giovedì 21 febbraio 2013

La vigna ed io



Le piante purtroppo, a differenza degli animali, in particolare gli uomini, non hanno certe possibilità di difesa, non possono né prevenire gli attacchi né fuggire né procurarsi (se non limitatamente) l'acqua o le sostanze che sono loro necessarie: pur avendo in dotazione mezzi di difesa da certe malattie o parassiti, non sempre sono loro sufficienti per vincere la battaglia.
Per poter coltivare proficuamente sono allora indispensabili i fitofarmaci e i pesticidi: anticrittogamici, insetticidi. (Sul controllo degli insetti per mezzo di feromoni ho già parlato tempo fa nel post  I feromoni e la patata... )

Ecco, anche per quel che riguarda i fitofarmaci tengo fede alle mie idee etiche sulla sperimentazione animale, però per lo meno, rispetto agli altri farmaci, i pericolosi effetti collaterali possono essere limitati, purché... ovvio, purché vengano utilizzati nei modi, tempi e dosaggi previsti.

Anni fa ho dovuto conseguire il “patentino” di Manipulador de productos fitosanitarios, obbligatorio per poter curare la mia vigna. Ricordo che parecchi dei compagni di corso, agricoltori di professione, dopo aver ascoltato l'insegnante che raccomandava di usare solo le dosi consigliate e non superarle, commentavano tra di loro che avevano sempre usato dosi superiori a quelle consigliate perché se una dose era efficace, una dose e mezza era ancor più efficace!

Ovviamente questo comportamento è altamente scorretto, perché oltre a provocare fitotossicità ovvero avvelenare letteralmente la pianta che si vorrebbe proteggere contribuisce al fenomeno della selezione di ceppi resistenti, esattamente come avviene con gli antibiotici usati male per gli animali, tra cui l'uomo.

Occorre poi sempre tener presente la tossicità sia per gli umani, che devono somministrare questi veleni proteggendosi bene con le apposite tute, mascherine e guanti, sia per gli animali: quelli domestici possiamo allontanarli dal pericolo, ma gli altri (uccelli, pesci -dove ci siano corsi d'acqua, conigli selvatici, soprattutto api...) rischiano gravi intossicazioni, fino alla morte.

Certo, il dosaggio corretto non viene facilitato dalle istruzioni stampate sulle etichette: forse a chi deve salvaguardare le coltivazioni di un'estensione di terreno di vari ettari, utilizzando all'upo macchinari pesanti, può risultare utile sapere che la dose corretta è di tot litri di principio attivo per ettaro, ma è già più difficile -lo insegna solo l'esperienza- calcolare quanti ettolitri di mistura principio attivo/acqua diluente saranno necessari per coprire tutta l'estensione. 

Chi poi ha piccole estensioni (penso per esempio al mio vigneto, a tanti piccoli campi risultanti dalle divisioni ereditarie avvenute nei secoli, agli orti sia di campagna sia di città) avrà notevoli difficoltà nel calcolare il dosaggio. Se almeno le istruzioni indicassero quanti cc o grammi di prodotto occorrano per ogni 100 litri d'acqua, con un rapido calcolo si potrebbe determinare la dose giusta.


Questo benché lo strumento più usato per diffondere i fitofarmaci su piccole e medie estensioni sia lo zainetto da 16 litri, misura che complica leggermente il calcolo. Un qualche motivo per questa strana misura esisterà pure, vedo che qui, ad esempio, non si trovano le damigiane da 25 o 50 litri come in Italia, al contrario si usano damigianette da 16 litri nominali, quelle da 8 e bottiglioni da 4. Mah!


Ma torniamo a bomba. Volevo parlare dei fitofarmaci che occorrono principalmente per la vigna.
Le malattie principali che possono colpire la vite sono di tipo micotico e chiunque sa quanto sia difficile combatterle. Certamente ci sono anche i parassiti animali (basti pensare alla fillossera, che per fortuna in Canarias non è ancora arrivata, mentre invece impera la cocciniglia lanosa, “allevata” soprattutto in passato per produrre l'omonimo colorante naturale), ma qui dato il clima relativamente tiepido e abbastanza umido, soprattutto in certi anni le micosi la fanno da padrone.

