venerdì 5 giugno 2015
Suggerimenti - 73
Ignoganza infestans: un'infestante resistente all'evidenza
The Birthday Problem
Google's solar plane crashed earlier this month in New Mexico
Paris will permanently remove all the love locks on Pont des Arts bridge
se non ricordo male era anche una mocciata romana, chsissà che fine ha fatto?
About the United Church of Bacon
BrujarellaIban è tosto; e la streghetta usa il sistema operativo giusto
Rosetta Team Proposes Landing On Comet To Finish Mission
How Elon Musk's Growing Empire is Fueled By Government Subsidies
10 Lessons of an MIT Education
una cosa vecchia, dello scorso millennio che meriterebbe uno o più post tutti per lei; c'è un insegnate qui?
Napoli, parroco distratto trasforma il sangue di San Gennaro in Montepulciano d’Abruzzo
Citizen Four
Italian scientists vilified in wake of olive-tree deaths
Clamoroso! Rivelato il vero volto del Prodigioso Spaghetto Volante!
Kentucky Fried Chicken Sues Over Rumor That It Uses Eight-Legged Chickens
per gli italiani: LOLlosissimo il nome della giornalista, nomen omen
Tagliatelle in Piedi 30-05-2015 Torino
Quaestio De Centauris
Il modo giusto di sbagliare
fondamentale!
How a curmudgeonly old reporter exposed the FIFA scandal that toppled Sepp Blatter
Vidéo Cochonou Quad
Ascolta “Luca era gay” di Povia al contrario e diventa omosessuale
Cast that first stone with The Jesus Slingshot
martedì 2 giugno 2015
Cinguettii - 59
La "ripresa" su cui tanto si gioisce
nato a Bergamo
The perfect birthday cake for your budding paleontologist
Fenomenologia della #viralità de @zerocalcare
ormai sarò oltre il quinto ma era mercoledì quando l'ho linkata
Ieri c'era
Due almost entirely to introduction of #GM Bt Cotton in 2002, India is #1 in world and has tripled production
verso Siracusa
The Princess and the Boson...
Se sei una persona solare
Basta con i lettori di codici a barre, inaridiscono i cuori
Ultim'ora
The Milky Way seen over A.L.M.A.
Mozart, age 5, and his earliest composition, 1761
Usi originali di Twitter
Lo specchio di un paese di separati in casa
Fra le mie tante passioni c'è anche l'astrofisica
Controllo su instagram se
Coincidence or not?
"Aldilà" dei partiti
Star Wars makes everything better
Tony Blair world statesman
manco fosse EXPO2015
people who dont understand my sarcasm
Maglie post-elezioni
Hallo #Torino!
hey! ye Piubes too!
#Moretti: "Serve una grande riflessione dentro il #PD"
Se ne fa un gran parlare
The Median Age Of Every Country
Read John Nash’s Super Short PhD Thesis
Population
Berlino tappezzata di adesivi contro la #Juve
Scrittrice. Filosofa. Libera pensatrice
Ho dato uno sguardo su Facebook
domenica 31 maggio 2015
Il (non) carnevale della fisica #9 - Prontuario sulla Scienza
Oggi tocca a noi del Tamburo Riparato l'onore e l'onere del (non) Carnevale della Fisica. Ma un momento: i componenti della squadra che sanno di cosa si parla sono impegnati con la scuola (Marco e Leonardo) o altro (Marco, un altro Marco, ne abbiamo diversi) e allora eccoci l'AD e me a supplire. Vederemo cosa ne esce.
No, contrordine compagni (cit.): Marco un po' di tempo l'ha trovato; il ragazzo rockz, vedrete tra qualche anno ce lo troviamo --OK non voglio anticiparvi niente anche perché dovrei svelarvi che sono un crononauta 'ncognito.
Ah, sì! una cosa: giù in fondo c'è scritto che il post l'ho fatto io ma solo perché non sono riuscito a dire al signor Blogger (che saluto) che siamo un team per questo post. Voi contate che ci sono più autori in primis Marco (quello gyovane), senza contare l'appoggio morale di Bruna.
Insomma, il post è stato scritto a 6 mani, ma tranquilli, di dita (o diti?) ne abbiam usati solo 3
Etichette:
Carnevali,
Cose di Bruna,
Cose di Juhan,
Cose di Marco
sabato 30 maggio 2015
Il diavoletto di Laplace
Nella storia della scienza diversi studiosi hanno fatto appello a entità immaginarie atte a prefigurare situazioni particolari o esperimenti singolari, che possono avvenire solo nella mente.
