giovedì 2 ottobre 2014

Complementi di spagnolo - 9 - Saluti e convenevoli



Incontrandosi  (al encontrarse)

¡Hola! = salve (più informale, da usare con chi è in confidenza)
Buenos días = buon giorno (la mattina, fino a mezzogiorno)
Buenas tardes = buon pomeriggio (il pomeriggio, fin verso le 8 di sera, o meglio all'imbrunire)
Buenas noches = buona notte (dall'imbrunire in poi)
¡Muy buenas tardes!
per dimostrare cordialità, in genere si dice: “¡Hola, buenos días!”ecc.

Separandosi   (al despedirse)

Adiós = addio
Hasta luego = a dopo
Hasta pronto = a presto
Hasta el lunes = a lunedì
Hasta la vista = arrivederci
Hasta nunca = a mai più (= spero proprio di non rivederti più!)
Nos vemos = ci vediamo
Chao (pronuncia ciao, evidentemente mutuato dall'italiano, a sua volta derivato da s-ciao ovvero schiavo (vostro) = ciao (solo nel lasciarsi, mai nell'incontrarsi, a differenza dell'italiano) 

Convenevoli vari   (formalidades)

¿Qué tal (sottinteso: estás)? = come va?
¿Cómo estás? = come stai?
¿Cómo va? = come va?
¿Qué pasó? (letteralmente: che è successo?) = come va?
(nel popolino si usa anche come saluto iniziale, al posto di Hola o di Buenos días ecc.)
¡Adió! = salve (in Canarias) si usa per salutare incrociando qualcuno, senza fermarsi (la o un po’ strascicata)
¡Recuerdos a XY!  = porta i miei saluti a XY
Encantado (de conocerle) = piacere (di conoscerla)
Por favor, … = per piacere
¡Muy amable! = molto gentile!
(Muchas) gracias = grazie
Te doy las gracias por ... = ti ringrazio per …
Te agradezco mucho... = ti ringrazio molto per … (specificare)
¡Felicitaciones! = Congratulazioni!
¡Enhorabuena! = Congratulazioni! (però Estar de enhorabuena = Estar de suerte = avere fortuna)



Ricordarsi di salutare sempre, chiedere per favore e ringraziare, sono in genere molto formalisti: per esempio nel fermare qualcuno per strada per chiedere una informazione, sempre esordire con il saluto!

Cinguettii - 24


The Nerd Side

Un mio allievo del corso per motoristi è volgare, xenofobo e misogino

E niente, io mi tengo la miopia

Ieri in pizzeria ho chiesto una capricciosa

La Santa sede ha confermato la visita del Papa sulla Stazione spaziale internazionale

Appadrepii

L'esigenza di #scritturebrevi portò allo sviluppo della matematica

Qualcuno doveva farlo

Se i tuoi amici ti dicono che sei ingrassato


I giovani non vedono un futuro perché

this is what real scientists who have just launched a Mars mission look like

How planes fly

Vi rendete conto che siamo nel 2014

Google this

Morning walk then and now

Le prime twitstar sono stati i corinzi

Siete come il cantante dei Modà
l'offesa peggiore mai concepita

Censura del governo cinese online

pic


Spazio profondo



"Nello spazio profondo, nessuno può sentirti gridare."

E con questa citazione di Alien, inizia l'albo che darà la rigenerazione dell'indagatore dell'incubo: Dylan Dog!


100 pagine per rilanciare un fumetto nato, come me, esattamente nel 1986, e che da allora si è guadagnato un sacco di ammiratori!
(A parte Juhan, che apprezza di più Tex..)


Ve lo consiglio caldamente, soprattutto se avete apprezzato la trilogia di Alien, di cui in qualche modo il nuovo albo prende spunto, come ho detto.
La storia è ambientata nel futuro, in cui cinque copie molto diverse di Dylan dovranno indagare sulla scomparsa di un equipaggio di un'astronave che sembra essere stata infestata da alcuni spettri..

Qui e qui alcune recensioni: ma cosa aspettate?
Correte in edicola!


Ah, dimenticavo di inserire questo: la parodia del maestro Davide La Rosa!

mercoledì 1 ottobre 2014

Mi contraddico facilmente, ma lo faccio così spesso che questo fa di me una persona coerente

Io sinceramente avrei dato l'arrivederci al Tamburo, ecco.
Ma me ne sono già pentito.


Raccontare di scienza

Nei primi anni del secolo, questo era chiaro a tutte le persone sufficientemente ragionevoli, cioè solo a Albert Einstein.
p.70 Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare.