Le micosi della vigna possono variare molto da un anno all'altro, perché per proliferare ciascuna ha bisogno di un determinato ambiente al momento in cui la pianta è a un determinato punto di sviluppo.
le cosiddette "macchie d'olio"
Quella che in genere si presenta per prima (attacca le foglie giovani) è l'oidio, che colpisce non solo la vite ma anche altre piante, qui la chiamano “ceniza” ovvero cenere: avete presente quella polverina bianca che a volte colpisce anche le rose del giardino? Infatti in Umbria e in Toscana, immagino anche in altre regioni, c'è l'usanza di piantare rose alle estremità dei filari di vigna: essendo le prime ad essere colpite danno l'allarme sull'arrivo del nemico, un po' come l' uccellino in gabbia nelle miniere. 

Tradizionalmente contro l'oidio si usa la polvere di zolfo. Purtroppo però questa ha effetto molto limitato anche nel tempo: prima di tutto è efficace solo per contatto, ovvero solo per le foglie su cui viene aspersa, quelle che nascono successivamente non sono protette; inoltre può essere lavata via facilmente da una pioggia consistente. Comunque si degrada e perde efficacia dopo circa una settimana, per cui i trattamenti preventivi devono essere frequenti. Nell'orto ha il vantaggio di non richiedere particolari attenzioni perché è sufficiente il lavaggio per poter utilizzare subito gli ortaggi per l'alimentazione. Anche i problemi di tossicità per l'uomo sono particolarmente limitati, in pratica è solo irritante soprattutto per gli occhi.

Ma ci sono altri metodi più efficaci per proteggere la vigna (e le altre piante, chiaro). Ci sono per esempio i fitofarmaci con effetto penetrante: questi non si limitano a proteggere la superficie, ma passando da una lamina fogliare all'altra penetrano in profondità, per cui sono più efficaci anche in caso di pioggia. Nei primo stadi dell'attacco micotico sono anche curativi. Proteggono comunque solo le zone trattate direttamente e anche questi si degradano dopo pochi giorni perdendo efficacia.

L'efficacia maggiore l'hanno i prodotti sistemici che, assorbiti dagli strati superficiali, vengono poi portati attraverso la linfa in tutto l'organismo della pianta. Hanno effetto preventivo ma anche curativo durante i primi stadi dell'infestazione. Il loro effetto resiste alle piogge, e in genere dura più tempo. Tra questi principi attivi ricordo il tetraconazol C13H11Cl2F4N3O, il penconazol C13H15Cl2N3, il proquinazid C14H17IN202, ma ne sono stati ideati di molti tipi, possiamo dividerli in famiglie, a seconda del loro meccanismo di attacco: ce ne sono che agiscono inibendo la penetrazione del fungo nella pianta, altri ne impediscono invece lo sviluppo una volta penetrato, altri ne fanno seccare gli organi contaminanti... Ignoro molte delle loro formule, so che sono molto complesse, come potete vedere.


tipica forma a S del grappolo attaccato
 dalla peronospora
Successivamente occorre però preoccuparsi del possibile arrivo della peronospora, che colpisce quando si presentano i “tre dieci”: 10 cm. di lunghezza (più o meno, non stiamo a fare i pignoli!) dei giovani tralci, 10º di temperatura minima misurata alla mattina, 10 mm. di pioggia caduta nelle 24-48 ore. Tipicamente per prevenirla vengono utilizzati fitofarmaci cuprici di contatto (ricordo che hanno solo effetto preventivo) quale l'ossicloruro di rame, sia nella formula con calcio sia nella formula tetrarameica, mentre la cosiddetta poltiglia bordolese (solfato rameico CuSO4•5H2O neutralizzato con idrossido di calcio o calce spenta Ca(OH)2 ), ha effetto penetrante.
Per avere invece un'attività sistemica con effetto anche curativo ci rivolgiamo invece a fitofarmaci di formula più complessa, per esempio il benalaxil C20H23NO3 [methyl N-(phenylacetyl)-N-(2,6-xylyl)-DL alaninate] o il metalaxil C15H21NO4.

