Adesso faccio un post che mi procura nemici, scancellazioni dai social-cosi e peggio. Non c'è mai limite al peggio (auto-cit).
Quelli che hanno a che fare con i 'puters --cioè praticamente tutti-- conoscono e hanno un'opinione ben precisa sulle persone prominenti del settore. A volte dimenticano qualcuno, come il mio amico John McCarthy, o Niklaus Wirth o com'è-già-che-si-chiama-quello-là? ma tutti conoscono Bill Gates, quello di Micro$oft, Steve Jobs, quello della mela (non Newton, l'altro), Zuck di Facebook, TBL che ha inventato il Web, il mitico ed eccentrico RMS, Linus di Linux e tanti altri.
OK, basta, ce ne sarebbero tanti altri, troppi. E ognuno ha i propri preferiti, quelli che gli piacciono e altri meno. Anch'io.
Anzi, questo post è per comunicare al mondo intero (OK, una piccolissimissima parte di esso) che ho cambiato idea su uno di loro. Quello che non immaginereste mai, sapete che sono un evangelista di Linux (a proposito, davvero non capisco perché continuate a non usarlo), lui, proprio lui, Bill Gates.
Ormai è vecchio, "largo ai giovani!" ha detto qualche anno fa, tanto si era fatto tanti più $oldi di quello che riesci a immaginare. Troppi anche per lui, sua moglie Melinda e i loro tre figli.
Ma qualcosa bisogna pur fare per passare le giornate! Per dire Paperon de' Paperoni si fa le vasche nuotando nella sua piscina molto esclusiva. Bill invece ha fondato una fondazione, la Bill & Melinda Gates Foundation.
OK, secondo me c'è qualcosa di sbagliato se uno riesce ad accumulare così tanti soldi (anche se lo fa senza fare come Silvio) ma tant'è. E poi la fondazione fa cose che mi sembrano più che buone, compresi i gavettoni ma non solo.
Recentemente poi ho scoperto che sta sui santissimi anche a Vandana Shiva per via degli OGM.
In ogni caso Bill ha fatto parecchio per modellare la nostra vita. Senza di lui i 'puters non sarebbero quello che sono, nel bene e nel male. Per dire --con licenza parlando-- oggi anche Gasparri li usa: ha un account Twitter, che conviene ignorare ma contento lui...
Ah, momenti dimenticavo: La fondazione c'è anche su Fèissbukk.
mercoledì 20 agosto 2014
martedì 19 agosto 2014
Il Sole: nascita, funzionamento e fine della nostra stella, e la sua influenza sull'ambiente terrestre
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| by Marco Bruno |
Avrei voluto preparare con cura questo post di segnalazione, ma l'eccessiva curiosità di Juhan mi costringe a correre e batterlo probabilmente sul tempo.
Abemus un conferenziere DOC tra di noi e non lo sapevamo
Sulle qualità di Marco Bruno credo che ormai pochi tra quelli che lo conoscono potrebbero dubitare, così come sulle sue numerose competenze delle quali ci ha dato più volte assaggi, ma che addirittura qualcuno si accollasse il rischio di metterlo davanti ad un pubblico vero e fargli snocciolare le sue conoscenze del Sole e dintorni, beh, questa è stata proprio una bella sorpresa.
Il 18/feb/2014 l'Associazione Ligure Astrofili POLARIS, in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale "Giacomo Doria", ha organizzato un ciclo di tre conferenze multimediali interattive, durante le quali sono state illustrate le principali tematiche della moderna astronomia.
Il Circolo Pinerolese Astrofili Polaris ha collaborato attivamente e il nostro Marco B. si è preso la responsabilità di parlare della nostra stella: il Sole.
Complementi di spagnolo - 1 - premesse
Come forse qualcuno già sa, il nostro multiforme Baker Street Boy/Serpico/Dario intende mettersi seriamente a studiare, tra l'altro lo spagnolo, per cui mi ha chiesto una mano.
Può darsi che anche a qualcun altro oltre a lui possano essere utili questi "complementi", per cui li pubblico direttamente qui.
La lettera D finale, come in MADRID, BONTAD, ecc. si pronuncia correttamente quasi come una TH inglese di “that”, però senza mettere la lingua tra i denti, ma appoggiandola all’interno degli incisivi superiori, e quasi “soffiandola”.
