mercoledì 17 settembre 2014

Complementi di spagnolo - 7 - Mio, tuo, suo...



PRONOMI E AGGETTIVI POSSESSIVI



(pronome personale)

Aggettivo
possessivo
preposto
1

Pronome
possessivo
2
Aggettivo possessivo
posposto 3

singolare 4

plurale

singolare 5

plurale

yo

mi

mis

mío/a

míos/as


tu

tus

tuyo/a

tuyos/as

él/ella

su

sus

suyo/a

suyo/sas

nosotros/as

nuestro/a

nuestros/as

nuestro/a

nuestros/as

vosotros/as

vuestro/a

vuestros/as

vuestro/a

vuestros/as

ellos/ellas

su

sus

suyo/a

suyos/as


1   non ammette l’articolo determinativo (come in inglese, per esempio)
2   come pronome: preceduto da articolo determinativo
3   come aggettivo posposto: con sostantivi preceduti da aggettivo dimostrativo, indefinito, numerale o articolo indeterminativo
4   ammette l’articolo indeterminativo
5   in senso sostantivato con l’articolo neutro lo


Esempi:
1    Sus padres son alemanes (i suoi genitori sono tedeschi)
2    Mi maleta y la tuya (la mia valigia e la tua)
3    Aquel amigo tuyo, algunos amigos nuestros, dos amigos suyos, un amigo mío...
4    Ha llamado un vuestro amigo (meglio:un amigo vuestro)
5    Lo suyo es el baile (il suo (la sua specialità) è il ballo)


ESERCIZI
-  ¿has llamado a ... amiga?
-  ... coche es más viejo que el ...
-  lo ... es trabajar, siempre trabajar





Un km quadrato

È solo una mia ossessione?
Forse no, almeno a sentire la mia amica A. che non vuole essere citata e oggi la cito qui e sull'altro blog. OK, ex-amica, peccato.

Il tutto è nato da una discussione su una cosa di cui parliamo da un po' e prima o poi ci faccio un post, davvero. Ma per adesso di quello non vi dico niente, nada, zilch, roba segretissimissima e mysteryousassay.

Oggi invece questo: quant'è grande 1 km2?
Se non ho sbagliato tutto clamorosamente ecco tre esempi:

Torino

Piobesi

i dintorni di casa

Sì Google Map. E queste sono le scale, tutte uguali, ovviamente.


martedì 16 settembre 2014

Le catene di Facebook



Devo scusarmi per il ritardo con Lucia Marino che mi ha invitata al gioco dei libri che imperversa su Facebook.
Già ho partecipato due volte, non ci pensavo più, anche per questo forse non mi sono accorta della notifica: del resto, sono stata in viaggio, collegandomi sporadicamente, e si sa che su Facebook “panta rei”! Solo per caso ho sfogliato le notifiche vecchie.

Da quanto mi è stato detto la prima volta, si tratta di elencare 10 libri di narrativa che ci sono cari: successivamente ho visto il gioco trasformarsi come avviene con quello infantile del telefono senza fili (ad ogni passaggio si ha una variazione, più o meno voluta, per cui all'ultimo passaggio la parola risultante è completamente diversa da quella iniziale).
Pertanto non mi sono stupita quando, per alcuni, i libri da narrativa sono passati a saggistica, o quando ho letto la definizione “i libri che mi hanno cambiato la vita”.

Bene, io non credo che alcun libro in particolare mi abbia “cambiato la vita”: OGNI cosa che ho letto ha contribuito in modo più o meno incisivo a fare di me ciò che sono ora ed mi resta tempo, forse, per evolvere ancora.
Perciò elenco qui solo alcuni della miriade di libri che ho letto nella mia lunga vita, e neppure questa volta in ordine di importanza.

Ricordo, per esempio, il bellissimo “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” di Buzzati, con disegni dell'autore, che ha allietato la mia infanzia e la prima adolescenza.


Il vagabondo delle stelle” di Jack London, letto da bambina quando probabilmente non ero ancora in grado di comprenderlo, è una storia che contiene altre storie: un prigioniero “evade” coi sogni dalla sua situazione, vivendo (o rivivendo? mi par di ricordare che fossero reincarnazioni) altre vite, in altri contesti storici e geografici. Scusate, non ricordo molto di più, in fondo son passati quasi sessant'anni!