Si presenta per ultima, attaccando direttamente gli acini -spesso approfittando di lesioni già procurate dalle altre micosi- la botrytis o muffa grigia, che produce sostanze tossiche per l'uomo (micotossine).
uva nera colpita da botrytis
Curiosamente, non è sempre vista come una malattia da combattere: quando le condizioni climatiche in cui si sviluppa il fungo sono di leggera umidità da rugiada notturna o deboli piogge, alternata a giorni di calore asciutto, facilmente si forma il cosiddetto marciume nobile, che non danneggia eccessivamente gli acini ma li fa leggermente appassire aumentandone il tenore zuccherino. Con l'uva così colpita si producono vini passiti di pregio, dal sapore aromatico e dolce, come per esempio il Sauternes o il Recioto.
Ma non tutte le uve sopportano così stoicamente l'attacco: le uve nere in generale e la maggioranza delle bianche vengono attaccate in maniera più nociva, con rottura degli acini e perdita delle qualità organolettiche.
Pertanto è assolutamente necessario, nelle zone che presentano le condizioni climatiche di cui sopra, prevenire l'attacco della botrite per mezzo di appositi anticrittogamici, che dovranno essere somministrati in genere in 1-2 dosi, poiché a questo stato fenologico occorre preservare i grappoli dal rischio di arrivare a maturazione conservando ancora tracce di fitofarmaci. A seconda delle condizioni meteorologiche e del rischio d'infezione, si possono usare prodotti di contatto, da rinnovare dopo una pioggia come il folpet C9H4Cl3NO2S, o penetranti come il pirimetanil C12H13N3 (almeno 3-4 settimane prima della vendemmia) o anche il metiltiofanato C12H14N4O4S2 (1 sola volta! i suoi effetti durano 35 giorni almeno) o il ciprodinil C14H15N3.
È bene non dare più di 3 trattamenti penetranti o sistemici all'anno, per prevenire la selezione di ceppi resistenti, anzi è meglio variare di anno in anno il principio attivo utilizzato.


Caro elettore ecco l'IMU


Ieri ho avuto una giornata impegnativa. Perfettamente organizzata: una scaletta preparata con cura nell'arco di una settimana, con email e telefonate (non tutti sanno usare le mail), appuntamenti ottimizzati secondo le considerazioni topografiche e mezzi di trasporto pubblici.
Non ha funzionato. Neanche un po'. Non lo faccio più. Anche perché ho preso freddo, al mattino si è alzato un vento da neve che spero non abbia conseguenze.
Pensare che all'inizio sembrava tutto OK. Addirittura sono stato a pranzo con un'amica in un Burger King nuovo di pakka (sì mi sono sbrodolato, ovvio). E ho bevuto la coca con tanto ghiaccio sopra ma senza paglia cannuccia. Neanche la mia amica usa la cannuccia, e beve tè alla pesca, con ghiaccio, e non si sbrodola perché, astutamente, ha chiesto di non metterci le salsine dentro (all'hamburger, non al tè).
Essendo giovane vota Grillo, come altri giovani e disoccupati e decisamente stufi di tutto.
Poi al pomeriggio si doveva parlare di roba dei 'puters ma invece abbiamo fatto altro. E ho conosciuto gente, diciamo di quelli moderati (ferocemente moderati che stanno con quelli saggi e moderati) inkatsati forte con il Berluscka per via della lettera. Si sentono presi in giro. E mi sa che è da tempo che hanno smesso di credergli. E non li attira neanche Monti (che da quando è salito su sta dicendo cazzate in quantità). Tra loro c'era anche un cattolico amareggiato per le cose di casa sua. Pare che la piccola croce sul bavero della giacca lo denunci come prete. Come pure la camicia grigia (ma io tempo fa ne avevo una uguale: vuoi vedere che sono un prete a mia insaputa?).


È incredibile come cambiano le persone, Torino è a una ventina di km da me e questo basta per trovare gente che non sta con Silvio perché toglierà non solo l'IMU e le tasse ma anche il divieto di pagare in contanti (alle volte serve, specie se non fai le fatture giuste) e poi l'Europa ci ha stufati, con la Merkel e tutto il resto.
Quindi mi sembrava tutto OK, addirittura una giornalista mi dice che in Lombardia, forse..., sembra..., anche se i numeri sono troppo vicini...