Subito molti di voi staranno pensando al gatto di Schrödinger, di cui abbiamo già parlato qui sul Tamburo.
Ma oggi non discuteremo di gatti, bensì di demoni!
In particolare, andremo a scoprire il demone o diavoletto di Laplace!
Ebbene sì, nel 1814 (mezzo secolo prima che Maxwell proponesse il suo) il matematico e astronomo francese Pierre-Simon Laplace (per saperne un po' sulla sua vita potete vedere qua) ideò un'entità, il diavoletto appunto, in grado di calcolare e determinare tutti gli eventi futuri, se gli fossero state fornite le posizioni, le masse e le velocità di tutti gli atomi dell'Universo e le varie formule inerenti al moto dei corpi.
Mario Markus, in Charts for Prediction and Chance, scrive a proposito di ciò: "Dal ragionamento di Laplace segue che se gli fornissimo anche informazioni relative alle particelle del nostro cervello il libero arbitrio diverrebbe un'illusione...In effetti, il Dio di Laplace si limita a voltare le pagine di un libro che è già stato scritto".
Laplace una volta scrisse:
Ma questo diavoletto è in un certo senso un paradosso!
Immaginiamo infatti che il demone sia in realtà un colossale supercomputer, così potente e con una memoria così vasta da conoscere ogni minimo dettaglio dell'Universo, fino allo stato di ogni singolo atomo che costituisce il computer stesso, e ogni elettrone che si muove nei suoi circuiti.
Grazie a tali informazioni, il computer può calcolare precisamente il futuro.
Supponiamo però che gli operatori gli impartiscano il seguente comando: "autodistruggiti se prevedi che nel futuro esisterai ancora; e non fare niente se prevedi che nel futuro non esisterai più"!
In qualsiasi modo si voglia osservare questa situazione, la previsione sarà errata.
Ma allora sopravvive o no il supercomputer?
Per risolvere il paradosso potremmo appellarci all'idea, già comune in un'interpretazione della meccanica quantistica, che ciò che il demone prevede è solamente uno dei possibili futuri.
Ma ciò non è sufficiente a sbrogliare il dilemma!
Immaginiamo infatti che ci serviamo del supercalcolatore per determinare lo stato dell'Universo nel futuro, un futuro in cui sarà elaborata una nuova meravigliosa teoria della fisica, scoperta dopo decenni di esperimenti e studi teorici da parte di numerosi scienziati.
Il computer ci serve tutte queste informazioni su un "piatto d'argento", e pertanto l'umanità non dovrà passare attraverso il lungo e faticoso processo di ricerca scientifica che sarebbe stato necessario per giungere alla suddetta teoria. A quel punto spegniamo il computer e andiamo a ritirare il Nobel senza aver fatto assolutamente nulla.
Sussiste un problema: se il computer ha davvero previsto soltanto uno degli infiniti possibili futuri, quello in cui si fa questa eccezionale scoperta scientifica, allora in verità non c'è alcuna previsione!
Non ci sarebbe infatti differenza se il calcolatore avesse scoperto la teoria per puro caso, un po' come la scimmia instancabile dell'omonimo teorema.
Il teorema della scimmia instancabile (detto anche delle scimmie infinite) afferma che una scimmia che schiaccia tasti a caso su una macchina da scrivere, per un tempo infinito, può, per puro caso, produrre qualsivoglia testo prefissato, anche la totalità delle opere di Shakespeare o l'intera Divina Commedia!
Nello specifico, data una tastiera formata da m tasti e un testo da riprodurre di k battute, la probabilità di non effettuarlo in n tentativi (indipendenti) è:

se facciamo tendere n all'infinito, tutta l'espressione tenderà a 0, il che significa che la probabilità di riprodurre un determinato testo se si prova infinite volte è del 100%.
Richard Dawkins ha osservato, nel libro L'orologiaio cieco, che al ritmo di una lettera al secondo il tempo trascorso dalla nascita dell'Universo ad oggi non sarebbe stato (quasi sicuramente) sufficiente alla scimmia per terminare il proprio lavoro.
In particolare ha provato, con un programma che genera casualmente lettere dell'alfabeto, che la probabilità per una scimmia di scrivere soltanto le prime 28 battute di una frase di Shakespeare è pari ad appena

cioè all'incirca 1 su 10.000 milioni di milioni di milioni di milioni di milioni di milioni (vincere al superenalotto è una bazzecola in confronto!).
Esiste una soluzione valida al paradosso del demone di Laplace ed è piuttosto banale.
