L'argomento, come no, è stato il solito: la sperimentazione animale. Di tanto in tanto il ragazzo mi provoca, chiamandomi direttamente in causa dopo aver condiviso un post su questo tema.
Si sa, da giovani si è molto portati a soccombere al cosiddetto "principio di autorità" , per cui si prende come oro colato (ipse dixit) quel che viene sostenuto da una persona che è riconosciuta dai più, per qualche motivo che in genere è la notorietà e la carica rivestita, come particolarmente ferrata sull'argomento in discussione.
Anch'io sono stata giovane, mezzo secolo fa, ed è capitato anche a me, poi sono maturata e ho iniziato a ragionare col mio proprio cervello, mettendo costantemente in dubbio soprattutto quello che mi veniva presentato come indiscutibile, ricercando altre fonti, valutando gli eventuali bias e tirando poi, alla fine del processo, le mie conclusioni, non sempre allineate al pensiero comune.
Ma Serpico/Dario è appunto giovane e ancora soggetto a questo principio di autorità. Inoltre su Facebook e in generale in rete si discute molto su questo argomento, con affermazioni drastiche e controaffermazioni altrettanto drastiche, chi abbia già un'idea preconcetta (sua o instillatagli dall'autorità) inevitabilmente si schiera ciecamente da un lato o dall'altro.
Invece di leggere le discussioni tra i pro e i contro, che tendono ad annoiarmi perché ormai conosco tutti gli argomenti e le obiezioni addotte dai contendenti, io preferisco leggere articoli scientifici ma anche di divulgazione, a volte apparentemente avulsi dal tema, ma alla lunga riconducibili ad esso. Per esempio, leggo a volte articoli pubblicati su JAMA o su Nature ecc. e cerco di trarne le mie proprie conclusioni.
Va be', non la faccio lunga, riporto qui sotto il battibecco con Dario.

Inutile dire che, a parte i link che appaiono sopra, potrei pubblicare centinaia di altri link sull'argomento, ma sono un po' stufa di dover sempre cercare io, sono notizie pubbliche, chi non voglia appositamente ignorarle può cercare da sé!
Quello che è certo è che ha fatto di più in pochi anni la ricerca mirata, rivolta all'uomo e sui dati umani, che cent'anni di "ricerca" basata su dati animali (tra l'altro, su animali eterogenei in quanto a genoma, anatomia, malattie spontanee, sistema immunitario ecc.). Sono sicura che la ricerca fatta su un dato animale per scoprire le cause e la cura di una malattia tipica di quell'animale deve aver portato a buoni risultati, ma chiunque troverebbe ridicolo studiare su un ratto una malattia tipica ed esclusiva per esempio dei pinguini (simulandola artatamente nel ratto)! Com'è che nessuno dei simil-Dario si rende conto di questo?
Dario è un ragazzo intelligente, sono sicura che anche lui inizierà presto a non affidarsi così ciecamente ai mostri sacri. Allora si guarderà intorno e si renderà conto che il futuro della ricerca non sta nel proseguire con il vicolo cieco dell'antiquata sperimentazione animale ma nell'ingegneria genetica (studio del genoma umano e non, del DNA), nelle cellule staminali embrionali umane, nella tecnologia degli organ-on-a-chip, eccetera eccetera, cioè scienza e tecnologia moderne.
Comunque, un pochino di coda di paglia nell'ambiente della sperimentazione animale deve esserci, perché non solo diffondono dati fantasiosi, per esempio sul numero di animali impiegati (lungi dal diminuire invece sta aumentando nel mondo), oppure intralciano chi voglia indagare sulla realtà di tale sperimentazione. Un esempio: l'altro giorno la dott.ssa Monica Marelli, fisica ma interessata anche alla sperimentazione animale, ha pubblicato su Facebook il resoconto di una sua intervista a un'operatore in questo settore. Prima di tutto aveva già dovuto passare una trafila, cercando di ottenere da più di una azienda del settore il permesso di svolgere tale intervista: ha ottenuto la concessione da una sola di esse, e solo con la condizione che l'intervista stessa venisse sottoposta a un responsabile dell'azienda prima della pubblicazione. Risultato: le risposte dell'intervistato sono state così pesantemente corrette e manipolate da costringere la dott.ssa Marelli a rinunciare alla pubblicazione dell'intervista, svuotata ormai di ogni significato.