Leggendo “Fahrenheit 451” in quanto appassionata lettrice mi sono molto immedesimata nella storia, anzi mi sono chiesta quale libro avrei potuto io imparare a memoria per i posteri, nel caso si verificasse quanto ipotizzato, poi mi son resa conto che la mia memoria risibilmente labile non mi permetterebbe neppure di imparare a mente una poesiola...


1984” l'ho letto la prima volta da giovane e già avevo notato che molte di quelle fantasie erano profetiche: riletto pochi anni fa sono rimasta stupita delle capacità di previsione dell'autore dalla storia riscritta giorno per giorno -ma già Stalin aveva fatto cancellare Trotksy perfino dalle foto!- al controllo costante anche visivo del cittadino). Oggi direi che si è avverato in pieno tutto quanto...
Anche “La fattoria degli animali” è piuttosto realistico!

Io uccido” di Faletti: a parte la curiosità per l'autore e l'interesse per una trama poliziesca (sono un'appassionata del genere), mi è piaciuto non tanto per la prosa, decisamente sovraccarica, quanto per i divertenti e fantasiosi paragoni!


El manuscrito carmesí “di Antonio Gala è la biografia romanzata dell'ultimo re “moro” Boabdil, fino alla caduta di Granada che pose fine a più di mezzo millennio di dominio musulmano in Andalusia.


Via col vento” anche ha uno sfondo storico, ma mi è piaciuto (e per questo l'ho riletto! un giorno o l'altro devo proprio vedere il film -l'ho su DVD- sperando che non mi deluda) soprattutto per il carattere deciso e impetuoso, sia pure piuttosto egocentrico, dell'intrepida protagonista Rossella. 
Tutto il contrario del “Dottor Zivago” (che infatti non mi è piaciuto), il cui protagonista, così debole di carattere, indeciso e “mollacchione”, è una vera iattura per le povere donne che inspiegabilmente l'amano. 
Confesso che anche “Madame Bovary “ l'avrei presa volentieri a schiaffoni fino a ridurle il viso come un pallone... altro libro che non mi è piaciuto, quindi.

Mi è invece piaciuto molto, sia per l'ambientazione storica, sia per il carattere degli indimenticabii personaggi, ma soprattutto per lo stile di scrittura, “Cien años de soledad” che ho avuto la fortuna di poter leggere in lingua originale, senza perdermi perció dettagli della prosa dell'autore.

Anche “The adventures of Huckleberry Finn”, ancor più di “Tom Sawyer” le ho trovate godibilissime in lingua originale ancor più di quando ne avevo letto la versione in italiano: soprattutto per il linguaggio usato dall'autore, leggermente diverso nei due libri perché la narrazione vien fatta da personaggi di ceto e cultura diversi.

Be`, mi pare di aver superato i 10 libri, pertanto mi fermo qui.
E chiaramente interrompo qui la catena: odio le catene!

Higgs, quando?

L'ultimo esempio in ordine di tempo è stata la rivelazione del bosone di Higgs, che ha fatto scalpore nel 2013.
p.113 di La realtà non è come ci appare di Carlo Rovelli.

Poi ne parlerò, bello ma sono solo a p.123, praticamente l'introduzione. Cioè no ma quello che Carlo (posso chiamarlo così senza essere katsiato? i 'mericani lo fanno; e poi lui mica viene a saperlo (spero)).

Questo l'ho letto ieri sera, ero già mezzo addormentato ma qualcosa non mi tornava. Cioè, 2013? l'anno scorso? no dai! è passato più tempo, ne sono sicuro: Marco Delmastro e Gianluigi Filippelli che twittavano in continuazione e supplivano al mio collegamento che non mi consente lo streaming. E sì, cinque sigma! (loro dicono così per dire "sì, sicuro, siamo praticamente sicuri che è sicuramente così", contano le parole che cominciano con "s"). Era il 2012, anzi il 4 luglio, guarda qui:


e qui, dove c'è anche qualcuno dei protagonisti:


Però, torniamo a noi: ieri sera mi sono alzato, sono sceso, acceso il 'puter e sentito la Wiki:
[I]l 4 luglio 2012, in una conferenza tenuta nell'auditorium del CERN, presente Peter Higgs, i portavoce dei due esperimenti, Fabiola Gianotti per l'esperimento ATLAS e Joseph Incandela per l'esperimento CMS, davano l'annuncio della scoperta di una particella compatibile con il bosone di Higgs, la cui massa risulta intorno ai 126 GeV per ATLAS e intorno ai 125,3 GeV per CMS.

