domenica 23 giugno 2013

Cose (di Scienza) dal Web #4


Passioni d'amore e matematica

[...] Chi pensa che i matematici siano individui schivi e isolati, dediti solo al pensiero astratto e così poco propensi ad addentrarsi nel turbinio delle passioni che scuotono gli animi del genere umano... Beh! Non ha mai frequentato un matematico o non ha mai partecipato a un loro congresso! In realtà, contrariamente alla credenza popolare, i matematici sono spinti da passioni creative difficili da descrivere, non meno intense di quelle che spingono un musicista a comporre o un artista a dipingere.
Certo, abbiamo anche esempi in cui la genialità si scontra con la poca propensione alla socializzazione: come è il caso del grande Paul Erdős, in grado di lavorare 18 - 19 ore al giorno e rifuggire dal contatto fisico (specie per le donne) e regolare vita affettiva, o Grigorij Jakovlevič Perel'man, che dopo avere vinto e rifiutato (!) l'ambitissima medaglia Fields, si dimise polemicamente dal suo incarico universitario a San Pietroburgo, vivendo praticamente come un senzatetto. [...]


Buon compleanno, Blaise!

[...] Da qualche parte del Midwest americano, in anni neanche troppo remoti dell’appena trascorso Novecento, si verificò una strana convivenza tra il Darwinismo e il Creazionismo. Per quanto le due teorie sull’origine dell’uomo possano sembrare inconciliabili, erano le stesse persone che se ne facevano portavoce: alternavano dotte lezioni in cui si esponevano le idee del barbuto inglese che trascorse mezza vita a bordo della Beagle, ad accalorate difese dei versetti della Bibbia.
Quello che cambiava non erano i docenti, ma l’uditorio. Gli studi di Darwin sull’evoluzione venivano riservati alla popolazione nera, mentre la visione della Genesi era riservata alla sola popolazione bianca. Bisogna riconoscere agli autori della pensata una ottima capacità di adattamento, oltre che una stupefacente crudeltà mentale: se un filosofo inglese sostiene che l’uomo discende dalle scimmie, intende riferirsi solo a quegli umani di rango inferiore per i quali una tale ipotesi è tollerabile; non certo ai bianchi, che sono ovviamente fatti ad immagine dell’Onnipotente. [...]


Eversione della sfera e paradosso di Smale 

[...] Con l'espressione "eversione della sfera" ci si riferisce, in Topologia differenziale, al fatto non intuitivo che è possibile "rovesciare" una sfera (vuota), e "rivoltarla" come un guanto, in uno spazio tridimensionale con eventuali autointersezioni ma senza creare alcuna piega, per mezzo di una deformazione continua. È sottinteso che è impossibile ottenere tale trasformazione con una sfera fisica e che ci stiamo riferendo ad una sfera matematicamente idealizzata, vero? Meglio precisarlo...non si sa mai. Veniamo al Paradosso di Smale.
Stephen Smale dimostrò, nel 1958, che l'eversione di una sfera è possibile in teoria, motivo per cui il risultato è noto come paradosso di Smale. Tuttavia, ciò non risolve il problema di trovare una omotopia esplicita, cioè, detto in parole povere, un modo esplicito per trasformarse la sfera nella sua versione dentro-fuori. Trovare una eversione esplicita ha impegnato negli anni diversi matematici, tra cui Bernard Morin (nel 1978), non vedente, la qualcosa è piuttosto sorprendente e ci fa comprendere in che maniera controintuitiva, dal punto di vista visivo, possa rivelarsi una eversione. [...]


