mercoledì 3 aprile 2013

Il coccodrillo riciclato

OK, oggi parte una serie di post di cui non sono ancora riuscito a trovare un titolo, anzi se qualcuno mi aiuta benvenuto. Sono stato anche molto indeciso se partire con il coccodrillo, la Befana o l'unicorno. E poi si finirà per parlare di archeologia biblica.
Una precisazione: è una materia di cui so molto poco, anzi niente, benvenuti (ancora più del solito) commenti, osservazioni, critiche e quant'altro.
Una preghiera: non prendetela come una polemica, se urto la sensibilità di qualcuno ditemelo ma il Web è grande...


http://en.wikipedia.org/wiki/File:Paolo_Uccello_047b.jpg

Allora, tanto tempo fa a Silene in Libia (ma per i greci la Libia era tutta l'Africa che non era Egitto) c'era un drago che tiranneggiava i silenici. Una cosa che non vi dico. Per fortuna da quelle parti un giorno capita San Giorgio che parlando del più e del meno, come va e come non va e il tempo e non ci sono più le stagioni di una volta ...
E va a finire che gli raccontano del drago e lui dice "Uela! 'l mè mestè!".
Monta su sul suo cavallo destriero, tira giù l'elmo piumato (nella foto non si vedono le piume, photoshoppate per problemi di copyright) prende la lancia e, prima di subito, ammazza il drago. Appena in tempo che la bestiaccia stava per assaltare la principessa di Silene che era uscita a fare due passi e il drago l'aveva adocchiata e pensava di mangiarsela.
Questa è la versione che va per la maggiore.
Così la racconta Jacopo da Varagine nel suo best seller Leggenda Aurea.

Ma le cose sono andate davvero così? Non per spettegolare ma il mio amico Dirk Gently  me l'ha raccontata in modo decisamente diverso. Questa è la sua versione, giudicate voi.

Sì è in Africa, non a Silene che nessuno sa dov'è ma un paesotto sperduto, dimenticato da tutti. Le condizioni di vita erano quelle che erano, per dire non solo non c'era il bidet ma mancava anche l'acqua in casa. Non c'era nemmeno la fontana nella piazza del paese, niente, te la dovevi andare a prendere alla sorgente. E da che mondo è mondo a prendere l'acqua ci vanno le donne (anziane, le giovincelle è meglio che le tieni in casa, non si sa mai).
E un brutto giorno chi ti arriva alla fontana? No, non San Giorgio ma un coccodrillo lungo così. Voi avete idea di come sia un coccodrillo? Se da voi non ci sono non sapete che fortuna avete!

Comunque, in ogni caso, un bel giorno arriva Giorgio (all'epoca non ancora Santo, anzi in dialetto si chiamava Giors) e dice:
"Cazzo di paese, manco un bar!"
"No, non ce l'abbiamo, mica siamo depravati qui, noi siamo gente per bene che lavora, noi"
"Mi date almeno un bicchiere d'acqua che me ne vado, tanto, visto tutto qui"
"Te lo puoi andare a prendere alla sorgente, ma fai attenzione al coccodrillo, nèh"
"Uh! cos'è questa storia?"
"Vai e vedrai, ma tensiun! Uomo avvisato..."

Pensavano di essersi liberati del rompiscatole e che tutto fosse finito lì. Anche perché di solito il coccodrillo mangiava tutto e poi se ne stava tranquillo per un po'.
Invece no. Quello ha per davvero avuto la meglio. E combinazione (serendipity?) proprio quando passavano di lì le Iene.
"Cribbio! qui ci scappa un servizio!"
"Però Giors ha bisogno di un buon bagno prima del trucco"
"E l'elmo piumato"
"E il destriero"
"E, senti, il coccodrillo ... stavo pensando ... ecco, sai, ce l'abbiamo ancora la roba usata per Barbie e Raperonzolo?"

Ma non è detto che sia davvero andata così? Il mio amico Ponder Stibbons mi ha appena passato questo link.


Visto che lo Snark manco l'ho nominato?

2 commenti:

  1. Bel post, mi piacciono le favole, questa poi ha un titolo vagamente calviniano (da Italo Calvino, ovvio)

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    1. Sono calvinista anch'io, italiano.

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