La scoperta del Bosone di Higgs veniva ufficialmente confermata il 6 marzo 2013, nel corso di una conferenza tenuta dai fisici del CERN a La Thuile. I dati relativi alle sue caratteristiche sono tuttavia ancora incompleti.
OK, chiaro. A questo punto sono tornato a dormire (dopo aver chiuso il browser e spento il 'puter, ovviamente).

Però, mi son detto: va bene che a me nessuno dice mai niente (auto-cit.) ma anche Marco!
O no? No, verificato questa mattina appena alzato e caffeinato: Aspen 2013, giorno 4: i fotoni di CMS, il bosone è un bosone di Higgs.

Il Web è bello, se lo usi bene, evitando gossip, bufale e tavanate trovi quasi tutto quello che vuoi. Poi magari te ne dimentichi ma con una piccola indagine, anche senza googlare, lo ritrovi.

Ah! 'na roba: le immagini sono prese dalle presentazioni di Marco, qui: Ricercatori visibili.

lunedì 15 settembre 2014

Il nuovo arcivescovo di Valencia


Pare si tratti del card. Cañizares Llovera ma vale per tutti. Alla faccia di quanto dicono.
Loro sono i capi.
E hanno l'otto per mille.
E non pagano le tasse.
E la Rai gli fa continuamente pubblicità gratis.


Sempre che sia lui qui c'è la bio, su un sito amico, anzi di più.

Goooglando ho trovato URL a non finire ma potete farlo anche voi, volendo. Io mi limito a un video, segnalato dal vaticanista de La Stampa (arriva dal giornale di Silvio, Feltri e Sallusti), una garanzia.


Morale

Sì questa storia ha una morale: Sua Pastosità il Prodigioso FSM (sempre sia condito, RAmen) è un burlone.

sabato 13 settembre 2014

Complementi di spagnolo - 6 - Tutti a casa!



Soprattutto se volete affittare un alloggio per un soggiorno in Spagna avrete bisogno di conoscere alcune parole che possono ingannarvi.




Per un breve periodo può esservi sufficiente un "estudio": tranquilli, non vi sto suggerendo di arrangiarvi in un ufficetto!

Un estudio (notate la e eufonica di cui vi ho parlato nel primo incontro) e' quello che in italiano viene chiamato monolocale, ovvero un alloggio (vivienda) formato da una stanza multiuso, a volte comprendente l"angolo cottura" che in alcuni casi invece ha un piccolo spazio a sé, oltre ovviamente al bagno.

Invece quel che noi chiamiamo studio, ufficio, cioè il luogo dove si sbrigano lavori di "scartoffie" si dice despacho.







Insomma, oggi voglio proporvi la nomenclatura inerente le case, una lezioncina facile facile...

Una casa è un edificio, se è di molti piani sarà un rascacielos (letteralmente grattacieli).
Un edificio è formato, ovviamente, da vari apartamentos o pisos (più avanti vi parlerò dei vari significati di questa parola).
Nel caso di un edificio unifamiliare o bifamiliare, si parlerà di chalet (pronuncia cialét) o di casa a seconda che abbia o no un giardino.
Poi, certo, ci sarà qualcuno che si può permettere un ático...


Un apartamento o una casa o un (*) chalet possono essere formati da alcuni o tutti questi elementi:
cuartos    genericamente stanze
recibidor      ovvero la stanza d'ingresso
pasillo          cioè il corridoio
habitación  = stanza, genericamente (a parte quelle che noi chiamiamo "i servizi" che anche in spagnolo collettivamente si chiamano servicios)

Troveremo sicuramente una cocina e almeno un (cuarto de) baño che è quello completo di doccia ducha o vasca bañera, mentre quello comprendente solo WC (inodoro) e lavabo è detto aseo (da asear = pulire, rassettare).