Geometria dei cruciverba

[...] Le parole crociate vantano una storia relativamente recente: la prima griglia definita comparve il 21 dicembre 1913 nel supplemento domenicale Fun del New York World. L’aveva inventata l’inglese, poi americanizzato, Arthur Wynne, che adottò uno schema a losanga, o a diamante. Ancora non c’erano le caselle nere per separare le parole della stessa riga o colonna, ma lo stesso Wynne provvide poi a creare questa convenzione, che decretò il successo del gioco ampliandone enormemente le possibilità e le dimensioni. Il sistema delle caselle nere pian piano impose schemi quadrati o rettangolari, che sono oggi praticamente universali. Il gioco si diffuse nel giro di un decennio in tutte le parti del mondo e in molte lingue, adattando le sue convenzioni all’idioma locale (in italiano e francese non si tiene conto degli accenti, in tedesco le vocali miste si scrivono separate, ecc.). Il primo cruciverba inglese è del novembre 1924, mese in cui fu pubblicato anche il primo schema francese. In Italia il primo “Indovinello delle parole crociate” comparve l’8 febbraio 1925 sulla Domenica del Corriere e nel 1929 è attestata per la prima volta la parola “Cruciverba”, forse inventata dall’editore e scrittore Valentino Bompiani. [...]


Arduino: creare è un gioco da ragazzi

[...] Arduino è un circuito più microcontrollore capace di rendere semplice ciò che una volta era complicato, di trasformarci in piccoli inventori, allargare un po’ le frontiere della nostra immaginazione. Il suo co-creatore Massimo Banzi come i tanti che hanno adottato questa tecnologia sono l’esempio perfetto di una un qualcosa che diventa grande e riesce, contro tutto e tutti, a invadere il resto del mondo.
Cos’è Arduino? A cosa serve? Chi lo può utilizzare? Perché ha avuto un così grande successo? Abbiamo provato a rispondere a queste domande attraverso le storie di un manipolo di belle persone che in tutta Italia hanno messo in gioco il proprio talento e passione.
E ancora: quali sono le nuove frontiere dell'utilizzo di Arduino? Prima di tutto la stampa 3D che con il suo rapido sviluppo sempre basato sul concetto di “ hardware open source” sembra disegnare scenari futuri al limite della fantascienza. [...]



PS di Marco:
Si lo so. Già leggere gli articoli suggeriti richiede un po' di tempo, ma vi assicuro che ne vale la pena. Se proprio non avete tempo potete sempre tornarci con più calma. A queste segnalazioni però non posso non aggiungere le ultime edizioni dei carnevali scientifici:

Carnevale della Matematica #62 

Carnevale della Chimica #29

Perchè? Ma perchè sia Popinga che Gianluigi (tamburristi DOC) hanno messo su un'edizione con i controfiocchi e vi assicuro che già solo le due presentazioni valgono il prezzo del biglietto (agggratis). Senza contare poi i diversi ottimi contributi dei partecipanti.
Insomma, i carnevali sono quasi sempre una garanzia e questi ultimi due hanno tenuto pianamente fede alle aspettative. 

6 commenti:

  1. È dura prendere in castagna Marco, non sbaglia mai... ma questa volta perfino lui ha fatto un errore: Gianluigi non è (finora!) un tamburista, a meno che si nasconda sotto il nome del fantomatico Ponder Stibbons...
    Per il resto ha perfettamente ragione, andate a leggere i carnevali suggeriti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio commento si è incrociato con il tuo. Ma i due sono congruenti; chissà se GLF...

      Elimina
  2. Concordo con Marco (le sudisfassiun ca dan i noüv, le soddisfazioni che danno le nuove leve). Poi GLF se ci legge con attenzione potrebbe vederci un invito, neanche tanto velato. Tanto lui il tempo per un post in più lo trova (come fa?).

    RispondiElimina
  3. @ Bruna & Juhan
    OPS!!! GLF non suona il tamburo! Io dico che se ci si mettesse lo suonerebbe da dio ("d" in piccolo per non creare equivoci... o li ho già creati?). Beh, io che c'ho la faccia come il c... (sono sfrontato) lo tolgo completamente il velo e mi permetto un invito ufficiale (con l'appoggio degli zii):
    Gian sta casa 'spetta a te!


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, sì, forse se ci mettiamo in molti a chiederlo...

      Elimina