Tra le peculiarità del supercalcolatore avevamo accennato al fatto che la sua conoscenza è così completa da comprendere ogni dettaglio della sua struttura interna.
In pratica, il computer può prevedere tutte le sue azioni (trascurando il fatto che possa o no avere libero arbitrio).
L'intreccio si sbroglia quando analizziamo cosa vuol dire per il calcolatore conoscere lo stato di ogni atomo e ogni elettrone di cui è costituito.
Deve immagazzinare tale informazione nella sua memoria, però la memoria è essa stessa formata da atomi sistemati in maniera precisa, e questa configurazione è parte dell'informazione che deve immagazzinare, e così via, il che è alquanto paradossale.
Ergo, non è possibile che il calcolatore sappia tutto di se stesso e non può pertanto includere se stesso nei calcoli che compie per predire il futuro, da ciò segue una conoscenza incompleta dell'Universo!
Non può esistere un diavoletto di Laplace!
Troviamo conferma anche in moderni sviluppi scientifici come il principio di indeterminazione di Heisenberg e la teoria del caos.
Quest'ultima, in particolare, afferma che anche minuscole inesattezze di misura iniziali possono portare a rilevanti differenze fra l'esito previsto e quello effettivo.
In sostanza, in base alla teoria del caos, il demone di Laplace dovrebbe conoscere la posizione e il moto di tutte le particelle con una precisione infinita, divenendo così più complicato dell'Universo stesso!
E se anche questo diavoletto fosse confinato all'esterno del nostro Universo, il principio di indeterminazione ci ammonisce che sono impossibili le misurazioni di precisione infinita!
Concludiamo con un video relativo a un immaginario dialogo tra il diavoletto di Laplace e quello di Maxwell:
Alla prossima!
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Vi ricordo che tra poche ore esce, proprio qui sul Tamburo, il (non) Carnevale della Fisica n.9. Non perdetelo!!!
Subito molti di voi staranno pensando al gatto di Schrödinger, di cui abbiamo già parlato qui sul Tamburo.
Ma oggi non discuteremo di gatti, bensì di demoni!
In particolare, andremo a scoprire il demone o diavoletto di Laplace!
Ebbene sì, nel 1814 (mezzo secolo prima che Maxwell proponesse il suo) il matematico e astronomo francese Pierre-Simon Laplace (per saperne un po' sulla sua vita potete vedere qua) ideò un'entità, il diavoletto appunto, in grado di calcolare e determinare tutti gli eventi futuri, se gli fossero state fornite le posizioni, le masse e le velocità di tutti gli atomi dell'Universo e le varie formule inerenti al moto dei corpi.
Mario Markus, in Charts for Prediction and Chance, scrive a proposito di ciò: "Dal ragionamento di Laplace segue che se gli fornissimo anche informazioni relative alle particelle del nostro cervello il libero arbitrio diverrebbe un'illusione...In effetti, il Dio di Laplace si limita a voltare le pagine di un libro che è già stato scritto".
Laplace una volta scrisse:
Ma questo diavoletto è in un certo senso un paradosso!
Immaginiamo infatti che il demone sia in realtà un colossale supercomputer, così potente e con una memoria così vasta da conoscere ogni minimo dettaglio dell'Universo, fino allo stato di ogni singolo atomo che costituisce il computer stesso, e ogni elettrone che si muove nei suoi circuiti.
Grazie a tali informazioni, il computer può calcolare precisamente il futuro.
Supponiamo però che gli operatori gli impartiscano il seguente comando: "autodistruggiti se prevedi che nel futuro esisterai ancora; e non fare niente se prevedi che nel futuro non esisterai più"!
In qualsiasi modo si voglia osservare questa situazione, la previsione sarà errata.
Ma allora sopravvive o no il supercomputer?
Per risolvere il paradosso potremmo appellarci all'idea, già comune in un'interpretazione della meccanica quantistica, che ciò che il demone prevede è solamente uno dei possibili futuri.
Ma ciò non è sufficiente a sbrogliare il dilemma!
Immaginiamo infatti che ci serviamo del supercalcolatore per determinare lo stato dell'Universo nel futuro, un futuro in cui sarà elaborata una nuova meravigliosa teoria della fisica, scoperta dopo decenni di esperimenti e studi teorici da parte di numerosi scienziati.
Il computer ci serve tutte queste informazioni su un "piatto d'argento", e pertanto l'umanità non dovrà passare attraverso il lungo e faticoso processo di ricerca scientifica che sarebbe stato necessario per giungere alla suddetta teoria. A quel punto spegniamo il computer e andiamo a ritirare il Nobel senza aver fatto assolutamente nulla.
