sabato 25 maggio 2013

REAMDE: basta ho chiuso con Neal

Reamde è un romanzo techno-thriller di Neal Stephenson, pubblicato nel 2011. La storia, ambientata al giorno d'oggi,  è centrata sulle vicissitudini di un ostaggio e gli sforzi suoi, della famiglia e di sue nuove conoscenze, molte delle quali associate a un MMORPG (gioco di ruolo multiplayer), per salvarla mentre i suoi rapitori la trascinano in giro per il globo. Argomenti trattati spaziano dalle attività online tra cui la caccia all'oro, i social-cosi e i metodi criminali della mafia russa e dei terroristi islamici.
Dice Wikipedia1, in inglese, traduzione di Google Traduttore, modificata da me.

È lunghissimo. E, secondo me, pallosissimo. L'ho finito a fatica per poter scrivere questa recensione. Ma forse sono solo io che non sono quello giusto per Stephenson. Non più. Perché una volta mi piaceva, tanto.

Snowcrash del 1992, letto poco dopo in italiano, era fantastico, anche se a leggerlo ora risulta invecchiato.
Cryptonomicon, 1999, è probabilmente quello da cui partire, ops! esaurito (da sempre!).
Ma c'era stato altro, Zodiac, Il Sillabario e In the Beginning...
Anche Quest'ultimo (è un saggio, lo trovate free sul Web) è invecchiato parecchio. Io per un certo tempo avevo anche pensato di tradurlo ma ho aspettato troppo e quando mi ci sono messo ho realizzato che ero troppo in ritardo.
Neal scrive difficile, ho letto il terzo volume del Ciclo Barocco in originale molto faticosamente.
Anathem (2008) ambientato in un universo parallelo con intersezioni in altri universi che evidentemente non sono troppo paralleli segna la svolta dello stile di scrittura dell'autore. E mi sono detto basta.

Invece no, Zar mi segnala la traduzione in italiano di REAMDE (pessima idea per un titolo) e lo leggo. Faticosamente. Pieno di fatti minuziosamente descritti per pagine e pagine che con la storia hanno poco a che fare. Mi sembra anche farlocca l'idea del gioco di ruolo che assume un'importanza esorbitante. E l'errore del sistemista che scatena tutta questa roba non è credibile. A meno che il suddetto sistemista sia più scemo di Gasparri, Jo Vanardi e Calderoli.

Insomma per me mai più. Davvero questa volta.
Certo sono tanti che non la pensano come me, per dire Cory Doctorow: "Stephenson's several exquisitely choreographed shoot-outs (including an epic, 100+ page climactic mini-war) are filled with technical gubbins about guns that convey the real and genuine enthusiasm of a hardcore gun-nut, with so much verve, so much moment, that I found myself itching to find a firing range and try some of this stuff out for myself."

Poi googlando ho trovato MIDIAN (non so se ve ne ho già parlato, è un giovane tosto2), che fa quello che avrei dovuto fare io, molto meglio di me, qui: L’hanno fatto di nuovo: Gioco mortale, di Neal Stephenson (2012).

OK, archiviato, ieri sera mi sono detto: "e ora qualcosa di completamente differente3" di cui per adesso vi posso fornire solo un assaggino:


Poi, prossimamente... forse...
Anzi di sicuro, restate sintonizzati4.

1. Sì, esatto! Come faremmo senza la Wiki?
2. Assay.
3. Cit. (cit.).
4. Nèh!

6 commenti:

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    1. Mi sa che continuo sull'argomento, amplio, giustifico, peggioro la situazione.
      Prossimamente.

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  2. e pensa che forse lo "presento" ufficialmente il 14 giugno , come gli autori veri, ma robe da matti!

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    1. Ci faccio prima una relazione; lo sto leggendo con grande piacere, anche se OPS! stavo per spoilerare!

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  3. Avete perfettamente ragione purtroppo e concordo in pieno con voi.
    Per non parlare di quanto rosico per non aver potuto finire di leggere la trilogia di Quicksilver grazie alla Rizzoli che non ha stampato il terzo volume, quelli si che sono libri da 1000 pagine altro che 'sto mattone

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