma probabilmente vanno tutte bene, una addirittura era riportata sulla confezione della soda caustica. Chiaramente l'ha maneggiata mio marito: nel post sul sapone l'avevo detto che non mi avrebbe mai permesso di usarla perché non mi facessi del male.




Si prepara in un contenitore di vetro acqua sufficiente perché le olive ne restino ben coperte. Si aggiunge la dose di soda caustica consigliata (SEMPRE versare la soda nell'acqua, MAI il viceversa, è pericoloso). È bene maneggiare il tutto con guanti di gomma e usare una mascherina per non respirare i vapori, ma mio marito ha fatto tutto senza, figuriamoci! La soda da aggiungere è di circa 20-25 gr. per ogni litro d'acqua, e svilupperà calore al contatto con l'acqua.
Quando la soluzione si è raffreddata si aggiungono le olive, si mescolano bene con un cucchiaio di legno, si coprono con un piatto perché non galleggino e restino ben coperte dal liquido - io ho usato uno di vetro opalino, non credo che vada bene uno di ceramica - e si lasciano in questo bagno per 8-9 ore. 



Poi si sciacquano bene in più acque, lasciandole immerse ogni volta alcune ore. Le nostre olive nel frattempo si erano anche un po' scolorite:
















Infine si prepara la salamoia, facendo bollire abbastanza acqua da coprirle bene, con 80 gr. di sale (io uso quello grosso) per ogni litro d'acqua. Si dispongono le olive nei barattoli di vetro, si coprono bene con la salamoia tiepida, si chiudono i barattoli e si aspetta una quarantina di giorni. 
A questo punto si sgocciolano e si sciacquano bene e si versa una nuova salamoia pulita, fatta però con una proporzione minore di sale, per esempio 40-50 gr, per ogni litro d'acqua. Si sterilizzano i barattoli con il metodo solito, facendoli bollire almeno 5 minuti immersi in acqua dentro una pentola.




Per la seconda dose di olive abbiamo provato un altro metodo, quello della salamoia diretta.


In questo caso la salamoia si prepara con una proporzione di sale maggiore: 100 gr. per ogni litro d'acqua. Si mettono le olive nei vasetti, si coprono con la salamoia raffreddata (o tiepida, l'importante è che il calore non rompa i vasetti), e si ripongono per due mesi, dopo di che teoricamente le olive dovrebbero aver perso il sapore amaro. Anche in questo caso si sciacquano bene e si cambia la salamoia, con una proporzione di sale più ridotta, 40-50 gr. per litro d'acqua.

Tutto ciò in teoria, in pratica alla fine di questo mese proveremo la prima parte di olive, quelle preparate con soda caustica, le sciacqueremo e cambieremo la salamoia. Speriamo bene. Per la seconda parte dovremo attendere fino a fine gennaio...



domenica 2 dicembre 2012

La tana dell'unicorno

Adoro Twitter che senza farla tanto lunga ti dice subito cosa c'è di nuovo. E il massimo si raggiunge quando su Twitter trovi Slashdot, anche lui viene subito al dunque.

Il problema è che il Web è grande, molto grande, quasi troppo. Allora, a farla breve, oggi ho trovato questo: North Korea Claims Archaeologists Have Found 'Unicorn Lair' In Pyongyang.

La tana è situata a 200 metri dal Tempio Yongmyong sulla collina Moran a Pyongyang. Una lastra di pietra rettangolare con inciso "Tana dell'Unicorno" è situata davanti alla tana. La scritta è ritenuta risalente al periodo Koryo (918-1392).

I libri di storia della Korea raccontano dell'unicorno che cavalcava il re Tongmyong.
Ma non solo loro, anche i nostri, guarda qui:


Lo sapete che ne ho uno in garage. Rosa, invisibile.

sabato 1 dicembre 2012

Una storia di Calvin & Hobbes

Calvin & Hobbes lo leggo tutti i giorni. Anche la domenica con i colori sbagliati, o meglio colorato male.
Non mi piacciono alcune cose del ragazzino, tipo quando non fa il compito, non ama la scuola, tormenta Susie, ...

Oggi una twittata segnala questo: Calvin and Hobbes the search engine by Bing.

Fantastico Bing! (che sarebbe poi Michael Yingling come potete verificare facendo click su why).

Una delle storie che più mi sono piaciute l'ho ritrovata cercando "helium balloon", eccola:

 
 
 
 
 
 
 
 
 

La pistola trasmogrifatrice viene da una storia precedente, potete trovarla voi stessi con "transmogrify".
Calvin & Hobbes : Copyright & All Rights Reserved by Bill Watterson and Andrews McMeel Universal.

Pensa te che oggi volevo parlare di OGM. Grazie a Bill e Bing l'avete scampata --per ora.

CATurDOG - 18

Un bel gioco dura poco, tutte le cose belle prima o poi finiscono e...

Che poi tutti quei gatti, diciamocelo, un po' hanno stufato (Pico, Pero e Gaspode per adesso ma la petizione è aperta, sottoscrivete).

In ogni caso ecco la diciottesima puntata della serie, l'ultima mia.
E c'è un ospite speciale: Ulisse, varda si che roba!