Nelle cucine più ampie ci può essere un óffice (parola presa in prestito, non esiste nel dizionario ufficiale) ovvero una zona-pranzo (mi pare che anche in Italia si usi questa parola, ma per designare una specie di antecucina con la dispensa o altro).

Il soggiorno si può chiamare sala o salita (saletta) ma generalmente si chiama estar (anche questa parola non esiste ufficialmente come sostantivo, è sottinteso che si tratti di una stanza appunto per stare, soggiornare) che può essere o no separato dal comedor (da comer = mangiare, come dire mangiatoio).

Si può chiamare anche salón, che significa salone in tutte le sue accezioni (salone di bellezza, Salone dell'Auto...) ma soprattutto in Canarias definisce una grande stanza, in genere un grande garage, dove ci si può ritrovare a far festa con gli amici, così come in Italia usa la cosiddetta cantinetta o altre definizioni.

entrata a un salón o garaje


angolo attrezzato a cucinetta in un salón




cenetta familiare in un salón


Altro elemento indispensabile è il dormitorio a volte chiamato anche habitación per antonomasia. Certo, la parola richiama alla mente le camerate delle caserme o dei collegi, ma tant'è...







Spessissimo, molto più che in Italia, il dormitorio presenta un armario empotrado (armadio a muro), che io odio particolarmente perché occupa molto più spazio di uno normale ed è inamovibile!





Se l'ampiezza lo permette, si può avere una stanza a parte per gli armadi ovvero un vestidor, separata dal dormitorio tramite una parete o gli armadi stessi.




Un alloggio di grandi dimensioni potrà avere anche un disimpegno ovvero distribuidor, nonché un despacho, soprattutto se uno dei padroni di casa svolge una professione che lo richieda.

esempio di solana

Molti edifici popolari non hanno una terraza o un balcón, però in cambio hanno una specie di terrazzo, spesso  chiuso da mattoni traforati ornamentali o una vetrata, cioè una solana, adibito per lo più a stendere il bucato (si evita così l'effetto barriada ovvero quartiere popolare, così tipico invece in alcune zone d'Italia, con la distesa dei panni da una casa all'altra...).



Però, nel caso non esista questa solana, si può stendere il bucato dalle finestre (ventanas) affacciate sul patio de luz, ovvero il cortile interno, che serve appunto a dare luce alle stanze che non hanno finestre in facciata (fachada, con gli stessi significati dell'italiano) oppure su quella che in italiano corretto ma desueto si chiama altana, ovvero la terrazza che copre l'edificio a mo' di tetto, ovvero la azotea. È interessante l'etimo di questa parola: deriva da azotar, ovvero frustare, in questo caso il frustare del vento, che asciuga il bucato anche in assenza di sole...


In una casa o un chalet ovviamente il patio è invece come una stanza in più, all'aperto ma al tempo stesso al riparo dalla vista esteriore, un cortiletto a volte con piante e ornato in vario modo (si pensi al patio andaluz, spesso decorato con le tipiche piastrelle dai toni azzurri o azulejos).



E per l'auto? come ho detto, può esserci un garaje addirittura ampio a sufficienza da poter farne un salón, oppure di dimensioni più contenute. Nel peggiore dei casi ci si può accontentare, in un edicio plurifamiliare, di un aparcamiento o box, un "posto macchina" insomma.

Una vivienda può avere anche un trastero ovvero un locale di sgombero, un ripostiglio, sia integrato nell'appartamento sia a se stante, per esempio una soffitta (desván), che può ricevere luce da una finestrella o  buhardilla, se è sufficientemente ampio e alto spesso viene trasformato in mansarda.




Un tesoro che poche case possono permettersi di avere nel sótano (seminterrato) è la cantina o bodega, possibilmente fresca e asciutta, da poter adibire anche alla conservazione di vini o salumi...

questa è una cantina vera e propria...



(*) non uno bensì un chalet perché appunto si legge cialét, non scialé