Bella questa frase vero? Almeno a me piace tantissimo. E non vi dico a cosa si riferisce, leggete il libro e lo saprete. E mi ringrazierete perché è davvero bello. E mi sa che un giorno ne parlerò, tipo una recensione come si deve (tenendo conto dei miei limiti, ovviamente).


Ma non voglio parlare di quello, non solo. C'è 'na roba che non mi aspettavo proprio: l'ultimo post di Marco Delmastro, A chi è adatto "Particelle familiari"?

Lo so che lo avete già letto per cui la faccio breve: secondo me ha ragione Marco, Particelle Familiari per i bambini delle elementari (ma non si chiamano primarie adesso?) è troppo difficile. Naturalmente questa è solo la mia impressione, di vecchio fuori dal gioco.
Posso mettere in conto anche l'ambiente: i ragazzi ebraici sono senz'altro meno esposti alla mistica salvin-calderolica (dai, colpisce sono i locali qui della FWP (Former West Padagna)) o quelle affini del gasparripidiellismo, giovanardismo, moccismo,fabiovolismo, flaviaventismo, tamarrismo --OK, sono parecchie, troppe per elencarle qui.
Anche i commenti apparsi finora sul blog di Marco (quelli che ho letto) fanno sempre riferimento a persone più adulte. E capitano anche quelli della mia età, qualcuno che approccia la fisica per la prima volta (bravo Marco!).

Questo era quello che mi premeva evidenziare, spero che siamo tutti d'accordo. Perché altrimenti chi mi accusa di essere infantile (a volte con l'aggiunta "a volte", altre senza) avrebbe trovato una facile sponda. E autorevole. Vero che no? Vero? Nèh?
Ma ero partito da Rovelli. E vorrei tornarci un attimino per una considerazione ancora. Un confronto tra le Particelle e la Realtà, su un aspetto in cui risultano molto diversi: il linguaggio.
Non vuole essere una critica, solo una constatazione.
Marco attribuisce alla Signora delle Lettere la chiarezza della sua esposizione. Brava la Signora, scrive molto bene sul suo blog personale, consigliatissimo. E poi mica posso immaginarmi che Marco dica bugie, dai!
Il risultato si vede, il testo è leggibilissimo. bravi, tutti, compresi l'/gli editor di Laterza. Ma allora anche nel blog?
Per contro nel libro di Carlo mi capita di avere l'impressione di essere a una conferenza o una lezione introduttiva all'università (o al liceo, o in terza elementare). Non è negativo, anzi mi fa sentire partecipe (per finta, purtroppo). Mette anche una spruzzatina di formule, purtroppo non spiegate (ma come potrebbe).

E comunque sono diversi: i fisici non sono come le particelle di cui si occupano. Mi spiego: un elettrone non è distinguibile da un altro elettrone, anzi dice il Carlo c'è solo quando serve interagisce con qualcos'altro. Ecco i fisici no, sono persone; e come se non bastasse si diversificano specializzandosi: chi fa lo sperimentale chi il teorico. Ai primi servono macchine über-fanta-ultra-mega-plus (manca solo lambda) agli altri una lavagna e un gessetto, o carta e matita. Mystero che davvero mi piacerebbe qualcuno mi spiegasse è come si riescono a coordinare le migliaia giù al CERN, di nuovo penso agli indigeni locali di qui. Che per contro al teorico chiederebbero continuamente quando si mette finalmente a fare qualcosa: quanti paperi ha prodotto Peter Higgs? E quante copie hanno venduto?

OK, sentite, questo post è venuto molto diverso da come lo immaginavo. E anche molto più brutto e banale e sciocco. Non leggetelo. In futuro parlo d'altro.

Popinga, il CERN e Facebook

E non basta, c'è anche un esperimento altamente sperimentale che mi fa fare questo post.
Il cui risultato potrebbe cambiare l'Universo come lo conosciamo l'abbiamo conosciuto finora. O almeno il blog: cosa diventerà il Tamburo Riparato? Sopravviverà? Chissà? No posteri, voi non c'entrate questa volta, questione di pochi minuti e sapremo, perché: wir müssen wissen, wir werden wissen (cit.).


Allora vado:

Va? Andato?

Si ringraziano:
  • il CERN per aver fornito il pretesto (e per tutto il resto, ça va sans dire);
  • Facebook per questa nuova feature ("caratteristica" dice Google Traduttore);
  • Google per aver tradotto "feature" (caratteristica);
  • Popinga, al solito.