Tra la gente comune sta sparendo questa pronuncia, soprattutto in Canarias e Andalucía, e si passa, come a suo tempo è successo per l’italiano, a BONTÀ, AMISTÀ ecc.
Sempre la povera D, nella lingua parlata, sta sparendo nei participi e altre parole in –ado. Es. CUÑADO ->CUÑAO, SACADO -> SACAO ecc.
Come vi avranno spiegato, davanti alle parole femminili che iniziano con vocale a- tonica, gli articoli la, una diventano per eufonia rispettivamente el, un.
Es: EL AGUA FRÍA (ma: LA FRÍA AGUA).
Quello che non vi insegneranno invece è che tra il popolino si fa una gran confusione, e per ipercorrettismo (come direbbe un linguista) si crede che alcune parole maschili che iniziano con “a” (e neanche tonica) siano in realtà femminili e abbiano l’articolo maschile per la regola suesposta, e quindi l’aggettivo viene concordato …al femminile! Esempio tipico, molto diffuso anche per iscritto: EL AZÚCAR BLANCA
La parlata canaria poi ha altre caratteristiche, che a volte si vedono anche scritte:
LA S FINALE raramente si pronuncia come tale, c’è chi non la pronuncia affatto e c’è chi parla bene e
la “soffia” solamente, come se fosse la H di “mah! “. In alcuni casi solo il numero del verbo ti fa capire se ad esempio si tratta di LAS ROSAS o LA ROSA.
I gruppi –STR-, -SPR-, -ST-, -SP-, -SG-, -SM- (al momento non me ne vengono in mente altri) all’interno della parola si pronunciano quasi -TTR-, -PPR-, -TT-, -PP-, -GG-, -MM-, cioè come un rafforzativo, sempre leggermente “soffiato”, della consonante seguente. Ad esempio: ¡QUE SUTTO! (SUSTO) in cui inoltre la S iniziale diventa un misto tra S e F, soffiata com’è.
Spesso la -L- seguita da consonante diventa -R-. Esempio: ARQUILER (ALQUILER), DISCURPA (DISCULPA)…
La parlata andalusa è molto simile a quella canaria.
(la prossima puntata quando potrò, come sapete ho poca connessione in questi giorni)
Può darsi che anche a qualcun altro oltre a lui possano essere utili questi "complementi", per cui li pubblico direttamente qui.
Questo non vuole e non può essere un corso di lingua, ci mancherebbe altro! saranno solo osservazioni su alcuni aspetti dell'idioma, curiosità, dati che non si trovano sui vocabolari o sui libri di testo, osservazioni mie dalla vita di tutti i giorni.
Incomincio con alcune premesse, prima di entrare nel vivo nei prossimi appuntamenti.
Certamente vi stanno insegnando la pronuncia corretta delle varie lettere o gruppi di lettere spagnole, ma non fa male qualche considerazione, e qualche informazione che i professori non danno.
Le lettere CH e LL sono considerate lettere a tutti gli effetti, non combinazioni di consonanti come può apparire ai nostri occhi. Pertanto nei dizionari meno recenti le troverete al loro posto, rispettivamente tra la C e la D, e tra la L e la M, mentre nei più nuovi è facile le troviate nel nostro consueto ordine alfabetico.
La lettera Y e la lettera LL spesso vengono confuse nella pronuncia (e per gli ignoranti anche nello scrivere), che può andare dal suono i (congiunzione Y), a i semivocalica (pronome YO ecc.), fino a sg o perfino a sc (soprattutto nelle lingue latinoamericane).
Lo stesso vale per la lettera B e la V (c'è chi scrive il mio nome come Vruna, giuro) e per la J, la G davanti a e, i in alcuni casi.
Certamente vi stanno insegnando la pronuncia corretta delle varie lettere o gruppi di lettere spagnole, ma non fa male qualche considerazione, e qualche informazione che i professori non danno.
Le lettere CH e LL sono considerate lettere a tutti gli effetti, non combinazioni di consonanti come può apparire ai nostri occhi. Pertanto nei dizionari meno recenti le troverete al loro posto, rispettivamente tra la C e la D, e tra la L e la M, mentre nei più nuovi è facile le troviate nel nostro consueto ordine alfabetico.
La lettera Y e la lettera LL spesso vengono confuse nella pronuncia (e per gli ignoranti anche nello scrivere), che può andare dal suono i (congiunzione Y), a i semivocalica (pronome YO ecc.), fino a sg o perfino a sc (soprattutto nelle lingue latinoamericane).