Sussiste un problema: se il computer ha davvero previsto soltanto uno degli infiniti possibili futuri, quello in cui si fa questa eccezionale scoperta scientifica, allora in verità non c'è alcuna previsione!
Non ci sarebbe infatti differenza se il calcolatore avesse scoperto la teoria per puro caso, un po' come la scimmia instancabile dell'omonimo teorema.
Il teorema della scimmia instancabile (detto anche delle scimmie infinite) afferma che una scimmia che schiaccia tasti a caso su una macchina da scrivere, per un tempo infinito, può, per puro caso, produrre qualsivoglia testo prefissato, anche la totalità delle opere di Shakespeare o l'intera Divina Commedia!
Nello specifico, data una tastiera formata da m tasti e un testo da riprodurre di k battute, la probabilità di non effettuarlo in n tentativi (indipendenti) è:

se facciamo tendere n all'infinito, tutta l'espressione tenderà a 0, il che significa che la probabilità di riprodurre un determinato testo se si prova infinite volte è del 100%.
Richard Dawkins ha osservato, nel libro L'orologiaio cieco, che al ritmo di una lettera al secondo il tempo trascorso dalla nascita dell'Universo ad oggi non sarebbe stato (quasi sicuramente) sufficiente alla scimmia per terminare il proprio lavoro.
In particolare ha provato, con un programma che genera casualmente lettere dell'alfabeto, che la probabilità per una scimmia di scrivere soltanto le prime 28 battute di una frase di Shakespeare è pari ad appena
cioè all'incirca 1 su 10.000 milioni di milioni di milioni di milioni di milioni di milioni (vincere al superenalotto è una bazzecola in confronto!).
Esiste una soluzione valida al paradosso del demone di Laplace ed è piuttosto banale.
Tra le peculiarità del supercalcolatore avevamo accennato al fatto che la sua conoscenza è così completa da comprendere ogni dettaglio della sua struttura interna.
In pratica, il computer può prevedere tutte le sue azioni (trascurando il fatto che possa o no avere libero arbitrio).
L'intreccio si sbroglia quando analizziamo cosa vuol dire per il calcolatore conoscere lo stato di ogni atomo e ogni elettrone di cui è costituito.
Deve immagazzinare tale informazione nella sua memoria, però la memoria è essa stessa formata da atomi sistemati in maniera precisa, e questa configurazione è parte dell'informazione che deve immagazzinare, e così via, il che è alquanto paradossale.
Ergo, non è possibile che il calcolatore sappia tutto di se stesso e non può pertanto includere se stesso nei calcoli che compie per predire il futuro, da ciò segue una conoscenza incompleta dell'Universo!
Non può esistere un diavoletto di Laplace!
Troviamo conferma anche in moderni sviluppi scientifici come il principio di indeterminazione di Heisenberg e la teoria del caos.
Quest'ultima, in particolare, afferma che anche minuscole inesattezze di misura iniziali possono portare a rilevanti differenze fra l'esito previsto e quello effettivo.
In sostanza, in base alla teoria del caos, il demone di Laplace dovrebbe conoscere la posizione e il moto di tutte le particelle con una precisione infinita, divenendo così più complicato dell'Universo stesso!
E se anche questo diavoletto fosse confinato all'esterno del nostro Universo, il principio di indeterminazione ci ammonisce che sono impossibili le misurazioni di precisione infinita!
Concludiamo con un video relativo a un immaginario dialogo tra il diavoletto di Laplace e quello di Maxwell:
Alla prossima!
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Vi ricordo che tra poche ore esce, proprio qui sul Tamburo, il (non) Carnevale della Fisica n.9. Non perdetelo!!!
Etichette:
Carnevali,
cose di Leonardo,
Fisica,
Matematica,
paradossi
Cookies
C'è questa normativa sui cookies, entra in vigore martedì.
Francamente non ho capito cosa si deve fare. Il blog non raccoglie info di nessun genere, per quel che ne so. O se lo fa lo fanno i capi, il Signor Blogger (che saluto) o il suo Signor Capo Sua Eccellenza Google (che riverisco).
Che ne dite, io sono perpluto. Assay.
Un link ottimo al solito (Patrizia Rockz!) che ha anche molti altri link. Domani metto questa stessa nota su Ok, panico. Intanto: panico?
Iscriviti a:
Post (Atom)