Poi oggi trovo questo sui giornali:

 

Mi sa che sono stato troppo ottimista.
E ho la gola che mi brucia per il freddo, non vorrei mai che...
Facciamo che se vedete un post dopo questo vuol dire che sono guarito.

 

mercoledì 20 febbraio 2013

Proposta di affari.

Scarpa Masai - Tanzania - gennaio 2013
Sto cercando finanziatori per lanciare sul mercato una nuova pantofola griffata per l'estate prossima. E' comodissima, assolutamente ecologica, improntata al riciclo e di grande design. Dopo le elezioni dovremmo avere un grandissimo rilancio economico e mi sembra dunque il momento giusto per una nuova, interessante intrapresa commerciale. Prendo in esame oltre ai finanziamenti, anche candidature per l'apertura di chioschi in franchising secondo la formula: paga prima e dopo avrai. Garantisco massima serietà e futura esenzione IMU sullo spazio occupato dalla ciabatta medesima. In ultima opzione, vendo l'idea a partito che fosse interessato a rinforzare gli ultimi fuochi della campagna elettorale, mostrando la nuova via che potrebbe accompagnare l'uscita dall'Euro e una nuova augurabile era di pauperismo sociale ed ideologico oltre che organico ed ecologico. Attendo urgenti proposte.

Talpe

In questo periodo Pico passa le notti ad abbaiare. E coinvolge Pero che è più lento a partire ma poi non la smette più.
Ho provato a scendere, chiamarlo ma è peggio: arriva di corsa, scodinzola, uggiola e riparte abbaiando con la speranza che lo segua.
Perché Pico è giudizioso e sa che se ci sono cani in giro un conto è abbaiargli dietro, far sentire che c'è e un altro sarebbe andarli ad attaccare. Oltretutto lui è sui 10 Kg, pochini per quel che si trova in giro.


Quindi abbaia tutta la notte.
E poi al mattino, presto, non oltre le 6:30, bisogna fare la passeggiata fino alla fine della via, 150 metri, per controllare se le sue marche sono ancora a posto. Più tardi si farà magari la passeggiata lunga ma quella è da fare subito. Vale anche se io uso la bicicletta.

Qualche giorno fa però è successa una cosa strana: intanto insisteva per andare in una direzione nuova, cosa mai successa. Poi abbiamo anche abbandonato la stradina e ci siamo messi a costeggiare un fosso lungo il confine tra due campi, lui sempre con il naso a un cm dal terreno. Presto si è capito che puntava a una cascina distante un paio di kilometri da noi, una delle poche ancora attive (c'è stata una notevole concentrazione negli ultimi anni).


Siano passati vicino a questo cespuglio spinoso dal quale si è levato uno stormo di passeri ma non lo ha interessato.

Arrivati a un centinaio di metri di distanza ha deciso che era ora di tornare. Ora, secondo me, la ragione era che la pista che aveva seguito era di cani sì e doveva esserci almeno una femmina.

OK, al ritorno ho fatto una scoperta che voglio condividere, questa:


sì, talpe.

La cosa strana, ma bisognerebbe chiederlo alle talpe, è che i cumuli di terreno, e quindi la galleria, è molto regolare, rettilinea e parallela al confine dei campi, a una distanza di una ventina di metri. Mistero.

Ah, sì sullo sfondo si vede la cascina dei fratelli, in particolare due delle stalle. Sullo sfondo le Alpi, il Bric (Monviso) all'estrema sinistra.


Pico adesso sta dormendo della grossa. E russa.

martedì 19 febbraio 2013

Carne di cavallo

Oggi va di moda questo:


Ci sarebbe anche la storia delle lauree farlocche ma non ne voglio parlare perché dovrei dire che la Lega Nord per l'Indipendensa della Padagna o Quantomeno per la Macroregione, Prima il Nord, Pota! è stata un'apripista, arrivata abbondantemente prima con il dr.Trota.

OK, torno al dunque.
Da dove arriva tutta questa carne di cavallo? Non sarebbe più logico mettere carni meno pregiate, tipo quelle suine?