Lo stesso vale per la lettera B e la V (c'è chi scrive il mio nome come Vruna, giuro) e per la J, la G davanti a e, i in alcuni casi.
Tra la gente comune sta sparendo questa pronuncia, soprattutto in Canarias e Andalucía, e si passa, come a suo tempo è successo per l’italiano, a BONTÀ, AMISTÀ ecc.
Sempre la povera D, nella lingua parlata, sta sparendo nei participi e altre parole in –ado. Es. CUÑADO ->CUÑAO, SACADO -> SACAO ecc.
Non troverete quasi uno spagnolo che riesca fisicamente a pronunciare la S impura a inizio di parola senza premettere una E che addirittura viene scritta: ed ecco España, estrato, espuma, esclavo... (è particolarmente buffo quando applicano questa pronuncia a lingue straniere...)
Attenzione alla lettera Ñ! Su questa gli spagnoli sono suscettibilissimi, la vedono come il simbolo della loro lingua (infatti non esiste in altre) e fanno un gran can-can se gliela tolgono dalle tastiere dei computer ecc.Come vi avranno spiegato, davanti alle parole femminili che iniziano con vocale a- tonica, gli articoli la, una diventano per eufonia rispettivamente el, un.
Es: EL AGUA FRÍA (ma: LA FRÍA AGUA).
Quello che non vi insegneranno invece è che tra il popolino si fa una gran confusione, e per ipercorrettismo (come direbbe un linguista) si crede che alcune parole maschili che iniziano con “a” (e neanche tonica) siano in realtà femminili e abbiano l’articolo maschile per la regola suesposta, e quindi l’aggettivo viene concordato …al femminile! Esempio tipico, molto diffuso anche per iscritto: EL AZÚCAR BLANCA
La parlata canaria poi ha altre caratteristiche, che a volte si vedono anche scritte:
LA S FINALE raramente si pronuncia come tale, c’è chi non la pronuncia affatto e c’è chi parla bene e
la “soffia” solamente, come se fosse la H di “mah! “. In alcuni casi solo il numero del verbo ti fa capire se ad esempio si tratta di LAS ROSAS o LA ROSA.
I gruppi –STR-, -SPR-, -ST-, -SP-, -SG-, -SM- (al momento non me ne vengono in mente altri) all’interno della parola si pronunciano quasi -TTR-, -PPR-, -TT-, -PP-, -GG-, -MM-, cioè come un rafforzativo, sempre leggermente “soffiato”, della consonante seguente. Ad esempio: ¡QUE SUTTO! (SUSTO) in cui inoltre la S iniziale diventa un misto tra S e F, soffiata com’è.
Spesso la -L- seguita da consonante diventa -R-. Esempio: ARQUILER (ALQUILER), DISCURPA (DISCULPA)…
La parlata andalusa è molto simile a quella canaria.
(la prossima puntata quando potrò, come sapete ho poca connessione in questi giorni)
Quinare ovvero Air on G's String
Tartaruga: Quando si vuole parlare di una parola o di una locuzione, la si cita, cioè la si indica ponendola per convenzione tra virgolette. Per esempio posso dire:
La parola "filosofo" ha cinque lettere.
Qui ho citato la parola "filosofo" mettendola tra virgolette per chiarire che sto parlando proprio della PAROLA "filosofo", anziché del filosofo in carne e ossa. Si tratta della distinzione tra USO e MENZIONE.
[...]
Tartaruga: Credo che chiamerò "quinare una locuzione" quinare una locuzione.
Achille: "Quinare"? E che parola è?
Tartaruga: Una parola di sette lettere, se non vado errata.
Achille: Quello che stavo tentando di capire è perché ha scelto proprio quelle lettere e in quell'ordine.
Tartaruga: Ah, ora capisco che cosa voleva sapere con la domanda: "E che parloa è?". Posso risponderle che l'operazione è stata inventata da un filosofo di nome "Willard Van Orman Quine" e così ho scelto quel nome in suo onore. Ma purtroppo non posso andare oltre nella mia spiegazione. Perché il nome di Quine sia formato proprio da quelle cinque lettere, e perché esse siano disposte proprio in quel particolare ordine sono domande per le quali non ho nessuna risposta immediata. Comunque, potrei volentieri andare...
[...]
Achille:
"PRODUCE UNA FALSITÀ SE PRECEDUTO DALLA PROPRIA CITAZIONE"
PRODUCE UNA FALSITÀ SE PRECEDUTO DALLA PROPRIA CITAZIONE
GEB, p.469-73. Ha ormai più di trent'anni ma è sempre bellissimissimo. Ovviamente non tutto, su certe cose ci sono stati grossi cambiamenti (i 'puters), certe spiegazioni io le vedrei molto diverse, non m'intriga lo Zen e così via. Ma resta uno dei miei libri preferiti. Davvero.
Mistero sulle cinque lettere di filosofo, così anche in inglese: The word "philosopher" has five letters.
Ah, sì, bonus:
lunedì 18 agosto 2014
Trascendentale
In questi giorni sono incasinato, ho anche qualche problema di salute, quelli che capitano quando finisce la bella stagione (o quella che è). Niente dio grave, stanchezza, dolorini alle gambe; poi passa --forse.
Ma ho visto che se non posto io sul blog non posta nessuno, mica come una volta, quando eravamo giovani.
Già ieri niente e oggi sono indaffarato sull'altro blog, quello noioso, forse finisco in giornata. Per intanto qui una segnalazione veloce, roba che viene da un tweet del Popinga (o forse era su Facebook, non ricordo). Facciamo che invece di leggere il blog leggete Trascendenale.
Bello, quasi come se l'avessi fatto io (me). E ci sono gli UFO e Appadreppio, tutte notizie fresce, garantite. Di quelle che piacciono alla gente. Io intanto mi curo, non vorrei mai che fossero i morgelloni.
sabato 16 agosto 2014
Fiere, feste e ...
Volendo, mettendoci volenterosamente un po' di buona volontà le feste non finiscono mai. E quando è festa per qualcuno è automaticamente festa per ogni buon pastafariano, dice il Profeta Bobby, evangelista di Sua Pastosità il Prodigioso FSM. Per esempio ieri era una festa doppia, ferragosto che lo facciamo solo noi in Italia e l'Assunta che ormai fanno i pochi. Per esempio questi:
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E oggi è il compleanno del nostro Marco, 'gury nèh!
Ma vorrei dirvi di una cosa prossima ventura, per settembre, che ho scoperto ieri sera. E mi spiace davvero di non poter mettere le foto del programma che sono bellissime, dodici pagine fitte fitte (no, dai, horror vacui non lo dico!) perché poi c'è chi ci si arrabbia e dice che ci do la baia (OK, questa è allo stesso livello dell'horror di cui sopra). Però ve la racconto che è davvero notevole. Il programma si esaurisce in due pagine ma poi c'è la pubblicità, tutta locale tranne una ditta che la fa anche alla Rai, pensa tè! Quello che potrebbe stupire è che si tratta di un paese molto piccolo che non ha nemmeno un pretesto per fare la fiera; per dire Carmagnola ha i peperoni e festeggia tutto il mese di settembre, Cavour ha le mele e allora anche lui, poi c'è la vendemmia un po' dappertutto e allora via che andiamo.
Il terzo martedì di novembre la fiera c'è anche a Piubes (fera d'la nebia?) ma è poca cosa.
Ma torno al coloratissimo depliant. Intanto il target: tutta per i contadini, sembrerebbe stando alla pubblicità. E i nomi tutti in stile burocratico: cognome nome. E illo tempore (ops!) dev'esserci stata un'epidemia di Massimo, Katia e Daniele. Largo uso del prefisso Agri va bene quasi per tutte le attività. Ugualmente diffuso il suffisso service, dubbi sulla pronuncia. Invece sono spariti tech (suffisso) e tecno (prefisso) per via del biotech usato come sinonimo di OGM.
Ma a cosa che più mi ha impressionato e che mi fa davvero sentire superato, non al passo con i tempi è la musica. C'è, come in ogni festa che si rispetti il ballo a palchetto, ovviamente. Ma è l'orchestra che è speciale: DJ Orchestra del Liscio di Tal dei Tali.
Ecco DJ non fa parte del mio vocabolario. E ai miei tempi in Romagna si diceva lissio, ma questa sarebbe un'altra storia.
Ma oggi la festa è tutta per Marco: ancora auguri, tanti-tanti! Anzi di più
Mi inserisco proditoriamente nel post di Juhan (mi perdoni?) per unirmi agli auguri al nostro Marco. Buon compleanno!
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