No! c'è sotto qualcosa, al solito. Oggi ho sentito la tele (sì anch'io cito le fonti così) che si tratta di carne di animali vecchi precedentemente impiegati per attività sportive. Ora già è discutibile se lo sportivo fosse il cavallo o il cavaliere ma siccome la carne è del cavallo (si suppone, fino a prova contraria) vuol dire che si sa, lo sanno tutti, che questi animali vengono regolarmente dopati. Con chissà cosa.
E salta fuori che certe cose non capitano solo da noi. Riguarda l'Europa tutta. E probabilmente (anzi quasi sicuramente) tutto il mondo.


OK, la stessa cosa che nello sport capita agli atleti. A volte qualcuno confessa, prendi Lance o Alex.
O Oscar (davvero mi spiace, tanto, non avrei mai immaginato che anche lui!).


Che senso ha lo sport spettacolo estremizzato in questo modo? Roba che ti fa sembrare santarellini gli arbitri amici di Lucianone. E Lucianone, perfino.

Non sarebbe il caso di smettere, tutti, sia chi pratica e si presta a queste cose sia chi li supporta come spettatore.

OK, basta. [moralist_mode : off]. Bella giornata, nèh? (a chi ci piace la nebbia, ovvio).

lunedì 18 febbraio 2013

L'ha detto anche Margherita

Forse ho capito, anche se non è che torni proprio tutto, ma chissà...
Adesso vi racconto tutto che altrimenti non si capisce.
Ieri a pranzo si è parlato del più e del meno e anche dell'asteroide. No, non quello, quelli che sono caduti in Russia e hanno ferito centinaia di persone.


Io ci casco sempre: non sono stati colpiti dall'asteroide ma a causa dell'asteroide. L'esplosione quando questo arriva a contatto con l'atmosfera terrestre (OK, semplifico) genera un'onda d'urto, un colpo di vento, uno tsunami d'aria (ultimamente gli tsunami sono di moda, anche in politica) e se uno, per fare un esempio, si trova vicino a una finestra e si rompe il vetro è il vetro della finestra che ti colpisce. Per via dell'asteroide certo, ma non sei stato colpito dall'asteroide.
- Comunque Giacobbo aveva detto che questa volta non c'è da preoccuparsi.
- E l'ha detto l'astronoma a Uno-mattina, l'ho sentito mentre preparavo la pappa per il piccolo. Uno può anche non credere a Giacobbo (c'è chi non ci crede, da non crederci!) ma a quella ci credono tutti. Brutta ma simpatica, com'è che si chiama, Margherita...
- Hack.
- Sì lei!
- E in ogni caso quello di cui dobbiamo preoccuparci è la collisione, quella che deve venire...
- Eh?
- No, davvero, l'ha detto Margherita...
- Ma...

Non c'è verso. Io poi Uno-mattina mi fa venire i brufoli, non lo guardo mai. E questa mattina qualcuno mi segnala questo, su Internet: Pioggia di meteoriti su Giacobbo, e anche su di me. L’astronomia del rischio.

OK, c'è stata davvero un'astronoma a Uno-mattina (o comunque in TV, al mattino quando stavi preparando la pappa per il bimbo) e ha detto che non c'era da preoccuparsi per DA14. E chissà cos'altro.
Ma non mi sembra che fosse la Hack, ecco una foto sua:


Io continuo a vedere un grosso problema con l'ha detto la tele: a parte che non tutto quello che passa ha la stessa credibilità bisogna essere molto chiari e semplici (KISS dicono i 'mericani: keep it short and simple).
Prendi le previsioni del tempo (senza arrivare alle catastrofiste preconcette come Nonna e Min): "possibili eventi di modesta entità che sui rilievi potranno assumere carattere di precipitazioni nevose localizzate" dev'essere sostituito con "forse nevica in montagna".

E quando si citano Giacobbo, Giuliani, Paolo Fox dire che non sono considerati attendibili dalla comunità scientifica.
Poi certo guarda pure le trasmissioni di gossip, La vita in diretta, Studio Aperto, Mistero e Voyager ma ricorda che sono putt fandonie, bufale.
E Superman non vola, non esiste che può volare. E neanche la magia dei cartoni: la Magica Emi è solo una storia, come Babbo Natale. Ah, sì le renne non volano, sono le mucche dei lapponi (che si dovrebbero chiamare sami).

E non vale il detto "più studiano più diventano scemi"